Scrivere articoli online: 3 modi per guadagnare scrivendo da Web Writer

Fino a qualche anno fa, non sapevo neanche che scrivere articoli online retribuiti potesse essere un lavoro al di fuori del mondo giornalistico.

Ho sempre amato scrivere, fin da ragazzina, e il giornalismo mi ha più volte intrigato come strada da prendere…ma tra chi diceva che il giornalismo era morto, tra l’idea di guadagni quasi inesistenti e la mia ancestrale ansia nell’affrontare le sfide, non ho mai perseguito questo sogno.

Per un po’, ho pensato fosse tardi e che quella porta si fosse chiusa per sempre…

Mi sono data alla comunicazione, altro grande interesse, dicendomi che in fondo c’è tanta scrittura anche lì. Ed è andato tutto in un’altra direzione…finché non ho scoperto l’esistenza di un lavoro che ti permette di guadagnare scrivendo articoli online, cioè la figura del content writer.

content writer di successo

Content writer: scrivere articoli online retribuiti ma non (solo) per i giornali

Quando lavoravo per un’agenzia di comunicazione nell’ambito del digital marketing, uno dei compiti che amavo di più svolgere era quello di editor. Avevo in gestione il blog aziendale di una nota multinazionale tech e scrivevo articoli per loro.

Ma non solo: la cosa più interessante, è che pagavo anche delle persone esterne per farlo!

Erano content (o web) writers, ed era la prima volta che sentivo questo termine. E in effetti, è una figura che non esiste da tanto, dal momento che è fiorita insieme alla crescita di importanza di internet, dei motori di ricerca e della necessità per le aziende di farsi trovare in risposta alle domande degli utenti.

Eppure, basta pensarci un attimo: è una figura essenziale oggi, e complessa.

Qualcuno che sappia scrivere articoli di content marketing deve essere:

  • Molto specializzato, saperne a pacchi di SEO (Search Engine Optimization), ovvero deve essere in grado di scrivere testi per il web non solo belli per i lettori ma comprensibili (e indicizzabili) dai motori di ricerca come Google.
  • E deve avere competenze tecniche come saper usare i programmi per il web writing e l’analisi SEO, i CMS (Content Management System) capirne un pochino di marketing e tecnologia, etc.
  • Ma anche e soprattutto essere impeccabile a livello di grammatica, sintassi e lessico (non c’è nulla di peggio di pagine ufficiali scritte con i piedi, con i vari “perchè”, “cioe”, etc).
  • Deve avere una sensibilità linguistica non comune, che si può certo imparare ma è anche un po’ ancestrale, viene dalle letture fatte, dagli studi, dalla cultura…

Insomma, è vero che tutti parliamo l’italiano, ma credimi non è un lavoro che tutti sanno fare. 

E in breve tempo mi sono resa conto che…io lo sapevo fare! Anche meglio di alcuni dei content writer che pagavo, a dirla tutta.

È stato l’inizio della fine.

Anzi, l’inizio dell’inizio. Da lì tutto ha preso senso, significato.

Sono passata dal sogno alla libertà come copywriter freelance nomade digitale.

Ho raccontato la mia storia per esteso in questo articolo e soprattutto nella nostra guida al viaggio a lungo termine, ma ti basti sapere questo: da quel momento ho capito “cosa volevo fare da grande” (bada bene, avevo già 26 anni, non ero proprio una liceale).

O meglio, cosa volevo e potevo fare come nomade digitale

Ma, a parte questa bellissima consapevolezza, un ennesimo sogno da aggiungere alla lista nel mio cassetto, avevo una grande domanda a cui non trovavo risposta, ovvero…

Come diavolo si fa a guadagnare scrivendo articoli online?

Non è una domanda a cui è facile trovare risposta, nonostante fossi già nel settore. Anche perché il mondo aziendale e quello freelance non si parlano. Una volta che sei entrato nell’uno o nell’altro imbuto, è difficile uscirne.

In quel momento io lavoravo come digital marketing specialist assunta in un’azienda, per cui i miei clienti erano interessati a lavorare con me solo perché sopra di me c’era il brand della web agency stessa.

