Tasmania: foto avventure nella terra dei diavoli

tasmania foto avventure

Quando si parla di vacanze, qualcuno pensa alla spiaggia, a rilassarsi sotto l’ombrellone o a una baita in montagna.

Dormire fino a tardi, sauna e bagno turco…

Beh no, questi non siamo noi!

Oggi vi portiamo in un delle nostre vacanza avventura, in una terra tanto lontana quanto bella, la Tasmania.

 

Con un piccolo van, in 10 giorni e 1000 km da percorrere insieme alla nostra attrezzatura fotografica, alla scoperta della natura incontaminata in incredibili trekking.

La Tasmania è un’”isoletta” vicino all’Australia che ha una superficie equivalente al nostro centro Italia, più o meno come Lazio, Marche, Abruzzo, Toscana e Umbria insieme.

Ma le nostre regioni hanno 24 volte più abitanti di quanto non faccia questo lembo di terra nel mezzo dell’oceano!

Viaggio Tasmania foto

Il modo migliore per viaggiare in Tasmania

Molto del suo territorio è fatto di riserve, parchi naturali o aree protette, e questa caratteristica ha portato l’isola a promuoversi e presentarsi come importante meta turistica e naturalistica.

In piena estate Australe, cioè dicembre, Il clima è ideale. Caldo ma non troppo, circa 25 gradi.

Siamo partiti da Hobart, la capitale dell’isola che è poco più di una cittadina, per nulla frenetica e piena di persone ancora curiose dei turisti e ben disposte a dare una mano.

 

Abbiamo affittato un piccolo van, un vecchio Toyota sgangherato che quando acceleravi  faceva tanto rumore ma stava sempre lì.

All’interno c’era giusto un letto a una piazza e mezza, ma ancora abbastanza spazio per una piccola area di un metro per un metro dove poter stare in piedi (ehm…quasi!) a cucinare sul fornello a gas, tra un piccolo lavandino e un frigo da campeggio. Essenziale, ma questo era tutto quello che a noi serviva.

Ci siamo subito diretti nel punto panoramico più bello della città… Mount Wellington, che dall’alto domina la baia di Hobart.

 

Una panoramica di cui andare fieri

Hobart Tasmania

Lassù abbiamo dormito nella nostra nuova casa con le ruote, nel parcheggio a circa 1200 metri. 

Il vento forte ci cullava ed era piacevole sentirne il suono, nel caldo del nostro rifugio.

In Tasmania è permesso passare la notte con il proprio mezzo ovunque si voglia, a meno che non sia espressamente vietato da cartelli.

 

Comunque tornando a noi, vado molto orgoglioso di questa fotografia della Hobart.

C’era un vento fortissimo e seppur in piena estate la temperatura era di poco sopra lo zero.

Ci siamo messi tutto ciò che avevamo di più caldo, e diretti a piedi verso il punto panoramico.

Ho agganciato la camera sul treppiede, girata in posizione verticale, in modo da riuscire a prendere una buona porzione del primo piano ma anche del cielo. 

Poi ho montato il polarizzatore e settato la camera (F11, ISO al minimo e fuoco manuale) e impostato il Bracketing di 9 scatti con uno stop di differenza l’uno dall’altro.

 

Mi sono servite 5 raffiche una affianco all’altra per completare la panoramica, per un totale di ben 45 scatti per avere questa foto.

La luce dell’alba calda da una parte e il cielo azzurro dall’altra incorniciano tutta la baia.

Avendo perso la sensibilità delle dita, poco prima che sopraggiungesse un’ipotermia, siamo tornati nel van e da lì partiti verso nord seguendo la costa e le temperature più miti.

Scegliendo di proposito strade secondarie meno frequentate, senza fretta, ci siamo goduti il viaggio con la nostra playlist travel preferita e la macchina fotografica sempre pronta a ritrarre uno scorcio.

Passando nei paesi ci trovavamo a parlare con le persone locali, sempre molto disponibili a indicarci qualche trekking o punto panoramico della zona.

Nelle strade di campagna fra un paesello e l’altro, era facile trovare delle fattorie che vendessero frutta e succhi freschi di cui eravamo ghiotti!

Penso di non aver mai assaggiato lamponi così dolci e succulenti. 

In fotografia la fortuna aiuta gli audaci

Dopo 4 giorni siamo arrivati a Bay of Fire.

