Il nostro viaggio fai da te in Giordania e Israele: l’anello perfetto

Il nostro viaggio fai da te in Giordania e Israele è stata una delle esperienze più belle nell’ultimo periodo. In questi Pesi abbiamo trovato la voglia di scoprire luoghi nuovi, le sfide culturali, le piccole difficoltà che però portano grandi risultati, e le perle nascoste al turismo di massa che per noi rendono un viaggio davvero unico.

Non è facile trovare tutto l’insieme di elementi che crea questo tipo di esperienza, e non ci aspettavamo di trovarli qui in realtà, essendo due destinazioni molto turistiche. Ma è proprio in luoghi del genere, dove il turismo ha tracciato rotte ben definite e c’è una nomea di pericolo o di rischio ad uscire dai ranghi, che in realtà basta fare pochi passi fuori dal sentiero per trovarsi anni luce lontani.

E Israele, ma soprattutto la Giordania, hanno proprio questa nomea. Abbiamo già spiegato in un altro articolo quanto secondo noi non siano pericolosi, almeno con certe accortezze, e perché. Per cui, in questa pagina vogliamo semplicemente raccontarti qual è stato il nostro viaggio. Perché, secondo noi, è stato PERFETTO.

Certo, non basta mai il tempo per conoscere ogni cosa di un Paese, e ciascun viaggio è un compromesso tra ciò che riesci a vedere e cosa no. Ma in questo caso, Israele e Giordania hanno forme interessanti, che permettono, attraversando due frontiere via terra, di fare uno splendido giro ad anello intorno al Mar Morto. “L’anello perfetto“, come lo abbiamo simpaticamente chiamato.

Purtroppo taglia via tutta la parte nord dei due Paesi, che è un peccato non esplorare, ma noi abbiamo scelto di passare del tempo a fare volontariato nel Wadi Rum con un work-exchange invece.

Veniamo a noi: ecco l’itinerario del nostro viaggio fai da te in Giordania e Israele.

Tour di Israele e Giordania fai da te:

Il nostro viaggio in queste terre è stato volutamente ad anello, così da massimizzare i luoghi da visitare.

Siamo partiti da Israele, volando a Tel Aviv: una cara amica si sposava qui, e questa ci è sembrata la scusa perfetta per due come noi.

1° tappa: Tel Aviv, Israele

 

 
 
 
 
 
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Tel Aviv sembra una città californiana: gente che corre sulla ciclabile lungo il mare, palestre all’aperto ovunque, surfisti e pattinatori che sfrecciano in mare e per le strade. È moderna e cosmopolita ma con un’anima antica, si mangia meravigliosamente (ma non è certo economica). È un posto da vivere, non da visitare: fai una lezione di surf, perditi nei vicoletti di Jaffa, la città vecchia, e passa le serate nei locali più trendy della città.

In una settimana abbiamo esplorato la zona e poi ci siamo diretti verso la culla delle religioni, Gerusalemme.

2° tappa: Gerusalemme, Israele (tragitto in bus pubblico)

Mea Shearim Gerusalemme - viaggio fai da te Giordania

Gerusalemme lascia a bocca aperta sia i credenti che i non credenti. Conviene esplorarla per almeno 3/4 giorni, per viverne l’atmosfera surreale all’insegna dei diversi credi. Di qualunque religione tu sia praticamente, troverai la sua storia qui. E se non ti reputi credente, sarà forse ancora più interessante vedere le differenze (e soprattutto le similitudini) che tutte hanno, così, messe in bella vista.

Uno dei posti più interessanti in cui siamo stati si chiama Mea Shearim ed è fuori dal centro storico: è uno dei quartieri ebrei ortodossi più strict. È molto interessante da visitare, ma attenzione a non dare nell’occhio e a non trattare gli abitanti come fenomeni da fotografare: la tecnologia qui non è quasi permessa e sono molto riservati, non apprezzano l’idea che casa loro sia invasa di turisti.

Vicino a Gerusalemme c’è uno dei più affollati (e controllati) passaggi di frontiera del Paese: Allenby Bridge. Abbiamo attraversato il confine tra Israele e la Giordania al King Hussein Border Crossing a piedi, ed è stata un’esperienza nell’esperienza.

Se ti interessa sapere come funziona con il Jordan Pass, e come arrivarci da Gerusalemme, ne abbiamo parlato in questo articolo.

 

3° tappa: Amman, Giordania

 

 
 
 
 
 
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Da lì, la prima tappa è stata Amman (si raggiunge con i mini-bus appena passati il confine): capitale della Giordania e città interessante e sicura, dove la stridente differenza tra i due Paesi ti colpisce come un pugno, entrando a tutti gli effetti in un territorio arabo e abbastanza conservatore. Vestirsi adeguatamente e comportarsi con rispetto è essenziale, ma un giro in questa città di un paio di giorni lo consiglio.

Non perdetevi la cittadella, antiche rovine romane, bizantine e islamiche con una vista incredibile sulla città. E osservate (da fuori, perché solo i musulmani sono ammessi nella maggior parte di esse) le splendide moschee

Consigliamo di venire qui anche perché è il modo più comodo per trovare un’auto da noleggiare (noi abbiamo trovato con Avis a circa 30€ al giorno), metodo privilegiato per girare in Giordania, dato che non è il caso di fare troppo affidamento sui mini-bus locali che passano come, dove e quando vogliono.

