6 mesi di viaggio in Sud Est Asiatico con Antongiulio Mancuso

Nella seguente intervista, ti raccontiamo l’emozionante storia di Antongiulio Mancuso che ha deciso di abbandonare la vita classica e viaggiare per circa 6 mesi in sud est asiatico. 

Ascolta il podcast e scopri quali sono stati i dubbi, le difficolta i consigli e tutti i bei momenti affrontati da Antongiulio.  

Se invece sei più tipo da lettura, trovi qui sotto il riassunto di quanto Antongiulio ci ha raccontato a voce!

 

Con Antongiulio ci siamo conosciuti poco prima della partenza per altre vie, anche lui sognava il nomadismo digitale, e ha seguito le nostre orme stando in giro anche più di noi!

“Sono partito a novembre dalla Thailandia girando tutto il Sud est asiatico per 6 mesi. Sono voluto partire dopo aver terminato la facoltà di economia ed ero curioso di vedere davvero cosa ci fosse fuori. Non ero mai uscito dall’Europa, e sentivo che mi mancava la conoscenza culturale dell’altro.”

Quanto ci hai messo a partire?

“Bella domanda. Diciamo un anno, ma a piccolo passi. Sono partito pensando di stare due settimane in Thailandia e poi andare in Australia, ma non ci sono ma arrivato: ho seguito il flusso e mi ha portato in tutt’altra direzione!

Una delle esperienze più belle che ho vissuto è stata l’alba che ho visto dalla cima d’un monte in Thailandia, sopra un letto di nuvole. In Indonesia scalare il vulcano Ijen ed entrare nel cratere! E poi le esperienze di volontariato che ho fatto, dagli ostelli alle scuole di cucina, insegnato inglese e lavorando in una fattoria…insomma, di tutto! Tutto molto facile con Workaway, un bellissimo modo per abbassare le spese e vivere la cultura.

Avevo un budget di 10-15€ al giorno tutto incluso, e in quei luoghi era più che sufficiente!”

E dove hai trovato i soldi?

“ho continuato a lavorare come prima e guadagnare uguale, ho solo abbassato le spese superflue! Ho iniziato a tenere traccia dei miei costi, che a Milano sono una cosa pazzesca, e quindi a parità di guadagni riuscivo a mettere via molto di più!”

E gli amici? Famiglia?

“La mia famiglia mi ha sempre supportato, siamo rimasti in contatto sempre. La mia più grande paura era stare da solo, a casa avevo grosse difficoltà a farlo, e quindi in viaggio ne avevo molto paura…ma appena mi sono messo in viaggio mi sono accorto che era l’ultimo dei miei problemi! Ho iniziato il viaggio con un mio amico conosciuto durante un altro viaggio, e nelle 24 ore precedenti continuavo a pensare di annullare, di scrivergli un messaggio e inventare una scusa…continuavo a pensare che sarei stato da solo, anche in aereo! Per fortuna mi sono convinto a partire”

E cosa hai imparato?

“Io non mi sento cambiato, ma sicuramente ho imparato a vivere di più il presente. Ho scoperto parti di me che nemmeno conoscevo, forza che non sapevo di avere. Non ho avuto tanti momenti negativi o di nostalgia, ma il secondo mese di viaggio è stato quello più difficile. Ho lasciato che il tempo sistemasse tutto, e mentre a casa avevo sempre l’ansia per il futuro, in viaggio ho imparato a fidarmi del destino e lasciare che le cose succedessero da sole.

Mi rendeva ancora più curioso di ciò che sarebbe successo dopo il fatto di non avere nessuna certezza, ma spesso mi riempivo di dubbi sul fatto che stessi facendo la cosa giusta…”

E le tue abitudini? Cosa ti è pesato della vita normale?

“più di tutti lo sport, andavo spesso a correre. Il cibo mi è piaciuto tanto, anzi da quando sono tornato ho continuato a mangiare riso anziché pasta!”

Hai conosciuto persone speciali?

“assolutamente sì. In viaggio incontri persone splendide, magari ci passi solo due ore ma ti sembra di conoscerle da una vita! Con molto siamo.ancora in contatto e ci siamo ripromesso di vederci ancora nei rispettivi paesi! Conoscere questo tipo di persone è una delle cose più interessanti di questo tipo di viaggio solo andata. Anche la cultura locale, e Workaway e Couchsurfing sono due strumenti meravigliosi per conoscere locali! Insegnare è una delle cose più belle che si possano fare, conosci ragazzi e bambini che ti mostrano totalmente cosa significa vivere quel luogo. Scopri di avere tanti pregiudizi involontari, come mi sono trovato a scoprire quando vivevo con i musulmani in Indonesia, e in qualche modo straordinario si disintegrano mano a mano che viaggi!”.

Ti sei mai sentito non al sicuro?

“no, solo una volta in Myanmar quando ero su un treno lentissimo e il treno si è fermato e ha cominciato a scendere in retromarcia! Ma è un altro tipo di rischio, non mi sono mai e poi mai sentito in pericolo a causa delle persone, anzi sono molto ospitali e aperti! In Indonesia ci tornerei subito per tanti motivi, i paesaggi, le persone, tutte le culture diverse che si incrociano in quei luoghi…bisognerebbe tornare e starci mesi e mesi per conoscerla davvero!”

Ci sono delle cose che non hai potuto fare a causa del budget limitato?

“No, sono riuscito a fare tutte le esperienze che volevo fare! Grazie a Workaway riuscivo ad abbassare la media, così da potermi permettere cose magari più costose o turistiche. Si trova il modo di fare tutto a costi molto più bassi!

Il Workaway che mi ha dato più soddisfazione è stato quello in Indonesia, insegnando inglese ai bambini nelle scuole pubbliche, che si appoggiano ad associazioni che richiamano stranieri per far conoscere la cultura ai bambini…E loro sono così curiosi! Le esperienze più assurde che mi sono successe anche erano tramite Workaway. In Laos abbiamo festeggiato il capodanno ad esempio in un fiume con gente completamente matta, oppure quando le scimmie mi hanno rincorso e ho dovuto abbandonare tutto il cibo per liberarmene!”

Quali vaccini hai fatto?

“Ho fatto solo l’antirabbica in Cambogia direttamente perché mi aveva morso un gatto, e devo dire che è stata una buona esperienza, rispetto a ciò che ci si aspetta erano ben attrezzati. Poi la disponibilità dei dottori nei confronti dei turisti è totale!”

Come ti sei organizzato con lo zaino?

“50 litri e 15 kg, classico. Fondamentale il cellulare, qualche giorno sono stato senza e mi sentivo davvero perso. Ho fatto quasi sempre sim locali con costi davvero ridicolo. Per me era fondamentale avere sempre un libro con me!”

E il ritorno? Come è stato?

“Sono appena tornato. Devo ancora capire come mi sento, è bello rivedere gli amici e i familiari, ma ti senti anche strano…dopo tutto il tempo sulla strada, non so più stare fermo, non vedo l’ora di ripartire e penso tra massimo 6 mesi di farlo (ma prima vado a Londra a ricaricare il conto in banca!).”

Risorse utili consigliate da Antongiulio

Libri:

Siti web:

Tags from the story
Written By
More from Marco

Migliori VPN gratuite per la Cina: tutto quello che devi sapere

Se stai pianificando un viaggio in Cina allora ti starai sicuramente chiedendo...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.