Partita Iva online per nomadi digitali: come funziona?

partita iva online nomadi digitali

Tutti gli aspiranti nomadi digitali passano una fase iniziale di dubbi amletici e incertezze quando cominciano a remotizzare il proprio ruolo e a viaggiare lavorando: all’inizio sembra impossibile riuscirci davvero. Specialmente se si intraprende la strada della libera professione, anche detta freelancing.

Poi però le cose iniziano a muoversi…arrivano i primi clienti, le entrate si stabilizzano, e arriva il tanto agognato ma anche temuto momento:

aprire partita IVA da nomadi digitali!

Come fare? Quale scegliere? In che Paese devo prendere la residenza fiscale? Dove devo pagare le tasse come nomade digitale? A quale commercialista mi affido?

Queste e molte altre domande affollano la mente del ND che si trova in questa fase. Me lo ricordo bene…

Indice dei contenuti mostra

Le grandi domande dell’aprire partita IVA come nomadi digitali

Quando è diventato chiaro che il mio lavoro da freelance stava proseguendo nella direzione giusta, e ho cercato di capire come aprire e gestire una Partita Iva online, anche semplicemente restando residente in Italia, mi sono trovata paralizzata: farlo in maniera semplice sembrava impossibile.

Ma soprattutto, sembrava impossibile gestirla in maniera totalmente digitale, e senza impazzire a fare calcoli, proiezioni, approssimazioni e…imprecazioni!

Stavo diventando freelance per poter essere libera da orari e uffici, per essere una nomade digitale (conosci la nostra storia? Leggi qui chi siamo), o almeno per gestire tempo e lavoro in modo flessibile, e stavo ottenendo grandi soddisfazioni.

Il lavoro cresceva, trovavo nuovi lavori da remoto e avevo tanti stimoli, ma mi ritrovavo arenata su una paludosa spiaggia di incertezze, principalmente dovute alla…Partita IVA.

Sì, avevo parlato con qualche commercialista. Sì, avevo fatto qualche ricerca su Internet. Ma non mi sentivo affatto tranquilla.

Mi sembrava tutto così…nebuloso. Ok, apro Partita IVA…e poi?

Devo tenere manualmente traccia di tutto quello che faccio? Devo conservare tutte le mie fatture in un posto super sicuro? Devo fare calcoli degni di un esame di ingegneria per capire quanto devo pagare di tasse? Devo rincorrere il mio commercialista via mail o al telefono, magari mentre mi trovo all’estero?

Sì, sembrava proprio questo lo scenario che mi si prospettava. Ecco, non proprio il migliore per fare una delle cose che più spaventano gli aspiranti freelance: fare il grande salto dalla prestazione occasionale alla Partita Iva, dai pochi spicci di tasse al grande terrore…l’anticipo sulle tasse del secondo anno! 1F631

 

E poi cos’è successo? Niente. Che l’ho aperta.

E sono sopravvissuta. Anzi, meglio: che facendolo, e lavorando come nomade digitale negli anni successivi, ho scoperto le risposte alla maggior parte delle domande che avevo.

Alla maggior parte mi ha semplicemente aiutato a rispondere il mio commercialista online, Fiscozen, di cui ti parlerò tra pochissimo.

Oggi voglio condividerle con te.

Le risposte sulla Partita IVA per nomadi digitali che avrei voluto sapere

1. Residenza fiscale: in base a quali vincoli posso cambiarla e quando conviene
farlo?

Per gli accordi internazionali se un individuo trascorre più di 183 giorni in un paese è tenuto a rispettare le norme fiscali del paese in cui si trova, pagando quindi in quel paese le tasse. Quindi per poter cambiare residenza fiscale (e abitativa) sarà necessario trascorrere almeno 6 mesi non consecutivi fuori dall’Italia (non necessariamente in un unico Paese).

2. Se verso contributi in più posti, come li ottengo tutti poi al momento giusto?

Se si versano contributi in Italia e in Spagna (ad esempio) non c’è modo di cumularli in un unico Paese. A seconda delle norme previdenziali del Paese in cui hai versato i contributi pensionistici potrai o meno riscattare quanto versato e richiedere la pensione. Dato che ogni luogo ha normative diverse, sarà necessario verificare per ciascuna situazione, ma solitamente è possibile farlo.

3. Il concetto di Partita IVA esiste in tutti i paesi?

Non in tutti i paesi è obbligatorio aprire la partita IVA per lavorare. In USA, ad esempio, i freelance fatturano con il loro codice fiscale. In generale esistono diverse figure che offrono servizi per rispettare le scadenze e gli adempimenti fiscali nei paesi – in USA ad esempio ci sono servizi online che permettono di inviare le dichiarazioni dei redditi. In Germania il servizio è offerto direttamente dall’agenzia delle entrate.

