Fotografare con lo smartphone come con la reflex? Ecco come

FOTOGRAFARE CON lo smartphone

Probabilmente se sei un fotografo dilettante hai aperto questo articolo pieno di speranza e desideroso di avere conferma che puoi fotografare con lo smartphone come con la reflex.

Se invece sei un fotografo più esperto, lo hai probabilmente aperto pieno di astio perché pensi che io abbia scritto una bestemmia.

Calma, calma: voglio rendervi felici entrambi.

Purtroppo fare foto professionali con smartphone, equiparabili a quelle che si scattano con la reflex, non è possibile. Non tanto per una questione di risoluzione (ormai alcuni modelli di smartphone fotocamera di alta gamma, come quelli elencati qui, hanno oltre 40 megapixel) ma per un discorso di limiti strutturali come la dimensione del sensore e dell’obiettivo.

Ci sarà un motivo se il kit con l’attrezzatura professionale di un fotografo comprende svariati oggetti dal costo esorbitante e dal peso notevole, mentre uno smartphone sta nel palmo della mano e quando costa molto supera di poco i 1.000 euro.

Le possibilità tecniche che si possono raggiungere con una reflex o una mirrorless, alla quale si può anche cambiare obiettivo, utilizzare lenti luminosissime, zoom ottici e via discorrendo, sono semplicemente precluse agli smartphone (ancora per un altro po’ almeno).

Ma questo significa che non si possono fare foto professionali con lo smartphone?
Oppure con le giuste conoscenze tecniche, il device giusto e tanta tanta creatività, uno smartphone può sostituire una reflex?

Questo sì invece, è possibile, e lo dimostrano i tanti fotografi professionisti che hanno fatto delle vere e proprie sfide fotografiche e realizzato ambiziosi progetti interamente con il cellulare.

Dai un’occhiata ad esempio agli scatti di Nan Deng, fotografo cinese che ha vinto una moltitudine di premi e che dal 2016 scatta principalmente con smartphone.

O i tanti fotografi a cui sono stati dedicati fiumi di articoli perché in grado di realizzare scatti straordinari con un telefonino.

Oppure semplicemente fai caso alle gigantografie appese in tutte le principali città da Apple per promuovere i suoi telefoni: foto stupende, adornate solo dalla mela morsicata e dal testo “scattata con iPhone”.

Scattata con iPhone, la campagna Apple colora le città del mondo, Italia inclusa - Macitynet.it
Fonte: www.macitynet.it

Conosci il tuo nemico: scopri i limiti del fotografare con lo smartphone per sfruttarli a tuo vantaggio

Ma come fare foto belle con lo smartphone? Se come abbiamo detto i telefonini, per quanto tecnologici, hanno comunque dei limiti strutturali insormontabili, come riescono i grandi fotografi a fare foto con un iPhone che diventano addirittura cartelloni pubblicitari?

La risposta breve è: perché sono grandi fotografi, appunto!

La risposta lunga e approfondita invece la troverai nel resto di questo articolo.

Vediamo innanzitutto cosa gli smartphone NON sanno fare bene, e quindi cosa conviene evitare di fare quanto più possibile.

Limiti delle fotocamere degli smartphone

In generale i limiti degli smartphone fotocamera sono sempre:

  • le foto notturne o con scarsa luce che vengono mosse
  • lo zoom digitale che fa venire ogni cosa sgranata e pixelata
  • le scene molto contrastate (forti ombre e forti luci) che vengono sovra o sottoesposte
  • Il flash, che fa sembrare qualunque soggetto un gatto in tangenziale

Conoscere questi problemi ti aiuterà a evitare di scattare in quelle condizioni, oppure a prendere precauzioni e misure correttive in caso volessi farlo (ad esempio usare un treppiedi per smartphone e un telecomando remoto, per le foto notturne non mosse).

 

Vantaggi del fotografare con lo smartphone: usa l’AI a tuo vantaggio

D’altra parte tieni conto che ogni marca e ogni modello di smartphone ha caratteristiche proprie, per cui ti conviene studiare quali sono le opzioni disponibili sul tuo e sfruttare l’intelligenza artificiale (AI) di cui le fotocamere dei telefoni sono strapiene.

È il loro maggiore punto di forza, con il quale compensano le mancanze strutturali causate delle dimensioni del sensore e delle lenti!

