Fotografare in manuale: tutto ciò che devi sapere

fotografare in manuale

In questo articolo parleremo di come fotografare in manuale con la tua fotocamera, che questa sia Reflex, Mirrorless o anche solo il tuo smartphone (eh sì, si può scattare in manuale anche con lui)

Se hai sempre desiderato farlo ma non ci sei mai riuscito, se ci hai provato e sei insoddisfatto del tuo risultato o se desideri avere una guida passo passo, allora sei nel posto giusto! 

Ma prima di iniziare, una premessa: molte di queste cose potrebbero sembrarti estremamente complesse, tanto da farti pensare che sia impossibile ricordarsi tutto. Ma vedrai che sarà solo l’impressione iniziale.

Ti ricordi le prime volte che guidavi la tua auto? Quanto tempo è passato dalla prima uscita in macchina? Allora non eri tanto esperto e questo significa che, concentrato su tutto ciò che dovevi fare, non ti sei mai goduto il viaggio. 

Quando sei rilassato, quando i gesti diventano automatici, solo allora inizi a divertirti davvero. Insomma, soltanto quando hai raggiunto un buon livello, puoi veramente goderti il viaggio. 

Fotografare in manuale è più o meno la stessa cosa: è alla base della fotografia “seria”, nel senso che se vuoi davvero divertirti e partire alla ricerca dei tuoi scatti migliori, avrai bisogno di conoscere tutte queste cose e saperle applicare.

 

Con questa breve guida ti darò qualche dritta per raggiungere quel livello e divertirti veramente con la tua fotocamera. 

Se per caso non vuoi leggere, dai un’occhiata a questo video su come usare la fotocamera in manuale: Nicola ti chiarirà ogni dubbio!

 

Sei pronto? Iniziamo!

 

Per fotografare, la luce è l’elemento fondamentale che dovrai imparare a dosare. 

Possiamo controllarla con tre elementi: 

  • ISO
  • apertura del diaframma; 
  • tempi di scatto

Questi tre elementi, combinati insieme, determinano quanta luce entrerà nel sensore della fotocamera, e costituiscono il cosiddetto triangolo dell’esposizione

 

Controllare gli ISO in Manuale: cosa sono e a cosa servono

L’ISO è la sensibilità del tuo sensore. Per capirci, si tratta di un elemento che, modificandolo, permette alla macchina fotografica di “vedere meglio” in condizioni di poca luce. Un po’ come quando i tuoi occhi si abituano al buio e la vista migliora gradualmente (io addirittura quando sono al buio spalanco gli occhi credendo di vederci meglio…ma questa è un’altra storia! 😂). 

 

Rappresenta l’equivalente digitale della sensibilità sulla vecchia pellicola e il suo valore è direttamente proporzionale: più il numero ISO è alto, più è alta la sensibilità del sensore.

L’ISO, quindi, rappresenta un alleato importante per realizzare una fotografia che abbia la giusta luce. Purtroppo però, aumentare il numero degli ISO abbasserà la qualità della fotografia, facendone aumentare il rumore

Il rumore digitale di una fotografia è rappresentato da quei piccoli puntini di colore diverso, che danno un aspetto granuloso all’immagine e che, quando mal dosati, rappresentano il male in assoluto! 

 

Quindi, il nostro obiettivo è quello di mantenere il numero ISO il più basso possibile, anche perché le macchine fotografiche non professionali, quelle di fascia bassa, con un ISO a 12000 o 25000 daranno un risultato spesso inaccettabile

Storia diversa per le camere professionali, dove, come puoi vedere nella foto sotto, a parità di ISO, il rumore è veramente minimo!

Iso in manuale: confronto

Quindi più l’ISO è alto, più sarà alta la sua sensibilità alla luce, ma questo provocherà più rumore nella nostra foto. 

In questo caso, o abbiamo a disposizione una camera di buona qualità, oppure, se abbiamo una entry level, avremo una foto con più rumore o più scura.

 

Fin qui era semplice no? Adesso facciamo un altro passo avanti e  andiamo a vedere il diaframma, il secondo elemento del nostro triangolo dell’esposizione e grande cruccio soprattutto per chi muove i primi passi in questo campo.

Diaframma: la cosa meno intuitiva ma più importante della fotografia in Manuale

La sua apertura e chiusura spesso genera confusione nei neofiti. In realtà è molto semplice: il diaframma è l’apertura della lente. 

A differenza del numero ISO che è “un’entità astratta”, il diaframma è ben visibile nella camera, ruotando la lente stessa. 

