Composizione fotografica paesaggio: 7 trucchi che pochi usano [+BONUS]

composizione fotografica paesaggio

Quando si tratta di immortalare la bellezza del mondo in cui viviamo, nulla è peggio di una composizione fotografica di paesaggio scadente.

Puoi sbagliare il White Balance, può non essere proprio precisissimo il focus, o avere una leggera sovraesposizione nelle luci…potrai intervenire in post-produzione per migliorare questi elementi, e forse riuscire anche a salvare la foto e trasformarla in un bellissimo quadro.

Ma se la tua composizione di paesaggio è povera…non c’è nulla che tu possa fare per migliorare la foto, purtroppo.

Magari stavi ammirando il paesaggio più bello del mondo. Magari il sole al tramonto è uscito da sotto una nuvola proprio al momento giusto, illuminando la scena in modo perfetto. Forse c’erano pure gli angeli che cantavano l’Allelujia…

Ma poi guardi quella foto, pensando che sarà un capolavoro degno di ciò che vedono i tuoi occhi, e…delusione.

La foto è piatta, spenta, gli elementi che tanto ti avevano colpito non sembrano poi granché, visti così.

Che è successo?

L’importanza della composizione fotografica in una foto di paesaggio

È successo che ciò che vede la fotocamera non è ciò che vede l’occhio umano.

Come spiegato in questo articolo sulla fotografia di paesaggio, la fotocamera ha delle forti limitazioni rispetto all’occhio umano: in primis perché la sua gamma dinamica è molto più limitata, ma soprattutto è un tema di bidimensionalità.

Quando osserviamo un paesaggio davanti a noi, reale e quindi tridimensionale, il nostro sguardo si comporta come segue:

  • abbraccia tutto il paesaggio nella sua interezza, ma si concentra (anche inconsapevolmente) su specifici punti che attirano la nostra attenzione;
  • vede distintamente sia le porzioni più scure che quelle più chiare, cogliendo così la distanza degli oggetti e la loro tridimensionalità;
  • non segue specifiche traiettorie perché grazie alle capacità sopra è in grado di dare autonomamente una “priorità” a ciò che vede – alcuni elementi saranno considerati più importanti di altri, in modo naturale.

Come rendere tridimensionale una foto di paesaggio?

Ma quando osserviamo una fotografia? La situazione è molto diversa, perché si tratta di una scena bidimensionale.

Gli oggetti rappresentati hanno tutti la stessa importanza ai nostri occhi, e quello che alla nostra visione pareva un’immagine ricca e piena di elementi di interesse, in una foto appare semplicemente caotica!

Se poi ci aggiungiamo tutte le altre limitazioni (colori non fedeli alla realtà, gamma dinamica inferiore, ampiezza di campo limitata, etc) è evidente che scattare una foto paesaggistica degna di nota diventa una vera sfida!

Qual è quindi il trucco numero uno per ottenere fotografie paesaggistiche che lasciano a bocca aperta?

Lavorare tantissimo sulla composizione delle foto di paesaggi, esatto.

Solo con una composizione perfetta possiamo “ricreare” artificialmente la capacità dell’occhio umano di abbracciare un paesaggio nella sua interezza pur cogliendone istintivamente i dettagli, e questo in diversi modi:

  • inserendo elementi che guidano lo sguardo in un percorso ordinato e non casuale nella lettura dell’immagine;
  • valorizzando i punti di luce e quelli di ombra per indurre l’effetto della tridimensionalità;
  • posizionando elementi di dettaglio che stratifichino l’immagine, oppure le diano movimento, equilibrio o qualsiasi altro effetto che vogliamo trasmettere.

Insomma, nella fotografia di paesaggio non conta tanto quello che si vede davanti a sé quanto si scatta, ma quello che SI FA VEDERE a chi osserva l’immagine.

In altre parole: come si sceglie di comporla.

I trucchi di composizione per foto di paesaggio tridimensionali (più qualche segreto)

foto paesaggi wow

La composizione è un’arte e va applicata a TUTTE le fotografie, a qualunque genere fotografico appartengano.

Per cui la maggior parte degli articoli che parlano di composizione fotografica paesaggio menzionano le solite 4 cose: regola dei terzi, leading lines, layering…insomma tutte quelle basi fotografiche che affrontiamo nel nostro corso di fotografia online gratis.

Fondamentali, per carità. Ma se sei qui, do per scontato che quelle cose tu le conosca.
Eppure le tue foto di paesaggio non ti piacciono.