Il mio Huawei P20 ha ad esempio come punti di forza:

  • Lo scatto in bianco e nero con fotocamera dedicata (mai usato….ma c’è )
  • Una modalità priorità di apertura del diaframma che arriva a uno strabiliante f/0.95! Ovviamente come puoi immaginare è un effetto tutto digitale con uno sfocato assolutamente poco realistico, ma da f/2 in poi ha risultati discreti e un bokeh (cioè lo sfondo morbido e poco definito) apprezzabile
  • Una modalità Notte che è davvero pazzesca e che scatta foto come quella sotto a mano libera (la vedremo più avanti nel testo)
  • La possibilità di scattare foto HDR (anche questo lo vedremo dopo)
  • Modalità Light Painting per foto notturne artistiche (addirittura ha un’opzione per scattare le scie stellari, ma non ci ho mai provato e sono quantomeno dubbiosa del risultato)
  • E altre modalità più o meno (in)utili

foto tramonto scattata con smartphone

Conoscere l’uso di queste modalità e sapere che ci sono mi permette di giocare molto di più con il mio smartphone e di utilizzarlo spesso come una vera e propria fotocamera, magari con l’ausilio di accessori esterni come il treppiede visto prima o le lenti aggiuntive.

 

Studia alla perfezione la teoria e sviluppa l’occhio del fotografo

La fotografia è luce + tempo. Nulla di più, nulla di meno.

E se questo è vero, per quanto sembri solo un modo di dire poetico, significa che qualunque dispositivo che ci permette di controllare una o tutte e due queste variabili ci può permettere di fare belle foto.

La cosa più interessante è che, quando si tratta di fotografare con lo smartphone, viene fuori che veramente è il fotografo a fare la fotocamera, e non il contrario.

Perché solo un grande fotografo, che conosce alla perfezione la teoria e la pratica di quest’arte, può superare i limiti del dispositivo che utilizza.

Per cui il primo consiglio è:

Dimenticati il “punta e scatta”.

Qui c’è tutta la differenza del mondo tra l’essere un tizio che fa foto col telefonino, e un fotografo che usa lo smartphone per fare foto artistiche o comunque significative.

Se vuoi scattare belle foto devi conoscere alla perfezione la teoria fotografica, paradossalmente più che non se scattassi con una reflex. Perché, ti chiedi?

Semplice: la reflex ti obbliga a mettere in pratica la teoria non appena passi dalla modalità automatica a manuale o quelle semi-manuali (priorità di tempi, di apertura, etc).

Con lo smartphone invece è tutto “automatico”.

Certo puoi andare a scattare in manuale, come vedremo dopo, ma in generale quella di uno smartphone è una fotocamera che lavora da sola: analizza la luce, sceglie i colori migliori, etc.

Il tuo compito primario come fotografo sarà sapere come ragiona il sensore (e l’AI) e andare a intervenire per correggerlo o per sfruttare le sue scelte a tuo vantaggio.

Quindi:

  • Studia la teoria fotografica: un corso come il nostro corso “Da zero a Fotografo” è un’ottima idea per avere tutte le basi, tutte insieme, e non trovarti spaesato davanti all’immensità di tutto ciò che c’è da sapere.
  • Studia le regole della composizione: devi sviluppare quello che viene chiamato l’Occhio del fotografo, ovvero la capacità di vedere la realtà non per come è, ma per come apparirà in forma rettangolare sotto forma di fotografia. Una scena che ci sembra bellissima ad occhio nudo in realtà una volta inquadrata nel mirino (o in questo caso nello schermo) potrebbe fare schifo. E specialmente con uno smartphone è facile cadere vittima della tendenza a scattare a qualunque cosa indiscriminatamente…..
  • Impara a scattare in modalità Manuale: magari poi non lo farai quando ti troverai a scattare per passione o per lavoro, ma saperlo fare è l’unico modo per apprendere realmente la fotografia! Solo quando capirai come ogni elemento che puoi modificare influisce sulla tua foto potrai fare lo stesso con il cellulare.

 

 

Scegli bene la composizione se vuoi fare belle foto con smartphone 

La composizione è appunto il modo in cui è composta una foto, o per usare una metafora come scegli di apparecchiare la tua tavola (l’immagine). Ogni cosa, in una foto, dovrebbe essere dove sta per un motivo.

