Cosa vedere in Sardegna: fotografare il meglio dell’isola selvaggia

cosa vedere in sardegna

C’è una cosa che noi italiani spesso dimentichiamo, presi dalla corsa all’esotico che tipicamente ci spinge a fuggire lontano. Ma quando si inizia a cercare cosa vedere in Sardegna, e si comincia a organizzare un tour fotografico dell’isola selvaggia per antonomasia, si rimane senza fiato. Quest’isola selvaggia è tra le più belle che ci siano.

La Sardegna è una perla che il mondo ci invidia: il suo mare cristallino è probabilmente la prima cosa che viene in mente quando si pensa a un viaggio qui, ma tra le cose da visitare, specialmente se sei un fotografo e vuoi immortalarla al meglio, c’è molto di più.

Ci sono location fotografiche incredibili, non solo di paesaggi marittimi ma anche montuosi, canyon scavati dai fiumi nella roccia, paesini arroccati con fotogenici ponticelli di legno, e tanto, tantissimo altro.

Il solo problema sarà…il sole! Una cosa che non manca quasi mai in Sardegna, specialmente nelle calde estati, e che rende vani molti tentativi di tirare fuori la fotocamera in pieno giorno,

Ma con un po’ di creatività, la voglia di alzarti presto al mattino (o mangiare tardi la sera) e un po’ di fortuna, troverai che c’è l’imbarazzo della scelta su cosa vedere in Sardegna, ma soprattutto su come fotografarla al meglio.

Cosa vedere in Sardegna: la nostra esperienza

Abbiamo passato circa un mese in questa meravigliosa isola, lavorando da casa come nomadi digitali, ma anche girandola in lungo e in largo con un road trip in Sardegna di una settimana.

Se ci chiedi consigli sulle città da visitare o sulle migliori spiagge della Sardegna, forse dovrei essere sincera e dirti che non è proprio il nostro forte…ma se quello che cerchi è invece un tour fotografico della Sardegna, all’insegna di avventura, wilderness e fotografie di paesaggio da cui prendere ispirazione…be’, sei nel posto giusto.

Ne abbiamo viste e fatte di ogni, e voglio consigliarti quelli che sono stati i nostri luoghi preferiti, ma soprattutto le location fotografiche in cui abbiamo lasciato il cuore (o in cui abbiamo giurato e spergiurato di tornare, perché la luce non era giusta o c’era qualche altra difficoltà).

Ma prima, qualche informazione logistica.

Quando andare in Sardegna per un tour fotografico perfetto

Probabilmente, se dovessimo considerare solo l’aspetto fotografico, il momento migliore per vedere la Sardegna sarebbe l’inverno: poche persone in giro, paesaggi incontaminati e luce più morbida del sole invernale sono ingredienti perfetti per il fotografo.

Però se vuoi goderti l’isola al meglio anche da quello sportivo e delle attività di mare, opta per la bassa stagione estiva: giugno (e parzialmente luglio) o settembre (e parzialmente ottobre) sono in assoluto i mesi migliori per vedere la Sardegna.

Noi abbiamo fatto da fine maggio a fine giugno, e ogni weekend vedevamo aumentare inesorabilmente il viavai di persone, e con questo ridursi il fascino selvaggio dell’isola…che diciamocelo, è ciò che vuoi fotografare!

sardegna wild

Dove andare in Sardegna? 

Se ti stai ponendo l’annosa domanda, ovvero qual è la parte più bella della Sardegna?“, mi dispiace ma non credo di poter rispondere.

La verità è che la Sardegna è tanto bella quanto varia, e in quanto seconda isola più grande d’Italia (e dell’intero Mediterraneo) non c’è da stupirsi.

Personalmente, in quanto amante degli sport d’avventura come l’arrampicata, delle attività outdoor e avventurose, trovo che una delle zone più belle sia il Golfo di Orosei e il circondario, nella zona centro-orientale dell’isola.

Non solo mare ma tanta avventura in canyon scavati nella roccia, cascate e pozze fluviali, montagne rocciose e impervie, etc.

Se cerchi il mare più bello, probabilmente il nord ha il primato (ma non credere che cambi poi molto) – la Costa Smeralda ma non solo, su fino alla zona della Gallura, stupiscono per i paesaggi marittimi.

