Fotografia di paesaggio: tutorial definitivo per scatti da incorniciare

FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO

La fotografia di paesaggio è uno dei generi più interessanti, probabilmente perché ci mostra e ricorda quanto è immensamente meraviglioso il nostro mondo.

Sei in montagna, hai deciso di prendere un sentiero in salita, stai boccheggiando come un pesce fuor d’acqua, neanche stessi scalando il K2. 😀 Arrivi finalmente in cima ed eccolo là, quel paesaggio che ripaga tutta la fatica che hai fatto.

fotografia di paesaggio montagna

In momenti del genere c’è un richiamo fortissimo, ancestrale. Il desiderio profondo di immortalare quel momento, cotanta bellezza che non può rimanere impressa solo nei tuoi occhi.

Tiri fuori la macchina fotografica, pieno di emozioni, punti al paesaggio, scatti….ma appena guardi il risultato, capisci subito che qualcosa non va. Quella magia non c’è, la meraviglia che ti ha spinto a fotografare in primo luogo. Zero.

Com’è possibile?

Il segreto della fotografia panoramica

Be’, hai appena scoperto una delle più frustranti verità fotografiche. La fotografia di paesaggio, o landscape photography, è DIFFICILISSIMA.

L’occhio umano vede in maniera diametralmente diversa dalla fotocamera: dove noi vediamo un cielo azzurro e un paesaggio dettagliato fatto di luci e ombre, lei poverina vede solo una chiazza di luce sovraesposta e un blocco nero. Quando noi riusciamo a scorgere naturalmente forme e figure che guidano lo sguardo, lei vede solo un insieme indistinto di elementi e colori.

Non c’è errore più grande, quindi, che scattare una foto paesaggistica pensando di fotografare “quello che vedono i nostri occhi”.

La fotografia panoramica, in realtà, dovrebbe funzionare al contrario: vogliamo creare una composizione che guidi lo sguardo in un viaggio ordinato nel paesaggio. 

C’è un mondo dietro, per riuiscirci: dalle attrezzature, alle tecniche, la luce, etc. E poi la pazienza,  l’idea di doverti sdraiare, spostare, faticare; che puoi essere immerso nel fango, nell’acqua, nella sabbia. Accettare di sporcarti.

Il più delle volte capita di essere lì di passaggio e di sperare di ottenere una foto perfetta così, semplicemente puntando e scattando. Ma la verità è che i fotografi paesaggistici vanno a “caccia” di queste fotografie, come per l’astrofotografia, ovvero le foto panoramiche alle stelle.

Quando guardi la classica foto da cartolina non puoi nemmeno immaginare che lavoro ci sia dietro.

Vuoi scoprirlo? Te la senti davvero? Allora è giunto il momento di vedere cosa significa veramente fare fotografia di paesaggio.

 

L’attrezzatura per la fotografia di paesaggio

fotografia di paesaggio trepPartiamo dalla base, ovvero la macchina fotografica.

E qua torniamo all’eterno dilemma Mirrorless o Reflex. Per le ridotte dimensioni la Mirrorless risulterà più comoda, a discapito però della durata della batteria. Mentre al contrario le Reflex come PRO offrono più varianti full frame (vedremo sotto cosa significa) e durata della batteria; di contro, sono più ingombranti e pesanti.

Che sia una reflex o una mirrorless, dovrebbe avere alcune caratteristiche fondamentali per essere adatta a questo genere fotografico:

  • essere tropicalizzata, ovvero trattata e certificata dal produttore per resistere in situazioni di contatto con acqua, sabbia, neve, etc. Attenzione, a meno che tu non abbia una GoPro questo non significa che tu possa startene sotto il diluvio universale a fotografare senza preoccuparti, anzi. Però non dovrai correre ai ripari appena senti una goccia di pioggia, ecco.
  • full frame vs apscavere un buon sensore, idealmente meglio avere una full frame. Per chi è non addetto ai lavori significa, come dice la parola stessa, “formato pieno”, ovvero una camera che ha il sensore di misura maggiore. Se in altri generi questo può essere un fattore secondario, nella fotografia di paesaggio la dimensione del sensore è particolarmente importante perché
    • offre una gamma dinamica più ampia, ovvero riduce l’effetto blocco di luce VS blocco di ombra visto sopra, permettendo alla camera di “vedere” più dettagli anche in condizioni di luce difficili.
    • permette di tenere più bassi gli ISO, riducendo il rumore. Con conseguenze su quanto segue.
    • Spesso nella fotografia di paesaggio vorrai avere una grande profondità di campo (= tutto a fuoco), per cui dovrai chiudere il diaframma (f8-f11 circa). Se fotografi negli orari migliori, come alba e tramonto, la luce a disposizione sarà poca e quindi dovrai alzare i tempi di scatto…ecco, una full frame ha una maggiore sensibilità alla luce, quindi potrai ottenere buoni risultati anche con tempi non troppo lunghi.