Se non è così, possiamo:

  • cambiare inquadratura o angolazione
  • fare un lavoro epico in post produzione e far sparire cose/persone indesiderate (sono sarcastica, è una scelta altamente sconsigliata!!!!)
  • …non scattare!

Semplice, non ci sono molte alternative.

Una buona composizione dovrebbe:

1. Rispettare la regola dei terzi (o infrangerla consapevolmente)

smartphone griglia regola dei terzi

La regola dei terzi prevede che gli elementi della foto si posizionino nella fotografia all’interno di una griglia immaginaria composta da due linee orizzontali e due verticali.

I soggetti staranno idealmente o all’incrocio delle linee oppure su una di esse. Tipicamente gli occhi (o l’occhio principale) in un ritratto, le persone o comunque i soggetti principali in un paesaggio, l’orizzonte…

Quest’ultimo, ad esempio, è fondamentale che sia dritto, e la griglia ti aiuta anche a far sì che sia così.
Inoltre scegliere dove posizionarlo darà già una volontà alla tua foto: sulla linea superiore per enfatizzare la terra, sulla linea inferiore per enfatizzare il cielo, etc.

Un fotografo esperto sa sempre più o meno dove sono queste linee perché ormai le ha interiorizzate, ma…..anche per il più esperto, un reminder non fa mai male 😉

Per questo se vuoi fotografare con lo smartphone ti consiglio di andare nelle impostazioni dell’app fotocamera che utilizzi e rendere visibile la griglia!

La posizione e il nome del comando saranno diversi a seconda del modello di telefono, ma devi cercare qualcosa come “griglia fotocamera” nelle impostazioni e attivarlo. Et voilà, il gioco è fatto!

Finalmente vedrai il mondo diviso in terzi come i veri fotografi

 

2. Cambia prospettiva! E se sei in dubbio, abbassati.

foto dal basso

Le fotocamere dello smartphone sono quasi sempre dei grandangoli, ciò significa che qualunque cosa fotograferai avrà il grosso rischio di venire distorta se non scegli la prospettiva giusta.

Stai fotografando con lo smartphone una persona a figura intera, ad esempio? Giù per terra! Palazzi o architetture? Lo stesso. Insomma, se sei in dubbio, scendere è quasi sempre una buona idea.

Ma cambiare prospettiva significa anche muoversi.

Come dicevamo lo zoom è sempre qualcosa che le fotocamere dei telefoni non riescono a gestire al meglio per problemi strutturali. Per cui, quando vedi qualcosa in lontananza che ti piace, invece di tirare fuori lo smartphone e fare il gesto delle due dita che si allargano per zoommare, fermati!

O meglio, muoviti e vai tu vicino piuttosto.

“Eh ma non viene bene come lo vedevo io, se ci vado vicino!”

Ah sì? Se è questo il caso, sai cosa significa?

Che quella foto fa schifo, è una scena bella solo quando la vede l’occhio umano. Lascia perdere

 

3. Attenzione alla luce. Né troppa né troppo poca!

ombra e luce

Come dicevamo, il telefono non performa bene quando la luce è scarsa o quando è “complicata”. Se c’è poca luce o è notte dovrai o rinunciare alla foto o avere degli accorgimenti speciali quando scatti (li vedremo tra poco).

Se la luce è complicata…idem.

Cosa significa “luce complicata”? Diciamo che una scena metà in ombra e metà al sole in una bella giornata a mezzogiorno manderà in crisi qualsiasi smartphone fotocamera.

Puoi cercare di arginare questo problema selezionando con il ditino il punto in cui vuoi che venga fissata l’esposizione, ovvero la lettura della luce – la maggior parte degli smartphone permette di farlo. 

Ma anche così, ricorda che avrai una zona esposta correttamente ma le altre saranno sotto o sovraesposte.

Per cui se la vuoi fotografare con lo smartphone ugualmente in simili condizioni, fallo bene: crea una silhouette con uno sfondo bello colorato (come un tramonto) e i soggetti neri che vi si stagliano contro, oppure escludi il cielo quanto più possibile dall’inquadratura così che non venga “bruciato” (totalmente bianco). 