Io, solo io, la piccola e sbarbatella Ilaria, come potevo fare da sola a trovare i primi clienti, qualcuno che fosse disposto a pagarmi per scrivere? Come potevo iniziare a collaborare con riviste online?

Le risposte a queste domande sono arrivate gradualmente, in realtà. Alcune cercate con forza, altre per caso.

In sostanza, quello che ho capito su come scrivere articoli online per lavoro in questi anni di esperienza, collaborando con aziende internazionali come Intel, Shopify e similari, si può riassumere in 3 consigli. 

3 consigli per scrivere articoli online per lavoro:

  1. costruisci un personal brand;
  2. fai la gavetta (gratuita) e creati un portfolio;
  3. sii intraprendente e sviluppa una testa dura mica da ridere.

Non è nulla di trascendentale, come vedi. Ma questi piccoli passi, messi insieme uno dopo l’altro, permettono di iniziare a correre.

Abbiamo già parlato di alcuni di essi in questo articolo sulle risorse per trovare lavoro come nomade digitale, ma qui di seguito vorrei entrare nel merito specifico del web writing (e in generale dei mestieri che permettono di guadagnare scrivendo, visto che come leggerai sotto ce ne sono vari).

Perché il problema più grande per chi sogna di vivere con la scrittura è…iniziare a scrivere!

Voglio aiutarti a capire appunto come risolverlo…ma prima, permettimi un attimo di disambiguazione.

I mestieri per guadagnare scrivendo: content writer VS copywriter 

Il mestiere di scrivere oggi si declina in tanti modi. Scrivere articoli online per lavoro è solo uno di essi!

Ma spesso c’è un po’ di confusione a livello di nomi, e non per fare la precisina, ma se vuoi scrivere per vivere devi almeno azzeccare il modo in cui descrivi il lavoro che vuoi fare 😉

Per fare chiarezza, se vuoi guadagnare scrivendo puoi orientarti verso una (o più) di queste professioni:

  1. Copywriter: un nome che molti utilizzano a sproposito, e che è diventato un po’ sinonimo della categoria di chi scrive per il mondo aziendale.
    In realtà il copywriter è una figura molto specifica: si tratta della persona che scrive per vendere. La sua specializzazione sono i testi brevi (i copy pubblicitari, da qui il nome), ma oggi fa un po’ tutto: landing page, email marketing, tutto ciò che è finalizzato alla vendita.
  2. Giornalista: pagato da giornali digitali e cartacei (purtroppo spesso non molto), come dipendente o freelance, scrive articoli retribuiti a sua firma. La differenza con i content writer ormai spesso è poca nel concreto, ma in teoria si tratta di un lavoro diverso, basato sulla pura informazione, con un albo professionale a cui iscriversi, esame di Stato da superare, etc. 
  3. Content writer (o web writer): veniamo a noi! Siamo gli scribacchini del web, quelli che hanno sempre una risposta pronta (per Google), e che danno voce alle aziende che vogliono partecipare alle conversazioni online.
    Come il giornalista scrive per informare, ma come il copywriter un po’ deve anche saper vendere con le sue parole.
    Scrive un po’ di tutto, ma principalmente blog aziendali e altri contenuti. Cosa sono i contenuti? Qualunque cosa sia scritta online, appunto.
  4. SEO content writer: lo inserisci come voce a parte, ma siamo sinceri: ad oggi sono pochi che riescono ad avere successo con il solo punto 3. Nel mondo del web, se non sei su Google non esisti. E la seconda pagina è il posto migliore per nascondere un cadavere.
    Un buon content writer di solito deve saper far approdare i propri clienti in prima posizione. Come? Imparando a scrivere bene per le persone e in maniera comprensibile per i robot. L’arte della SEO (Search Engine Optimization) insomma!

Ok, ora che abbiamo capito quali sono i lavori che permettono di guadagnare scrivendo, e le differenze tra l’uno e l’altro, entriamo nel vivo di come riuscirci.

Confessioni di una web writer: 3 consigli per guadagnare scrivendo articoli online

Ecco i 3 migliori consigli/confessioni di una SEO content writer che sognava di riuscirci e almeno un po’ c’è riuscita (ovvero sì, vivo solo ed esclusivamente di scrittura, e vivo bene!).

