Glossario fotografia: ecco spiegati i termini tecnici più incomprensibili

glossario fotografia

Lasciami indovinare: ti stai avvicinando alla fotografia (oppure sei un fotografo autodidatta che si sta sforzando di diventare un po’ più tecnico) e hai la sensazione di essere entrato in un mondo parallelo.

Sembra che si parli un’altra lingua (spoiler: spesso è così!), che tutto ciò che studi sia doppiamente difficile: prima ancora della difficoltà di applicazione, c’è una difficoltà di COMPRENSIONE!

Parole e terminologie difficilissime, acronimi improbabili, sigle assurde…servirebbe proprio un glossario di fotografia da portare sempre con sé, non trovi? Un sistema che ci permetta facilmente di risalire al significato di qualunque parola e termine fotografico, così da semplificare quella parte del lavoro.

Nel nostro Corso base di fotografia “Da Zero A Fotografo” spieghiamo tutto, ma proprio tutto ciò che bisogna sapere, inclusa la principale terminologia fotografica.

Ma molti sentono il bisogno di qualcosa di scritto, a cui tornare periodicamente se qualcosa sfugge dalla memoria o si incontra un termine nuovo, così da avere un glossario fotografia vero e proprio a cui far riferimento.

Ecco perché abbiamo deciso di scrivere questo articolo: perché effettivamente è qualcosa di molto utile, e che in un certo senso manca.

Indice dei contenuti mostra

Il glossario di fotografia digitale che mancava

È pieno di glossari di fotografia online, e basta scrivere il termine che vogliamo trovare su Google per ottenere una risposta.

Ma gli articoli esistenti sono spesso troppo poco approfonditi, oppure troppo specifici: noi vogliamo regalarti un glossario di fotografia che sia “Da Zero a Fotografo”, come il nostro corso!

Ovvero che copra tutto ciò che ti può servire per iniziare a muovere i primi passi in questo fantastico mondo della fotografia.

Nulla di più, nulla di meno.

Pronto? Iniziamo, ovviamente, dalla A!

Glossario di fotografia: A

Aberrazione cromatica: cos’è?

Ti è mai capitato di vedere una sorta di contorno rosato, violaceo o (occasionalmente) dei vari colori dell’arcobaleno intorno ai soggetti e agli elementi principali nelle tue foto? Bene, hai scoperto l’aberrazione cromatica, che non è altro che un difetto delle lenti (più evidente in lenti di bassa qualità) determinato dalla rifrazione della luce.

La buona notizia è che si può facilmente rimuovere in post produzione, come mostra Nicola nella parte relativa a Lightroom del nostro corso.

AE-L cosa significa? La sigla per bloccare l’Auto Esposizione

Quasi sicuramente sulla tua fotocamera avrai notato l’esistenza di un pulsantino o di un comando che riporta questa sigla, AE-L (o AEL o anche * su Canon). L’esposizione automatica è un’opzione per esporre in modo automatico una foto, ovvero di lasciar scegliere alla fotocamera il tipo di illuminazione più adatto al tipo di scatto che stiamo effettuando.

Premendo il pulsante AE-L dopo aver impostato l’esposizione (in modo automatico o manuale), possiamo letteralmente bloccare il livello di esposizione scelto e mantenerlo anche quando cambiamo inquadratura o composizione (la L sta per Lock).

È un pulsante molto utile quando sentiamo il bisogno di impostare manualmente dove la fotocamera dovrebbe illuminare maggiormente la scena, ad esempio nei controluce o in condizioni di luminosità molto diversa nei diversi punti della foto (quando vogliamo sovra-esporre o sotto-esporre la foto – vedi la voce “Esposimetro”).

AF cosa vuol dire? La sigla per Auto Focus

Allo stesso modo, AF significa Auto Focus ed è l’opzione per scegliere automaticamente l’area da mettere a fuoco nella fotocamera. Tutto ciò che è a fuoco sarà nitido e in evidenza, mentre il fuori-fuoco risulterà indefinito e sfocato.