 

Se c’è, vai di HDR per fotografare con lo smartphone

Alcuni modelli di smartphone con fotocamera più avanzata hanno una modalità che si chiama HDR (high dynamic range): questa è la scelta in questi casi, se disponibile, perché si tratta di una foto multipla con tre o più diverse esposizioni.

Sarà poi assemblata automaticamente dal software del telefono per avere un risultato di esposizione ottimale su tutta la foto.

Comodo fotografare con lo smartphone, no?

 

E il flash con lo smartphone?

Oppure (e questo è forse l’unico caso in cui te lo consiglio, con uno smartphone) prova a usare il flash: se la scena è una notturna evita, perché il flash del telefono fa venire le foto estremamente….”telefoniche”. Non so se capisci cosa intendo.

Quindi ti conviene scegliere l’impostazione del flash “spento” per foto normali, così da non farlo partire per sbaglio.

Se invece è una scena diurna, con i soggetti sottoesposti puoi provare a fotografare con lo smartphone impostando il flash su manuale e attivandolo: il risultato potrebbe sorprenderti (in positivo o in negativo, questo è da vedere! ).

 

Il delicato tema delle foto notturne con smartphone

foto notturna smartphone

Se vuoi fare foto notturne con iPhone o un altro smartphone simile dovrai conoscere attentamente sia il cellulare in questione che le tecniche fotografiche per questo tipo di foto.

Partiamo con il secondo aspetto: se hai fatto i compiti e hai studiato le basi della fotografia sai che per fotografare (con lo smartphone o con la reflex) in scarse condizioni di luce dovrai fare una o più di queste cose:

  • Aumentare gli ISO – se anche il tuo smartphone te lo permettesse è qualcosa che ti sconsiglio: già le foto notturne con il cellulare sono poco definite, ci manca solo di aggiungere rumore (quell’effetto un po’ puntinoso) alzando gli ISO
  • Scegliere un’apertura del diaframma più ampia – spesso questo non è possibile con le lenti degli smartphone, e comunque la qualità non sarà granché
  • impostare tempi di scatto più lunghi – ecco, questa è l’unica variabile con cui puoi davvero permetterti di giocare con uno smartphone.

Ci sono due modi per farlo: il primo è passare in modalità manuale (ormai quasi tutti gli smartphone permettono di farlo, su Huawei ad esempio questa modalità si chiama PRO) e seleziona tu i tempi di scatto.

Avrai quasi sicuramente bisogno di un treppiede come quello visto sopra o di altro supporto con telecomando remoto, oppure di impostare lo scatto ritardato, così da assicurarti di non muovere il telefono nel momento in cui premi il pulsante.

L’alternativa è quella che in quasi tutti gli smartphone si chiama “modalità notte”.

Funzionerà più o meno bene a seconda del modello di smartphone utilizzato, ma la sostanza è che mescolerà un’esposizione più lunga con una forma particolare di HDR. In pratica ti permetterà di ottenere risultati discreti anche a mano libera, a patto di stare per qualche secondo abbastanza fermi.

Nel mio Huawei P20, che pure inizia ad essere un po’ datato ma all’epoca l’ho scelto apposta per la qualità delle foto, è una delle funzioni che apprezzo di più.

Guarda che risultati (senza filtri né ulteriori modifiche) a mano libera su una barca sul Danubio, a Budapest:

foto notturna con smartphone huawei p20 

Ultimo ma non meno importante: non dimenticare di post-produrre le foto da smartphone

Una cosa che non ci stanchiamo mai di ribadire è l’importanza della post produzione nel processo fotografico.

Chi crede e si ostina a sostenere che la foto perfetta debba essere così com’è quando è scattata non ha idea di cosa stia dicendo: se le scatti in Jpeg stai semplicemente lasciando far fare la post direttamente al software integrato nella macchina fotografica (o nello smartphone), che sceglierà per te tonalità, colori, ombre, etc.

Se invece scatti in RAW (ne parliamo tra poco) l’editing delle tue foto è parte integrante della fotografia stessa: è l’applicazione del filtro della tua personalità alla realtà “piatta” immortalata dalla camera.