1. Costruisci un personal brand come content marketer e web writer

Sì esatto: se non hai il brand di una web agency o un’azienda a sostenerti e a darti valore, devi creartene uno tuo. Devi diventare tu il brand.

Come? Scrivendo, ovviamente.

Si dimostra più con i fatti che con le parole. E comunque, nel nostro caso, è la stessa cosa.

Quindi mettiti a sedere, prendi carta e penna, e stila una lista di tutti i modi che ti vengono in mente per iniziare a scrivere di qualcosa che ti appassiona, studiare l’arte della scrittura SEO e (possibilmente) farti notare.

La mia scelta è stata quella di aprire un blog, ovviamente. Viaggiosoloandata.it non era altro che una vetrina per mostrare le nostre capacità al mondo, inizialmente.

Ma non devi impazzire ad aprire un blog, finendo magari per crearne uno mediocre, se non sai farlo: ci sono un sacco di risorse più semplici.

  • LinkedIn primo tra tutti: sai che sul noto business social puoi anche pubblicare articoli, no? Subito sotto il classico pulsante per la condivisione di un post c’è un po’ nascosto un bel “scrivi un articolo”. 
  • Stessa cosa si può dire di Medium, che è davvero super popolare fuori dall’Italia e che è un’opportunità pazzesca per professionisti della scrittura che vogliano farsi notare. O ancora Tumblr, che sembrava essere la nuova “big thing” ma poi si è un po’ perso. 
  • Se invece vuoi cimentarti nella creazione di un blog, il modo più facile (io così ne ho aperto uno a 19 anni) è con Blogspot, il servizio gratuito di Google. I template sono davvero limitati però, e quel “.blogspot.com” alla fine del dominio è una cosa terribile da vedere.

Se però hai intenzione di fare sul serio e vuoi iniziare a guadagnare scrivendo online sul TUO blog, quanto sopra non basta. I questo caso studiati bene come si apre un blog serio e fallo con WordPress. Servirà qualche piccolo investimento iniziale, ma ne varrà la pena.

Potresti anche finire per guadagnare con il blog e farlo diventare un lavoro, se lo fai bene e con tantissimo impegno, come è successo a noi.

Qualunque cosa farai, comunque, falla in chiave SEO. Non esisti se non sei sui motori di ricerca, i social sono troppo volatili per fare affidamento su quella come fonte di traffico (con Zuckerberg che cambia algoritmo ogni pochi mesi e le povere pagine sempre più penalizzate a meno di non pagare). Quindi…studia!

Potresti iniziare con questo libro sulla SEO, e questo sull’arte di scrivere per vendere (un po’ estremo, secondo me, ma utile).

Bene, questo è un ottimo primo passo. Ed è uno che dovrai continuare ad alimentare senza fermarti, perché il brand personale cresce giorno dopo giorno.

Ma non basta…per essere un content writer non puoi cantartela e suonartela da solo. Qualcuno deve anche riconoscertelo. E quel qualcuno è solitamente un cliente (pagante, ma non solo) e per avere un cliente devi avere un portfolio. 

2. Fai la gavetta (anche gratuita) e creati un portfolio

Arriviamo subito al punto: come si fa a scrivere articoli online per un cliente? Su che sito ti devi iscrivere per guadagnare scrivendo da subito?

La risposta, purtroppo, è che non c’è. Come dico spesso, “se fosse facile lo farebbero tutti”.

Specialmente, non esistono siti magici che ti facciano scrivere articoli online E che ti paghino anche bene.

Per riuscire a guadagnare (davvero) scrivendo dovrai affermarti come content writer: ci vorrà del tempo, sarà necessario far circolare il tuo nome e affinare il tuo stile…e poi trovare quel tipo di cliente disposto a pagarti le giuste cifre, e sono gemme nascoste che vanno cercate con calma, pazienza e testa dura.

Ma ancora non ci interessa: in questa fase iniziale, non importa tanto essere pagati, quel che importa è crearsi un portfolio. 

