Scrivere articoli retribuiti: come iniziare?

Fino a qualche anno fa, non sapevo neanche che scrivere articoli retribuiti potesse essere un lavoro al di fuori del mondo giornalistico.

Ho sempre amato scrivere, fin da ragazzina, e il giornalismo mi ha più volte intrigato come strada da prendere…ma tra chi diceva che il giornalismo era morto, tra l’idea di guadagni quasi inesistenti e la mia ancestrale ansia nell’affrontare le sfide, non ho mai perseguito questo sogno.

Per un po’, ho pensato fosse tardi e che quella porta si fosse chiusa per sempre…

Mi sono data alla comunicazione, altro grande interesse, dicendomi che in fondo c’è tanta scrittura anche lì. Ed è andato tutto in un’altra direzione…finché non ho scoperto l’esistenza di un lavoro chiamato content writer.

 

Il content writer, ovvero colui che scrive articoli retribuiti ma non (solo) per i giornali

Quando lavoravo per un’agenzia di comunicazione nell’ambito digitale, uno dei compiti che amavo di più svolgere era quello di editor. Avevo in gestione il blog aziendale di una nota multinazionale tech e scrivevo articoli per loro. Ma non solo: la cosa più interessante, è che pagavo delle persone esterne per scrivere per loro!

Erano content writers, ed era la prima volta che sentivo questo termine. E in effetti, è una figura che non esiste da tanto, dal momento che è fiorita insieme alla crescita di importanza di internet, dei motori di ricerca e della necessità per le aziende di farsi trovare in risposta alle domande degli utenti.

Eppure, basta pensarci un attimo: è una figura essenziale.

Molto specializzata, deve saperne a pacchi di SEO (search engine optimization) ma anche e soprattutto di grammatica e lessico (non c’è nulla di peggio di pagine ufficiali scritte con i piedi, con i vari “perchè”, “cioe”, etc). Deve avere una sensibilità linguistica non comune, che si può certo imparare ma è anche un po’ ancestrale, viene dalle letture fatte, dagli studi, dalla cultura…insomma, non è un lavoro che tutti sanno fare.

 

E in breve tempo mi sono resa conto che…io lo sapevo fare! Anche meglio di alcuni dei content writer che pagavo, a dirla tutta. 

È stato l’inizio della fine. Anzi, l’inizio dell’inizio. Da lì tutto ha preso senso, significato.

Ho raccontato la mia storia per esteso in questo articolo e soprattutto nella nostra guida al viaggio a lungo termine, ma ti basti sapere questo: da quel momento ho capito “cosa volevo fare da grande” (bada bene, avevo già 26 anni, non ero proprio una liceale).

O meglio, cosa volevo e potevo fare come nomade digitale.

content writer di successo

Ma, a parte questa bellissima consapevolezza, avevo un piccolo problema da risolvere, ovvero…

Come diavolo si fa a cominciare a scrivere articoli retribuiti?

Non è un problema da poco, nonostante fossi già nel settore. Anche perché il mondo aziendale e quello freelance non si parlano. Una volta che sei entrato nell’uno o nell’altro imbuto, è difficile uscirne. E in quel momento io lavoravo come digital specialist assunta in un’agenzia, per cui i miei clienti erano interessati a lavorare con me solo perché sopra di me c’era il brand dell’agenzia stessa.

Io, solo io, la piccola e sbarbatella Ilaria, come potevo fare da sola a trovare qualcuno che fosse disposto a pagarmi per scrivere?

Le risposte a questa domanda sono arrivate gradualmente, in realtà. Alcune cercate con forza, altre per caso. In forme e contenuti diversi, quello che ho capito si può riassumere così:

 

Per iniziare a scrivere articoli retribuiti da zero bisogna:

  • costruire un personal brand
  • crearsi un portfolio
  • essere disposti a fare gavetta
  • avere tanta intraprendenza e una testa dura mica da ridere

 

Non è nulla di trascendentale, come vedi. Ma questi piccoli passi, messi insieme uno dopo l’altro, permettono di iniziare a correre.