In questo articolo, cercheremo di fare qualcosa di diverso, e di indicarti dei trucchi concreti e dei segreti che pochi conoscono (o comunque che pochi applicano) per la composizione di foto paesaggi.

Siamo pronti? Cominciamo.

1. La progettazione è tutto

I fotografi paesaggisti fanno sembrare tutto facile, del tipo “passavo di lì con la mia fotocamera e guarda cosa mi si è aperto davanti!”.

Be’, non è così. È un’impressione dovuta al bias cognitivo in cui tutti incappiamo del sottovalutare gli sforzi che non vediamo. Una buona fotografia paesaggistica è come un iceberg: ha una piccola punta che si vede in superficie, cioè la foto pazzesca che troviamo sui social o nelle mostre, e un’enorme base sommersa e invisibile.

Quella base è fatta di sveglie all’alba, sacrifici, attrezzatura pesante sulle spalle, di migliaia di scatti scartati.

Ma soprattutto è fatta di progettazione: di ore e ore spese al computer, o a consultare qualche app per foto, in cerca della location giusta, della giornata con il tempo ideale, di quel dettaglio che fa la differenza.

Certo, capitano anche le botte di fortuna. Ma non avvengono certo a chi non esce mai con la fotocamera perché è pesante, a chi si sveglia tardi ed esce con il sole di mezzogiorno perché “lavoro già tutta la settimana”, o a chi passa il tempo a lamentarsi dell’attrezzatura che possiede, che non è mai abbastanza.

Il primo trucco per la composizione delle tue foto quindi è…componi prima ancora di uscire di casa. Dovresti avere già tutti gli elementi necessari ben delineati, perlomeno se stai andando in una location specifica apposta per fotografarla.

Dovresti aver già visto le foto che hanno fatto gli altri, aver individuato i punti di forza e cosa invece non ti piace; sapere qual è l’ora del giorno migliore (da che parte sorge e tramonta il sole? Dove si delineeranno le ombre?) e aver consultato almeno 3 meteo. Dovresti sapere già che attrezzatura ti servirà per quello scatto.

Il resto, la punta dell’iceberg, potrebbe anche essere fortuna. Ma la base sommersa credimi, non lo è.

2. Scatta prima con gli occhi 

inquadratura con le mani

Ma c’è di più: anche quando arrivi nella location, non avere fretta di tirare fuori la fotocamera. So che ti starai dicendo “ma questo è un elenco di consigli sulla composizione di foto di paesaggio e non devo fotografare?”.

Sì, esatto. Perché la composizione inizia prima di inquadrare, inizia dagli occhi.

Come dicevamo all’inizio, quando un paesaggio ci colpisce e ci fa venire voglia di fotografarlo è perché qualcosa attira la nostra attenzione. Il problema è che quel qualcosa è quasi sempre inconscio, e non riusciamo subito a dire cosa sia.

Ma è fondamentale identificarlo con gli occhi, per valorizzarlo nella fotografia.

Il secondo consiglio che voglio darti quindi è…fatti domande!

  • Cos’è che ti ha colpito? Sono i colori? Le forme? C’è qualche pattern che salta all’occhio? Delle linee che riesci a identificare?
  • Cosa c’è che non va, in quello che vedi? C’è qualche forma o colore che salta all’occhio e potrebbe rovinare la foto? Fai attenzione soprattutto ai colori forti come rosso o blu, nel paesaggio potresti non notare quell’auto o il cestino dell’immondizia, ma sicuramente si noterà nella foto!
  • Cosa vuoi trasmettere? Vuoi che la tua foto sia idillica, oppure dark? Vuoi che comunichi pace, o magari tristezza? Come puoi valorizzare il tuo modo di vedere la scena, nella fotocamera?

Solo quando avrai risposto a queste domande (e a eventuali altre che possono sorgere mentre osservi) sarà il momento di…sì esatto hai capito, puoi tirare fuori la fotocamera ora!

3. Non applicare le regole…moltiplicale!

Lo so, ti ho promesso di non farti leggere l’ennesimo elenco di regolette compositive di base, qui dentro…ma la verità è che inserire quegli elementi nella tua foto è una delle cose più importanti che puoi fare per comporre un paesaggio correttamente.

Spesso quando si fa fotografia paesaggistica si tende a pensare che, non essendoci un soggetto vero e proprio, le regole non si applichino. Ma è qui l’errore!

Il paesaggio NON è il soggetto, è il background. Ci deve SEMPRE essere un soggetto, anche se implicito.

Questo perché, come dicevamo, la fotografia di paesaggio per essere bella e interessante deve avere un suo ordine interno, una sua logica. Se invece manca, è un’accozzaglia di elementi naturali senza arte né parte.