Insomma, manda giù l’amaro boccone e ricorda questa mia massima:

meglio lavorare gratis, ma crearsi un portfolio, che essere sottopagati.

Questa è stata forse una delle cose più importanti che ho imparato nel mio percorso.

Quando ho iniziato a scrivere articoli online, il primo giornale online che mi ha accettata era piuttosto famoso e mi aspettavo che mi avrebbero offerto una bella cifra. Nel momento in cui mi hanno detto che “non pagavano gli articoli in denaro, ma in visibilità” ho quasi pensato di rispondere insultandoli!

Ma come si permettevano?! Schiavisti! Il lavoro si paga!

Per fortuna un collega dell’epoca mi ha riportata alla ragione, dicendomi proprio qualcosa come la frase sopra. Ho iniziato a scrivere per loro, ho scritto decine e decine di articoli senza vedere un euro, ma il mio nome ha iniziato a girare.

Sono finita in prima pagina su Google con diversi di quei contenuti.
E pian piano, hanno iniziato ad arrivare altre proposte. Proposte che mi permettevano davvero di guadagnare scrivendo!

(Pensa che, quando dopo anni quel giornale ha iniziato a pagarmi, ho smesso di scrivere per loro: mi chiedevano un maggiore sforzo con una minore libertà, e a quel punto il compenso che mi davano era troppo basso rispetto a quanto ricevevo per lo stesso lavoro da altre aziende. Paradossale no?)

So che lavorare gratis non è bello, ma se ci pensi bene in questa fase ha più valore mettere il tuo nome in fondo a un articolo ben fatto e che può garantirti adeguata visibilità, piuttosto che avere 10-20€ in più in tasca.

Anche se non stai avendo un riscontro in denaro ottieni comunque qualcosa: un portfolio bello ricco che diventerà il tuo biglietto da visita.

Ricorda che molto spesso, più che il curriculum, vale ciò che uno sa fare. Come dicevamo prima, contano i fatti non le parole – ma nel nostro settore coincidono.

Quindi, nessuno qui dice che dovrai lavorare gratis per sempre, ma ricorda che un bel periodo di gavetta va fatto, perché servirà a formarti e a farti prendere familiarità con quella che potremmo definire un’arte: giocare con le parole tra l’italiano e la SEO, per riuscire a mettere insieme un testo completo, informativo, scorrevole e che sia ben posizionato.

Se poi riuscirai ad unire le due cose, non importa quanto guadagni, hai già vinto: non ti resta che continuare a lavorare e studiare per migliorarti sempre più.

3. Sii intraprendente e sviluppa una bella testa dura

In questi casi il mindset è fondamentale. Come in tutte le cose, dovrai tirare fuori una bella dose di coraggio e intraprendenza

Tutto quello che puoi aver imparato a scuola o all’università adesso non conta, o meglio, conta perché avrai con te gli strumenti giusti, ma dovrai saperli sfruttare al meglio.

La costanza, lo studio, l’impegno, la grinta, la voglia di fare, sono cose che nessuno ti può insegnare, dovrai trovarle dentro di te. Avere uno spirito intraprendente ti darà una spinta enorme.

Ma come fare se non hai dentro di te tutte queste cose?
Ti svelo un segreto,
credi di non averle, ma invece sono lì. Devi solo tirarle fuori. 

Se proprio non ci riesci, leggi libri sull’autodeterminazione, guarda quello che fanno gli altri e con la giusta dose di umiltà impara da loro. Non ti fermare al primo no e sii costante nella tua ricerca come nel tuo studio.

Bene, dopo questa breve lezione sul mindset 😆 capisco però che da qualche parte bisogna pur iniziare.

E allora vediamo quali sono i siti per guadagnare scrivendo.   

Iniziare a scrivere articoli online: 3 metodi per farlo subito

I metodi per trovare i primi clienti come web writer e le tue prime pubblicazioni sono possibilmente infiniti, sta solo alla tua fantasia (e anzi, lasciami un commento con i tuoi suggerimenti se ne hai!).

Ma qui ti voglio elencare le 3 modalità principali per iniziare a scrivere articoli online (retribuiti o non):

  1. contatta riviste online e blog;
  2. iscriviti ai siti per scrivere online;
  3. prova con i siti per trovare lavoro come freelance.

