Aspettativa dal lavoro per viaggiare: come si può fare?

Ciao, sono Alberto, un viaggiatore come te.

Ho accettato con entusiasmo di condividere la mia esperienza riguardo a come ho ottenuto un’aspettativa dal lavoro per viaggiare a lungo termine. E’ l’articolo che avrei sempre voluto trovare in tutti questi anni, qualcuno che già avesse superato tutti gli ostacoli e spiegasse come! L’ho cercato in tutti i modi, ma niente… Ti assicuro, non l’ho trovato!!!

Per cui eccomi qua, sono io a farlo. Cominciamo dalla prima domanda: “Come puoi viaggiare per periodi lunghi senza perdere il lavoro?”

 

Viaggiare a lungo termine senza perdere il lavoro.

Sono un dipendente pubblico e sebbene sia sempre stato invidiato da tutti gli amici e conoscenti (per il fatto di godere di un gran numero di giorni di ferie, avere vacanze con facilità nei ponti, le feste, etc) col tempo e dopo i primi viaggetti (in particolare da quando viaggio in solitaria, cosa che adoro!) mi sono reso conto che c’era qualcosa che non andava al mio ritorno.

Non mi accontentavo, sentivo quell’amaro in bocca…non era qualcosa che si poteva soddisfare con qualche giorno in più di ferie o una destinazione diversa, era proprio un desiderio di maggiore libertà, di maggiori possibilità. Ero convinto che viaggiando più a lungo avrei potuto spendere non tanto di più e concepire il viaggio con più lentezza, più autostop, più incertezza, più improvvisazione, più avventura, più cuore e meno mente!

Stavo inconsapevolmente piantando i semi del mio sogno: il viaggio a lungo termine. Ma come fare per riuscire a realizzarlo per un periodo senza perdere il lavoro?

Ci ho perso la testa per un pò e il sogno è rimasto tale per tanti, tantissimi anni.

Ma alla fine, anche se il mio viaggio in sé non è ancora iniziato e partirà tra qualche mese, ci sono riuscito: ho trovato il modo per avere più tempo per viaggiare senza perdere il lavoro. Ora ti spiego come!

Aspettativa non retribuita o Part-time verticale?

Come ti dicevo per anni ho lasciato questo sogno lì, abbandonato nel cassetto… sai perché? Non ero pronto! Non ero convinto!

Quindi fatti questa domanda, come prima cosa, perché è questa la cosa più importante: tu sei pronto? Sei convinto? Se non lo sei lo scoprirai ben presto, perché anche le prime piccole difficoltà ti faranno mettere subito da parte il tuo sogno aspettando il “momento giusto” come giustamente lo chiamano Marco e Ilaria (ma che ormai sappiamo tutti la verità, non esiste!).

In principio informati su tutte le possibilità previste dal tuo contratto. Leggilo bene e capirai che probabilmente le uniche due opzioni che ti possono permettere di viaggiare a lungo termine senza perdere il lavoro sono l’aspettativa dal lavoro e il part-time verticale.

Partiamo dal secondo…

il part-time verticale ti permette di lavorare per un numero di ore inferiore al 100%, sino al 50% o anche meno in dipendenza del tuo tipo di contratto, organizzando l’orario di lavoro e ridistribuendolo in modo tale che la prestazione venga resa a tempo pieno, ma limitatamente ad alcuni giorni della settimana, del mese o dell’anno. In questo modo, per esempio, potresti lavorare 9 mesi l’anno con il tuo solito orario full-time, e nei successivi 3 mesi essere libero e appunto viaggiare. Il tuo stipendio verrebbe chiaramente ridimensionato in questo caso di circa il 25% (informati bene al riguardo! Dipende molto anche dal tuo stipendio annuale e in quale scaglione di tasse rientri).

Per quanto mi riguarda, all’inizio ho contemplato questa possibilità ma ben presto ho realizzato che avevo bisogno di più tempo, e 2 o 3 mesi non erano sufficienti. Se per te è ok provaci, è sicuramente un buon compromesso! Passiamo quindi alla seconda (e la mia) opzione: l’aspettativa (che in certi casi corrisponde al comunemente noto anno sabbatico).

lavoratrice felice

Aspettativa per motivi personali

Che cos’è un’aspettativa dal lavoro? E semplicemente un periodo, di cui si può fare richiesta, nel quale si mantiene il posto di lavoro senza più fornire la prestazione lavorativa e senza essere pagati. Una specie di “congelamento” del posto di lavoro, lo prendi, lo metti in freezer e nel frattempo fai altro. Ma attenzione: non puoi aprire il freezer amico, il che significa no money for you, quindi occhio! Eh sì, bisogna farsi i conti in tasca, giustamente non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca!!!

Ci sono vari motivi per cui si può chiedere aspettativa dal lavoro e ti assicuro che nessuno di questi contempla il viaggiare a lungo termine! Sono tutti motivi più concreti previsti per legge (per gravi motivi familiari, per cariche pubbliche, per cariche sindacali, per esigenze formative, etc) o altri previste dai contratti. Valuta bene cosa prevede il tuo contratto, ma generalmente quasi sempre c’è l’asso nella manica: Aspettativa per motivi personali.

E’ quella che io ho utilizzato. Nel caso previsto dal mio contratto, era qualcosa del tipo “Aspettativa per esigenze personali o familiari “.

