Certi viaggi iniziano molto prima di un biglietto solo andata – Giovanni

viaggio di Giovanni montagne estate

Buongiorno nuovo amico!

Mi chiamo Giovanni e al momento mi trovo su un trampolino di lancio, con sotto un bel burrone profondo.

La voglia di lanciarmi è tanta, ma la paura di farlo è altrettanta e mi tiene con i piedi ben piantati a terra.

Se vado nulla sarà più come prima.. cadrò, il peso mi porterà giù, vedrò scorrere accanto a me la terra e le certezze sulle quali stavo camminando fino a poco prima, il cielo mi sembrerà sempre più, inesorabilmente, lontano…

Se me ne sto qua, invece, nulla capiterà.

Se vado la paura lascerà presto spazio all’adrenalina, che si impadronirà di me, e inizierò a godermi quell’attimo di caduta libera, una sensazione che fino ad ora non credo di aver mai provato.

Se me ne sto qua, nulla capiterà.

Se vado, dopo un’iniziale discesa, l’aria riempirà la mia vela e io inizierò a risalire. A questo punto, con più calma, potrò rivedere cosa c’era sotto i miei piedi, strati di dura roccia che la vita mi ha messo davanti per mettermi in difficoltà, alternati da soffice terra di quando tutto procedeva per il meglio.

Se me ne sto qua, nulla succederà.

  Se vado continuerò a salire, arrivando addirittura alla stessa altezza di dove mi trovavo prima se la corrente sarà abbastanza forte; altrimenti planerò un po’ più in basso, alla ricerca di una soluzione alternativa alla salita…potrò spostarmi un po’ in qua e un po’ in là, salendo e scendendo in balìa del vento, libero tra le nuvole.

Se me ne sto qua, nulla succederà.

Se vado potrò ammirare dall’alto il sentiero che stavo seguendo, con tante, tantissime curve, ma una sola chiara direzione, senza alternative se non questa…

Se me ne sto qua, nulla succederà.

Un paio di ali portano libertà soltanto se dispiegate in volo, ma sono solo un peso se chiuse sul proprio dorso

Qualche giorno fa ho letto questa frase, inutile dire quanto mi sia stata di ispirazione!

Ma veniamo a noi, come spero tu abbia capito il dirupo che ho davanti non è letterale, ma è piuttosto percepibile nella mia testa.

In realtà ho da poco finito la mia parte di giornata dedicata al lavoro da dipendente in un ufficio e mi sto dedicando ora all’attività di scrittura, che ho riscoperto da poco grazie proprio a Marco e Ilaria e a questo blog.

viaggio di Giovanni Skye

 

 

Perché io?

Ottima domanda. Dammi un attimo, ora ti spiego com’è andata.

Prendo di nuovo in prestito una frase della quale mi piace il senso (tra l’altro pare sia nientemeno che di Einstein!):

‘Una cosa è impossibile da realizzare fino a che non arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa’

La riadatto un po’ all’idea di uno che non sa bene a cosa va incontro, ma ci prova e alla fine ci riesce (che è anche un concetto ripreso in questo bellissimo articolo di Ila).

 

Analizziamo la situazione.

Quando: una di quelle giornate che sfuggono via dal calendario senza aver lasciato alcuna traccia.

Dove: luogo generico (giornata generica, non lascia segno).

Cosa: newsletter del blog Viaggiosoloandata a tema ‘recensione sulla guida Transiberiana fai da te’.

Scintilla: ok, è una vita che voglio mettermi in contatto con qualcuno di questi viaggiatori dalle esperienze incredibili, stasera vado a casa e gli rispondo!

Ecco che il fuoco divampa: scrivo una mail nella quale mi presento, raccontando la storia della mia vita a due perfetti sconosciuti, con menzione particolare riguardo alla mia volontà di compiere un viaggio come il loro e chiedendogli informazioni.

E qui mi permetto di fare un salto in avanti e di darti un consiglio: qualunque cosa farai nella vita, anche quella più banale, cerca di farla mettendoci il cuore…il risultato sarà inaspettatamente grande!