4. Se apro Partita IVA all’estero devo rivolgermi a un commercialista locale o esistono commercialisti “internazionali”?

Purtroppo non esiste un commercialista internazionale che sia esperto di tutti i Paesi, e bisognerà cercarne uno per ogni location di cui si intendono avere informazioni.

4. Apertura di un’azienda, partita iva, etc: quali altre soluzioni esistono? Come lo
faccio o chi lo fa per me?

In Italia per aprire partita IVA si può scegliere di rivolgersi all’Agenzia delle Entrate
direttamente o a degli intermediari (come i commercialisti). Per le società esiste la
possibilità di aprire in autonomia con la camera di commercio (molto complesso) o di appoggiarsi ad intermediari (servizi online, commercialisti o notai). Per alcune forme
societarie è necessario rivolgersi ad un notaio.

Fuori dall’Italia la casistica è veramente varia, ad esempio le società in UK sono aperte direttamente dagli avvocati che comunicano con l’equivalente della camera di commercio inglese (Company house).

5. Partita IVA italiana: i miei clienti dove devono essere? Posso aprirla da ovunque? Posso tenerla aperta da ovunque?

Aprendo partita IVA in Italia è possibile lavorare con clienti di tutto il mondo. Finché la residenza fiscale rimane in Italia, di fatto avere la partita IVA è l’unico modo possibile per lavorare in modo lecito come freelance o nomadi digitali (sopra i 5.000 euro). Per chi opera con clienti esteri è importante essere iscritti al VIES – un registro delle attività che operano con l’estero.

E’ possibile lavorare da ovunque, verso qualsiasi Paese del mondo, finché si pagano le tasse correttamente in base alla propria residenza fiscale.

6. in Italia, quali tipi di partita iva ci sono? Quali posso scegliere e mi convengono?

In Italia esistono due grandi tipologie di partita IVA: i liberi professionisti e le ditte
individuali.

Tutte le attività intellettuali e artistiche rientrano nella libera professione, ad esempio: designer, consulenti marketing, architetti, medici, ingegneri, psicologi.

Le ditte individuali invece includono tutte le attività artigianali e commerciali, ad esempio:
e-commerce, agenti immobiliari, negozi, falegnami, muratori.

Fiscozen è un servizio 100% online e di conseguenza è scelto soprattutto dai liberi professionisti. Ogni mese offriamo il nostro servizio a sempre più professioni diverse, con l’obiettivo di poter aiutare tutti a gestire più facilmente la propria attività.

Al momento, una soluzione molto conveniente è il Regime Forfettario, che ha costi contenuti e tasse abbastanza basse, ma non permette di scaricare l’IVA. Con questo regime viene automaticamente considerato un forfait di costi, e quindi le tasse non vengono pagate sul totale del fatturato ma su una quota minore.

7. Cosa deve cercare un nomade digitale in un commercialista? È possibile non dover mai consegnare documenti cartacei fisicamente?

Un nomade digitale deve trovare un servizio che conosca le nuove professioni digitali e le piattaforme di lavoro che vengono usate maggiormente (es. upWork, adSense, ecc).

E’ possibile non dover consegnare documenti cartacei, ma per farlo è necessario che il consulente a cui ci si rivolge abbia gli strumenti tecnologici adatti – il requisito minimo è Dropbox 😉

8. Che complicazioni ci sono in generale a lavorare e fatturare da/verso l’estero con Partita IVA italiana?

Se si è all’estero ma si ha una Partita IVA italiana, le marche da bollo cartacee purtroppo vanno acquistate in anticipo – in quantità adeguate o chiedendo a qualcuno in Italia di acquistarle per voi e darvi il numero identificativo univoco di una marca da bollo, con data precedente o uguale alla data della fattura.

Da quando esiste l’obbligo di fatturazione elettronica però questo problema si è parzialmente risolto per certe tipologie di Partita IVA/soglie di fatturato: con la fatturazione elettronica infatti le marche da bollo sono digitali e si pagano con la dichiarazione dei redditi.

Se si lavora con come clienti società all’estero, e in particolare in Europa, è necessario fare
delle dichiarazioni aggiuntive chiamate Intrastat. Quindi quando si chiede un preventivo è
importante informarsi sul costo delle dichiarazioni trimestrali Intrastat, che spesso sono
particolarmente costose (con Fiscozen Intrastat è incluso nell’abbonamento).