Lasciar fare questa scelta alla fotocamera significa utilizzare sistemi automatizzati per la selezione del punto di fuoco: la modalità più basica metterà a fuoco il centro dell’immagine o il punto selezionato nello schermo, mentre sistemi più avanzati calcoleranno una media delle varie zone dell’inquadratura o applicheranno altre modalità.

Il contrario di AF è MF, o Manual Focus, la modalità di scelta manuale di dove posizionare il punto di fuoco, che solitamente si imposta con un pulsante presente sull’obiettivo (nelle fotocamere che lo consentono, con lenti intercambiabili) oppure un’impostazione all’interno del corpo macchina.

Apertura del diaframma: cosa significa “apertura” in fotografia?

Uno dei termini che sentirai di più in fotografia è “apertura“. L’apertura del diaframma è letteralmente il livello di apertura o chiusura del meccanismo interno degli obiettivi, un foro costituito da lamelle che si apre e si chiude per far passare più o meno luce al sensore. 

È l’elemento che permette di determinare la profondità di campo delle tue foto, ovvero l’ampiezza della zona in cui tutto è a fuoco vista sopra, e uno dei tre da regolare nel Triangolo dell’Esposizione per ottenere una foto correttamente esposta.

L’apertura del diaframma si esprime sotto forma di frazione (il nome è “Rapporto Focale”), dove il primo elemento è una “f” e il secondo un numero: semplicemente f sta per “lunghezza focale“, e il numero dice quanto la focale viene divisa. 

f/2 significa la lunghezza focale diviso per 2 (ad esempio una lente 50mm/2), ovvero un foro di 25mm. Più il numero è grande, più il foro è piccolo, lasciando passare meno luce. 

Lo so, lo so, è controintuitivo. Ma con il tempo diventerà semplicemente parte del processo.

Ciò che ti interessa sapere è che ogni volta che passi da un numero al successivo ti stai “spostando di uno Stop Luce” e stai variando la quantità di luce che lasci entrare dal foro.

apertura diaframma

ASP-C: per cosa sta?

APS-C è uno dei tipi di formato del sensore di cui possono essere dotate le fotocamere. Un sensore APS-C (Advanced Photo System – Classic) è l’evoluzione digitale dell’omonimo formato della pellicola APS, e corrisponde a circa 23x15mm.

È un’alternativa più piccola e più economica rispetto al pieno formato (Full Frame, 36x24mm).

 

Glossario fotografico: B

Bilanciamento del Bianco (BB): cosa significa?

Il White Balance o Bilanciamento del Bianco è il sistema che permette di ottenere i colori più naturali e autentici in una fotografia in base al colore della fonte di luce principale.

Se conosci la luce in fotografia, sai che ha vari attributi tra cui un livello di calore, che si riflette nel colore dominante di una foto.

Una luce fredda darà origine a fotografie tendenti al blu, mentre una luce calda a foto tendenti all’arancione. Regolare il Bilanciamento del Bianco significa dire alla fotocamera qual è il “livello” che corrisponde al bianco nella scena che stiamo fotografando, ad esempio informandola se la giornata è nuvolosa o soleggiata, se siamo all’aperto o al chiuso con luci al neon, etc.

Questa informazione si può impostare sia nella fotocamera sia cambiare in post produzione senza nessun compromesso se abbiamo scattato in RAW (vedi “RAW”).

 

Bracketing: cos’è l’esposizione a forcella

Il Bracketing è una tecnica di fotografia che prevede l’acquisizione di più immagini della stessa scena con esposizioni diverse, e la loro fusione in un unico file contenente una gran mole di informazioni.

È possibile fare un bracketing di 3, 5, 9 o anche altri numeri di scatti, in cui quello centrale è sempre quello correttamente esposto secondo l’esposimetro, e gli altri sono quelli sovraesposti e sottoesposti di uno stop, due stop, e così via.

