Viaggiare in van in America: 2 anni in viaggio con Marco e Diana

viaggiare in van in america

Oggi abbiamo intervistato due grandi viaggiatori solo andata:

Marco e Diana di Close to Eternity sono una coppia di vita e di viaggio che da ben più di un anno ha deciso di viaggiare in van in America. 

Hanno comprato un van a Miami e hanno puntato subito a nord, verso l’Alaska, raggiungendo il punto più a nord e ora stanno tornando in giù: vogliono raggiungere il punto più a sud, Ushuaia, in Patagonia. Letteralmente tutto il mondo da nord a sud!

 

Chi eravate prima di partire in van?

Diana è partita nel 2013, prima lavorava come impiegata. Non riuscita a trovare il proprio posto nella società, ha cambiato vari lavori in vari ambiti.

“Ho visto veramente tutti i ruoli che si possono vivere all’interno di un’azienda!”, ci dice.

Marco invece ha fatto anche lui diverse cose, ma la più importante, che poi si è portato dietro, è che è stato per molti anni un car designer (“quello che fa le auto tamarre, per intenderci” ).

Hanno sempre desiderato viaggiare, ma non c’erano le condizioni, economiche prima di tutto. Così Diana ha iniziato viaggiando a manetta con Ryanair, di cui anche noi abbiamo parlato in questo articolo (è riuscita perfino a prendere un volo a 2 centesimo andata e ritorno una volta!). Lavorare in una scuola di lingue le ha cambiato la prospettiva, e la vita.

L’altra cosa è stata entrare nella community di Couchsurfing: ha iniziato a ospitare a casa sua e da lì è stato un passo.

“Ho iniziato sempre di più a sentire che non stavo vivendo la vita che volevo, e dall’altra parte a vedere così tante persone che lo stavano facendo”.

Come avete deciso di partire insieme?

Quando è arrivata la crisi economica gradualmente i lavori che Diana stava facendo hanno piano piano fallito, e alla terza volta che succedeva ha deciso di partire. Ancora non conosceva Marco, ha deciso di partire da sola ed è stata via per 3 mesi nei Balcani. Poi è rientrata per risolvere le ultime cose ed è partita per la Russia, percorrendo la Transmongolica e arrivando all’Indonesia via terra.

“È da febbraio 2013 che ho lasciato l’Italia per viaggiare a lungo termine, convintissima che non sarei mai tornata. Quando sono partita non avevo nemmeno uno smartphone, giravo con l’enciclopedia e le mappe cartacee! Non avevo idea di cosa avrei fatto o come avrei guadagnato, la mia unica certezza era ‘mai più in un ufficio'”.

Si è messa a provare tanti diversi lavori, specialmente in Australia con il working holiday visa, e quello che l’ha appassionata di più è fare la flair bartending

Anche Marco si è appassionato a qualcosa di simili: Diana si è specializzata in mixology, lui in flair bartendering.

Si sono spostati in altri luoghi e hanno trovato lavoro ma le condizioni non erano buone come in Australia. Così sono tornati in Italia per un po’, per poi ripartire per la grande, nuova avventura: la vanlife!

Nel podcast ci hanno parlato anche di come continuare a viaggiare e lavorare, ma anche di come sfruttare i vari working holiday visa (ce ne sono tantissimi!), vendere oggetti e lavorare online (ad esempio Diana fotografa e vende le sue opere online).

 


 

“Il mio consiglio? Partite. Una volta in viaggio si scatena la necessità, il bisogno, e quello aguzza l’ingegno. Si conoscono persone, si prendono spunti differenti, e l’evoluzione è rapidissima!”.

 

Viaggiare in van in America: quanto costa la vanlife?

Ci hanno messo 25 giorni a convertirlo tutto, per circa 10 ore al giorno: c’è tutto, coibentazione, frigorifero, acqua calda, etc.

“Abbiamo fatto tutto da noi, YouTube è il grande Maestro: tutto ciò che non sai fare si può imparare”.

A livello economico, l’investimento necessario per l’acquisto è stato di 6.000$ per un buon prodotto, un van da 14 posti in ottime condizioni. la conversione invece sui 4.000$ – sono soldi che a fine viaggio poi vengono recuperati, perché si continuano a fare migliorie e il valore del van non cala tanto, si può rivendere.

I soldi di benzina, pedaggio e manutenzione hanno calcolato che sono comunque meno che la somma di ostelli, tour e mezzi di trasporto.

“La prima regola di chi vuole vivere viaggiando è abbattere il costo dell’accommodation, e siccome ci piace viaggiare lenti noi più stiamo fermi meno paghiamo”. 

Perché la vanlife invece di altri mezzi come i work-exchange holidays? E come funziona la vanlife in America, anche a livello legale e di sicurezza?

Ce lo hanno spiegato nel podcast.

Con tanto di aneddoti come quando hanno dormito con vista incredibile sul Golden Gate Bridge di San Francisco, che in hotel sarebbe costata centinaia di euro!

 

Volete continuare questa vita e volete renderla sostenibile: qual è il piano per il futuro?

“Tornare a fare la vita da ufficio 9-18 è impensabile. Probabilmente torneremo in Europa, vorremmo andare a lavorare per una stagione a Ibiza dove per noi è molto facile. Più in là di così non vogliamo guardare…ci piacerebbe costruire un mezzo nostro da non rivendere, un vero e proprio truck camperizzato con cui attraversare l’Africa e poi continuare a viaggiare!

Una parte di noi spera di trovare quel posto meraviglioso che ci faccia venire voglia di fermarci. Ma un’altra parte in realtà ama quello che facciamo e non vuole smettere! Il bello di un lavoro stagionale come il nostro è che si può fare metà e metà. Sicuramente vogliamo continuare a essere felici!“.

Ascolta il podcast con l’intervista completa per sapere anche come si vive in coppia in uno spazio ristretto come un van per lungo tempo, quali sono i segreti della vanlife che hanno imparato in questi anni e…be’, ovviamente, come fare lo stesso se ti interessa!

 


Come trovare Diana e Marco:

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