Le regole sono lo strumento che ci permette di dare quell’ordine. Per cui:

  • La regola dei terzi ci permette di dire allo sguardo se concentrarsi sul cielo (orizzonte sul terzo in basso) o sulla terra (orizzonte in alto), e di posizionare i soggetti più interessanti all’intersezione delle linee;
  • Le linee guida aiutano a creare profondità, convergenza, e a “spingere” lo spettatore verso il soggetto;
  • il layering ci aiuta a dare tridimensionalità, giocando con più piani focali;
  • cercare e valorizzare i colori complementari contribuisce a quell’effetto “wow” della foto finale;
  • e così via…di nuovo ti ricordo che le trovi tutte nel nostro corso di fotografia gratis, ma soprattutto che tutta la prima parte del corso Da Zero A Fotografo affronta queste e molte altre regole di composizione.

Ma il vero consiglio che ti voglio dare non è tanto di applicarle…è di moltiplicarle!

Più regole riesci a inserire in un’immagine, più quell’immagine ha probabilità di funzionare.

Non aver paura di esagerare, è impossibile, anzi è proprio il contrario:

più elementi “ordinatori” ci sono in un’immagine, più questa sarà interessante per l’occhio di chi la guarda perché sarà tutta da scoprire.

Lo sguardo passerà da un elemento all’altro, con ordine, apprezzando prima i dettagli e poi l’insieme strutturato che avrai saputo creare.

Quando fai il tuo scouting, quindi prima ancora di avere la fotocamera in mano, ricordati quindi di cercare mentalmente questi elementi…quando ne trovi più di uno (ad esempio un fiore in primo piano, una casetta con il tetto rosso che risalta nel verde dei prati, e magari un bel tronco d’albero caduto proprio nella sua direzione) dovresti cominciare a sentire “din-din-din-din” nella testa: BINGO!

4. Fotografa come scrivi – o meglio, come leggi

fotografare ghiaccio

Ricordi quando a scuola ti hanno insegnato a leggere le immagini? Probabilmente no, è un esercizio che ci viene fatto fare nel corso degli anni, specialmente nelle materie artistiche, ma di cui tendiamo a perdere il ricordo semplicemente perché…ci viene naturale.

È come respirare, e quindi non ci facciamo caso.

Ma per un fotografo di paesaggi sapere come si leggono le immagini è fondamentale, perché ci serve per creare nello spettatore quel “viaggio” di scoperta di cui parlavamo.

E da dove comincia la lettura di un’immagine? Ovviamente dal soggetto, o dalla sua ricerca.

Mentre nell’arte pittorica è l’artista a decidere la collocazione e la natura del soggetto partendo da una tela bianca, il lavoro del fotografo funziona al contrario: deve definire precisamente cosa il soggetto sia, trovandolo all’interno del mondo esistente davanti alla lente.

Dobbiamo considerare la foto come un “testo visivo”, un insieme di segni che lo spettatore dovrà interpretare in base a 3 parametri, proprio come avviene per i testi scritti:

  • gli elementi grafici dell’immagine;
  • le conoscenze comuni a fotografo e spettatore;
  • il processo interpretativo di quest’ultimo.

Chi osserva partirà quindi da qui nella sua lettura, cercando istintivamente il soggetto dall’angolo in alto a sinistra e scorrendo la foto come fosse un testo (o almeno, questo è l’ordine di lettura per noi occidentali con alfabeto latino), a meno che il fotografo non abbia inserito gli elementi “ordinatori” che abbiamo visto sopra, per attirare il suo sguardo.

Prima analizzerà le componenti grafiche della foto, forme e colori, equilibri e squilibri, linee, texture…poi si sposterà alla ricerca del significato, interpretando in base al proprio sistema di credenze ciò che sta osservando.

Per questo motivo persone diverse possono interpretare in modo molto diverso la stessa immagine, e averne sensazioni differenti.

Tenere a mente questi fattori quando si compone la foto è importante, perché l’immagine deve spiegarsi da sola a chi la guarda, proprio come farebbe se fosse un testo scritto.

5. Muoviti: usa la regola dei 3 scatti 

angolo basso foto paesaggio

Torniamo alla pratica dopo questa digressione un po’ filosofica, ma secondo me fondamentale.

Ti trovi nella location, hai davanti un panorama spettacolare, hai identificato il soggetto e le regole che ti aiutano a permetterne la lettura…ma qual è il punto di vista?

Attenzione a non commettere l’errore che noi di Viaggiosoloandata chiamiamo “del turista”: arrivi, punti ad altezza occhi, scatti, vai via.