 

4° tappa: Mar Morto e Wadi Mujib (in auto)

 

 
 
 
 
 
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Con la macchina è facile andare in esplorazione della zona del Mar Morto e soprattutto, riuscire a viverlo in maniera autentica senza andare a chiudersi dentro un resort di lusso per turisti. Senza macchina, abbiamo provato a informarci ma sembrava impossibile farlo.

Se ti interessa capire come visitare e fare il bagno nel Mar Morto senza pagare e senza turisti, ne parliamo in questo articolo.

Abbiamo dormito in macchina/tenda lungo la strada, sotto una coperta di stelle di quelle che si possono vedere solo nel deserto! Scomodi ma perfetto per quello che volevamo fare il giorno dopo…

Immancabile, infatti, una tappa al paradiso degli amanti dell’avventura: il Wadi Mujib, un lungo canyon dove è possibile fare canyoning in autonomia…esperienza tosta ma straordinaria!

5° tappa: Dana Reserve (in auto)

Dana è una zona stupenda della Giordania, dove tutti i tipi di zone bio-geografiche si incontrano. Dalla montagna al deserto, dalla vegetazione rigogliosa ai cactus, in pochi chilometri quadrati c’è tutto. In alcune aree è completamente diversa dal resto della Giordania perché molto più verdeggiante, ricorda quasi lo Yosemite Park a tratti. Non abbiamo avuto il tempo di esplorarla a dovere, e ce ne pentiamo molto, ma una sera nel bellissimo villaggio omonimo ci ha fatto innamorare del vibe qui!

 

6° tappa: Petra (in auto)

 

 
 
 
 
 
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Una delle Meraviglie del Mondo, Petra è imperdibile anche se estremamente turistica. Ne parliamo qui, dove spieghiamo nel dettaglio come visitarla al meglio.

Petra è il classico esempio di quanto dicevo a inizio articolo: un’attrazione pazzesca per il turismo internazionale (pensate che nel primo trimestre 2019 sono stati 219mila ad accedervi!), un luogo super turistico dove anche respirare costa…eppure anche un posto autentico, dove è possibile uscire dalle rotte commerciali e trovare vera ospitalità, bellezze nascoste e perle rare.

Per esempio, basta andare presto la mattina per avere il Canyon per raggiungerla tutto per sé. O camminare per svariati chilometri in più della folla fino al bellissimo Monastero. O ancora, parlare con i beduini e (facendo attenzione alle fregature, come sempre) farsi guidare da chi questa regione la chiama casa da millenni.

E poi c’è Little Petra, forse un po’ meno scenografica ma quasi sconosciuta e molto bella.

 

6° tappa: Wadi Rum (in mini bus da Petra)

 

 
 
 
 
 
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Un soggiorno in uno dei deserti più belli e scenografici che ci siano, nel quale noi abbiamo trascorso ben una settimana, facendo come dicevo un work-exchange di volontariato con i cavalli in un bellissimo villaggio tendato

C’è una zona a pagamento in cui si concentrano la maggior parte dei tour e delle località turistiche, ma se hai la pazienza di cercare fuori dai circuiti turistici ci sono delle gemme nascoste che meritano una visita. Specie a dorso di cavallo o cammello 😉

 

7° tappa: Aqaba, Giordania (e/o Elat, in Israele) 

immersioni ad Aqaba

Quale posto migliore per attraversare nuovamente il confine che la striscia di mare in cui Israele e Giordania si incontrano? Qui puoi avere un assaggio della bellezza del Mar Rosso con i suoi coralli e splendidi pesci, anche se il mare è molto più bello più a sud.

Per raggiungere questa zona dovevamo in teoria prendere un mini-bus pubblico, ma come dicevo sopra non è così facile se non parli arabo riuscire a beccare quando e dove passano. Abbiamo finito per fare un non voluto autostop con un giordano molto disponibile che ci ha portato fino a destinazione e ci ha stordito di chiacchiere tutto il tempo 😉

Noi abbiamo scelto di stare ad Aqaba piuttosto che a Elat, ma a livello marittimo le due città si equivalgono: sono letteralmente a pochi chilometri di distanza. Ciò che cambia, ovviamente, è il modo di vivere delle persone: Aqaba è musulmana, Elat ebrea, per cui nella prima una donna in bikini darà molto nell’occhio, nella seconda si potrà probabilmente rilassare di più. Noi comunque abbiamo adorato Aqaba e soprattutto i suoi abitanti, meravigliosamente ospitali (forse anche proprio per il bikini, devo dire). E aggiungerei che Aqaba è molto più economica di qualsiasi città israeliana.

Il mare qui è splendido, ricco di pesci multicolore quasi si nuotasse dentro un acquario, anche se non ai livelli delle più rinomate località in Egitto, un po’ più a sud!

8° tappa: Tel Aviv

Da Aqaba per tornare a Tel Aviv è necessario attraversare nuovamente la frontiera con Israele. Qui sarà molto più semplice che ad Allenby Bridge perché è una zona meno “calda” e passano meno persone. Si arriva con un costoso taxi fino al confine, si attraversa a piedi, e un altro costoso taxi porta alla stazione dei bus.

Da lì si prende il primo autobus diretto per Tel Aviv, ce ne sono svariati al giorno, oppure si fa qualche tappa intermedia.

 

Ed ecco che il cerchio si chiude: due culture, due religioni, due anime, due Paesi speculari, che si incontrano nel Mar Morto e nel Mar Rosso. Un viaggio fai da te in Giordania e Israele è davvero affascinante, e pensiamo che questo giro ad anello sia un modo meraviglioso per scoprirlo.

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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