9. Se ho entrate passive, ad esempio un ecommerce con infoprodotti digitali, come mi comporto per fatturarli?

Le entrate passive sono da gestire con attenzione per il fisco italiano, perché spesso
richiedono il passaggio da una partita IVA da freelance ad una ditta individuale iscritta in
camera di commercio. L’ecommerce è a tutti gli effetti considerato come un negozio infatti, anche se i prodotti sono digitali.

Gli infoprodotti e i ricavi pubblicitari/affiliazioni ad esempio richiedono teoricamente iscrizione in Camera di Commercio. Se inizialmente questi ricavi sono marginali rispetto all’attività principale (<20% del fatturato) non è strettamente necessario adeguarsi, ma se queste fonti di reddito superano la quota ci si deve adeguare e aprire una ditta individuale.

Un commercialista online per nomadi digitali esiste?

Chiariti i dubbi, rimane da capire a chi affidarsi e come aprire partita IVA online, ma soprattutto come gestirla senza aver bisogno di essere presenti in Italia.

In fondo, non chiediamo tanto. Solo che, in un regime fiscale come la Partita Iva, che tende a rendere tutto complicato, almeno il commercialista sia semplice! Che aprire e gestire la Partita Iva online, e ancor più gestirla in maniera digitalizzata, non debba diventare un lavoro parallelo. Sapere quanto hai guadagnato e quanto devi pagare, così con semplicità.

È possibile? Per fortuna, oggi sì. Sempre di più anche professionisti come il commercialista di aggiornano e si adattano per servire nicchie di mercato come i nomadi digitali.

E quindi non c’è bisogno di essere fisicamente presenti per aprire partita IVA, men che meno per gestirla.

Aprire Partita Iva in Italia online (e gestirla) senza pensieri

La buona notizia è che è un processo facile e che si può fare anche da soli.

Ecco cosa serve:

1. Identificazione Online
Prima di tutto, avrai bisogno di un’identità digitale riconosciuta (come SPID) per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Se non hai ancora SPID, puoi richiederlo online attraverso uno dei provider autorizzati. Io uso Sielte, che è gratuito.

2. Registrazione al Portale dell’Agenzia delle Entrate
Una volta ottenuta l’identità digitale, registrati al portale dell’Agenzia delle Entrate. Qui potrai accedere a tutti i servizi necessari per la gestione della tua Partita IVA.

3. Compilazione della Domanda
Nella sezione dedicata, troverai un modulo online per la richiesta della Partita IVA. Compilalo con cura, inserendo tutti i dati richiesti, come la tua attività economica, i tuoi dati personali e bancari.

Ti servirà anche un Codice ATECO, che identifica la natura della tua attività imprenditoriale o professionale, ed è fondamentale per determinare le tasse e i contributi applicabili.

Puoi cercare il codice appropriato consultando l’elenco ufficiale dei Codici ATECO sul sito dell’ISTAT o dell’Agenzia delle Entrate.

Se hai dubbi sulla scelta del codice giusto, meglio consultare un commercialista. La scelta errata del Codice ATECO potrebbe portare a problemi fiscali in futuro, quindi vacci con i piedi di piombo.

Una volta selezionato il Codice ATECO corretto, dovrai inserirlo nel modulo online per la richiesta della Partita IVA.

4. Invio della Domanda
Dopo aver compilato il modulo, invialo seguendo le istruzioni sul sito. Riceverai una conferma via email con tutti i dettagli della tua richiesta.

5. Attesa dell’Attribuzione
La Partita IVA ti verrà assegnata entro pochi giorni lavorativi. Controlla la tua email o accedi al portale per verificare lo stato della tua domanda.

6. Iscrizione all’INPS
Dovrai iscriverti all’INPS per i contributi previdenziali. L’iscrizione può essere effettuata online o tramite un commercialista.

Consulenza con un commercialista: aprire la partita IVA online gratis

Se preferisci, puoi anche avvalerti dei servizi di un commercialista online, che farà tutto questo per te.

Molti professionisti offrono consulenze remote per guidarti passo passo nell’apertura della Partita IVA e nella gestione fiscale. E la notizia migliore? Nella maggior parte dei casi è GRATIS. Sì perché il consulente che ti seguirà coprirà il costo di questa attività con il suo onorario.

In generale l’apertura (e la gestione) della Partita IVA può essere un processo complesso, soprattutto se si intende lavorare come nomade digitale. Assicurati di comprendere tutti gli aspetti legali e fiscali e di avere i documenti necessari prima di iniziare, se vuoi farlo in autonomia. 