Questo è un ottimo modo per ottenere una foto piatta, scontata, poco interessante.

Il punto di vista è fondamentale, perché non rappresenta solo la posizione del fotografo ma anche quella che sarà la posizione dello spettatore: inclinazione, orientamento e posizione della camera sono tutti elementi distintivi dell’immagine e aiutano a riempirla di significati (se non sai cosa intendo, guardati la lezione sugli angoli delle inquadrature dal corso Da Zero A Fotografo qui sotto).

 

Ti svelo il nostro segreto per la composizione di foto di paesaggio: la chiamiamo “la regola dei 3 scatti” e la insegniamo a tutti i partecipanti ai nostri workshop, perché è fondamentale.

Cosa dice la regola dei 3 scatti? Semplicemente che per ogni foto che fai dovresti sforzarti di scattare da almeno 3 angolature differenti.

Hai visto una composizione che ti piace, ad altezza occhi? Ottimo, fai la prima foto. Poi prova a sdraiarti a terra, e a rifare la foto da lì. E magari a spostarti poco più a destra, o nasconderti parzialmente dietro un albero che faccia da cornice, e fai un terzo scatto.

Così per OGNI FOTO che fai!

Vedrai che, quasi sempre, la foto migliore sarà una di quelle con un angolo particolare…provare per credere!

6. Scegli. Se non lo fai tu lo lasci al caso. 

Un altro elemento fondamentale da considerare nella composizione di foto di paesaggio, figlio dei ragionamenti sopra, è che devi scegliere tu cosa includere e cosa escludere dal tuo scatto.

Ogni elemento di disturbo che lasci è una distrazione, ogni dettaglio visibile un possibile soggetto per l’occhio dell’osservatore (specialmente nei paesaggi senza soggetti umani/animali).

Tutto ciò che includi nella foto deve avere un valore.

Sempre per lo stesso ragionamento, non limitarti a scegliere…TOGLI.

paesaggio minimalista

“Less is more” non è mai stata una frase così calzante quanto nella fotografia paesaggistica.

Tutto ciò che è in più, contribuisce al caos dell’immagine e al possibile smarrimento dell’osservatore.

Se ci fai caso, le foto di paesaggio più belle sono quasi sempre minimaliste: pochi elementi graficamente rilevanti, come un cielo stratificato di nuvole, un primo piano interessante, e un background ampio e vuoto.

Aaaah…meraviglioso!

7. Investi (ma non in attrezzatura) 

Se vuoi fare il fotografo paesaggista, devi investire in questa tua passione. E non parlo di soldi.

Cioè, anche, perché l’attrezzatura conta – non posso mentire.

Ma dovresti investire soprattutto il tuo tempo: è la sostanza di cui è costituita la base sommersa dell’iceberg, non si scappa.

E se proprio vuoi e puoi investire dei soldi, non spenderli tutti in attrezzatura: certo, più megapixel non fanno male, ma non cadere nel gioco a perdere del consumismo fotografico, non credere alle pubblicità che ti promettono di diventare un fotografo migliore perché la tua lente costa quanto la tua macchina.

Piuttosto, investi in formazione (corsi, workshop, eventi…) e in esperienze.

Investi nell’imparare a fare di più con ciò che hai, a sfruttare al massimo l’attrezzatura che possiedi. Solo allora, se ancora avrai la convinzione di aver bisogno di qualcosa in più, sarà ora di comprarla.

 

Cosa ne pensi di questi 7 consigli sulla composizione di fotografie paesaggistiche?

Sono riuscita a portarti un punto di vista nuovo, a non dirti le solite cose? Spero di sì.

In realtà avrei altri 7 consigli generali da condividere con te, se vuoi proprio fare sul serio con la fotografia di paesaggio. Sono trucchi imparati in migliaia di scatti, che possono davvero fare la differenza nelle tue foto.

Ma per non rendere questo articolo esageratamente lungo ho deciso di raccoglierli tutti e 14 in una guida alla composizione di foto paesaggistiche che puoi scaricare gratuitamente.

Puoi ottenerla qui sotto:



 

Gli altri 7 consigli per foto di paesaggio mozzafiato che troverai nella guida sono:

8. Cerca la simmetria, ma non nei riflessi

9. Inserisci un’unità di misura

10. Sii anticonformista. O forse no

11. “Buona la prima” è raro

12. Il brutto tempo è tuo amico

13. Pensa in piccolo

14. Gioca con ciò che hai 

 

Un abbraccio,

Ilaria

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