1. Contatta le riviste online e i blog collettivi che preferisci

Fai un elenco dei siti che leggi volentieri (ad esempio, noi ), di piccole aziende che hanno un blog, di pubblicazioni secondarie ma pur sempre interessanti per te, e contattali proponendoti di scrivere per loro.

Mi raccomando, i fatti e le parole nel nostro caso sono la stessa cosa quindi cura la forma e fagli vedere perché dovrebbero metterti la penna (o meglio, la tastiera) in mano.

È esattamente così che ho iniziato a lavorare come web writer io, scrivendo due articoli di prova per una nota rivista online in tema innovazione e marketing (sì esatto, quella che non pagava)…e da lì, è stato tutto in discesa.

Non rinunciare all’idea di scrivere per giornali e riviste se non sei giornalista e nemmeno pubblicista: pochi media si formalizzano su questo spetto, e tutti i giornalisti hanno cominciato da qualche parte. E solitamente, hanno iniziato proprio inviando un “pitch”.

Inviare un pitch a un giornale significa avere un’idea, una notizia, una storia con un angolo interessante e magari foto uniche, e provare a proporla (prima di scriverla) a testate giornalistiche.

Se è questo ciò che più ti interessa e vuoi scoprire come vendere un reportage a un giornale, leggi questo articolo.

2. Iscriviti a siti per scrivere online (piattaforme paid to write)

Le piattaforme paid to write, o content marketplace, sono siti web che funzionano come “raccoglitori” di content writers.

Lavorano come una web agency, che ci mette il brand, si fregia di avere tanti autori a disposizione e in questo modo attira tanti clienti, ma qui è tutto decentralizzato.

Il content writer wannabe si iscrive a queste piattaforme per scrivere online, carica dei lavori di prova per far vedere come scrive, crea un profilo attraente per presentarsi alle aziende e aspetta pazientemente.

In alcuni siti si deve attendere di essere contattati con delle proposte, in altro ci si può candidare a quelle esistenti, nella maggior parte dei casi è un mix delle due.

Ora, se devo essere sincera questo è un metodo che personalmente non ho mai usato. Non perché non funzioni, ma un po’ per scelta un po’ per caso ho seguito altre strade.

Come ti ho spiegato sopra, quando ho iniziato l’ho fatto scrivendo gratuitamente ma “investendo” in un sito che potesse darmi tanta visibilità con pochi contenuti.
Con i siti paid-to-write è un po’ il contrario: è vero, ti pagano fin da subito, ma di solito molto poco ed è difficile arrivare ad avere la massa critica di clienti (o di visibilità) per guadagnare scrivendo davvero bene.

Devi trovare il modo di valorizzare le tue unicità per emergere sui siti paid-to-write.

Ma soprattutto, devi scegliere i siti per scrivere giusti.

Tempo fa ad esempio sono stata contattata da questo content marketplace, Morethanwriters.com e mi sono sembrati seri, interessanti, e in cerca di copywriters in italiano. Pagano un minimo di 0,03€ a parola, che non è male per un principiante considerando testi di circa 1.000 parole (30€). Considera che quello che stai leggendo, fin qui, è già 2.481 parole…

Occhio però che il web è pieno di fregature. Controlla bene che il sito a cui ti stai iscrivendo sia attivo, che abbia clienti, che ci siano pubblicazioni recenti…io mi sono iscritta per sbaglio a un sacco di spazzatura negli anni purtroppo.

Fai anche attenzione a leggere bene i prezzi: spesso parlano di “X,Y centesimi a parola”, che potrebbe sembrare 0,XY€ ma in realtà significa 0,0XY€…ben diverso.

I siti per guadagnare scrivendo più noti:

  1. Melascrivi
  2. Textbroker
  3. GreatContent
  4. Contents
  5. Scribox

Ma quanto si può guadagnare con Melascrivi e tutti gli altri siti paid-to-write? Come accennato prima, in molti casi dipende dal livello raggiunto (cioè dai feedback ottenuti), più è alto e meglio è la remunerazione a parola. 