Abbiamo già parlato di alcuni di essi in questo articolo sulle risorse per trovare lavoro come nomade digitale, ma adesso vorrei entrare nel merito del copywriting e del copywriting unicamente. Perché il problema più grande per chi sogna di vivere con la scrittura è…iniziare a scrivere.

1. Costruire un personal brand come content writer

Sì esatto: se non hai il brand di un’agenzia o un’azienda a sostenerti e a darti valore, devi creartene uno tuo. Devi diventare tu stesso il brand.

Come? Scrivendo, ovviamente. Si dimostra più con i fatti che con le parole. Però, nel nostro caso, sono la stessa cosa 😉

La mia scelta è stata quella di aprire un blog, ovviamente. Viaggiosoloandata.it non era altro che una vetrina per mostrare le nostre capacità al mondo, inizialmente.

Ma non devi impazzire ad aprire un blog, o crearne uno mediocre se non sai farlo: ci sono un sacco di risorse.

LinkedIn primo tra tutti: sai che sul noto business social puoi anche pubblicare articoli, no? Subito sotto il classico pulsante per la condivisione di un post c’è un po’ nascosto un bel “scrivi un articolo”.

Stessa cosa si può dire di Medium, che è davvero super popolare fuori dall’Italia e che è un’opportunità pazzesca per professionisti della scrittura che vogliano farsi notare. O ancora Tumblr, che sembrava essere la nuova “big thing” ma poi si è un po’ perso.

 

Se invece vuoi cimentarti nella creazione di un blog, il modo più facile (io ne ho aperto uno a 19 anni) è con Blogspot, il servizio gratuito i Google. I template sono davvero limitati però, e quel terribile “.blogspot” alla fine del dominio è una cosa terribile da vedere.

Se quindi hai intenzione di fare sul serio, studiati bene come si apre un blog e fallo con WordPress. Servirà qualche piccolo investimento iniziale ma ne varrà la pena.

Potresti anche finire per guadagnarci e far diventare il blog stesso un lavoro, se lo fai bene e con tantissimo impegno, come è successo a noi 🙂

 

Qualunque cosa farai, comunque, falla in chiave SEO. Non esisti se non sei sui motori di ricerca, i social sono troppo volatili per fare affidamento su quella come fonte di traffico (con Zuckerberg che cambia algoritmo ogni pochi mesi e le povere pagine sempre più penalizzate a meno di non pagare). Quindi…studia!

Potresti iniziare con questo libro sulla SEO, e questo sull’arte di scrivere per vendere (un po’ estremo secondo me, ma utile).

 

Bene, questo è un ottimo primo passo. E uno che dovrai continuare ad alimentare senza fermarti, perché il brand personale cresce giorno dopo giorno.

Ma non basta…per essere un content writer non puoi cantartela e suonartela da solo. Qualcuno deve anche riconoscertelo. E quel qualcuno è solitamente un cliente (pagante, ma non solo).

 

2. Crearsi un portfolio come content writer: come trovare siti che ti permettono di scrivere

Arriviamo al punto: come si fa a iniziare a scrivere per davvero per altri? Qual è il metodo? 

La risposta, purtroppo, è che non c’è. Come dico spesso, “se fosse facile lo farebbero tutti“.

Specialmente, non esistono siti che ti facciano scrivere E ti paghino anche bene, quelle sono gemme nascoste e vanno cercate con calma, pazienza e testa dura.

Ma ancora non ci interessa: in questa fase iniziale, non importa essere pagati, importa crearsi un portfolio (questo è il punto 3: essere disposti a fare gavetta – ovvero lavorare anche gratis pur di ottenere visibilità). 

Insomma, manda giù l’amaro boccone e ricorda che meglio lavorare gratis (portfolio) che essere sottopagati (stupidità).

