Vuoi essere felice? Liberati della paura di fallire che ti blocca!

superare la paura di fallire

Ti è mai capitato?

Hai fatto qualcosa di davvero importante per te, qualcosa in cui hai investito tanto sia emotivamente che fisicamente. Può essere un lavoro, uno sport, un libro che hai scritto, qualsiasi cosa. Ci hai speso tempo, lacrime, fatica, e ci tieni come fosse tuo figlio.

Ma quando arriva il momento del dunque, quello in cui dovresti spingere come un leone per far conoscere al mondo il frutto del tuo duro lavoro, semplicemente…ti blocchi.

È come se qualcosa di più forte di te ti trattenesse, ti tirasse per la manica e ti sussurrasse di non farlo. Non riesci nemmeno bene a capire cosa stia succedendo, perché d’improvviso quella cosa che ti rendeva così orgoglioso, così fiero, ti sembra mediocre, non degna di essere presentata al mondo.

Hai paura del giudizio degli altri, che possano non capire, non apprezzare. Hai paura che quel sogno, arrivato al momento del dunque, data la possibilità di realizzarlo davvero, non si realizzi come vuoi tu. Hai una gran paura di fallire.

 

Se non ci provo non posso fallire

E così, senza nemmeno farlo apposta, ti fai da parte. Lasci che una sorta di cinico fatalismo prenda possesso delle tue azioni, e fai solo il minimo indispensabile perché la tua creatura abbia successo e visibilità. E guarda caso, nel 90% dei casi quello che fai non basta, e i risultati sono davvero sotto le tue aspettative. Alla fine, è davvero un fallimento. 

Eh sì. Conosco bene quella sensazione. Conosco bene quella capacità che solo io so avere di sabotarmi. E so anche da cosa è causata.

Dal timore di fallire. Dal terrore che i miei sforzi non vengano riconosciuti, che il mio lavoro non ottenga il successo che merita. Allora meglio non provarci per niente, no? Meglio non impegnarsi al 100%, perché almeno, se fallirai, potrai dare la colpa alle condizioni esterne. Potrai dire che è andato male per quello, che c’è stato un cattivo tempismo con quell’altro. Non sarà totalmente colpa tua.

È un meccanismo malato e perverso. Lo stesso che impedisce a un fumatore di smettere di fumare, per esempio. 

Quando si vive con quest’ansia, si diventa gli imperatori delle imprese lasciate a metà. La testa si affolla di belle idee, di grandi progetti, di sogni di gloria. Ma poi, al momento del dunque, tutto finisce lì, nel dimenticatoio. O peggio, nella stanza del “quando ci saranno condizioni migliori, lo farò“.

profezia auto avverantesi fallimento

La profezia auto-avverantesi

È un meccanismo perverso, soprattutto perché innesca una reazione a catena di effetti negativi. Alla fine, sei tu stesso a sabotare il tuo sogno. Tu stesso a creare le condizioni per il suo fallimento

Tante volte guardiamo gli altri, soprattutto quando li vediamo attraverso le lenti distorte dei social media, e vediamo solo un facile successo. “Ma come fa? Gli riesce tutto facile!” è quello che ci viene da pensare. 

Ma è come guardare la punta dell’iceberg e pensare “oh guarda, un cubetto di ghiaccio che galleggia nel mare”!

Non vediamo tutto ciò che c’è sotto. Le notti insonni, le lunghe ore al telefono, i contatti e gli sforzi di networking, tutto ciò che è stato fatto da quella persona per riuscire ad avere successo. Ma credimi, sicuramente c’è stato!

Chi non sa quello che sta facendo può avere un colpo di fortuna e cavarsela con un grande risultato, certo, ma succede una volta, massimo due. Se vuole renderlo stabile, dovrà iniziare a lavorarci duramente.

La cosa più pericolosa della paura di fallire, e dell’immobilità a cui ci spinge, è proprio questa: che è una profezia auto-avverantesi. Più ne abbiamo paura, più il fallimento sarà dietro l’angolo, pronto a saltarci addosso appena la paura stessa ci blocca e non ci impegniamo al massimo per raggiungere il successo.

 

Il fallimento e il successo sono due facce della stessa medaglia

Ma non lo vedi? È proprio qui l’errore!

È dentro di noi, nei nostri occhi, nel modo in cui guardiamo il fallimento, nella modalità stessa in cui lo etichettiamo come negativo!