Bulb: cosa significa questo comando?

L’impostazione “B” sulla fotocamera, solitamente presente come ultima voce quando si diminuisce la velocità di scatto enormemente, fa sì che l’otturatore rimane aperto fino a quando viene premuto il pulsante o rilasciato il trigger remoto (ad esempio un telecomando). 

In alcuni modelli è presente nella ghiera delle Modalità di scatto (vedi “Semiautomatismi”).

 

Glossario fotografico: C

Composizione: cos’è la composizione in fotografia?

In fotografia la composizione è l’insieme delle scelte effettuate dal fotografo rispetto a ciò che è compreso ed è in evidenza nell’immagine.

La composizione di una scena è comprende tutto ciò che verrà visualizzato nella foto finale, incluso il livello di focus, l’effetto mosso, l’esposizione, l’uso o meno di determinate regole, etc.

Se ti interessa saperne di più sulla composizione, leggi questo articolo.

Contrasto in fotografia

Il contrasto è il livello di differenza tra le parti più scure e più chiare di una foto: un contrasto troppo elevato tende ad una predominanza di aree nere e bianche, mentre uno troppo basso rende una foto grigiastra e poco definita nei colori.

È una delle voci che si possono modificare in post-produzione.

 

Glossario fotografia: D

Diaframma: cos’è in fotografia?

Il diaframma, come già visto alla voce Apertura, è il sistema circolare di ingresso della luce negli obiettivi. È formato da lamelle a mezzaluna che si spostano per aprire o chiudere il foro quando si variano i parametri dell’Apertura (f/).

Diffusore fotografico: a cosa serve?

Un diffusore fotografico è uno strumento che permette di alterare le qualità della luce che vi passa attraverso. Può esistere in varie forme, la più elementare è quella di un cerchio semi-trasparente che si posiziona tra il soggetto e la fonte di luce per renderla meno “dura”.

Esistono ad esempio in commercio pannelli fotografici come quelli sotto, alcuni con funzionalità di diffusore, altri riflettenti.

pannelli fotografici

DSLR: cosa significa questo acronimo?

DSLR è l’acronimo di Digital Single-Lens Reflex, o anche nota come Reflex, è una tipologia di fotocamera digitale identica all’analogica SLR se non per la presenza di un sensore invece della pellicola.

Si tratta di fotocamere piuttosto ingombranti e professionali, con lenti intercambiabili. Apparecchi alternativi alla Reflex sono le fotocamere compatte, le Bridge, le Mirrorless, etc.

Se vuoi una panoramica delle diverse tipologie di fotocamera, leggi questo articolo.

 

Glossario fotografia: E

Esposimetro: cos’è e a cosa serve?

L’esposimetro è lo strumento che si occupa di valutare la luminosità dell’immagine, calcolando il rapporto tra le luci della scena, il contrasto e il tempo di esposizione impostato perché la risultante sia ottimale.

Come già detto alla voce AEL, ci sono vari sistemi automatizzati di misurazione dell’esposizione. Nella fotocamera la modalità di visualizzazione dell’esposimetro varierà al variare del metodo scelto, passando da un piccolo rettangolo verde sullo schermo, posizionabile nella scena (per la misurazione Spot), ad altre tipologie di visuale.

Una foto può essere correttamente esposta, oppure Sottoesposta (più scura del necessario, tendente ad avere le ombre completamente nere) o Sovraesposta (troppo chiara, fino ad essere “Bruciata” quando intere porzioni sono bianche).

Esiste anche un sistema di Compensazione dell’Esposizione che permette di modificare manualmente il livello di esposizione considerato ottimale dalla fotocamera, così da ottenere scene volutamente sottoesposte o sovraesposte per motivi stilistici o di post-produzione (un’immagine leggermente sotto-esposta è meglio che sovra-esposta).

 

Glossario fotografia: F

Fattore di crop: cosa significa?

