Everest Base Camp senza guida: sì o no?

Everest base camp senza guida

Quando abbiamo deciso di venire in Nepal e, dopo aver scoperto i fiumi nepalesi con il kayak, abbiamo deciso di affrontare il trekking verso l’ Everest Base Camp, tra le tante cose che ci siamo trovati a decidere c’era anche se andare all’ Everest Base Camp senza guida o con. A parte il discorso economico, ci sono tanti aspetti da considerare in questa scelta. Noi abbiamo alla fine deciso di andare all’ Everest Base Camp senza guida, e qui vorremmo raccontarvi i Pro e i contro di questa scelta.

 

Cosa significa andare all’ Everest Base Camp senza guida

Parliamoci chiaro, andare all’ Everest base Camp senza guida in alta stagione (settembre, ottobre, aprile e maggio) è come percorrere il cammino di Santiago da soli: praticamente non si è mai soli, si incontrano continuamente altri escursionisti sul sentiero, oppure porters o locali. Il sentiero non è ben marcato, non ci sono segni di vernice come da noi, ma qualche paziente sherpa ha segnato gli incroci con delle piccole sculture di sassi per segnalare la presenza umana. Se non se ne vedono in vista, però, si può sempre fare affidamento su un altro indicatore: la cacca di yak. Questi animali percorrono costantemente i sentieri carichi di bagagli, e lasciano i propri “ricordini” lungo il sentiero. Impossibile non trovarne per più di 20 metri!

 

Insomma, andare all’ Everest Base Camp senza guida è davvero semplice dal punto di vista del sentiero. Tutt’altro discorso è quello culturale.

Everest base camp senza porter

Una guida si occuperà di tutto durante il vostro trekking, e rappresenterà l’anello di congiunzione tra voi turisti e i locali. Questo significa che avrete sempre un letto garantito dove arriverete, perché la guida avrà preso accordi per voi, e che potrete mangiare quello che volete, perché probabilmente avrete dati tutti i vostri soldi alla guida e otterrete incluso nel prezzo i pasti principali.

 

Una guida vi costerà intorno ai 20€ al giorno, un porter circa 10€, mentre una guida/porter, ovvero un porter che sta cercando di diventare guida e che vi aiuterà con i bagagli (anche se non ne avete bisogno, con la nostra guida) e con il percorso, probabilmente qualcosa intermedio tra i due. È probabile che l’intera esperienza all’ Everest Base Camp con la guida arrivi a costarti intorno ai 2000€, ottenendo i vantaggi elencati sopra.

 

Andare all’ Everest Base Camp senza guida, invece, significa arrangiarsi da soli: all’arrivo nel posto in cui vorrete dormire dovrete andare in giro per i lodge con i vostri zainoni a cercare un posto e a contrattare sul prezzo. Il cibo lo pagherete a prezzo pieno, che è parecchio a 5000 metri. E spesso chi ha la guida viene servito per primo, dalla guida stessa (che si improvvisa anche cameriere). Insomma, qualche vantaggio c’è.

everest base camp yak

Con la guida o in gruppo?

Essere con la guida non significa necessariamente essere in gruppo, anzi. Solitamente una guida ogni 2-4 persone è la normalità. Essere in gruppo è una buona idea solo se si conoscono bene i membri: dopo due settimane in condizioni precarie con perfetti sconosciuti, i tuoi nervi potrebbero risentirne. Inoltre, cosa succederebbe se sentissi i sintomi del mal di montagna mentre sei con un gruppo di estranei? Probabilmente minimizzeresti i sintomi per non essere lasciato indietro e, be’….è cosi che succedono le tragedie!

everest base camp muli

Vantaggi di andare all’ Everest Base Camp senza guida

Detto questo, noi ci siamo trovati molto bene senza guida e non ne abbiamo sentito la mancanza dal punto di vista organizzativo. Sebbene fosse stressante cercare un posto dove dormire e contrattare sul prezzo, è stato un problema davvero minimo. Dall’altra parte per una coppia dinamica come noi, non avere nessuno a cui rendere conto è stato un grosso vantaggio. Certo, ci sarebbe piaciuto avere qualche insight in più sulla cultura e sulle montagne più alte del mondo ma…sarà per la prossima volta 🙂

 

Cosa ne pensi? Andresti l’ Everest Base Camp senza guida o con? Parliamone nei commenti!

 

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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