Ma come può esserlo, se è essenziale per il successo stesso?

Perché come potremmo realizzare ciò che vogliamo senza prima “fallire” almeno un paio di volte? Se togli la sfacciata fortuna dall’equazione, e quindi quella condizione casuale in cui provi a fare una cosa per la prima volta e ti riesce bene (mai sentito parlare della fortuna del principiante? ;)), è ovvio che sia così.

Come si può imparare senza prima sbagliare un po’ di volte? È il modo in cui siamo programmati per essere, grazie al quale ci siamo evoluti.

È il modo in cui da bambino hai imparato a scrivere, a contare, a fare qualsiasi cosa: sbagliando qualcosa e vedendo quelle brutte righe rosse della maestra sui tuoi compiti!

Se consideriamo il fallimento come qualcosa da evitare a tutti i costi, non solo creiamo le condizioni per la profezia auto-avverantesi e perché il fallimento avvenga davvero, ma soprattutto ci mettiamo nella condizione di non imparare mai. Di non poter apprendere dai nostri errori.

È necessario un cambio di prospettiva. E non per avere successo nelle piccole cose, ma per qualcosa di molto più importante: per riuscire ad essere FELICE!

Se non lo fai, rischierai di boicottare anche la tua felicità.

successo e fallimento stessa medaglia

Per avere successo DEVI fallire. E devi esserne fiero!

Ho passato tutta la mia vita a combattere con l’idea del fallimento. Da ragazzina sono andata per un po’ da una psicologa, per combattere contro la mia perenne insoddisfazione, e lei mi diceva di avere un “super-ego tirannico“.

Allora non capivo cosa volesse dire, ma ora lo so: sono sempre lì a giudicarmi, a dirmi che sbaglio. A temere di fallire, e a evitare di rischiare per non rischiare di farlo.

È stato così per tutto, nella mia vita. Finché ad un certo punto mi sono stufata.

Mi sono accorta che non potevo cambiarmi, che non potevo semplicemente forzarmi ad essere qualcos’altro da me. La paura del fallimento era un mio tratto distintivo, come il mio super-ego tirannico, e non potevo mandarla semplicemente via.

Ma potevo combatterla.

E come si combatte la paura? Mettendosi nelle condizioni di provarla, e stando a vedere cosa succede.

il nostro viaggio solo andata

E così ho fatto:

Sono partita per un viaggio solo andata.

Ho mollato un lavoro sicuro, le certezze, le situazioni che mi davano stabilità, e mi sono messa nella condizione a più alto rischio di fallimento che mi potesse venire in mente!

Tutti mi dicevano “ma sei sicura? E se quando torni non trovi lavoro? E se in viaggio ti fai male? E se tu e Marco vi lasciate?”.

Tutto quello a cui riuscivo a pensare io era: “e se fallissi? E se tornassi a casa con la coda tra le gambe e niente in mano?”.

Ma allo stesso tempo, una volta presa quella decisione che mi ha portato a partire, ho iniziato a sentirmi forte. A vedere che tutte le cose che mi facevano più paura, quelle che evitavo di affrontare per il timore di fallire, in realtà finivano per risolversi in un successo. E anche quando un insuccesso mi sbarrava la strada, in qualche modo e senza grandi difficoltà riuscivo a tornare in pista e riprendere la rotta verso il mio obiettivo.

Ho cominciato a intravedere un percorso, una sorta di pattern. A vedere cose che prima mi sembrava non ci fossero, ma che poi ho capito essere sempre state lì. Ero io che non guardavo nella giusta direzione.

E così ho iniziato ad essere FIERA dei miei fallimenti. A osservarli da tutte le angolazioni, a capire perché sono avvenuti, e cosa posso fare la prossima volta per andare un po’ più vicina al successo.

 

No, non ho smesso di avere paura del fallimento. Ma ho imparato a liberarmi da quel blocco che mi impediva di provarci al solo pensiero. Ho imparato che, se ci provo, in qualche modo ci riesco.

E ogni volta che la paura mi assale, la guardo in faccia e le dico: “benvenuta. Facciamoci un giro sulla giostra insieme e vediamo dove arriviamo“.

 

Ti senti mai così? Sai di cosa sto parlando? Raccontaci nei commenti la tua esperienza e in cosa hai paura di fallire.

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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