Ricorda che avrai degli obblighi fiscali periodici, come la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e il pagamento delle tasse. Dovrai pensare a tutte queste cose, perché nessuno sarà lì a ricordarti quando devi fare cosa. Né a farlo per te.

Per questo penso che valga la pena di affidarsi a un commercialista che pensi a tutto questo per te – essere nomadi digitali è già abbastanza complesso così!

Fiscozen, il commercialista per la tua partita IVA online

Io infatti ho scelto di affidarmi a Fiscozen. È servita solo una chiacchierata telefonica con loro per darmi la spinta finale. Nel giro di pochi giorni, anzi, poche ore, avevano aperto la Partita Iva online gratis per me.

Gratis nel senso che era tutto incluso nel prezzo. Qualche domanda sul mio lavoro, qualche scambio di mail e di telefonate con la mia nuova consulente fiscale dedicata, e via, avevo un codice tutto mio. Che emozione. E che paura!

Lì pensavo che cominciasse il momento davvero terrificante: era ora di emettere le prime fatture, tenere i conti, salvare ogni cosa con grande attenzione…

Ma se scegli un commercialista online come FiscoZen nulla di tutto questo sarà difficile.

Una buona piattaforma offre tutto nella dashboard principale: fatture da incassare, andamento del fatturato con un grafico, promemoria per le tasse da pagare e le previsioni per l’anno successivo.

Essere freelance è qualcosa di complesso e a tratti spaventoso, ma sapere di poter aprire e gestire completamente la Partita Iva online è un enorme sollievo.

Ogni volta che si ha un dubbio, anche il più stupido, poter chiamare o scrivere al proprio commercialista online e sapere che non solo ci sarà, ma che in pochi minuti solitamente si avrà una risposta, è qualcosa di commovente. 

Anche il conto, conta: quanto costa gestire la Partita IVA online?

Che tu sia un nomade digitale che legge questo articolo dalla Tailandia, o più semplicemente un qualsiasi freelance (soprattutto se wannabe) che crede nel potere del digitale e nella capacità della tecnologia di rendere la vita più semplice alle persone…il primo passo per una Partita Iva serena, è avere davvero Partita Iva online. In tutto e per tutto.

Dall’apertura della partita iva online alla sua completa gestione, all’accesso comodo e veloce alle fatture pre-impostate e ai dati di pagamento; dalla visualizzazione grafica delle spese e delle entrate, passando per la consulenza via chat, mail o telefono; fino al calcolo automatico degli adempimenti e i reminder della loro scadenza.

In fondo, perché la gestione della mia Partita Iva online dovrebbe essere diversa dagli altri servizi totalmente digitali che tanto apprezzo?

Per tutto questo apprezziamo FiscoZen particolarmente, ma non solo. Infatti anche il conto conta, e uno dei principali problemi che incontravamo con i commercialisti tradizionali erano dei costi altissimi

Con Fiscozen hai l’apertura, la gestione della Partita IVA in regime forfettario online ed un commercialista dedicato specializzato nella tua professione ad un prezzo molto competitivo: 

399 euro all’anno.

Volevamo aiutare altri aspiranti nomadi digitali e freelance a sentirsi sereni (anzi, zen!) come noi con la propria Partita Iva online, e per questo abbiamo chiesto a Fiscozen un’offerta che ci permettesse di offrire dei vantaggi sostanziali ai nostri lettori.

E così tu che sei un nostro lettore, puoi avere un prezzo agevolato sul servizio di Fiscozen e una consulenza gratuita, sia che tu abbia già Partita IVA sia che tu voglia aprirla: ti basta cliccare sul bottone qui sotto!

 

   Da 399€, a soli 349€ per un anno!  

 

Ormai ci conosci: non ti diremo che essere un freelance è un gioco da ragazzi, perché non è così. Ma ti possiamo assicurare che essere freelance con un commercialista e una Partita Iva online, che ti donino almeno la tranquillità fiscale, è davvero un’altra storia!

Cosa ne pensi? Conosci già Fiscozen o altri servizi di consulenza fiscale online? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

E se vuoi saperne di più, contatta direttamente Fiscozen su qualsiasi dubbio con il form qui sotto:

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

Last Updated on Agosto 18, 2023 by Ilaria Cazziol

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2 Comments

  1. says: Luigi

    Ciao, volevo usufruire della consulanza gratuita, ma non mi conferma il dati inseriti. (Si, Ho letto e accetto l’informativa sulla Privacy). Ma non me la da lo stesso.

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