Ma ti avviso, i livelli più bassi partono da meno di un centesimo a parola, il che significa che un articolo di 1000 parole ti verrà pagato anche meno di 10 Euro. 

Questo non significa che tu non possa arrivare a livelli più alti, dove il guadagno per un articolo della stessa lunghezza può essere di 40 euro o più.

Tra questi siti, molti permettono di scrivere anche in più lingue, per cui se hai una profonda conoscenza di altri idiomi allora potresti anche pensare di andare sull’internazionale.

Ma tieni sempre conto che così facendo avrai più concorrenza, e soprattutto un aspetto fondamentale della lingua scritta è la correttezza lessicale, semantica, l’uso di giochi di parole, etc.

Non è altrettanto facile quando non sei madrelingua!

3. Prova con i siti per trovare lavoro come freelance (Upwork, Freelancer.com, etc)

Di questo ne abbiamo parlato in maniera approfondita in altri articoli legati al lavoro online e al nomadismo digitale in generale.

Si tratta sempre di siti-marketplace, raccoglitori di offerte di lavoro per i freelance in generale. Di base funzionano come i siti paid-to-write, ma in questo caso non si iscrivono solo autori di contenuti. E c’è un altro aspetto positivo…

Il contatto con i clienti (e di conseguenza la scelta del prezzo) è lasciato in mano al freelance.

Il lato negativo è la concorrenza spietata, per cui dovrai avere un buon profilo aggiornato e talento da vendere: ecco che ritorna di nuovo il discorso sull’importanza del portfolio, senza quello non hai modo di mostrare le tue capacità.

L’aspetto positivo è che c’è tanto lavoro, tante offerte per cui candidarti, e potrai scegliere quella più adatta a te sia come interessi che come prezzi. 

Ecco una lista dei siti per freelance più conosciuti e utilizzati su cui guadagnare scrivendo:

Quanto si guadagna scrivendo articoli online?

Veniamo adesso alla domanda più importante. So che te la stai facendo. Ma quanto si guadagna scrivendo articoli? Be’ la risposta non è semplice. 

Ormai avrai capito che spesso la scrittura per il web è pagata a parola, per cui molto dipende da che tipo di testi scrivi. In altri casi a ore di lavoro, o ancora a progetto (per le situazioni più complesse o particolari).

Quanto ti pagheranno a parola/all’ora/a progetto…be’ dipende interamente da te!

Come hai potuto vedere, con i content marketplace i guadagni possono essere davvero bassi, anche pochi euro ad articolo, mentre se riesci a sottoscrivere un contratto con un cliente importante, allora puoi arrivare anche a 100-150 €. 

E se saprai sfruttare bene questo trampolino, nulla ti vieta che diventino 200….o anche di più!

Sì non scherzo! Il bello del freelancing è questo:

Non c’è nessun prezzo massimo, solo quello che il mercato è disposto a riconoscere per il tuo valore.

Dipenderà tutto dalla tua capacità di crearti un portfolio (vedi sopra), di avere la testa dura (sempre sopra) e di fornire ai tuoi clienti qualcosa di unico, per cui vogliano te e proprio te.

Ovviamente il compenso varierà in base alla lunghezza, alla complessità dei contenuti, al sito per il quale stai scrivendo e alle tue capacità e conoscenze dei contenuti e della SEO. 

Ah, e soprattutto da come ti sai vendere!😉

In conclusione, come guadagnare scrivendo online? 

Bene, ormai dovresti aver capito: non c’è nulla di facile in questa strada, ma se è quella che ti fa battere il cuore…be’, è la migliore che ci sia.

Niente è più bello che svegliarsi ogni mattina e fare per lavoro ciò che è la propria passione, credimi. 

Ma come riuscirci?

Visto che abbiamo parlato di un sacco di cose, vediamo di ricapitolare.

Ecco i miei 3 consigli per iniziare a scrivere articoli online:

  1. costruisci un personal brand;
  2. fai la gavetta (anche gratis) e crea un portfolio;
  3. sii intraprendente e abbi una testa dura mica da ridere. 