Anche la costa ovest merita tantissimo, pur essendo forse meno conosciuta dal punto di vista turistico e quindi un po’ meno inflazionata: da nord a sud, coste alte e rocciose si intervallano con zone basse e sabbiose e tanto, tanto da vedere anche nell’entroterra.

Infine, la costa Sud, che non ha niente da invidiare al resto dal punto di vista del mare, dell’interno e anche delle città.

Tour della Sardegna ideale

Idealmente, io consiglierei almeno due settimane sull’isola:

  • la prima facendo base in qualche zona costiera o leggermente interna della zona di Orosei e del Gennargentu, e muovendosi in macchina per avere il massimo della libertà.
  • la seconda passata a fare un road-trip, magari campeggiando, nelle restanti coste!

Questo è esattamente ciò che abbiamo fatto noi (anche se, lavorando, la prima parte è durata di più).

La nostra base per 3 settimane è stata Posada, in provincia di Nuoro, bellissimo paesino che consiglio caldamente (anche se forse con il senno di poi avrei scelto qualcosa un po’ più a sud, come Orosei o Cala Gonone).

L’ultima settimana infine, visto che la nostra destinazione era Cagliari (sud), abbiamo optato per un giro della Sardegna in macchina con notti in tenda sotto le stelle, tra costa nord, ovest e sud.

Ecco l’itinerario completo che abbiamo percorso nel nostro road trip sardo, se ti interessa seguirlo sulla mappa:

 

Come andare in Sardegna (e come muoversi)

Forse l’avrai capito: la Sardegna selvaggia non si vede nelle città o nei posti più turistici, ma si scopre macinando chilometri e sollevando polvere al proprio passaggio.

Si scopre in macchina, in moto, in bicicletta, a piedi.

Quindi se mi chiedi come andare in Sardegna, il mio consiglio spassionato è: in traghetto. Con mezzi propri al seguito.

Non ti costerà poco ma neanche tanto. Nel nostro caso, Civitavecchia-Olbia solo andata a fine maggio, con auto e cane al seguito, è costato circa 80€ a testa, in due.

In alternativa si trovano aerei a prezzi più contenuti, ma il consiglio è poi quello di noleggiare la macchina (o idealmente, un camper) in loco… il che finirà per costarti decisamente di più. 

 

Bene, ora che abbiamo fatto le dovute premesse, torniamo all’argomento di questo articolo:

Cosa vedere in Sardegna: le 12 migliori location fotografiche da non perdere

Cominciamo con ciò che noi abbiamo conosciuto meglio: la zona di Nuoro, tra Posada e il Golfo di Orosei.

1) Posada: un fotogenico paesino arroccato 

posada cosa vedere in sardegna

La zona del nuorese è un gioiello unico, e il paesino di Posada è a mio parere uno dei più suggestivi che si vedono in questa zona.

 

Arroccato su un piccolo monte, con tanto di rocca sulla cima, è bello già di per sé. Ma poi esplorando i dintorni se ne scoprono le varie sfaccettature e le angolazioni migliori per fotografarlo. Quella della foto sopra, ad esempio, è stata scattata dalla Spiaggia di Sutt’e Riu (i 2 pini), camminando un po’ tra le dune per avvicinarsi all’omonimo fiume.

Nei dintorni le location fotografiche non mancano, grazie a una combinazione di torri di avvistamento perfettamente tenute e bellissimi paesaggi marittimi, come nel caso sotto a La Caletta (pochi chilometri più a sud di Posada).

la caletta sardegna

PS: vedi questo bell’effetto seta, morbido e sognante, che ho dato all’acqua del mare in questa foto sopra? Si ottiene con dei buoni filtri ND e una lunga esposizione.

2) Golfo di Orosei – cale e calette da scoprire a piedi o in barca

Se cerchi cosa vedere in Sardegna, non puoi saltare assolutamente la zona del Golfo di Orosei. Preparati a scoprirla in varie tappe, perché la strada corre alta nelle montagne del Gennargentu, e quando si tratta di scendere verso la costa non c’è poi un collegamento percorribile in macchina.