 Se tutto quanto sopra ti sembra arabo, probabilmente è perché non hai letto ancora il nostro articolo su come fotografare in manuale. Vai subito, oppure guarda il video, perché queste informazioni ti serviranno per comprendere la fotografia paesaggistica!

Noi ci rivediamo qui sotto tra poco

 

Le full frame sono generalmente più grosse, pesanti e costose delle fotocamere APS-C o altri formati, ma non è necessariamente così…basti pensare alla nuova full frame Sony, la A7C, che ha il primato di FF più piccola al mondo!

Obiettivi per la fotografia paesaggistica

fotografia di paesaggio treppiede

La maggior parte della fotografia di paesaggio viene fatta con l’obiettivo grandangolare. 

L’obiettivo grandangolare è quello che ha un angolo molto ampio, più di quello che l’occhio umano riesce a vedere. Questo comporta che le immagini possono letteralmente includere uno spazio più grande, che va a simulare ciò che vedi con il tuo sguardo.

Possiamo anche avvalerci del teleobiettivo che consente al fotografo di “avvicinarsi” all’oggetto che si vuole fotografare.

Permette di catturare il minimo dettaglio che magari sfugge nella grande composizione che è la visione umana, piuttosto che di scovare immagini particolari che altrimenti si perderebbero.
Ma si entra già in un tipo di fotografia diversa.

Idealmente, per la miglior qualità e nitidezza della foto, meglio scegliere un’ottica fissa: l’obiettivo ideale per la fotografia di paesaggio è un 24 mm (18mm se APS-C). Se non ti vuoi limitare con il fisso, puoi scegliere uno zoom limitato: il 24-70 è la scelta preferenziale di chi non vuole sacrificare né la qualità né un po’ di flessibilità.

Qui trovi la recensione del 24-70GM Sony che utilizza Marco. 

Esistono anche i super zoom, tipo 18-135 o superiore che permettono di spaziare dal panorama al dettaglio, ma la qualità con focali così diverse ne risente.

Treppiede e filtri per la fotografia di paesaggio

Altro oggetto essenziale nella fotografia panoramica è sua maestà, il treppiede, in quanto offre stabilità e sostiene il peso di macchina fotografica più obiettivo.

E’ un alleato fondamentale, però ha anche il suo costo – soprattutto se lo vuoi compatto, leggero e robusto (e lo vuoi così, credimi).

Nonostante il cavalletto, ti servirà anche un telecomando per scattare da remoto e non rischiare di muovere tutto con la pressione del pulsante di scatto! In alternativa puoi usare lo scatto ritardato (o lo smartphone, considerato che le fotocamere moderne hanno sempre  l’app per il controllo remoto).

Infine, i filtri: quelli ND sono fondamentali per ottenere alcuni effetti, come l’acqua effetto seta, mentre quelli polarizzatori servono per rendere più vibranti i colori o ridurre i riflessi, tutte cose che molto spesso vorrai fare se vuoi immortalare paesaggi.

La luce, il tuo miglior alleato nella fotografia panoramica

La luce naturale è migliore di qualsiasi flash ed è fondamentale per immortalare un paesaggio.

Questo significa che potresti dover puntare 2 sveglie e 4 tromboni 😀 per riuscire ad alzarti molto presto e catturare quel preciso momento in cui i raggi del sole sbucano dietro alla montagna.

fotografia di paesaggio sole

Devi sapere che è proprio quando il sole è basso il momento migliore per la fotografia di paesaggio.
Questo avviene perché i raggi arrivano di traverso e creano una luce morbida e calda, con ombre meno nitide e scure, oltre ai fantastici colori che conosciamo e che sono valsi a questi orari, all’alba e al tramonto, il nome di golden hours.

fotografia di paesaggio mare

E quanto può essere romantico il tramonto?

Così come le golden hours esistono anche le blue hours ed è quel preciso momento che avviene poco prima dell’alba, o come in questo caso sotto poco dopo il tramonto, con luce più bassa e colori b
luastri. Il bello della luce é che puoi giocarci ed essere creativo nel ricercarla.

Inoltre per “scovare” questi momenti particolari devi conoscere la zona ed esplorarla, affidandoti ad internet per sapere con precisione quando il sole sorge/tramonta, dove all’orizzonte apparirà e tramonterà, etc.

fotografia di paesaggio blu

Ti stupirai delle meraviglie che potrai scoprire con la fotografia di paesaggio.
La bellezza dove al primo sguardo nessuno vede niente.

Ecco la fotografia di paesaggio “stagionale”

fotografia di paesaggio autunno

Anche le stagioni influiscono sulla scelta del paesaggio. I paesaggi autunnali come quello sopra, con le tinte gialle e rosse, offrono fotografie assolutamente diverse rispetto a quelli invernali o primaverili (sotto, fioritura dei ciliegi).

Il cambiamento della natura in base alle stagioni influisce sulla bellezza e particolarità delle foto.