 

È indicato con la lettera “f” e, al contrario del numero ISO, più è alto il valore di f, più piccola sarà l’apertura del diaframma. Se invece f ha un valore basso, il diaframma sarà più aperto. Aprendo o chiudendo il diaframma decidiamo quanta luce deve arrivare al sensore della camera.

L’apertura massima (quindi il numero più piccolo vicino alla “f”) del diaframma di una lente è uno degli elementi che ne determinano il valore. Pertanto, una camera di qualità medio-bassa avrà più o meno il diaframma con valori che vanno da f/3.5 a f/36. 

Lenti spettacolari con apertura f/1.8, f/1.4 o anche meno chiaramente hanno un costo piuttosto elevato e non sono per tutte le tasche. 

Se cerchi qualcosa che sia un buon compromesso tra qualità della lente e costo, puoi trovare delle lenti vintage che hanno un’apertura stupenda, con f/1.2, per le quali non dovrai svenarti! Dovrai spesso però rinunciare all’autofocus con queste lenti (eh, non era ancora stato inventato!).

Funzionamento del diaframma

Chiarito il concetto di diaframma, adesso vediamo di capire un po’ il suo funzionamento. 

Hai presente le macrofotografie? Sì, quelle dove è possibile vedere ogni minimo dettaglio del soggetto di una foto, per quanto piccolo. Di un insetto, per esempio. 

Guarda quella qui sotto, la profondità di campo è di pochi millimetri! 

macro fotografia profondità di campo

È il diaframma che dà la possibilità di mettere più o meno a fuoco davanti e dietro al tuo soggetto. 

Quindi, con un diaframma più aperto, per esempio f/1.8, l’area di messa a fuoco sarà più piccola, diciamo di pochi millimetri. Solo il punto di fuoco sarà nitido, mentre tutto il resto intorno risulterà più sfocato. La luce che entrerà sarà molta, e andrà, come vedremo, compensata con i tempi veloci.

Al contrario, invece, con un valore di f più grande, ad esempio f/22, il diaframma avrà sì un’apertura molto più piccola, ma l’area di messa a fuoco sarà maggiore e tutto sarà più nitido. Questo a scapito della quantità di luce che entra, che andrà compensata con tempi lunghi.

Ricorda che il punto focale e l’area di messa a fuoco sono due cose differenti. Il punto focale è soltanto un punto, l’area di messa a fuoco corrisponde alla profondità di campo

 

Mi segui fin qui?

Lo so, lo so…te l’avevo detto che sarebbe sembrato complicato!

Ma ci sono dei trucchetti.

La confusione generata dal valore di f, che più è grande più corrisponde a una piccola apertura del diaframma, e viceversa, può essere semplicemente risolta così: 

maggiore profondità di campo = maggiore valore di f  

E se voglio tutto a fuoco, invece?

In questi casi, ad esempio per quanto riguarda i panorami, ricordati di tenere il valore di f tra 11 e 16, così avrai l’apertura ottimale per la fotografia di panorami, dove, per avere tutto nitido, il fuoco deve andare all’infinito. 

 

Ma tranquillo, abbiamo detto che faremo un passo alla volta e quindi non ne parleremo in questa sede. .

 

Tempi di esposizione (o di scatto)

Il tempo di esposizione è il tempo durante il quale il sensore (o la pellicola in caso di camera analogica) è esposto alla luce

All’interno della nostra fotocamera la luce viene trasformata in immagine e quindi se manteniamo aperto l’otturatore per più o meno tempo, permetteremo alla luce di raggiungere il sensore per un tempo più o meno lungo. 

Bello vero? In effetti è molto poetico, la fotografia non è altro che luce+tempo.

I tempi sono indicati sulla tua camera con delle frazioni (1/50, 1/100…) questo perché la nostra camera impiega molto meno di un secondo per realizzare uno scatto, a meno che non si tratti di foto specifiche in cui siano necessari tempi molto più lunghi (1, 2 secondi ecc…).

 

I tempi ti danno la possibilità di creare foto mosse o congelate a seconda di come li utilizzi.

Un esempio tipico? L’acqua effetto seta di cui abbiamo parlato in questo articolo.

 

Tempi brevi

Se ad esempio il tuo è un soggetto in movimento, hai bisogno di tempi più veloci: se il soggetto è molto veloce dovranno esserlo anche i tempi di scatto. 