Il fattore di crop o crop factor è un calcolo che si applica nella fotografia digitale per calcolare la differenza di lunghezza focale di un obiettivo se montato su una fotocamera con sensore full frame o APS-C.

Per cui un obiettivo che ha una determinata lunghezza focale su full frame risulterà più “croppato”, o più zoomato, su una APS-C, o meglio è il sensore di quest’ultima che essendo più piccolo registra una porzione minore dell’immagine.

Come si calcola? In termini tecnici, si divide la diagonale del pieno formato per la diagonale del formato ridotto. 

Per farla semplice, però, si applica semplicemente una formula matematica fissa: si divide la lunghezza focale dell’obiettivo montato su full frame per 1.5 (o 1.6 su Canon).

Quindi ad esempio un obiettivo per full frame 50mm su APS-C Sony corrisponderà a: 50mm x 1.5 = 75mm.

Valori Crop Factor

Filtri: cosa sono i filtri fotografici?

In fotografia si usano diversi tipi di filtri, che possono essere di due tipi:

  • Filtri da applicare sulle lenti, per ottenere diversi effetti come la rimozione dei raggi UV, la modifica della quantità di luce, l’aggiunta di un effetto polarizzato, etc. Di più sui filtri in fotografia qui.
  • Filtri da applicare in post produzione, ovvero elementi predefiniti con colori e impostazioni specifiche per il contrasto, la saturazione, etc, che si utilizzano per dare un effetto particolare alle foto una volta scattate.

Flash: che tipi esistono?

Il flash è il ben noto meccanismo di illuminazione interno alle fotocamere, che emettendo un raggio di luce molto intensa permette di modificare le caratteristiche di illuminazione della scena. 

Esistono vari tipi di flash tra cui:

  • Flash incorporato, che può essere fisso o a scomparsa, si attiva con il tasto corrispondente sulla fotocamera.
  • Flash esterno, posizionabile anche lontano dalla fotocamera e attivabile con sistemi wireless o con filo.
  • Flash anulare, con una forma rotonda e fatto per essere avvitato intorno all’obiettivo, per illuminare in modo uniforme soggetti a breve distanza.

Focale in fotografia

La Focale, o Lunghezza Focale, è la distanza in millimetri tra il centro ottico dell’obiettivo e il sensore della fotocamera. Al di fuori dei tecnicismi, è il termine con cui si definisce la “portata” dei vari obiettivi fotografici, ovvero il loro angolo di visione.

Un obiettivo con una lunghezza focale di 40-50mm corrisponde a un angolo di visione normale dell’occhio umano, mentre valori minori (18mm, 35mm, etc) vengono considerati dei Grandangoli, e valori superiori (70mm, 100mm, 300mm, etc) sono considerati Teleobiettivi.

Considera che questi sono i valori considerati su sensori Full Frame, come visto sopra. Per i corrispettivi valori su APS-C bisognerà fare una conversione con il crop factor (Vedi “Fattore di Crop”).

Fotoritocco: cosa significa?

Il fotoritocco in fotografia (o post produzione, o editing fotografico) è il processo di sviluppo delle foto digitali.

Si possono dare delle componenti valoriali ai termini sopra, dove il fotoritocco è più invasivo della semplice post-produzione, ma nel complesso si tratta di tutte quelle azioni fatte con software esterni che permettono di rielaborare la fotografia, modificarla, migliorarla, rimuovere difetti, etc.

Scopri il miglior videocorso di post-produzione qui: Lightroom Master.

 

Glossario fotografia: G

Gamma dinamica: cos’è?

La gamma dinamica in fotografia è il parametro con cui si valuta la capacità della macchina fotografica (e dell’occhio umano) di percepire correttamente i dettagli di una scena presenti a diversi livelli di esposizione.

È quindi la differenza tra il minimo e il massimo valore di luminosità che si riesce a registrare.