Per questo ti consiglio ad esempio di scoprire Cala Fuili e Cala Luna in un solo giorno percorrendo il trekking che le separa, facile (ma non sottovalutarlo, scarpe chiuse, sveglia presto e tanta acqua necessari!) e bellissimo. Puoi arrivare a Cala Fuili in macchina, fare il trekking e utilizzare il servizio nave-taxi per tornare a Cala Gonone da Cala Luna (per qualche euro in più c’è la navetta che ti porta poi a Cala Fuili).

Cala Luna è spettacolare, famosa per le sue grotte all’interno delle quali trovano ombra i bagnanti e occasioni fotografiche uniche i fotografi.
Peccato che, se non sei lì molto presto o molto tardi, rischi di fotografare solo un’ammucchiata di gente e tanti ombrelloni.

Sempre con il trekking potrai prendere la deviazione per la Grotta del Bue Marino (ma attenzione, verifica che l’entrata nord della grotta sia aperta, al tempo della scrittura di questo articolo era chiusa per lavori di manutenzione). Oppure, se vuoi visitare la grotta dal mare, prendere una delle tante barche turistiche che ti portano lì davanti da Cala Gonone. O ancora, se sei avventuroso e un po’ matto come noi, noleggiare un kayak a Cala Gonone e fartela a remi. Disclaimer: è moooolto lunga, e per la prima parte anche un po’ noiosa.

 

3) Pedra Longa, Baunei: selvaggia come Jurassic Park

pedra longa climbing

Poi c’è la zona di Pedra Longa, paradiso dei climbers.

Non proprio comoda da raggiungere, con una strada a tornanti che a tratti da accapponare la pelle, ma per questo relativamente poco frequentata e assolutamente selvaggia.

Un paesaggio che mi ha ricordato Jurassic Park, come da foto sotto. Non trovi anche tu?

pedra longa sardegna

Lì vicino c’è invece una zona che ci ha deluso: Arbatax, con le sue famose rocce rosse. Un paesaggio bellissimo ma letteralmente inglobato dalla città e decisamente troppo turistico per i nostri gusti, ma il tramonto che tinge di rosso e arancione il famoso sperone di roccia deve meritare ugualmente.

4) Gola di Gorropu – uno straordinario canyon, un trekking impegnativo

Lasciamo il mare per un po’ e addentriamoci nell’entroterra. Che ne dici di una delle gole più profonde d’Europa?

 

D’inverno non è percorribile perché soggetta a inondazioni, ma d’estate questo spettacolo della natura alto circa 500 metri è incredibile.

Si raggiunge con un trekking semplice in discesa e impegnativo a tornare, in salita, che mette alla prova gambe e fiato.

Occhio all’ora del giorno in cui si sceglie di affrontarlo quindi: le partenze intelligenti all’alba qui non sono forse così intelligenti, se finisci per risalire a mezzogiorno.

Oppure c’è la possibilità di farsi la strada in jeep…ma scusa se non ne sappiamo molto 😉

Una volta arrivati alla base del canyon, ci si addentra nella strettoia rocciosa, che diventa sempre più stretta e complessa, fino a diventare impossibile senza corde. Ci si arrampica letteralmente su massi enormi e si scivola su altri, e ho visto non poche persone fermarsi dopo poche decine di metri perché non in grado fisicamente (oppure senza le calzature adatte).

gola di gorropu come visitarla

Fare foto in questa condizione non è facile: il sole non raggiunge quasi mai la base, se non in rari punti, e una luce del genere è sempre difficile da catturare vista l’elevata gamma dinamica necessaria. Ma a noi fotoavventurieri piacciono le sfide, no?

5) Fiume Cedrino e Sorgente Su Gologone – da scoprire in kayak

drone kayak fiume cedrino

Come siamo messi a spalle? Ti serviranno, per la prossima tappa del tour della Sardegna selvaggia.

Il fiume Cedrino infatti è ideale da percorrere in kayak (e da fotografare con un drone).

Si noleggiano alle Sorgente Su Gologone, dove c’è un bellissimo parco in cui mangiare, riposarsi e ammirare queste straordinarie sorgenti.

 

Poi ci si addentra lungo il fiume, con un bellissimo itinerario tra canyon, grotte, chiesette a picco sul fiume e, se si ha tempo e voglia, spiaggette in cui fare il bagno.