Come per le stagioni anche in determinate condizioni atmosferiche puoi scattare foto mozzafiato (specialmente se hai una fotocamera tropicalizzata, come dicevamo, e non temi qualche goccia di pioggia!).

fotografia di paesaggio temporale

Ad esempio, una foto di un temporale in avvicinamento può trasformare una scena “banale” in un vero e proprio capolavoro di fotografia paesaggistica.

Non esiste limite a questo genere, insomma. Anche andando tutti i giorni nello stesso luogo, e scattando la stessa identica inquadratura, probabilmente non avremmo mai due volte la stessa foto.

È questo che rende questa attività così speciale, ma anche, come dicevamo, così difficile.

 

Fotografia di paesaggio condita di cielo stellato

Dai ammettilo, quante volte hai provato a fotografare la luna o la via lattea? E appena hai scattato la foto sei rimasto deluso dal risultato. Una bella immagine tutta nera, o con un puntino bianco che dovrebbe essere la luna 😅

Se già la fotografia paesaggistica è difficile, aggiungere un tocco di stelle la rende davvero un’arte. Non è che servano attrezzature specifiche (un obiettivo abbastanza luminoso, tipo f2, e un treppiedi possono già regalare emozioni), ma più che altro servono conoscenze tecniche per riuscire a ottenere il risultato “magico delle foto qui intorno.

Esistono paesaggi stellati che danno l’idea di ”schiacciarti” da quanto sono belli, e devono assolutamente essere degnamente immortalati.
E qui torniamo ai fotografi che vanno a “caccia” di particolari eventi, come la luna piena, l’aurora boreale e simili.

Non voglio entrare nel dettaglio dell’Astrofotografia qui, merita un articolo a parte, ma sappi ad esempio che con la tecnica dello StarTrail, grazie alle lunghe esposizioni, potresti addirittura essere in grado di catturare la scia di stelle derivata dal movimento della terra.

Basta puntare la macchina fotografica come se fossimo degli esploratori , ovvero in direzione della stella polare, e gli scatti vanno eseguiti in sequenza.

Non ti sto a dire che per fare queste tipo di foto non ti devi trovare in piazza Duomo a Milano: per le tue foto notturne scegli paesaggi con basso inquinamento luminoso.

Per cui la scelta più logica è andare in montagna, o trovarti con la barchetta in mezzo al mare.

 

Fotografia paesaggistica: tecniche e trucchi

Bene, è il momento di scattare: come fare ad evitare l’effetto “ma che è ‘sta roba?!” che abbiamo detto essere il maggior rischio della fotografia di paesaggio?

La cosa più importante, come abbiamo detto, è la composizione:

  • cerca sempre un soggetto. Il paesaggio in sé potrebbe essere il soggetto, certo, ma nonostante questo vuoi che l’occhio sia guidato verso qualcosa. Usa le leading lines, la tecnica del layering, il fuori-fuoco…quello che vuoi, ma non ti limitare a volerci mettere dentro “tutto”.
  • prova a dare una visione particolare, a trasmettere qualcosa. Può essere calma, equilibrio, maestosità, oppure ansia, paura, oscurità…ma fai in modo che il tuo paesaggio parli. L’obiettivo di una foto paesaggistica non è trasmettere il bello, ma “un tipo” di bello. Sta a te scegliere quale.
  • porta pazienza. Le migliori foto di paesaggio vengono dopo molti tentativi, quando si è già stati in un luogo e lo si ha già scelto per l’inquadratura perfetta. Ci si torna all’ora giusta, e taaaac! Foto da incorniciare servita!
  • gioca con la fotocamera, prova cose particolari come il bracketing (unione di più foto), le lunghe esposizioni, i filtri…più di qualsiasi altra forma di fotografia, quella paesaggistica è un gioco tra te, la camera, e la natura.

A livello tecnico invece:

  • scatta in RAW: questo ti servirà per ottenere un file di qualità maggiore, da modificare, a cui puoi magari anche aggiungere preset per dare un mood particolare.
  • Scatta in manuale (hai studiato sopra, no? ) per il massimo controllo, oppure in priorità di diaframma, così che la fotocamera scelga automaticamente i tempi in base all’apertura (che abbiamo detto dovrebbe essere superiore a f8 se vuoi tutto a fuoco).
  • Tieni gli ISO al minimo per evitare rumore, ovvero quell’effetto “puntinoso” che nelle fotografie di paesaggio si nota tantissimo, specialmente sul cielo.
  • Fai attenzione all’esposizione: come dicevamo il problema con questo tipo di foto è spesso che nella stessa immagine convivono punti molto luminosi e punti molto scuri. Dovrai scegliere attentamente per quale esporre, sapendo che in post-produzione un po’ si possono salvare entrambe le situazioni, ma non troppo!

 

Eccoci arrivati alla fine, spero di averti entusiasmato, aprendoti gli occhi ad un tipo di fotografia davvero particolare e magica.
Non esitare a lasciare un commento e fare domande 😉

Concludo con una frase scovata nel web e citata da una persona anonima che però trovo azzeccata per questo tipo di fotografia:

Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento

Un abbraccio,

Alessia

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