Ovviamente l’occhio umano ha una gamma dinamica molto superiore a qualsiasi fotocamera, circa il doppio, per cui una macchina fotografica non riuscirà a cogliere tutti i dettagli più scuri e più chiari di una scena a meno di non effettuare tecniche come il Bracketing (vedi “Bracketing”).

 

Glossario fotografico: I

Iperfocale: cos’è il punto di iperfocale?

La distanza iperfocale è la distanza oltre la quale tutti gli oggetti hanno una nitidezza accettabile, impostando la messa a fuoco all’infinito. In altre parole è quel punto in cui, mettendo a fuoco lì, saremo sicuri di avere la massima nitidezza possibile per tutto ciò che segue nella scena.

È usata in fotografia di paesaggio per assicurarsi che tutto cil che viene inquadrato sia ben nitido.

La sua posizione esatta è frutto di un calcolo matematico, ovvero la distanza iperfocale (in metri) è data da:

iperfocale calcolo

Dove H è l’iperfocale, f è la lunghezza focale della lente, N è l’apertura scelta e c è un numero che varia da APS-C a full frame. Fortunatamente non serve ricordarla perché si può trovare a occhio con un’apertura abbastanza stretta, o per risultati ottimali con app per lo smartphone (basta che scrivi “hyperfocal calculator“). 

In generale se vuoi ottenere l’effetto tutto a fuoco dovresti:

  • utilizzare diaframmi chiusi (ricordando che però sopra f/14  c’è una graduale perdita di qualità)
  • usare lenti grandangolari e non tele (nei tele il punto di iperfocale è per natura più lontano)

profondità di campo

ISO: cosa sono?

Gli ISO sono il valore con cui si indica la sensibilità della pellicola (e del sensore). Cambiare questo valore significava nelle fotocamere analogiche cambiare proprio pellicola, mentre in quelle digitali è un’impostazione nella fotocamere.

Aumentarlo significa rendere più luminosa la foto, permettendo di abbassare i tempi di posa o di chiudere il diaframma ma di ottenere circa lo stesso risultato.

La principale differenza (e inconveniente) dell’aumentata sensibilità ISO sarà la presenza di Rumore, ovvero di un effetto granuloso e poco nitido nella fotografia, che aumenta mano a mano che gli ISO salgono.

Se vuoi saperne di più sugli ISO, leggi questo articolo.

esempi standard ISO

Glossario Fotografico: J

Jpeg/JPG (Joint Picture Export Group)

Il Jpeg è un formato di esportazione delle fotografie, compresso e quindi più leggero (ma di minor qualità) rispetto all’originale RAW.

Scattare fotografie direttamente in Jpeg nella fotocamera significa ottenere immagini più leggere, e quindi poterne memorizzare di più nella fotocamera, ma dotate di minori dettagli: ciò significa che le modifiche apportabili in post-produzione saranno minori, e che in generale le informazioni necessarie per la compressione (come il Bilanciamento del Bianco, i colori, etc) saranno state prese dall’intelligenza artificiale della fotocamera.

È il formato standard per la memorizzazione e lo scambio delle immagini. Il livello di compressione e quindi la qualità della foto finale possono essere definite in fase di esportazione.

nikon raw format

Glossario fotografia: M

Macro-fotografia: cosa sono le foto Macro

La macro fotografia è un tipo di foto che prevede la ripresa di un soggetto a distanza molto ridotta (pochi centimetri). Tipicamente si tratta di foto di cose molto piccole, come insetti o dettagli di soggetti più grandi.

Si utilizzano lenti specifiche (lenti Macro) caratterizzate dalla capacità di avere un punto di messa a fuoco molto ridotto e ravvicinato, oppure adattatori appositi, o ancora la funzione “Macro” presente nella maggior parte delle fotocamere digitali.

Megapixel: cosa sono in fotografia?

I megapixel sono unità di misura della potenza dei sensori delle fotocamere, insieme ad altri fattori come la qualità del sensore stesso, etc.