Il punto fondamentale dell’elenco di cose da fare per iniziare a scrivere articoli e diventare content writer, comunque, è l’ultimo:

avere tanta intraprendenza e una testa dura mica da ridere.

Ma come iniziare a scrivere online?
Ricapitoliamo anche i 3 metodi per iniziare a guadagnare scrivendo:

  1. contatta bog e riviste online;
  2. scrivi sui content marketplace;
  3. prova con i siti di lavori per freelance.

Be’ siamo arrivati alla fine di questo articolo, ma voglio darti un ultimo consiglio.

Forse ti trovi in un momento difficile della tua vita e stai cercando una nuova possibilità nel mondo digitale, o forse sei semplicemente in cerca di un modo per dare sfogo alla tua passione. 

Qualunque sia la tua situazione sappi che nessuno ti darà niente in modo facile, e dovrai conquistarti ogni fattura, ogni pagamento, ogni cliente.
Ma che la strada per guadagnare scrivendo è splendente di soddisfazione per il fatto di vedere le tue parole che prendono forma online.

Adesso sai cosa fare se ti piace scrivere. Se non ne hai voglia, lascia perdere: questa è la vita del web writer freelance.

Se invece sei disposto a lottare…ti do il benvenuto nel lavoro più bello del mondo!

 

Ps:

Hai tutte le caratteristiche sopra, incluso essere un nazi-linguista, e in più condividi con noi il grande amore per i viaggi e la fotografia?

Vorresti imparare l’arte della scrittura per il web e della SEO, facendola?

Allora mandaci due righe e raccontaci PERCHÉ sei la persona giusta per scrivere per noi!

Saremmo felici di darti voce sul nostro blog, come abbiamo fatto con Giovanni, Vicky, Adriana e molti altri.

Un abbraccio,

Ilaria

Last Updated on Novembre 5, 2022 by Ilaria Cazziol

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10 Comments

  1. says: Ilaria

    Leggendo il tuo articolo mi sembrava di leggere me tra qualche anno, in fin dei conti chi non sogna di essere una Carrie Bradshaw che scrive articoli per Vogue e sorseggia Champagne in una luccicante New York? Ho amato scrivere dal momento in cui i miei genitori mi hanno regalato una macchina da scrivere di Barbie ad appena sette anni, fingevo di raccontare le mie giornate a Beatrix la mia amica immaginaria che viveva in un posto magico chiamato California, nome rubato dalla sigla di the O.C. Un altro aneddoto è stato al liceo, tema: “MEMORIE DEGLI OSCAR” (modello articoli di giornale sui migliori film per raccontare l’olocausto e quanto i film siano di aiuto nel plasmare una memoria collettiva), il mio professore lesse il mio articolo di fronte alla classe e per una volta non venni presa di mira dai soliti simpaticoni. Mi disse che la scrittura avrebbe avuto un ruolo nella mia vita, ora, a 25 anni, ancora lo spero.

    1. says: Ilaria Cazziol

      E io ti auguro davvero che sia così, perché non c’è niente di più bello che fare nella vita ciò che si ama 🙂 in bocca al lupo!

  2. says: Maria

    Ciao.
    Mi piacerebbe scrivere articoli descrittivi delle mie avventure. Viaggio molto per lavoro e, unendo l utile al dilettevole apprezzo tutto ciò che mi circonda.. Ma non saprei come iniziare a scrivere per qualcuno che pubblichi i miei articoli. Accetto consigli e suggerimenti. Maria.

