Viaggiare lavorando: è possibile facendo al meglio entrambe le cose?

viaggiare lavorando articolo

Cosa significa “viaggiare lavorando”? A un osservatore non informato, potrebbero sembrare due concetti antitetici. Cose che non dovrebbero stare insieme, come la pizza e l’ananas.

In fondo, per chi considera il viaggio puramente come una “vacanza” dal lavoro, perché mai dovrebbe sembrare interessante l’idea?

A meno che non consideriamo “viaggiare lavorando” come il volontariato fatto per abbattere le spese di viaggio, argomento di cui abbiamo parlato in abbondanza qui, fino a poco tempo fa a ben pochi sarebbe potuto interessare, a parte ai cosiddetti Nomadi Digitali.

Eppure, i mesi di lockdown che abbiamo vissuto dovrebbero aver cambiato le cose. Il lavoro da remoto, prima considerato quasi futuristico, è diventato una realtà concreta per la maggior parte delle persone. Chiuse in casa, senza la possibilità di uscire se non per motivi essenziali, molte di loro hanno scoperto che si può fare, e così anche molti capi e responsabili aziendali. Anzi, pare che si siano addirittura resi conto che non c’è perdita della produttività, ma il contrario!

Soprattutto se fai determinati lavori legati all’utilizzo del computer, più facilmente remotizzabili, o hai creato una tua attività digitale.

 

Viaggiare lavorando: un ideale di ‘work-life balance’, almeno in teoria

lavoro da casa in viaggioImmaginati la stessa dinamica, ma traslata in un mondo “libero”. Ti svegli la mattina e, invece di doverti infilare nel traffico per raggiungere l’ufficio, puoi lavorare tranquillamente da casa. Non hai orari specifici in cui tenere il sedere sulla sedia, ma compiti da portare a termine entro una data scadenza (e magari alcune incombenze, come telefonate e riunioni online da rispettare).

Ecco, in uno scenario del genere….cos’è “casa”? Deve essere per forza l’abitazione in cui hai la residenza? Deve essere per forza un edificio nella tua città? O ti basta un luogo con una connessione a internet e un tavolo? Allora, forse, viaggiare lavorando non potrebbe diventare semplicemente un modo più libero di vivere il lavoro, così come il viaggio?

Bravo, vedo che cominci a capire. Benvenuto nel mondo ideale che desidera vedere chi si definisce “nomade digitale. E che forse, in questo momento storico, può essere un po’ più vicino per tutti.

 

Questo è un po’ la bussola che ha guidato noi nel partire per il nostro viaggio solo andata: la ricerca di quel tipo di indipendenza che potesse permetterci di legare in maniera nuova “viaggio” e “lavoro”.

Certo, non possiamo chiamarla “vacanza”, perché questa dovrebbe essere un periodo di stacco; ma è anche vero che una vacanza può durare al massimo quanto, due settimane? Mentre invece se fosse possibile viaggiare lavorando con successo si potrebbero ipotizzare periodi molto più lunghi.

Cercavamo appunto il modo giusto per cambiare vita, lasciare l’ufficio come gabbia e vivere più liberi di auto-gestirci, e per riuscirci abbiamo provato varie strade.

 

Tra utopia e realtà – il successo sta nel mezzo

Fin qui, la teoria. L’idillio. L’utopia, se vogliamo. Perché a dirla così sembra logico e anche abbastanza facile.

Nomadi digitali più saggi e navigati di me, come Alberto Mattei di Nomadidigitali.it, mi avevano avvertita del rischio di idealizzare questo stile di vita: Instagram e i vari influencer che sono nati negli anni hanno tutto l’interesse a vendere il proprio stile di vita patinato e perfetto, fatto di sessioni di lavoro al computer da un’amaca su una spiaggia da sogno.

Ma la realtà raramente è così. E ce ne siamo accorti subito.

Siamo partiti per il nostro viaggio solo andata e ci siamo messi ad aggiornare il blog con sempre meno frequenza…tante cose da dire, ma poco tempo per dirle! Nelle lunghe ore di treno sulla Transmongolica era ancora facile, ma quando abbiamo iniziato a viaggiare più velocemente, spostandoci da un luogo all’altro e da un Paese al successivo, ha iniziato a diventare più complesso.

Abbiamo trovato i nostri primi clienti, in particolare io come copywriter, e mentre era assolutamente figo lavorare per loro da una tenda in Nepal o da una spiaggia in Thailandia, mi sono resa rapidamente conto che non era certo il modo più efficace.

Sia il blog che il lavoro da remoto hanno potuto esplodere e davvero iniziare a dare dei frutti solo quando siamo, infine, tornati a casa. È stato a quel punto, dopo le difficoltà e sfide che anche il ritorno ha portato, che ci siamo sentiti di più e finalmente dei veri Nomadi Digitali: perché è allora che ci siamo conquistati la possibilità di lavorare su ciò che ci piaceva e ci appassionava, ai nostri ritmi e orari.

Di non doverci prendere delle pause forzate da un lavoro che non vedevamo l’ora di smettere di fare e da un luogo da cui non vedevamo l’ora di scappare. Anzi, di poterci portare il lavoro in viaggio, organizzandoci in anticipo per poter lavorare meno e goderci di più i luoghi che visitavamo, oppure prendendoci il tempo di dedicare mezza giornata all’una e all’altra cosa.

E così abbiamo iniziato a sperimentare diverse modalità: un periodo in una casa sul mare alle Canarie o in camper in Australia per lavorare a ritmo quasi pieno, oppure qualche mese in Giordania e Israele o in Turchia, dedicando più tempo al viaggio e meno al lavoro, per il quale ci eravamo portati avanti prima di partire.

