Holi festival reportage fotografico + video backstage

Appena atterrato dall’aereo, sono stato travolto dall’India .

Il suono inconfondibile dei clacson, le mucche  che vagano liberamente per strada ed i proprietari di tuk-tuk che ti assalgono per cercare di rifilarti qualche fregatura.

Ma ero preparato a tutto questo, siamo già stato in questo Paese di contraddizioni e follie; quello a cui non ero preparato, nonostante fossi venuto qui per questo in seguito a migliaia di ricerche e informazioni…era l’Holi festival.

 Una settimana di cerimonie dove l’India viene fuori in tutta la sua essenza.

Che poi si sa, gli indiani non sono noti per rispettare le distanze, hanno un senso della privacy che non ha niente a che vedere con quello di noi europei.

 Ed è con questa premessa che mi sono ritrovato a Barsana, un piccolo paesino 50 km a sud di Delhi, dove si festeggia una delle tante tappe dell’Holi festival.

Mi sono ritrovato così in mezzo a migliaia di persone  che, prese dall’euforia della festa, lanciavano colori e liquidi colorati dappertutto, seguendo il ritmo martellante dei tamburi .

In certe aree la folla era talmente accalcata che si faceva fatica a respirare: ho visto persone anziane  cercare di camminare in mezzo alla folla (vedi foto), e mi sono chiesto come facessero a sopravvivere!

Ad un certo punto un bufalo  ha deciso di farsi largo in mezzo a quella marea umana, seminando il panico (vedi foto)… ah l’India… o la ami o la odi ma più probabilmente proverai tutte e due le cose in continuazione 

Per me è stata un’esperienza forte vista la mia antipatia per i luoghi super affollati, ma avevo un sogno nel cassetto che era quello di fotografare l’Holi e così mi sono rimboccato le maniche e sono entrato in modalità “paparazzo”.

Le spinte, il sudore, le migliaia di persone scalze, le urla, la polvere negli occhi e i bufali che caricano la folla sono passati in secondo piano quando tenevo la fotocamera in mano, tutto era filtrato attraverso l’obiettivo.

Alla fine è stata una giornata pazzesca dal punto di vista fotografico  e un’esperienza unica dal punto di vista culturale.

Quello che ancora non sapevo era che…non avevo ancora visto niente!!!
Il peggio doveva ancora venire…

Giorno 1: Lathmar Holi 

Dopo il primo giorno ho scoperto la pazzia dell’holi, l’ambiente fotografico è stato davvero stimolante anche se non è stato facile mantenere la concentrazione durante la manifestazione, sopratutto in mezzo la ressa infernale dove quasi si faceva fatica a respirare.

Giorno 2: Street e balli nel tempio

Dopo il primo giorno di Holi, ormai ero pronto a tutto: avevo capito che durante queste manifestazioni avrei assistito a cose che voi umani non potreste neanche immaginare.

Tutta la cultura e la passione indiana si manifesta in quel frangente, trasformando piccoli paesi in enormi circhi dove tutto può succedere.

Quindi per il secondo giorno, armato di pazienza e tanta passione, mi sono recato a Nandgaon, un minuscolo paese con un tempio arroccato sulla cime della collina.

Proprio in questo tempio si sarebbe manifestato l’Holi in tutta la sua bellezza…e potenza. 

 Una volta arrivati in paese, per arrivare al tempio ho dovuto farmi largo nei vicoli colmi di bambini: armati di enormi siringhe, sparano acqua colorata a tutti i passanti inermi.
I più temerari si piazzano sui tetti con enormi secchi pieni d’acqua  aspettando la preda perfetta.

La mia unica preoccupazione è quella di proteggere la fotocamera:  la sposto accuratamente da un lato all’altro del mio corpo, che funge da scudo contro le imprevedibili ondate d’acqua.

Ma l’acqua non è nulla: la vera preoccupazione sono i famosi colori dell’holi. 

Occhiali, sciarpe, scalda collo…sono tutti strumenti che possono aiutarti a limitare i danni, ma la polvere avrà sempre la meglio.

Quella polvere maledetta si infila dappertutto, e indovina un po’?

I bambini consapevoli di questo non vedono l’ora di lanciartene una bella manciata in faccia.

Io dopo il primo giorno avevo già capito la regola d’oro: tenere sempre la bocca chiusa. 

Si perché se una manciata di quella polvere ti si infila in bocca, inizierai a sputare verde per la successiva mezz’ora, imparando la lezione. True story, ve lo dico io.
Da quella volta ho imparato a serrare la bocca, cercando giusto di accennare qualche piccolo sorriso quando è necessario.

Quindi, armato della mia conoscenza, mi sono diretto verso il famoso tempio: lungo la strada scattavo il più possibile sfruttando l’ombra che le case offrivano, perfetta per i ritratti.

