Cosa succede quando molli tutto? Un viaggio nel viaggio

cosa succede quando molli tutto

Negli ultimi anni ci sono successi una serie di strani e straordinari eventi. Tutto è iniziato ormai più di 3 anni fa, con una domanda: “cosa succede quando molli tutto? Quando lo fai veramente, e smetti di sognarlo e basta? Quale serie di eventi mette in moto chi ha questo tipo di folle coraggio?“.

Che domanda stupida, mi dirai. Ogni storia è diversa, non è possibile definire un percorso a priori. Vero…eppure neanche così tanto. Con il tempo ci siamo accorti che un pattern, in realtà, c’è.

Ci siamo passati noi, come prima cosa. Ma come spesso capita, non vedi dove stai andando finché non ti volti indietro e riesci a scorgere la linea sottile ma precisa che hai tracciato nella sabbia. La solita variante dell’“unire i puntini” di cui ha parlato Steve Jobs, e che io ho ripreso in più articoli. Con il senno di poi, insomma, vedi chiaramente un percorso.

 

L’imprevedibile prevedibilità del cambiamento

Dopo esserci passati noi, abbiamo iniziato a intervistare per il nostro podcast una lunga serie di viaggiatori solo andata.

Uno dopo l’altro, facevamo loro domande simili: come hai iniziato, come hai proseguito, etc. E tra quelli che avevano già raggiunto un certo tipo di realizzazione personale, in qualche modo estrinseca al viaggio, era possibile chiaramente riconoscere certi passaggi, quasi degli step obbligati.

E se questo non bastasse, lo abbiamo visto anche con i nostri lettori: dopo aver pubblicato la nostra guida al viaggio a lungo termine, sempre più persone hanno iniziato a scriverci per ringraziarci, farci domande e raccontarci il proprio percorso. Il fantomatico cambio vita. E indovina un po’? Eh sì, anche in loro spesso ritroviamo gli stessi passaggi. 

 

Tutte le strade sono diverse, ed è possibile prendere una tangenziale o una stradina di campagna e arrivare comunque nello stesso, bellissimo posto. Ma ci sono delle certezze in ogni percorso, e in questo l’unica è: ci saranno delle difficoltà. Ci saranno dei momenti in cui vorrai mollare, tornare indietro, rimangiarti tutto. Ci saranno delle situazioni in cui ci proverai anche, in realtà. E alla fine, il risultato sarà dato esattamente da come reagirai in quelle situazioni.

Ogni viaggio è l’insieme dei passi che facciamo per percorrerlo. E quelli di seguito sono, più spesso che non, i passi che devi affrontare quando molli tutto.

quando molli tutto è una decisione

La decisione

Il primo passo in realtà non è mai fisico. È mentale. Così come un viaggio non inizia prendendo un aereo ma preparando la valigia, così per cambiare vita non ci si sveglia una mattina diversi: ci si arriva per gradi.

E il primo passo è una decisione, come abbiamo raccontato in uno dei primi articoli scritti su questo blog. Molti ci arrivano in modo traumatico: succede qualcosa di molto brutto (o molto bello) nella vita, e d’improvviso è come se il cielo si squarciasse e si riuscisse a vedere qualcosa di superiore.

Ci si trova davanti alla sconvolgente consapevolezza che no, non vogliamo fare tutta la vita ciò che stiamo facendo. Che no, non siamo felici così, a correre sulla ruota del criceto impostaci da qualcun altro. E che soprattutto no, non vogliamo aspettare il “momento giusto” per esserlo.

Per altri (tra cui noi) è un processo lento e costante. Così come in natura una goccia d’acqua è in grado di creare enormi stalattiti, di muovere montagne o cambiare il corso dei fiumi, così la crescente consapevolezza di qualcosa di sbagliato nel nostro modo di vivere finisce per creare gradualmente un muro che non si può più far finta di non vedere. 

Ad un certo punto, comunque, dovrà venire una decisione. Un momento, una data e ora, in cui si dice basta. Si mette una data di scadenza, e la si annuncia a chi ci circonda. Quello è il momento del dunque: se sarai abbastanza forte da essere coerente con te stesso, da non cambiare idea, da non lasciarti influenzare da ciò che verrà dopo…nulla sarà mai più come prima.

