Crearsi un lavoro invece di cercarlo: come si fa?

crearsi un lavoro

Qualche mese fa mi è successa una cosa inaspettata: ho ricevuto una telefonata da Vicenza. Che cosa c’entra Vicenza con me? Assolutamente nulla. Ma una persona visionaria ha trovato alcuni dei miei testi e mi ha invitato a partecipare a qualcosa di molto interessante: un workshop per ragazzi del liceo in procinto di finire gli studi e approcciarsi al mondo del lavoro.

Volevano che parlassi di un tema a noi molto caro, tra le pagine di questo blog: la capacità di scegliere percorsi alternativi, strade non battute. E così ho pensato a questo titolo: crearsi un lavoro, invece di cercarlo. Cambiano poche lettere, ma c’è tutta la differenza del mondo.

E non solo per i ragazzi del liceo…

 

Wow, che momento complicato quello. Come me lo ricordo bene! La paura di non trovare la propria strada nel mondo, l’ansia per il futuro…

ehi, ma che dico! Me le ricordo così bene perché spesso provo ancora le stesse cose, in realtà. Perché nessuno è mai arrivato, e la vita è un esame di maturità costante, in cui a dirti se lo hai passato non è un numero su un tabellone ma ciò che ti succede lungo la strada.

Tante volte nella vita si sente il bisogno di reinventarsi, specialmente di crearsi un lavoro più vicino alle proprie necessità. Quando le scelte che abbiamo fatto ci stanno strette, e ci rendiamo conto che il tempo ci scivola tra le mani e che semplicemente vorremmo essere più felici…

 

Ma come si fa? Come di crea un lavoro? Come si fa a seguire una strada che non è tracciata, che non sappiamo dove si prende né dove porta?

Ho provato a raccontarlo quel giorno a una classe piena di ragazzi, e oggi vorrei provare a farlo qui. Non c’è una ricetta, non esiste un percorso da seguire, ma ci sono, per così dire, degli ingredienti. Sì esatto, gli ingredienti per il successo.

Che valgono a 18 anni come a 40, quando non si hanno competenze così come quando bisogna reinventarsi in base a quelle che si ha.

 

Il nuovo mondo del lavoro

Siamo cresciuti pensando che ci fosse una sorta di linearità nella vita. Che ad azione corrisponda reazione, e che bastasse studiare per trovare il lavoro giusto per noi, che lo avremmo fatto senza particolari scossoni per una vita, e che poi ci saremmo goduti la meritata pensione e le gioie a cui abbiamo rinunciato per una vita.

In fondo è ciò che ci hanno venduto, il servizio completo, quello in cui hanno creduto fermamente le generazioni prima di noi e che, per qualcuno, ha anche funzionato egregiamente.

Peccato che oggi non valga più. Dall’inizio alla fine, quella linearità non è più una garanzia.

crisi opportunità cineseStudiare e specializzarsi non garantisce di trovare lavoro, e le orde di giovani disoccupati lo dimostrano. L’idea di lavorare tutta la vita nello stesso posto mette un’angoscia che blocca il respiro. E la pensione…cheeee? Di che stiamo parlando?!

Il nuovo mondo ha sostituito quest’immagine con un grosso e colorato punto di domanda. E tanti si perdono, nell’attesa di qualcosa che invece senza sforzo difficilmente arriverà mai.

Ma il nuovo mondo ha anche creato opportunità prima impensabili. Nel palmo delle nostre mani abbiamo un potere incredibile, con pochi tap su uno schermo possiamo creare, lavorare, imparare…tutto è a portata di mano, se ci si sforza di guardare in una direzione diversa da tutti gli altri e vederlo.

Forse quindi aspettare che qualcuno ci dia un lavoro, di trovarlo o, un po’ più attivamente, cercarlo…non è l’atteggiamento giusto. Forse è il momento di inventarlo, di seguire le nostre regole, il nostro futuro.

 

Con alla base di tutto, una sola profonda consapevolezza:

Riesce solo chi ci prova

Ne abbiamo parlato tanto, specialmente in relazione alla ricerca della felicità. Può sembrare banale, ma non lo è: restare fermi e lamentarsi che non succede niente è più sicuro e facile, fa meno paura, che muoversi e cambiare il proprio status quo.

Ma la statistica non mente: chi ci prova ha molte più probabilità di riuscirci di chi non ci prova nemmeno!

 

Gli ingredienti per il successo nel crearsi un lavoro

Quali sono quindi gli elementi necessari? Che l’obiettivo di “crearsi un lavoro” sia quello di reinventarsi come professionisti, cercando un nuovo impiego più adatto a noi; che vogliamo cambiare completamente strada, inventandoci un modo di vivere e guadagnare che ci rispecchi; o in qualsiasi altra circostanza…

 

1. creatività

La creatività è alla base di tutto, e non significa darsi alla pittura o ad altre derivazioni artistiche. Significa guardare ciò che abbiamo davanti con occhi nuovi, vedere oltre ciò che vedono gli altri.

La creatività, secondo il dizionario, è una capacità della ragione e della fantasia, due apparenti opposti. La “capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze“.