Al noleggio forniscono le sacche stagne in cui inserire l’attrezzatura fotografica che vorrai portare, ma poi ci vorrà comunque tanto coraggio per tirarla fuori in kayak, magari scendendo a terra per entrare in qualche grottino 😉

Se lo farai, comunque, sarai ripagato dalle foto che vedi qui sotto.

kayak sardegna fiume

Per scoprire come proteggere la tua attrezzatura fotografica da acqua e similari, leggi qui.

6) Bau Mela – pozze in cui bagnarsi e tuffarsi

Sempre restando in zona, e in tema di acque fluviali, un’altra tappa super consigliata è Bau Mela.

 

Si arriva in macchina vicino a una diga, tendenzialmente in estate con pochissima acqua, e da lì si segue una spaccatura nella recinzione (suona più avventuroso di quello che è, in realtà) per imboccare un sentiero che porta…be’, qui.

bau mela sardegna

Una serie di piccoli salti nella roccia formano una concatenazione di pozze dall’acqua verde smeraldo, cascatelle, appigli per arrampicarsi, “trampolini” per i tuffi, etc.

E ovviamente, occasioni fotografiche degne delle ninfe dei boschi!

7) Capo Coda Cavallo – tra le cose da vedere in Sardegna più famose

Lasciamo la zona del nuorese e saliamo verso Oblia (seguendo anche il nostro itinerario).

La prossima tappa torna ad essere marittima, ed è una delle zone più giustamente famose della Sardegna, almeno in questa zona.  Aggiunto:  
 

Capo Coda Cavallo è una lingua di terra rocciosa che si estende nell’area marina protetta di Tavolara, affacciandosi su un mare cristallino con rocce rosse e spiagge sabbiose.

Una zona talmente affascinante che…è praticamente inavvicinabile in piena estate, con parcheggi a pagamento e biglietti d’ingresso da pagare.

Ma se riesci ad andarci fuori stagione, è uno spettacolo. La foto sotto scattata con la GoPro durante un’uscita in kayak dovrebbe darti un’idea dei colori spettacolari.
capo coda cavallo

8) Capo Testa – tra hippie e valli lunari

Saltiamo completamente la zona della Costa Smeralda, che pur meriterebbe qualche sosta, per andare in un’altra zona molto selvaggia, e forse una delle più belle che abbiamo visto a mio parere.

Capo Testa è una penisola nel punto più a nord-ovest dell’isola, in Gallura, caratterizzata da coste alte e rocciose che incastonano calette da sogno. Ci sono tanti sentieri per scoprirlo, un faro da visitare, e tante spiagge ben servite.

Attenzione però che tutta la zona è interdetta ai camper e ai van durante la stagione estiva.

La nostra destinazione, nello specifico, si chiama Valle della Luna. Ed è davvero unica.
 

Questa valle non è solo un posto stupendo, con rocce bianche dalle forme più strane che giocano a trasformarsi in animali, alieni, e altre creature mentre ti sposti. È anche la casa di una comunità di hippie che vive nelle grotte di cui la zona è ricca, o in tende improvvisate.

Un posto davvero magico, con una fortissima energia. È noto come Valle della Luna appunto perché di notte, con la luce della luna, il paesaggio prende davvero vita.

valle della luna sardegna
Raggiungerlo non è da tutti, perché le indicazioni sono carenti, il sentiero è abbastanza impervio e dura una ventina di minuti. Una volta arrivati nella valle, però, tutto si ripaga. 

9) Capo Caccia – grotte e sentieri a picco sul mare

Facciamo un altro po’ di chilometri e scendiamo lungo la costa ovest, fino a un’altra penisola (sì, mi piacciono molto le penisole! ;))
Siamo a un altro “capo” – Capo Caccia, nello specifico.

Molto diverso dal precedente, qui non troverai accessi al mare (o se lo farai sarà con grande difficoltà) ma scogliere altissime a picco su un mare blu cobalto.
 
Il mio punto preferito è la Grotta dei Vasi Rotti, una panoramica caverna che si raggiunge con una ventina di minuti di camminata in salita (ehi, lo so, si fatica un sacco con noi, me i posti più belli sono sempre impervi!) e da cui si gode del panorama da brivido che vedi sotto.

grotta dei vasi rotti capo caccia sardegna

10) Penisola del Sinis – archeologia, lagune e mare spettacolare

penisola del sinis

Un’altra penisola (è l’ultima promesso) è la nostra tappa successiva: la penisola del Sinis.
 