Un megapixel è letteralmente 1.000.000 di pixel (vedi “Pixel” e “Sensore”).

Memory card fotografiche

Le memory card sono i tipici supporti di memoria sui quali le fotocamere digitali salvano i file delle immagini che registrano.

Esistono di varie dimensioni, sia in termini di misura fisica, che di GB di memoria disponibili.

Se ti interessa saperne di più sulle memory card fotografiche, leggi questo articolo.

Mosso e micromosso: cosa significano in fotografia?

L’effetto mosso è il risultato che si ottiene quando lo scatto non è stato sufficientemente fermo e il soggetto risulta non ben immobilizzato nell’immagine.

Il micromosso è invece un effetto complessivo di tutta la scena, quando, magari a causa delle vibrazioni della fotocamera stessa, l’intera fotografia risulta leggermente mossa e quindi poco definita.

Per evitare il micromosso si ricorre alla regola del Reciproco della Lunghezza Focale: se la lente che utilizzi è un 60mm, il massimo tempo di posa consigliato per non ottenere un effetto mosso è 1/60esimo di secondo. Se è un 135mm, 1/135esimo di secondo, e così via.

L’effetto Mosso può essere anche voluto per conferire determinati effetti alla composizione: è ad esempio il caso del panning (vedi “panning”), delle lunghe esposizioni con acqua effetto seta, etc. 

 

Glossario di fotografia: O

Otturatore e velocità di scatto

L’otturatore è quel meccanismo posto tra il sensore e la lente che si apre e si richiude per far passare la luce. Può essere meccanico (due tendine che si muovono verso l’interno fino a incontrarsi nel mezzo e chiudere il sensore) oppure elettronico.

La velocità di questo movimento determina la velocità di scatto, che insieme all’apertura del diaframma e agli ISO costituisce il triangolo dell’esposizione.

Un otturatore aperto per pochi millesimi di secondo permetterà di ottenere un’immagine immobilizzata, mentre un’apertura più prolungata consentirà di giocare con il tempo e la luce per ottenere effetti specifici (vedi la voce “Mosso e micromosso”).

La velocità di scatto si calcola come frazioni del secondo (1/60esimo di secondo, 1/135esimo di secondo, etc), dove più è grande il numero al denominatore più ovviamente è veloce il tempo di posa.

triangolo esposizione

Glossario di fotografia: P

Panning: cos’è e come si ottiene?

Il panning è una tecnica fotografica che permette, sfruttando tempi di posa mediamente lunghi su azioni veloci, di ottenere effetti scenici nelle fotografie in cui una parte dell’immagine è nitida e il resto è mosso.

Si utilizza molto nella fotografia sportiva, per immortalare l’azione (il soggetto, che risulta immobile) ma dare un’impressione di velocità (il resto della scena è mosso).

Si ottiene seguendo il soggetto con la fotocamera e cercando di muoverla alla sua stessa velocità.

Pixel: cosa sono in fotografia?

Il pixel è l’unità di misura minima di qualsiasi immagine digitale, contenente una certa quantità di informazioni di colore tale da contribuire a comporre l’insieme complessivo della foto quando affiancato da migliaia di altri.

Per informazioni più tecniche sui Pixel vedi la voce “Sensore”.

Il numero di pixel di un’immagine contribuisce quindi alla qualità e ricchezza di dettagli dell’immagine stessa (vedi “Megapixel”).

Preset: cosa sono e per cosa si usano?

I preset sono un insieme di correzioni di post-produzione pre impostate, tipicamente create e utilizzabili sul programma Adobe Lightroom, che possono essere applicate a una fotografia per fare editing fotografico velocemente e conferire uno specifico effetto alle immagini.

Se vuoi scoprire tutto sui preset e a cosa servono, leggi questo articolo.

preset viaggiosoloandata

Profondità di campo: cosa significa?