 

Ci sono vari modi di viaggiare lavorando…non tutti altrettanto fattibili!

La verità quindi è che viaggiare lavorando è possibile e bellissimo, ma solo fino a un certo punto.

Bisogna avere delle aspettative realistiche e capacità di organizzazione del lavoro fuori dal comune. Creare abitudini per ottimizzare il tempo, e declinare il viaggio di conseguenza.

Le ore in aereo o in treno smettono di essere dedicate a film e riposini e diventano momenti di lavoro, così come le mattine o le sere in alloggio.

Se il tuo lavoro ti piace e sei una persona che preferisce sacrificare un po’ di “cazzeggio” in favore di più esperienze, come me, questo compromesso non ti peserà per niente.

Anzi, se trovi il tuo equilibrio potresti scoprirti ad essere quasi più produttivo in viaggio che a casa, dato che la prospettiva di non poter sprecare nemmeno un minuto ti costringe a evitare il più grande nemico del lavoratore da remoto……LA PROCRASTINAZIONE!

lavoro in viaggio bambini in africa

Ma il successo del lavoro in viaggio non dipende solo da questo. Molta differenza la fa anche il lavoro che svolgi, e la modalità:

  • Un libero professionista che vuole lavorare viaggiando come dice la parola, godrà probabilmente di maggiore libertà.
    Se avrai bisogno di fare una telefonata con un cliente o un collega potrai programmarla quando ti è più comodo. Potresti addirittura scegliere di viaggiare lavorando in Paesi in cui il fuso orario ti avvantaggia la mattina o la sera, così da avere il resto della giornata totalmente libero. In questo modo potresti viaggiare quasi come faresti se non stessi lavorando, è tutta una questione di organizzazione, e di adattamento. È la modalità più facile, è evidente, ed è il motivo per cui molti nomadi digitali sono freelance o imprenditori. Ma è anche quella che dà meno garanzie, e non è assolutamente l’unica!
  • Un lavoratore dipendente che lavora per un’azienda che accoglie il lavoro da remoto, probabilmente avrà meno libertà perché fa parte di un team e deve scendere a maggiori compromessi.
    Dovrai partecipare alle riunioni insieme a numerose altre persone, e magari avrai orari specifici da cui non puoi sottrarti. A seconda dell’azienda e di quanto sia “aperta” a questo modo di lavorare, potrà cambiare molto la tua libertà di viaggiare lavorando. Forse dovrai lavorare a tempo pieno e non potrai uscire a girare durante il giorno…ma se vivessi in una casetta sul mare potresti andare a fare una nuotata in pausa pranzo, o goderti il luogo che ti circonda dopo (o prima) degli orari di lavoro…non sarebbe comunque un passo avanti per il tuo stile di vita?

Ma è proprio questo il bello! Abbiamo finalmente scoperto che è possibile essere altrove dall’ufficio eppure lavorare. Devi solo dimostrare che quell'”altrove” può essere più lontano che casa tua!
Inizia gradualmente, senza mettere troppo fuso orario e luoghi in cui vuoi fare diecimila attività e spostamenti. Basta una casa al mare. Se devi rendere conto al tuo capo o a un cliente, inizia proponendo periodi brevi di test. Organizzati in modo tale che sia possibile.

Noi in un periodo così, in cui per motivi di lavoro dovevo essere reperibile tutto il giorno, abbiamo fatto esattamente questo: una casetta vista mare alle Canarie in bassa stagione, a un quarto del prezzo che avremmo pagato in periodi di vacanze!

 

E quindi, è possibile viaggiare lavorando e fare bene entrambe le cose?

lavoro vista mareSecondo noi sì, ma ognuno deve definire attentamente cosa significa “viaggiare” e cosa “lavorare”, qui. È una questione di compromessi e di inclinazione.

Per me, come dicevo, essere in viaggio moltiplica la produttività, perché riesco finalmente a svegliarmi presto per fare ciò che devo e non sprecare minuti preziosi…cosa che a casa non c’è verso che io riesca a fare!

Ognuno ha il proprio ritmo e le proprie modalità.

Se leggendo questo articolo hai pensato “tu sei matta, che stress una cosa del genere! Io voglio andare in vacanza e dimenticarmi del lavoro“, allora forse non sei quel tipo di persona. Le vacanze di due settimane sono il modello giusto per te.

Se invece leggendo quanto sopra hai provato piccoli brividi di piacere e rilasciato agognanti sospiri al pensiero di poter gestire più liberamente la tua vita e il tuo lavoro……è ora che fai qualcosa per andare nella direzione dei tuoi sogni.

Io ti consiglio di cominciare da qui:

 

Ti presentiamo la nostra Guida al Viaggio a Lungo Termine, dove parliamo proprio di tutto questo (e di molto di più).


Sei davvero interessato a capire come viaggiare a tempo indeterminato, lavorare online come nomade digitale e rendere questo stile di vita sostenibile

Allora forse può interessarti la guida a come iniziare a viaggiare a lungo termine. Una guida in cui abbiamo raccolto tutto ciò che abbiamo imparato nel nostro viaggio solo andata, le risposte a tutti i dubbi che avevamo prima di partire e a quelli dei nostri lettori.

In questa guida non troverai solo i temi legati al viaggio a tempo indeterminato, come l’organizzazione, la burocrazia, i costi e i consigli per affrontarlo, ma anche la storia di come siamo riusciti a realizzare il sogno di diventare nomadi digitali e di rendere sostenibile questo stile di vita, e di come puoi farlo anche tu.

Insomma, non una guida qualsiasi, ma LA GUIDA DEFINITIVA AL VIAGGIO A LUNGO TERMINE 🙂

 

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Un abbraccio,

Ilaria

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