 

La paura

Inizia il momento più bello e più brutto di tutti. La tua vita non ti sarà mai sembrata così bella e perfetta come dopo che hai deciso di stravolgerla. Il lavoro che odi, la relazione che ti sta stretta, il capo che ti bullizza…qualunque sia il tuo problema, sembrerà incredibilmente ridimensionato. Tanto è ciò che il cervello è in grado di fare pur di impedirti di cambiare lo status quo che conosce e non teme. 

Ti chiederai se sia la scelta giusta, se tu non stia sbagliando tutto, se forse non sia semplicemente il caso di portare pazienza…avrai una paura fottuta. Ecco, è la prima grande prova. Come dico sempre, “se fosse facile lo farebbero tutti”. 

la partenza mollo tutto

La partenza 

Che sia un viaggio di sola andata, il licenziamento dal lavoro che volevi cambiare, la fine di una relazione che si trascinava…qualunque sia il tuo personale “mollo tutto”, se hai tenuto duro nella parte precedente, ad un certo punto arriva il momento della partenza.

La paura è al massimo, ogni nervo è teso come una corda di violino, l’istinto animale che alberga nel nostro cuore urla “SCAPPAAAA!!”. Eppure, partiamo.

E……..wow! Ma perché nessuno mi ha detto che era così facile?

Tutto sembra andare nella direzione giusta, è tutto perfetto, meglio di quanto avessi immaginato. Ti senti invincibile, inarrestabile. Certo, la paura non ti ha abbandonato del tutto, ma senti che niente può fermarti, che la fortuna, il destino o la vita è dalla tua parte

Il cambiamento fa sempre paura, ma raramente è negativo (perlomeno quando siamo noi a sceglierlo). E per quanto l’adattamento a una nuova vita non sia facile, questa parte è bellissima.

Goditela……finché dura.

 

Il ritorno

Anche un viaggio solo andata deve pur avere un ritorno, prima o poi. A un certo punto ci si stanca di girare, o qualcosa a casa ci chiama. Prima o poi l’euforia dei primi momenti lascia il campo al ritorno in una routine, nelle responsabilità, nella necessità di scendere a compromessi. Può succedere dopo qualche mese o dopo anni, ma arriva per forza il momento in cui si ritorna a un punto quantomeno simile a quello di partenza, a confrontarci con ciò che abbiamo lasciato lì ad aspettarci.

Come vedi, la metafora del viaggio funziona perfettamente, ma questo è valido per qualsiasi cambiamento: una nuova, frizzante relazione prima o poi viene contagiata dall’abitudine, un nuovo lavoro che all’inizio sembra quello perfetto dopo un po’ inizia a mostrare anche alcuni lati negativi. È normale, la perfezione non esiste, e non si può scappare da ciò che si lascia indietro.

Questo è il momento più delicato: da come si gestisce questo, dipenderà tutto ciò che verrà dopo.

compromesso viaggio

Il compromesso

A meno di non trovare una congiuntura particolarmente favorevole e fortuita al ritorno, oppure di essersi mossi molto bene durante la prima fase del cambiamento, quella di preparazione del piano, questo può essere un momento di grandi angosce. È il tempo delle grandi domande.

Cosa ho fatto finora? Ho fatto bene? Cosa farò da qui in avanti? Forse dovrei semplicemente dimenticare tutto, chiudere questo periodo nel cassetto “colpi di testa di gioventù” e rimettermi obbedientemente a correre sulla ruota?“.

Bada bene che è la parte più difficile di tutte. Io stavo per lasciarci la testa, quando ci sono passata. Tornata dal viaggio, con un mezzo principio di libera professione per le mani, ma delle entrate che a malapena coprivano i costi della mia vita, mi sono sentita stupida. Sbagliata.

La domanda finale di chi incontravo, dopo avermi chiesto del viaggio, era sempre: “e adesso cosa farai?“. E io avrei voluto semplicemente sparire in una nuvola di fumo e glitter, come i personaggi dei cartoni animati.

Per sfuggire a questa sensazione, cerchi un compromesso. Ci provi, ti avvicini alla ruota, inizi ad annusarla.