Famosa per la città di Tharros, i resti di un’antica città fenicia e romana, è anche un posto pazzesco per gli sport acquatici legati al vento come kitesurf e windsurf, e per gli amanti del birdwatching che troveranno nel acque lagunari circostanti tante occasioni fotografiche.

Nelle lagune dell’oristanese si possono anche avvistare i fenicotteri, ma il loro habitat più naturale e semplice sarà nella zona del cagliaritano, dove è stata anche scattata la foto sotto:
fenicotteri sardegna

11) Le Dune di San Nicolò – il deserto e il mare

Un’altra cosa da vedere in Sardegna sicuramente è il paesaggio che formano le dune di sabbia in certe zone dell’isola. Una delle più famose è l’area di Porto Pino, più a sud, vicino a Cagliari. Ma proprio perché molto famosa (oltre al fatto di trovarsi in una zona militare) è anche molto frequentata.

Ecco, noi invece abbiamo trovato il nostro personale paradiso dunare poco più a nord.
 

Le Dune di San Nicolò sono un vero spettacolo della natura. Queste onde sabbiose raggiungono anche qualche centinaio di metri d’altezza, tanto da essere annoverate tra le più alte d’Europa (ci puoi credere?!).

Al tramonto questo luogo rilascia tutta la sua magia, ma visto che non c’è molto intorno può essere un problema restare fino a tardi. Se si è fortunati come noi e si becca una giornata nuvolosa, comunque, possono uscire delle foto molto belle.
dune di san nicolò
La particolarità di queste dune è proprio il loro aspetto totalmente desertico, ma poi ti volti e…c’è il mare. Il contrasto tra l’azzurro e il colore dorato della sabbia crea giochi di luce unici.

Per raggiungere questo luogo ameno, stranamente non famoso quanto la sua controparte più a sud, occorre un po’ di coraggio perché si passa su strade sterrate (se si arriva da nord) che a tratti potrebbero anche diventare dei piccoli fiumi…in un paio di occasioni abbiamo dovuto guadare con la macchina (una Ford Fiesta, non proprio un SUV insomma).

Ah, un po’ di sana avventura!

Che prosegue quando poi si decide di andare a scalare le dune. Un’impresa tutt’altro che facile, tra la sabbia rovente e il fatto che si procede due passi avanti e uno scivolando indietro. Tutto viene ripagato dalla vista che poi si gode dall’alto, però!
vista dune di sabbia sardegna

12) La zona delle miniere, paesaggi surreali di archeologia industriale

L’ultima tappa del nostro viaggio, prima di raggiungere la città di Cagliari da cui abbiamo poi preso il traghetto, è stata nella zona delle miniere.
 

Miniere di tutto: carbone, soprattutto, ma anche altri metalli e minerali. E per lavorare nelle viscere della terra l’uomo ha costruito città intere, ora quasi completamente abbandonate, e ha scavato la roccia fino a sbucare all’esterno sulle alte scogliere della zona (come per esempio Porto Flavia, lo spettacolare affaccio sul mare della miniera di Masua).

Il tutto condito dalla visione sul Pan Di Zucchero, uno scoglio gigante completamente bianco percorso dai climbers più indomiti, che domina la vista.
miniere sardegna

Fare piccole soste nei vari punti panoramici, come quello della miniera di Nebida poco più a sud, è fare un viaggio nel passato. Città fantasma quasi completamente intatte, che la vegetazione si sta lentamente riprendendo, si affacciano lungo la strada, regalando scorci non solo belli ma anche storicamente rilevanti e che trasmettono una sensazione reverenziale.

Ecco, siamo ormai alla fine del viaggio.

Quanto ancora ci sarebbe da dire sulla Sardegna! Ogni angolo meriterebbe una visita, questo è certo.

Ma se mi chiedi cosa vedere in Sardegna per un itinerario veramente wild, alla scoperta della Sardegna selvaggia e incontaminata, questo è quello che farei io. Anzi, è proprio quello che ho fatto

Se hai altre location fotografiche in Sardegna che consigli di aggiungere a questo elenco, lasciaci un commento e creiamo la guida più completa del web alla Sardegna wild!

Un abbraccio,
Ilaria 

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