Bay of fire

Eravamo diretti proprio là, all’estremità della costa est: in questa spiaggia delle piccole alghe rosse, che crescono su enormi rocce granitiche bagnate dal Mar di Tasmania, danno vita alla famosa Baia del fuoco.

camping tasmaniaQuella notte abbiamo dormito sotto il cielo con più stelle che abbia mai visto! 

La sveglia prima dell’alba non è mai pesante in queste occasioni. Come un bambino il giorno di natale, pronto a scartare i regali, eravamo svegli ben prima che suonasse.

E il regalo che riceviamo fu incredibile… 

Durante la notte il cielo si era annuvolato e sembrava volesse negarci il sole, andando a toglierci di fatto la migliore luce della giornata.

Ma non fu così: mentre combattevamo lo sconforto di una mattinata sfortunata, il cielo si colorò tutto di un viola acceso, che era così irreale che devo ammettere di aver perso più tempo del solito per impostare la camera e scattare, riuscendo a fare poche foto prima che tutto tornasse quasi ad essere in bianco e nero.

Bay of fire alba

“Sono stato fortunato!” mi dicevo, mentre sulla camera scorrevo le foto appena fatte. 

Quel giorno ho imparato un’importante lezione fotografica… Anche se le condizioni non sono ideali, tutto può cambiare in un attimo, bisogna uscire e provarci sempre. Perché la fortuna aiuta gli audaci!

 

In mattinata inoltrata ho fatto anche questo scatto.

Bay of fire grotta

La gamma dinamica della mia attrezzatura 

non mi permetteva di fare foto con sbalzi di luce e ombre molto forti,

così ancora una volta ho fatto un Bracketing di 9 scatti con uno stop di esposizioni tra ognuno di loro, e poi uniti con delle maschere di luminanza su Photoshop.

 

La costa Est ci aveva regalato tanto fino all’ultimo istante.

Ma era giunto il momento di passare alla fase due del nostro viaggio, andare verso il centro e nella parte Ovest dell’isola.

 

Quando le condizioni non sono proprio ideali…

cascata Tasmania

La Tasmania ha una catena montuosa nel mezzo, che blocca le nubi portate dai venti dell’Oceano Indiano nella parte Ovest, rendendo quel lato dell’isola piuttosto piovoso… “piuttosto” è un eufemismo, diciamo che ha piovuto tutti i giorni da lì in poi.

 

Ma ricordi quello che ho detto prima? La fortuna aiuta gli audaci… ebbene questa parte del viaggio è stata la più avventurosa, ora ti racconto. 

Meno densamente abitata del già  praticamente vuoto lato orientale, passammo diversi giorni immersi nelle foresta pluviale in percorsi incredibili con i canti degli uccelli che riecheggiavano intorno a noi, finendo sempre per arrivare a un ruscello o a una cascata, e tutto questo senza mai incontrare altre persone. 

 

La sottile pioggia che costantemente batteva su di noi, ogni tanto lasciava spazio a raggi di luce che si infilavano nella folta e verdeggiante vegetazione della foresta pluviale. 

I trekking, ben segnalati, si addentravano per ore nel fitto del bosco.

Ma immerso in quell’ambiente non senti la fatica, è come un lunga meditazione dove la bellezza che ti circonda ti fa vivere in uno stato di gioia e pace interiore. 

cascate TasmaniaLa cosa più incredibile riguarda però le condizioni meteo. Inspiegabilmente la pioggia non era qualcosa di cui preoccuparsi, al momento giusto si faceva da parte e ti lasciava scattare.

Completato il giro siamo tornati a Hobart. Un viaggio fotografico pazzesco, per un totale di 10 giorni, più di 1000 km con il van e un centinaio o più percorso a piedi. 

Un viaggio lento, senza orari né strette tabelle di marcia da rispettare, un viaggio che ci ha regalato foto stupende ed emozioni ancora più grandi che sempre porteremo con noi.

Se sei un amante della fotografia, del trekking e della natura, almeno un volta nella vita devi venire a scoprire le magiche foresta della Tasmania.

Spero che ti sia piaciuto il mio racconto, nel frattempo, e di averti trasmesso quanto questo posto è piaciuto a me!

 

Un abbraccio,

Nicola Di Monte

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