Si definisce profondità di campo la parte della scena che è a fuoco e nitida. La profondità di campo è legata all’Apertura (vedi “Apertura del diaframma”) in quanto è inversamente proporzionale all’ampiezza del foro e della luce che lascia passare: più il foro è piccolo, ovvero più il diaframma è chiuso e alla f/ segue un numero grande, più la profondità di campo sarà ampia.

Se l’intenzione è di avere il soggetto a fuoco e lo sfondo fuori fuoco, quindi apriremo il diaframma e ridurremo la profondità di campo. Viceversa se si vuole avere tutto a fuoco, si dovrà ricorrere a diaframmi chiusi, al focus nel punto di Iperfocale (vedi “Iperfocale”) e/o alla posizione del Focus Manuale (Vedi “AF o autofocus”) su infinito (alcune lenti riportano il simbolo ♾ nel punto esatto).

 

Glossario fotografia: R

Raw: cosa significa file RAW?

I file RAW (dall’inglese “grezzo”) sono i file delle immagini restituiti dalle fotocamere senza alcuna elaborazione software, semplicemente come sono state registrate dalla macchina. 

È il formato più pesante e ricco di informazioni, con la maggiore qualità, per questo può essere letto solo da software appositi di post-produzione (vedi “fotoritocco”) e va elaborato in Jpeg o altri formati per l’utilizzo.

A seconda della marca della fotocamera, il file RAW avrà nomi diversi (NEF per Nikon, CRW per Canon, ARW per Sony, etc).

Risoluzione: cos’è in fotografia?

La risoluzione di un’immagine è il numero di punti (vedi “Pixel”) presenti nella stessa. Serve per indicarne la dimensione, espressa in larghezza X altezza (es: 640×480 pixel). 

Quando si parla di stampa si usano invece i DPI (dots per inch, dove un pollice è 2.5cm), dove una stampante fotografica classica ha risoluzione di circa 300 dpi, mentre una ad alta definizione può arrivare anche a 1200.

 

Glossario fotografia: S

Sensore: cos’è in fotografia?

Il sensore è lo strumento che ha sostituito la pellicola e che permette di “imprimere” l’immagine digitale nella fotocamera. Un chip, insomma, che serve a convertire la luce in elettroni, permette la riproduzione della scena inquadrata in pixel, ovvero elementi elettrici sensibili alla luce che quando intercettano la sua lunghezza d’onda generano una carica elettrica.

La spiegazione meno tecnica è che il sensore è il miracolo tecnologico che permette tutto ciò che fai con la fotocamera e che noi siamo qui a scriverne.

Il primo e più famoso e utilizzato sensore è il CCD (Charge-Coupled Device) creato nel 1969, e da allora adattato e migliorato dalle diverse case produttrici ma sempre basato sullo stesso sistema analogico, e su un sistema di conversione digitale successiva.

Scatto: cosa sono scatto continuo, autoscatto, scatto ritardato, etc

Lo scatto è il momento in cui l’otturatore si apre e si richiude, raccogliendo le informazioni relative all’immagine. Può essere:

  • scatto singolo: l’otturatore si apre per un tempo più o meno lungo e si chiude
  • scatto continuo (o a raffica): la procedura si ripete più volte, in base ad un numero predefinito o alla pressione del pulsante di scatto
  • scatto ritardato o autoscatto: la possibilità di far partire un conto alla rovescia prima che lo scatto venga effettuato automaticamente, senza la pressione del sensore

Semiautomatismi: quali sono le modalità di scatto non automatiche né manuali

La maggior parte dei fotografi, salvo scatti in condizioni specifiche (astrofotografia, etc) utilizza le modalità di scatto semi-automatiche.