 

I metodi per trovare le tue prime pubblicazioni sono possibilmente infiniti, sta solo alla tua fantasia e anzi, lasciami un commento con i tuoi suggerimenti se ne hai! Ma qui ti voglio elencare qualche modalità per iniziare a scrivere articoli (retribuiti o non):

I. Fai un elenco dei siti che leggi volentieri, di aziende che hanno un blog interessante, di pubblicazioni secondarie ma pur sempre di rilievo, e contattali proponendoti di scrivere per loro.

Mi raccomando, i fatti e le parole nel nostro caso sono la stessa cosa quindi cura la forma e fagli vedere perché dovrebbero metterti la penna (o meglio, la tastiera) in mano.

È esattamente così che ho iniziato io, scrivendo due articoli di prova per una nota testata digitale in tema innovazione e marketing…e da lì, è stato tutto in discesa 🙂

II. Inizia a scrivere per i marketplace di testi.

Ci sono siti web che non sono altro che “raccoglitori” di content writers. Funzionano come un’agenzia, che ci mette il brand, ma tutto de-centralizzato. Il content writer wannabe si iscrive, carica dei lavori per far vedere come scrive, crea un profilo attraente per le aziende e aspetta pazientemente. Se tutto va bene, qualcosa arriverà!

Occhio però che il web è pieno di fregature. Controlla bene che il sito a cui ti stai iscrivendo sia attivo, che abbia clienti, che ci siano pubblicazioni recenti…io mi sono iscritta per sbaglio a un sacco di spazzatura purtroppo.

Tempo fa sono stata contattata da questo sito, Morethanwriters.com e mi sono sembrati seri, interessanti, e bisognosi di copywriters in italiano. Pagano anche qualcosa (0,03€ a parola, che non è male considerando testi di circa 1.000 parole. Considera che quello che stai leggendo, fin qui, è già 1.475 parole…).

Considera che ce ne sono molti più in inglese che in italiano di siti del genere, per cui se sei ferrato potresti anche pensare di andare sull’internazionale. Ma tieni sempre conto che da una parte avrai più concorrenza, dall’altra un aspetto fondamentale della lingua scritta è la correttezza lessicale, semantica, l’uso di giochi di parole, etc. Non è altrettanto facile quando non sei madrelingua!

In questo articolo c’è un elenco interessante di content marketplace di questo tipo.

 

III. Utilizza i siti di ricerca freelance come Upwork, Freelancer.com, etc.

Di questo ne abbiamo parlato in maniera approfondita in altri articoli legati al lavoro online e al nomadismo digitale in generale, come questo.

 

Bene, ormai dovresti aver capito. Non c’è nulla di facile in questa strada, ma se è quella che ti fa battere il cuore…be’, è la migliore che ci sia. Non c’è nulla di più bello che svegliarsi ogni mattina e fare per lavoro ciò che è la propria passione, credimi 🙂

 

Il punto fondamentale dell’elenco di cose da fare per iniziare a scrivere articoli e diventare content writer, comunque, è l’ultimo:

  • avere tanta intraprendenza e una testa dura mica da ridere

Su questo, non ho consigli da darti. Si spiega da solo. Sappi solo che nessuno ti darà niente di facile, e dovrai conquistarti ogni fattura, ogni pagamento, ogni cliente.

Se non ne hai voglia, lascia perdere: questa è la vita del freelance.

Se invece sei disposto a lottare…benvenuto nel lavoro più bello del mondo!

 

 

Ps: hai tutte le caratteristiche sopra, incluso essere un nazi-linguista, e in più un grande amore per i viaggi, possibilmente quelli di sola andata? 😉 Allora mandaci due righe e raccontaci cosa potresti scrivere per noi! Saremmo felici di darti voce sul nostro blog, come abbiamo fatto con Giovanni.

 

Un abbraccio,

Ilaria

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