A questo punto, se davvero sei arrivato fin qua, probabilmente sei pronto e convinto davvero, si fa sul serio: leggiti bene il contratto e comincia a sondare con la tua Amministrazione. Chi si occupa di risorse umane? Ci sarà senz’altro una persona che si occupa di queste cose nella tua azienda, nel tuo lavoro.

Parla con lei (solo dopo aver letto attentamente il tuo contratto) e vedi un po’ se ne capisce qualcosa e può aiutarti, o se hai la sensazione che voglia solo metterti i bastoni tra i piedi (se la conosci bene, forse questo lo saprai già!).

Raccogli tutte le informazioni possibili da lei: ti auguro sia gentile, onesta, utile come lo è stata quella che ha aiutato me.

“Ma posso chiedere un’aspettativa dal lavoro anche se è nel privato?”

Una piccola nota: io lavoro per un’amministrazione pubblica, ciascuna è diversa, ma anche nel privato puoi chiedere l’aspettativa! Generalmente è più difficile ma non impossibile, io conosco una persona che lo ha fatto e l’ha ottenuta. Studiati bene tutta la roba sopra.

Hai i requisiti per chiedere un’aspettativa dal lavoro? Da quanti anni lavori lì? Informati bene e cerca qualcosa di simile a quanto ho descritto sopra nel tuo contratto, quasi sicuramente c’è!

 

Bene. Ora il passo successivo: ne devi parlare al tuo superiore/capo/dirigente!

 

Chiedere l’aspettativa al capo.

Per me questa è stata la cosa più dura da fare, anche se in realtà è stata quella che è andata più liscia!

Il mio consiglio primario è: analizza la situazione.

Che rapporto hai con lui/lei? Se è davvero pessimo forse è il caso di lasciar perdere e cercare prima nel frattempo di crearne uno migliore! Altrimenti semplicemente apri il tuo cuore e fai capire quali sono i motivi che ti spingono a fare questa richiesta…

Certo, non puoi dire “vorrei l’aspettativa perché voglio fare il giro del mondo”. O meglio, puoi, ma dovresti motivarlo in modo diverso, crearci intorno un progetto, scovare e descrivere la vera motivazione che ti spinge: magari che hai bisogno di un tempo per te, il tempo passa, potresti perdere il treno, non vuoi diventar vecchio senza averci almeno provato; oppure anche che vuoi proseguire un tuo percorso di crescita personale, e venire a lavoro tutti i giorni non te lo permette.

Generalmente potrebbe essere che tale persona ti venga in aiuto anche senza entrare nei dettagli della cosa… considera che chiedere un’aspettativa non è un danno per l’azienda, non ti pagano mentre sei in aspettativa tanto! La tua richiesta potrebbe perfino essere vista in maniera positiva. Non sarà facile trovare il coraggio, ma semplicemente… fallo!

Nel mio caso, il mio capo mi ha appoggiato fin da subito. Stentavo a crederci te lo assicuro, ma è andata così. È importante essere onesti e non mentire, in caso di richiesta di chiarimenti puoi dire che vuoi viaggiare come parte della cosa… ma parlane all’interno di un progetto più ampio, e di come questo serva per valorizzarti e raggiungere i tuoi obiettivi.

Magari anche di quanto farà bene al tuo lavoro, una volta tornato (magari saprai una lingua in più, o farai un corso di qualcosa…).

chiedere l'aspettativa come si fa

E ora che il capo ha detto sì…che fare?

Una volta che il tuo capo avrà dato il nulla osta alla cosa, dovrai passare alla vera e propria richiesta di aspettativa… come funziona questo dipenderà in gran parte dalla tua amministrazione.

Potrebbe esserci già un modulo di richiesta oppure no, potresti dover dare ulteriori chiarimenti una volta fatta la richiesta, potresti dover esplicitare ulteriormente i motivi piuttosto che scrivere semplicemente “motivi personali” (come è successo a me).

Ciò che è importante è decidere esattamente il periodo (solitamente può essere massimo 12 mesi ogni tre anni, ma dipende dal contratto), quindi le date (considera che ti faranno mettere probabilmente dal primo del mese e non da una data precisa). Devi esserne certo perché poi modificare il periodo potrebbe essere complicato. Se ti chiedessero dei motivi più specifici fai riferimento a quelli esplicitati in qualche contratto (io ad esempio mi sono aiutato con una frase del contratto Regione e autonomie locali, posso farti avere quale 😉 ).

Ci saranno dei tempi di risposta ma ti consiglierei di fare tutto con molto anticipo rispetto a quella che è la tua presunta partenza, ti direi almeno sei mesi prima, con tutta calma! Anche perché il tuo capo e la tua amministrazione apprezzeranno senz’altro il rispetto del tempo che gli dai per organizzarsi!

Che dire? Questo è tutto ciò che ho imparato dalla mia recente esperienza nel chiedere un’aspettativa dal lavoro per viaggiare nell’ambito pubblico.

Per tutto il resto… c’è la Guida al viaggio al lungo termine! E’ davvero ciò che mi ha fatto decidere a cominciare tutto questo e superare tutte le mie paure (i soldi, il pensiero giudicante altrui, la possibilità o meno di ottenere un’aspettativa, etc). La guida è come mettere la prima è partire 😉

Manca ancora tanto al mio viaggio, ma già ora so con certezza che potrò mettere in freezer il mio lavoro per un po’ e ne sono felicissimo… ti auguro di trovare il modo di poter fare presto lo stesso col tuo!

Buon viaggio!!!

Alberto

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