Nello sport, quindi, tieniti sempre su 1/800 – 1/1000 di secondo. Nella foto in basso, come puoi vedere, sono congelati perfino i raggi della bicicletta. Bello eh?

fotografia in manuale tempi brevi

Tempi lunghi

tempi lunghi foto

Se invece la tua camera è su un treppiedi e stai fotografando un panorama, i tempi di scatto dovranno essere lenti e tutto sarà in movimento come nella foto qui a lato.

Per i ritratti è sempre bene tenersi su 1/250 di secondo, mai al di sotto, se c’è poca luce puoi scendere a 1/100 di secondo; assicurati, però, che il tuo soggetto sia immobile. 

 

Quindi, ricapitolando: 

  • tempi brevi = movimento congelato 
  • tempi lunghi = movimento mosso

 

Triangolo dell’esposizione

Adesso che abbiamo capito a fondo tutti e tre gli elementi, facciamo un altro passo e vediamo come utilizzarli contemporaneamente. 

Utilizzare la camera in manuale significa, infatti, muoverli singolarmente per modificare il nostro triangolo dell’esposizione!

Ci siamo! Hai appreso un po’ di cose, oggi è una bella giornata e la luce è perfetta. Non ti resta che prendere la tua macchina fotografica e partire. Ecco le cose principali di cui dovrai tener conto.

  1. Come prima cosa assicurati che l’ISO sia al minimo. Diciamo 100. 
  2. Scegli il soggetto che vuoi fotografare in manuale e fatti queste domande: di cosa si tratta? Un panorama, una persona? Due? Si tratta di un gruppo? Sono vicine o lontane? In base alle risposte, imposti il tuo diaframma per mettere a fuoco. 
  3. Scegli i tempi. Il soggetto è fermo o si sta muovendo, e di conseguenza che effetto vuoi ottenere? Rispetto all’apertura del diaframma che vorresti impostare, di quanta velocità hai bisogno per compensare la luce? 

 

Questi sono i tre pilastri di cui dovrai tener conto quando stai per scattare una foto in manuale

Per ritornare alla metafora dell’auto, fai conto che il triangolo dell’esposizione rappresenti per te lo sterzo, i pedali e le marce della tua auto. Soltanto con la pratica riuscirai ad utilizzarli in maniera sincrona e a padroneggiarli veramente. 

Questa è la guida passo passo che dovrai seguire per scattare una buona fotografia. Ma non è finita, ora vediamo quali sono gli scenari possibili una volta scattata la foto.

 

Primo scenario: la fotografia è buia, è sottoesposta. 

  1. Abbassa i tempi (più lenti = più luce), ma solo se non si crea del mosso;
  2. Apri il diaframma (f più piccolo = più luce), se non è già al massimo;
  3. Aumenta gli ISO. (Sì, è vero, ti avevo detto di evitarlo ma considerala come l’ultima spiaggia!)

 

Secondo scenario: c’è troppa luce, la fotografia è sovraesposta.

  1. Controlla gli ISO. Ricorda che se non sono necessari devono essere impostati al minimo;
  2. Aumenta i tempi di scatto (più veloce = meno luce);
  3. Chiudi il diaframma (f più grande= meno luce). Il rischio è di perdere lo sfocato, ma se non c’è altra soluzione questi sono i passi da fare. 

 

Terzo scenario: la fotografia è ben esposta.

Bravo! Ce l’hai fatta!

Qui sotto puoi vedere tre foto con i tre possibili scenari di cui ti parlavo. Sottoesposta, sovraesposta e ben esposta.

esposizione corretta fotografare in manuale

Mamma mia che fatica! Ma dovrò davvero scattare in manuale poi?

Tranquillo, puoi tirare un sospiro di sollievo! La buona notizia è che oggigiorno nessun fotografo (o quasi) scatta completamente in manuale in condizioni normali.

Esistono altre modalità (le cosiddette “semi-automatiche”) che permettono ad esempio di impostare i tempi e adeguare il diaframma di conseguenza, e viceversa.

La cattiva notizia però è che non puoi fare a meno di conoscere alla perfezione tutto quanto sopra se vuoi scattare fotografie belle, interessanti, artistiche o comunque in generale “pensate”.

Ci saranno poi occasioni specifiche, come le foto alle stelle, o quelle alle cascate, in cui non potrai fare altro che passare alla modalità completamente manuale.

 

Quindi fai un bel respiro e…studia, studia, studia!

 

A questo punto io mi fermo. Ci sarebbero ancora moltissime cose da dire, perciò se sei ancora curioso, continua a seguirci e, se ti va, fammi sapere cosa ne pensi nei commenti! 

 

Un abbraccio,

Adriana

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