Le fotocamere hanno una ghiera su cui si possono scegliere le modalità:

  • M: manuale, ovvero tutte le impostazioni del triangolo dell’esposizione (diaframma, tempi e ISO) si scelgono manualmente. Leggi questo articolo per scoprire come funziona la fotografia in manuale.
  • S (o Tv): semiautomatismo a priorità di tempi (S sta per Shutter speed), ovvero si seleziona la velocità dell’otturatore (per ottenere effetti come lunghe esposizioni o azioni immobilizzate) e gli altri parametri vengono posizionati di conseguenza per il miglior risultato di esposizione.
  • A (o Av): semiautomatismo a priorità di diaframma (A per Aperture), che funziona esattamente al contrario scegliendo manualmente l’apertura (per l’effetto sfocato).
  • P: la modalità Program è la più simile alla modalità AUTO, ma permette di impostare manualmente alcuni dei parametri (tipicamente ISO e Bilanciamento del Bianco) a seconda del modello di fotocamera.
  • Gli altri simboli riportano le varie modalità automatiche, la generica AUTO e poi rispettivamente quelle automatiche che impostano i settaggi per ottenere i risultati migliori in Macro (il fiore), Paesaggio (la montagna), Ritratto (il volto), Notte, Azione veloce, e varie altre opzioni che variano al variare del modello.

modalità di scatto fotocamera

Stabilizzatore: cos’è e come funziona?

Lo stabilizzatore è il meccanismo che permette di compensare le vibrazioni e i movimenti involontari della mano per ottenere un’immagine ferma e nitida (vedi “Mosso o micromosso”).

Può essere ottico (cioè meccanico, tramite un giroscopio o lenti mobili) o elettronico (basato su un software di elaborazione dell’immagine), quest’ultimo presente quasi in tutti i modelli avanzati recenti.

 

Glossario fotografia: V

Viewfinder: cos’è il mirino?

Il viewfinder altro non è che il mirino di una fotocamera, che permette di vedere l’inquadratura e la composizione prima di scattare.

Al suo interno nelle DSLR e altre fotocamere digitali, quando vi si guarda, appaiono tipicamente anche le informazioni sullo scatto come apertura, ISO, etc, oltre a strumenti per valutare la messa a fuoco e l’esposizione del soggetto (vedi “Esposimetro”).

L’immagine vista nel viewfinder può essere esattamente così come la vede l’occhio umano oppure un’elaborazione grafica che rende il risultato finale che la fotocamera restituirà.

 

Glossario di fotografia: Z

Zoom: cos’è lo zoom digitale, ottico, continuo, etc

Lo zoom è la funzione che consente la regolazione del campo visivo dell’immagine inquadrata, avvicinando o allontanando il soggetto.

Lo zoom può essere:

  • Ottico: tramite un sistema di lenti meccanico, l’immagine viene realmente ingrandita, modificando la lunghezza focale dell’obiettivo. È una componente dell’obiettivo che si sposta avanti e indietro nelle lenti Zoom (ad es: 18-135mm, dove la lente è in grado di spostarsi dal 18mm al 135mm), e che quindi restituisce un’immagine di alta qualità.
  • Zoom digitale: è la versione digitale di quanto sopra, opera “dividendo” l’immagine e cambiando quindi la proporzione della parte inquadrata. Solitamente viene inserito negli smartphone fotocamera e nelle macchine compatte, e a volte lavora in combinazione con lo zoom ottico per fornire ingrandimenti altrimenti impossibili con lenti di dimensione limitata. Ma ovviamente determina un degrado della qualità dell’immagine proporzionale allo zoom effettuato.

 

Bene, siamo arrivati alla fine di questo glossario di fotografia basico (ma anche abbastanza avanzato). 

Ti consiglio di salvare questo articolo tra i Preferiti per rivederlo quando vuoi, anche dal tuo smartphone quando esci a scattare, e rispondere a ogni tuo dubbio tecnico.

Se ti è sembrato utile, ci faresti molto felici condividendolo con altri fotografi come te!

E non dimenticarti di farci sapere nei commenti cosa ne pensi 🙂

Un abbraccio,

Ilaria

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Last Updated on Settembre 21, 2021 by Ilaria Cazziol

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