Serve tanto a creare nuovi prodotti e a risolvere problemi, quanto a scoprire il modo più adatto a noi per contribuire a questo mondo.

E la buona notizia è che…si allena. Come alleneresti qualsiasi muscolo, così la creatività può crescere, gonfiarsi e tendersi.

È l’abilità di generare nuove idee + l’attitudine al cambiamento + un processo che si migliora con allenamento e impegno.

employ adam creatività

 

E nella ricerca/creazione di un lavoro, è fondamentale: basta vedere l’esempio di Adam, ormai ex disoccupato britannico che non riusciva a trovare un lavoro dopo la laurea, e che…ha pensato in modo creativo. E ha fatto qualcosa che qualcuno potrebbe reputare stupido, ma che sicuramente nessuno aveva fatto!

Ma anche nella creazione di un CV, per esempio.

CV creativoQuesto è l’esempio ormai celebre di Andy Morris, un designer, un artista, specializzato il giochi di plastica, che ha costruito…un CV fatto a Lego! Non solo creativo, ma perfettamente in linea con la sua specialità.

 

Ci sono addirittura siti web che permettono di utilizzare la creatività per cercare un lavoro, invece che inviare il solito, noioso e sempre uguale CV, come JustKnock.

Specialmente se ciò che cerchi è un lavoro assunto da un’azienda, ma magari svolto da remoto, che ti permetta di sperimentare lo stile di vita del lavoratore da remoto e del viaggiatore solo andata, sarà tanto più difficile riuscire a ottenere l’opportunità che sogni se non ti distingui dalla concorrenza.

 

2. Auto-analisi

Certo, l’ingrediente sopra evidenzia una criticità. Se ci sono milioni di opportunità che possiamo creare, diventa ancora più difficile trovare quella giusta. Da dove partiamo? Come facciamo?

La verità è che si capisce più di ciò che ci piace da ciò che NON ci piace. Provando, quindi, ci si fa una chiara idea di ciò che desideriamo e ciò che no…e si escludono delle possibilità.

Probabilmente se ciò che vuoi è reinventarti un lavoro diverso da quello che hai ora, sai già molte cose che non ti piacciono da quello che già fai: il tipo di azienda con cui NON vorresti lavorare, lo stile di leadership che non apprezzi nel capo, le attività che odi fare…è un ottimo punto di partenza, credimi!

Serve tanta auto-analisi, per capire quale direzione prendere, ma a volte provare è più facile che pensare.

E trovare quello che è il proprio “scopo della vita”, l’Ikigai come lo chiamano i giapponesi, non  è facile: si impara di più da ciò che non ci piace fare che da ciò che ci piace fare, quindi meglio partire da lì.

Ciò che stai cercando, quel “lavoro che ti permetterà di non lavorare nemmeno un giorno nella tua vita“, è ciò che si trova all’incrocio tra:

ikigai

  • ciò che ami fare
  • ciò che serve al mondo
  • ciò che puoi essere pagato per fare
  • ciò che sai fare bene

Dove si intersecano solo due o tre di questi elementi, ci sono bellissime soddisfazioni ma non la vera felicità. Cerca quel minuscolo quadratino in cui tutti e quattro questi elementi si incontrano e…troverai il tuo Ikigai.

 

3. Sforzo

yesman jim carrey

C’è una sola grande verità: senza uno sforzo non si ottiene nulla.

Se ti pare che per gli altri non sia così…è perché guardi solo la punta dell’iceberg. Perché non vedi le notti insonni, i fallimenti, i rischi, gli alti e bassi, l’impegno costante…nulla è facile, men che meno le cose più belle.

Lo studio e il costante aggiornamento sono uno sforzo assolutamente necessario per il successo, specialmente in un mondo in costante mutamento come quello del lavoro online.

E bisogna anche mettere in conto il fallimento: non è una sconfitta, è un indizio nella direzione di ciò che funziona. Prova più cose, più volte. Se ti interessa il digitale e non sai da dove cominciare…be’, comincia!

Apri un blog o una pagina, impegnati su qualcosa, comincia a crearti un portfolio facendo ciò che piace a te…non bisogna mai aspettare l’opportunità, ma crearla!

A 18 anni come a 40, anzi soprattutto a 40. Perché è più facile reinventarsi che partire da zero, credimi. Ciò che abbiamo imparato lungo la strada non è mai sprecato o inutile, torna sempre utile nei modi più inaspettati e quando meno ce lo aspetteremmo. C’è una sola certezza: non siamo quello che abbiamo studiato, né la nostra famiglia, né la nostra provenienza sociale, né la nostra professione.

Non ci sono praticamente vincoli se non quelli che ci creiamo.

Sii uno YesMan, come Jim Carrey nel celebre film. Dì sì alla vita, dì sì al cambiamento e al reinventarsi continuamente.

Le opportunità si nascondono dove meno ce le aspettiamo, come è stato per me in un liceo di Vicenza. Solo andando a vedere cosa c’è sotto la superficie potrai scoprirlo…

 

Cosa ne pensi? Hai gli ingredienti per crearti un lavoro e una vita che ti sia più affine?
Raccontacelo nei commenti!

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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