Dopo qualche scatto, arriviamo ad un’area dove bisogna lasciare la scarpe.
Inutile dire che il pavimento era disseminato di calzature di ogni tipo visto le migliaia di persone che stavano per recarsi al tempio.
Io avevo il mio zainetto e vi ho riposto le scarpe, che in questo modo sono sempre con me. Non so chi le ha effettivamente lasciate lì come avrà fatto a ritrovarle!

Da lì in poi si entra nel tempio, dove danzatori di tutti i tipi e età si danno alla pazza gioia al ritmo di tamburi suonati live.

Raramente ho percepito un’energia di questo tipo, erano tutti presi in danze e cariche di colori.
Per fortuna questo tempio essendo molto spazioso permetteva di muoversi più liberamente.

Per questo ho salutato i ragazzi con cui viaggiavo per potermi concentrare solo nello scattare alcune foto.

Dopo 2 ore in quella ressa ero completamente coperto di colori, ormai non mi curavo più neanche della quantità di funghi che potrei aver preso camminando in lungo e in largo in quei templi e come al solito non sapevo che il peggio doveva ancora venire.

Ho continuato a scattare cercando di cogliere al massimo l’essenza di questo luogo.

Dai ragazzi truccati a festa agli anziani che, incuranti dell’età, si fanno comunque colorare e imbrattare in nome della sacralità di questa festa.

Giorno 3-4: banke bihari temple

In questi 2 giorni di Holi ho visto cose che in una vita di viaggi non avevo mai visto.
 
La follia umana allo stato puro, anzi la follia indiana allo stato puro.😳
 
Ma il peggio è avvenuto nel tempio di Banke Bihari, nel piccolissimo paese di Vrindavan.
 
➡️In questo minuscolo tempio la cerimonia principale consiste nel lanciare migliaia di fiori 🌻 colorati sulla folla impazzita.
 
Il problema è che il tempio, oltre ad essere piccolo, per questa cerimonia viene aperto solo per circa 30 minuti.
 
Praticamente la ricetta perfetta per il disastro. 😁
 
Cosa pensi che possa succedere quando metti migliaia di Indiani insieme in uno spazio ristretto per un tempo limitato⁉️ Esatto il delirio.
 
Ebbene io ero lì, nel bel mezzo della follia più assoluta.
 
15 minuti prima dell’apertura mi sono messo in coda lungo un vicolo insieme ad altre centinaia di persone, davanti a me non vedevo niente se non la fiumana di gente.
 
💣Ad un certo punto le porte del tempio si aprono, ma io non me ne rendo conto, sento solo un casino tremendo e la folla di gente che piano piano inizia a scorrere.
 
Arrivati in prossimità del tempio comincio a vedere scene incredibili: donne travolte dalla folla, montagne di scarpe 👞👟 ammatassate perché ovviamente non si può entrare in un tempio con le scarpe, ragazze occidentali che piangono.
 
➡️All’entrata del tempio era praticamente impossibile scegliere dove andare, si veniva trasportati dalla folla come una goccia d’acqua in un torrente.
 
La cosa più dura era passare in mezzo alle strettoie: esattamente come accade in un corso d’acqua🌊, le molecole vengono compresse durante il passaggio per poi uscire ad una velocità maggiore. Avevo studiato la fluidodinamica, e la legge di Bernoulli che regola questo principio, all’università, ma non avrei mai pensato di sperimentarla sulla mia stessa pelle…impersonando il ruolo del liquido stesso! Era la folla di persone a subire questa legge fisica 🤣.
 
Ad ogni strettoia venivo compresso contro le pareti e cercavo di farmi il più possibile grosso per riuscire a respirare meglio; per noi occidentali una condizione del genere è pura follia, ma nessun indiano pareva fare troppo caso alla cosa 🎉.
 
Una volta nel tempio ho cercato di scattare qualche foto 📸 ma con scarsi risultati, visto le condizioni proibitive.
 
⚠️Da quanto eravamo compressi, quando alzavo le braccia per scattare qualche foto, non potevo più abbassarle perché…non avevo più spazio!!
 
Il giorno dopo si è ripetuta la stessa scena, solo che questa volta il tempio anziché essere aperto per soli 30 minuti è rimasto aperto per 3 ore.
 
Questo ha reso il tutto più vivibile ed è stata un’esperienza godibile anche dal punto di vista fotografico 🖼️.
 
Inutile dire che trovare le scarpe in quella marea umana era impossibile. 🤣
 
Il risultato è che alla fine la maggior parte delle persone se ne andavano scalze, visto che nessuna riusciva a trovare le proprie scarpe. Più che altro perché non c’era neanche lo spazio fisico per abbassare la testa e cercarle…

Holi festival reportage: conclusioni

Se vuoi organizzare l’holi festival esattamente come ho fatto io, puoi trovare alcune info in questo articolo.

Mentre nel seguente video trovi un racconto della mia esperienza fotografica all’holi festival:

E se le foto che hai visto ti sono piaciute, ti prego di farmelo sapere nei commenti.

Un abbraccio,

Marco & Ilaria


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