Come vendere un reportage a un giornale?

vendere un reportage rivista

Chiedersi come vendere un reportage a un giornale potrebbe sembrare un po’ una domanda anni ’90. 

“Ma in che mondo vivi? I giornali non pagano!”

Mi pare di sentirli. E, hanno ragione, almeno in parte.

I bei tempi del fotogiornalismo sono finiti da un pezzo: uno dei nostri mentori è un grande fotografo che trent’anni fa ha girato il mondo, dall’Australia all’America, pagato da riviste come Vogue per immortalare modelle/i su quella o quell’altra spiaggia.

Oggi? Un’utopia! Se dai giornali si riescono a ottenere pochi spiccioli è un bel risultato, specialmente se non si è “addentro” a qualche redazione. Sicuramente sono più convenienti altri modi per guadagnare con la fotografia, soprattutto se si desidera farne un lavoro stabile e continuativo.

Ma…dopo aver calpestato un po’ i tuoi sogni, ci tengo a precisare che c’è un “ma“.

Vendere un reportage a un giornale oggi non sarà una cosa facile, probabilmente non sarà ben retribuita e richiederà molto più tempo di quanto vorresti impiegarne, ma potrebbe aprirti altre strade interessanti.

Ad esempio:

  • dopo aver piazzato il tuo primo reportage, sarà più facile riuscirci con altri perché avrai già un contatto
  • ti aiuterà a creare un portfolio di valore, che ti sarà utile per fare personal branding come fotoreporter e a trovare altre opportunità
  • ti aiuterà a capire come funziona il mondo giornalistico, le sue fide e opportunità, e a entrarci con maggior successo. Soprattutto, a DECIDERE se secondo te vale la pena entrarci.

 

 
 
 
 
 
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Ma prima di tutto, cosa significa reportage?

Cosa intendo con “reportage“?

No, non devi necessariamente andare in guerra o in luoghi irraggiungibili per farne uno.

Quando parlo di reportage intendo, e quoto la Treccani, un “servizio di un cronista, di un corrispondente, di un inviato speciale su una situazione o un argomento particolare“. Nel nostro caso vorrei parlare in particolare di “fotoreportage“, ovvero di situazioni in cui i suddetti servizi sono accompagnati (oppure sono rappresentati prevalentemente da) fotografie.

Tra me, Ilaria, che sono content writer freelance con il pallino della fotografia, e Marco che è fotografo di professione, abbiamo ottenuto le nostre belle soddisfazioni in questo campo.

Tra le più interessanti:

Da queste e altre esperienze con il mondo giornalistico abbiamo capito diverse cose, in particolare quelle viste sopra: farne un lavoro è un lavoro di per sé, e tendenzialmente non ben pagato. Ma è una strada bellissima ricca di soddisfazioni personali, che può aprire strade e porte inaspettate.

E in questo articolo vorrei provare a darti qualche indicazione per, quantomeno, capire se continuare su questo sentiero nonostante tu abbia ormai capito che soldi e ricchezza si trovano altrove!

reportage holi india pubblicato

Come vendere un reportage? Prima capisci come funziona un giornale

Prima di aver anche solo l’ambizione di avvicinarti a una redazione penso che sia doveroso farsi un’idea chiara di come funzioni la baracca, e quindi di quale sia l’approccio giusto per essere considerati.

Non sono certo la massima esperta in materia, ma come hai visto sopra e come ho spiegato nel mio articolo su come scrivere articoli retribuiti, qualche cosina la so.

E una cosa te la posso dire: i giornali hanno bisogno di reportage da collaboratori esterni, e poco gli importa se quei collaboratori sono giornalisti esperti, fotoreporter pluripremiati, o il signor nessuno.

Cosa vuole la redazione

L’importante è che il lavoro sia:

  • di valore, ovvero che sia ben scritto e che le foto siano interessanti/uniche
  • in linea con il giornale, ovvero che non si proponga qualcosa di totalmente alieno dalle loro pubblicazioni abituali
  • rilevante per la loro audience, quindi che sia un’idea interessante, inedita, non uscita altrove, che gli permetta di vendere più copie e/o di ottenere più views
  • abbia un buon tempismo con i fatti di cronaca o con il momento storico che si sta vivendo (considerando in realtà che pubblicazioni come i periodici cartacei fanno i piani editoriali anche con un anno di anticipo)
  • ma soprattutto, che sia ben presentato.