In fondo, la conosci bene. Sai come muoverti, lì sopra, non è come questo strano mondo qui, fuori dalla gabbietta, di cui nessuno ti ha dato il libretto di istruzioni.

“Cosa vuoi che sia?”, ti dici, “smetto quando voglio”. La frase preferita degli ex-tossici. E così ricominci.

 

La scelta

Ci provi. Ci provi davvero. Per un po’ ti sforzi con tutto te stesso, vorresti davvero rientrare nel flusso e dimenticare. Ma non si può far finta di niente una volta che si è guardato attraverso lo specchio.

Se il tuo non è stato semplicemente un “periodo sabbatico” ma un vero cambiamento, presumibilmente ti avrà portato a guardare te stesso, la tua vita e gli altri da una nuova prospettiva. E come fai a tornare indietro?

Come fai a rinunciare alla libertà in nome della sicurezza, quando ne hai sentito il sapore? Come puoi uscire a fare shopping come ci impone questa società consumistica, quando hai visto quanto poco ti basta per essere felice? Come puoi ricominciare a lavorare aspettando la pensione, quando hai capito che potrebbe non arrivare mai?

Purtroppo non si torna indietro. Alcuni riescono a fare finta di niente, magari anche ad essere di nuovo felici pur essendo tornati esattamente al punto di partenza. Ma la maggior parte delle persone, no: puoi anche essere tornato dove eri partito, ma se ci sei tornato cambiato, qualcosa deve cambiare anche nella tua vita.

Questa fase, però, non è una ricaduta, né una resa. Anzi, è fondamentale passarci.

È il momento in cui si riescono a mettere le due diverse lenti sugli occhi, quella del “prima” e quella del “dopo”. Molti, quando si chiedono cosa succede quando molli tutto, credono che il difficile sia la parte iniziale. Ma non lo è, il difficile è questo.

È mettere a reddito ciò che si è imparato, non ricadere nelle vecchie abitudini, prendere in mano la propria vita.

Capire che certi compromessi non esistono, e che tra libertà e sicurezza dovrai sempre decidere quale sacrificare un po’ per avere di più dell’altra. Capire che nessuno potrà fare la strada per te, e che non puoi aspettare che siano gli altri a offrirti un’opportunità, devi essere tu a proporla e coglierla.

Questa è la grande, vera sfida.

la scelta di quando molli tutto

Ricominci il giro. Ma questa volta sai le regole del gioco

Se tutto va bene, se da questa fase (che può durare giorni, mesi o anni) ne esci vincitore…allora diventi quasi imbattibile.

Ricominci il giro passando dal via: prendi una decisione, affronti la paura, parti e poi ritorni, affronti il compromesso e scegli di nuovo. 

Capisci che l’ironia della vita è la sua ciclicità: un momento sei in alto, in cima all’ottovolante, urlando per la gioia e l’adrenalina. Quello dopo sei giù, in basso, a fare la fila e chiederti quanto ci vorrà per il prossimo giro.

E ancora, e ancora, e ancora. 

Però non hai più paura, perché sai di averlo già affrontato. Sai di potercela fare. Sai che la vita si diverte a metterci i bastoni tra le ruote, a porci davanti a sfide sempre più grandi e complesse, ma che tu hai già affrontato tutto questo. Sei partito da zero, hai annullato ogni tua certezza, hai messo in discussione tutto e ti sei ricostruito, più forte e potente che mai.

Questa consapevolezza è la più grande forza che ci possa essere. Una luce in fondo al tunnel anche nei momenti più bui. Il corrimano che ci permette di fare un passo fermo anche quando non vediamo la strada, e di continuare a lottare.

Ecco, questo è quello che succede quando molli tutto. Quando trovi il coraggio di fare qualcosa che ti terrorizza, di affrontare il cambiamento, e di abbracciarlo come costante della vita.

La strada è diversa per tutti, ma alla fine stiamo giocando a una gigantesca mano di Monopoli. L’importante è capire le regole, e imparare a muovere le pedine come vogliamo noi!

 

Cosa ne pensi? A quale fase ti trovi nel percorso di cambiamento?

Raccontacelo nei commenti.

 

Un abbraccio,

Ilaria & Marco

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