Per sapere come modificare le fotografie ti rimando a questo articolo, ma ora voglio ugualmente darti qualche indicazione.

la prima riguarda appunto la scelta del formato delle foto:

Fotografare con lo smartphone in RAW (e in manuale)

Ebbene sì, alcuni smartphone iniziano finalmente a lasciar scattare foto in Raw (il mio Huawei P20 per esempio), e ora anche gli ultimi iPhone hanno questa funzione, mentre prima i melafonini avevano bisogno di un’app esterna per ottenere questo formato.

Ma cos’è un RAW? Come dicevamo e come si evince dal nome, è un formato “grezzo”, “crudo”: mentre il Jpeg è una foto già cucinata e pronta per essere gustata, il RAW è la borsa con gli ingredienti per realizzare il piatto.

Fuor di metafora, è un formato più pesante (occupa molti più MB) ma più ricco di informazioni, che non si può utilizzare (sui social per esempio) a meno di non effettuare una post-produzione e trasformarlo in Jpeg o altri formati “finiti”.

Ecco, se fai sul serio con l’idea di fotografare con lo smartphone e hai un device che te lo permette, ti consiglio caldamente di scattare in RAW le foto che vuoi utilizzare e di post produrle (ti spiego tra poco come farlo anche se sei digiuno della materia).

Come si attiva il formato RAW nello smartphone? Di nuovo, dipende dal telefono in questione. Scrivi su Google il tuo modello e poi “scattare foto in RAW” e segui le istruzioni che trovi per attivarlo.

Nel mio Huawei ad esempio è un’impostazione che posso selezionare all’interno dell’area “Risoluzione” nella modalità manuale (PRO).

Cosa fare con le foto RAW?
Sì esatto hai capito: è ora di post-produrle!

Come modificare foto su smartphone

È pieno di app e programmi vari che promettono miracoli nei vari app store, ma il mio consiglio è semplice: vai con il migliore.

Anche perché per mobile il migliore si dà il caso che sia gratis!

Di cosa parlo?

Di Lightroom, ovviamente, il programma Adobe per la post produzione per eccellenza.

Ci sono varie alternative ma se ti guardi un po’ di tutorial online sull’editing fotografico ti accorgerai che tutti i “big” o quasi utilizzano questo, che nella sua versione desktop è a pagamento.

La buona notizia? L’app Lightroom Mobile invece è totalmente gratis (e piena di tutorial interessanti).

Tra l’altro ti permette anche di scattare foto in RAW con la fotocamera dell’app, qualora il tuo cellulare non ti desse la possibilità di farlo, nonché di utilizzare un altro po’ di funzioni interessanti che imitano quelle disponibili nelle reflex…ti consiglio di darci una bella occhiata!

 

Scegli dei preset adattivi

Certo, con un’app per il cellulare non potrai fare miracoli: la post produzione è un’arte che si basa sui dettagli e con la dimensione dello schermo di un telefono potrai fare ben poco.

È qui però che entrano in gioco i preset.

I preset o Predefiniti non sono altro che dei “filtri” preimpostati che si applicano sulla foto e ne modificano alcuni parametri.

Vanno bene sia sui Jpeg che sui RAW, ma su questi ultimi danno i migliori risultati perché l’immagine è più ricca di informazioni (ecco perché ti dicevo di salvare anche il file RAW).

Il problema dei preset è che spesso vanno modificati ulteriormente per adattarsi alla foto se questa è sovra o sotto esposta, e come dicevamo con uno smartphone è abbastanza difficile fare questo tipo di modifiche. 

Per questo abbiamo strutturato i nostri Preset VSA ufficiali in 15 pacchetti, ciascuno con 9 varianti (4 sottoesposte e 4 sovraesposte): così che su qualsiasi foto ci sia SEMPRE il preset che si adatta al primo colpo!

preset viaggiosoloandata

Sono l’ideale da mobile in questo senso, perché con pochi click avrai una foto davvero professionale a disposizione, anche se l’hai scattata utilizzando un semplice smartphone!

E ti accorgerai che è questo il segreto di molti Instagrammer e fotografi che scattano con il cellulare e hanno sempre quei risultati pazzeschi 😉

 

Bene! Ora dovresti sapere tutto ciò che ti serve per scattare belle fotografie con smartphone, e poi per trasformarle in capolavori con la post-produzione!

Fammi sapere cosa ne pensi, e se hai dubbi o domande fammele nei commenti.

Un abbraccio,

Ilaria

 

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