In realtà l’ultimo è il punto più rilevante, e più difficile. Perché la difficoltà più grossa quando sei un signor nessuno è proprio far sì che la tua email venga aperta dalla redazione.

Non è cattiveria o nonnismo (o almeno, non solo) se i giornali fanno affidamento per il 99% dei pezzi ai collaboratori abituali, e per le foto ai siti di stock: è il modo migliore e più semplice per loro di avere garanzia di qualità e costanza.

Le email di redazione sono letteralmente invase ogni giorno di comunicazioni, la maggior parte comunicati stampa e proposte di articoli.

Anche se ci fosse una persona dedicata solo a leggerle, probabilmente non riuscirebbe comunque a vederle tutte!

Il compito di un fotoreporter che voglia farsi pubblicare è prima di tutto quello di farsi notare, quindi. Emergere dalla mischia, dal caos, dalla mediocrità.

Come? 

Come inviare il fotoreportage al giornale

 

Principalmente con tanta testardaggine (non ti aspettare una risposta alla prima mail), un po’ di inventiva (mai provato a telefonare, ad esempio?) e soprattutto buone capacità di copywriting per scrivere un oggetto della mail memorabile.

Per le proposte di articoli/fotoreportage bisognerebbe specificare che si tratta di “proposte“, o anche come si dice in inglese di un “pitch“. E poi conquistare con un titolo ad effetto.

L’aver vissuto con un senzatetto, così come l’aver preso un aereo in un momento storico in cui nessuno o quasi viaggiava, erano tutto quanto sopra. Il difficile era far leggere quel contenuto alla persona giusta.

L’ideale è avere un aggancio, ma ovviamente questi non piovono dal cielo, e all’inizio del tuo percorso sarà difficile averne.

Per cui per provare a proporre un tuo pezzo a un giornale in cui non conosci nessuno dovresti:

  1. Aver realizzato un fotoreportage che abbia tutte le caratteristiche sopra, e che sia impeccabile sia nel testo che nelle foto
  2. Fare una bella ricerca sul giornale in questione, sullo stile, sulle modalità (online si trovano tantissime informazioni, utile ad esempio questa intervista a diversi editor di giornali super ambiti)
  3. fare un’altrettanto bella ricerca sull’editor della sezione che ti interessa, e trovare la sua email diretta o un contatto telefonico (così da evitare di passare per la famigerata email di redazione). Questa è forse la parte più difficile, ma ti condivido un trucchetto mica da ridere come il plugin per LinkedIn Lusha – mi raccomando, fanne buon uso e non essere invadente!
  4. Preparare un Oggetto della mail che faccia capire che si tratta di un pitch, e poi streghi con un titolo che incuriosisca e invogli ad aprire
  5. Nella mail, il suggerimento standard è quello di mettere le prime righe un riassunto dell’articolo, dopodiché una brevissima bio (due righe massimo), l’informazione sulla presenza delle foto di qualità e poco altro. Non c’è una regola, ma credo che valga sempre il suggerimento che mostrare è meglio che spiegare. Quindi quanto più la tua mail sarà di per sé una dimostrazione delle tue capacità, tanto meglio.
  6. Nel caso di un servizio solo fotografico, allega un paio degli scatti più significativi per attirare l’attenzione (ma occhio che il peso sia bassissimo per non essere bloccato dal server di posta). Per gli altri puoi mandare un link esterno, ma anche qui occhio ai troppi link che allertano i filtri anti-spam.
  7. Invia e attendi. La cosa peggiore è che dovresti aspettare di vedere se ricevi risposta prima di provare con un altro giornale, perché immagina che brutta situazione quella in cui due editor ti rispondano per lo stesso pezzo volendo l’esclusiva (per le foto, questo problema c’è meno).

Se ti risponderanno (purtroppo non tutti gli editor sono così carini), probabilmente saranno subito loro a parlarti di soldi, e difficilmente sarà una contrattazione: ti diranno qual è il prezzo lordo che sono disposti a pagare, se c’è e non è uguale a zero, e tu potrai solo decidere se accettare o meno.

Quanto paga un fotoreportage, chiedi?

Mah, per le foto da sole è davvero difficile trovare giornali disposti a pagare, a meno di essere un nome noto o di avere davvero delle foto “bomba”. Nella maggior parte dei casi, si fa per la gloria, o per pochi euro.