  3. Ormai l’ereditaria sfrontatezza che mi contraddistingue dalla tenera età si intuisce con difficoltà dietro la mia montagna d’inettitudine. Credo di aver impiegato gli anni adolescenziali e quelli successivi, a strapparmi di dosso la comoda immagine scolpita nel DNA. In me la vita ha agito in modo regressivo: ero un bambino precoce tanto quanto oggi sono un quarantenne fallimentare frequentatore di situazione di rimando. Sono goffo negli eventi della vita, sempre sopra le righe. Quando parlo, emerge la mia matrice andalusa, alzo eccessivamente la voce, così come non riesco a dosare i gesti delle mani, delle braccia, della testa, e tutto quello che da li fuoriesce. Ho perso. Viaggiato. Son tornato. Ripartito per portare ancora in giro la mia inquietudine. La pace a tratti, nella scrittura, nelle esperienze in viaggio, l’essere sempre dislocato, fuori posto desiderando l’altrove. Così ora il mio corpo sembra diviso in mille diverse giurisdizioni. Il governo centrale del mio cervello negli anni, battaglia dopo battaglia, ha perso il controllo sulle provincie lontane degli arti che hanno iniziato ad agire autonomamente in una pericola anarchia rivoluzionaria. La manifestazione più evidente di queste guerre intestine è offerta dalla mia repulsione a voler esprimere come un tempo, la gioia delle cose belle viste, vissute, vinte. Eppure non sono ancora riuscito a capire se ho scelto di mandare in avanscoperta la mia mente martoriata da questa stasi per una sinistra forma di esibizionismo o se, invece, l’ho fatto per lanciare un segno di distensione agli altri. Ed è proprio questo il mio grande mistero, o la mia strategia: l’oscillazione tra propositi imperiosi e vigliacchi appeasement. Vorrei tornare a far pendere l’ago della bilancia solo da una parte. Cerco opportunità.

    1. says: Ilaria Cazziol

      Ciao Maurizio, certamente si vede che sei abile nell’uso della lingua e ti auguro tutte le opportunità che meriti 🙂 purtroppo la scrittura per il web è molto meno poetica di così, è tanta analisi dei dati e capacità di compromesso tra scrivere bene per il lettore e bene per Google (cose ahimè opposte)!

  4. says: Coscienza

    Gentile Ilaria,

    sono un giornalista freelance che da un po’ di tempo sta cercando di “staccarsi” dai giornali locali per proporre a riviste e quotidiani nazionali.

    Quanto tempo consigli, nella tua esperienza, prima di proporre un articolo ad un altro giornale se quello precedente non risponde? Non ho problemi a ricevere un rifiuto, ma la totale assenza di risposte lascia sempre ad interrogarsi se valga la pena aspettare o meno. In qualche caso il direttore mi aveva risposto tre, quattro giorni dopo, quando avevo già “archiviato” il pezzo.

    1. says: Ilaria Cazziol

      Ciao, so cosa intendi ed è uno degli aspetti che mi irritano di più del fronte giornalistico, e che mi hanno spinto verso il content…secondo me 3-4 giorni al massimo, ma anche meno, e se per caso ti rispondessero due editor per lo stesso pezzo poco male – ne scriverai due, lasciando la prima uscita alla pubblicazione che più ti interessa 🙂

  5. says: CRISTINA

    Ciao Ilaria, premetto che non sono di origine italiana…ma rumena. Ho sempre saputo che il mio posto non e da qualche parte in un azienda che ti tratta come un servo ho peggio che ti sottopaga. Ho ancora tanto da imparare ma sicuramente una volta che saro riuscita a farmi un mio personal brand sono sicura che niente mi possa fermare. Tante abilita in lingue diverse e memoria di un rinoceronte. Sto cercando di fare quello che fai tu, perche la liberta non ha prezzo e anche se servira tempo, nervi di acciaio e notti senza sonno voglio comunque questa liberta per me. Nel frattempo cerco di imparare le basi SEO, che mi sembrava piu complicato ma che davanti al mio cervellone multilinguistico non ha scampo. Speriamo bene…..

    1. says: Ilaria Cazziol

      Ciao Cristina, un grande in bocca al lupo per il tuo progetto 🙂 non ho dubbi che ce la farai se ci metti grande impegno, ma ricorda sempre che se non sei madrelingua italiana parti un po’ “svantaggiata”…hai pensato di scrivere in rumeno, per aziende locali? Sicuramente ci sono dei contro (un mercato più piccolo, paga forse più bassa, non so) ma hai anche il vantaggio di avere meno concorrenza come content writer…se invece vuoi andare sull’italiano, il tuo è già ottimo ma occhio a curare i dettagli (accenti giusti, ho/o, concordanze tra soggetto e verbo), perché come scrivo nell’articolo “nel nostro lavoro, forma e contenuto sono la stessa cosa” 😉 Un abbraccio!

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