Con un testo giornalistico, il discorso cambia: non sarà comunque molto, e dipenderà anche dalla lunghezza dell’articolo (il numero di battute, ovvero i caratteri spazi inclusi) e dal tipo di giornale. Può essere qualcosa come 30-40€ lordi, ma aspettati anche meno.

Ci sono riviste, e periodici cartacei in particolare, che hanno politiche diverse e pagano bene, ma sarà per molte più foto e battute, quindi il prezzo a parola/immagine sarà comunque basso quando fai il calcolo.

Nel tempo sicuramente le cose migliorano, lo dimostra il fatto che ci sono giornalisti freelance che vivono dignitosamente di questo, una volta trovata la propria nicchia, i propri interlocutori, gli agganci giusti, le modalità collaudate, etc.

Ma all’inizio, purtroppo, questo è quello che ci si può aspettare (e uno dei motivi per cui sono una content writer e non una giornalista).

 

Ma quindi…perché fare tutto questo?

Ehi, io ti avevo avvertito: non sarà certo per diventare ricco in poco tempo!

Lavorare come fotografo e fotoreporter non è facile nel mondo di oggi, è vero.

Però rimane comunque bellissimo: se i reportage che andrai a fare saranno spinti da reale interesse, saranno il modo ideale per dar sfogo alla tua passione per la fotografia e la scrittura.

Ci sono lavori, come questo, che vale la pena fare solo se li si ama talmente tanto da farli anche gratis, solo per il piacere che ne deriva.

Questo non significa che non dovresti farti pagare, anzi, solo che potrai affrontare a testa alta le difficoltà che precederanno il successo.

Ma alla fine, se passione e testardaggine l’avranno vinta, anche quello arriverà, promesso!

Come dico sempre: se fosse facile, lo farebbero tutti 😉

come vendere un reportage

Pubblicare un reportage fotografico gratis è più facile, ovviamente

Se ciò che vuoi è soprattutto la soddisfazione di vedere il tuo fotoreportage pubblicato, invece, ci sono strade molto più semplici: tante riviste come Focus, National Geographic e i periodici fotografici pubblicano spesso le foto dei lettori.

Ti consiglio di seguire le istruzioni sulle testate stesse, soprattutto se sei all’inizio in questo mondo sono un bel modo per iniziare.

Provare a partecipare a queste iniziative è un ottimo esercizio tra l’altro per arrivare preparati al momento in cui si proverà effettivamente a vendere i propri lavori, tra l’altro: permette di farsi un portfolio di pubblicazioni da linkare nella mail, oltre ad aiutare a capire le dinamiche che portano alla pubblicazione e ad avere una valutazione dei propri lavori.

 

Se stai cercando qualcosa di simile, noi su Viaggiosoloandata.it organizziamo spesso concorsi fotografici gratuiti, oltre a tenere photo review professionali nel gruppo Facebook “Da zero a fotografo”

E se ti fa piacere condividere con la nostra community i tuoi reportage, saremmo felici di pubblicarli sui canali ufficiali VSA come abbiamo fatto con tanti fotografi finora, ad esempio Olmo con il suo viaggio nell’Orissa tribale.

 

Cosa ne pensi?
Come sempre, raccontami nei commenti se hai idee o storie diverse, e aiutiamo chi voglia vendere un reportage a un giornale a farsi un’idea di questo mondo!

 

Un abbraccio,

Ilaria

 

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2 Comments

  1. says: Ernesto

    Bravi ottimo articolo. Mi piace per la sua semplicità e chiarezza, senza tanti giri di parola e con la totale assenza di “falso buonismo” che si legge in giro. Ricordo che una rinomata rivista fotografica chiedeva suggerimenti e nuove idee ai lettori che avrebbero potuto presentare un progetto alla redazione. Avevo una idea che mi balenava in testa da tempo e così provai a contattare la redazione come richiesto. Mai avuto risposta….e un po’ me lo aspettavo. Riposta la mia idea nel cassetto, proverò a tirarla fuori per voi….credo che ogni fotografo di viaggi porti con se un enorme bagaglio fatto di itinerari turistico /gastronomici/culturali. Dedicate loro una pagina del vostro giornale per raccontare un posto, un cibo un panorama e sarà un successo….per loro e per voi.

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