E quello che mi è successo ne è la dimostrazione. Perché quella mail l’avevo scritta senza grosse aspettative o obiettivi, era più uno sfogo a cui non sapevo nemmeno se mi avrebbero risposto. E invece la risposta, quando arriva, è delle più inaspettate.

Perché oltre ai consigli e ai pareri, contiene anche una domanda, il cui senso era più o meno questo: “scrivi bene per essere un ingegnere, hai mai pensato che forse ci siano altre strade oltre a quella per cui hai studiato, come per esempio la scrittura?”.

Una domanda innocente, che allora non sembrava nulla, ma che inconsapevolmente ha piantato un piccolo seme. Qualcosa che prima non c’era. E che ora, in maniera del tutto imprevedibile, sta germogliando.

viaggio di Giovanni

Le tappe successive che qui ti riassumerò brevemente sono composte da uno scambio di mail nelle quali ci conosciamo meglio e giungiamo alla conclusione che potremmo avere bisogno gli uni degli altri.

Si ragiona un po’ e nel frattempo ho l’onore di leggere la loro ‘Guida al viaggio a tempo indeterminato in anteprima e videorecensirla: posso considerarmi il lettore tipo di questo ebook, quindi sono onesto nel dire che se stai leggendo questo articolo, la guida può esserti davvero utile!   

E arriviamo a oggi: sono il nuovo (e primo e per ora unico) collaboratore di Marco e Ilaria sul loro stesso blog…ora tocca fare del mio meglio per ripagare la fiducia ricevuta!

E voglio cominciare da questo primo articolo a mia firma.

 

 

Ma davvero è successo così, all’improvviso?

Il percorso con Ilaria e Marco è stato effettivamente piuttosto lineare, loro mi hanno dato delle possibilità e io le sto cogliendo, ma il contorno di tutto questo qual è?

Per capire meglio occorre partire da un me che nasce in un piccolo paese dove la vita scorre ancora adesso senza la frenesia di questi tempi, immerso in quella campagna che tanti oggi vogliono valorizzare come nuova ricchezza ma che in fondo noi sappiamo da sempre esserlo.

Un me vissuto ai piedi di montagne sulle quali amo gironzolare tanto in estate quanto in inverno, in riva ad un mare nel quale lasciarsi trasportare dalle onde…

Per continuare con un me che ad ogni occasione scappa a farsi un giro con gli amici di sempre da qualche parte in Europa, ma qualche volta è pure bello partire in compagnia della sola valigia per attraversare l’oceano e gli amici farseli durante il percorso, benché il tempo sia sempre limitato da una forza superiore che impone il ritorno alla scrivania

Un me che sogna la libertà e il viaggio a lungo termine, seguendo tantissimi viaggiatori sui social e comprando guide, dal Cammino di Santiago alla Transiberiana di Marco e Ilaria (che è poi il motivo per cui sono qui, ironicamente, visto che la mail che ho scritto era legata a questa guida). Testi che poi finiscono nello scaffale, sotto un orologio e un calendario che incombono sulla scelta delle destinazioni.

viaggio di Giovanni montagne innevate

In tutto questo ha sempre governato la mia vita un me razionale, che assolutamente ringrazio per avermi permesso di raggiungere tutti i traguardi importanti che mi sono prefissato.

Ma…a che prezzo? Probabilmente l’ho compreso solo negli ultimi mesi, quando ho deciso di iniziare a dare la parola anche al me più illogico, che ancora faccio fatica a seguire fino in fondo e con il quale è difficile ragionare per obiettivi precisi, ma che forse guardandomi indietro così illogico non è.

Così come Ilaria ha fatto recentemente in un articolo, voglio riprendere le parole di Steve Jobs:

Non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro.’

E allora mi rispondo che non è stata una svolta avvenuta da un giorno all’altro, questa volontà di cambiare era lì che covava sotto la cenere.

I tronchi erano già stati posizionati negli anni precedenti ed è bastato un piccolo alito di vento affinché da quella cenere potesse scaturire il fuoco vivo di cui parlavo prima e i puntini potessero iniziare ad unirsi.

La parte meno razionale di me mi ha così portato alla scoperta di un mondo nuovo, composto da un gruppo di persone che non è relegato a luoghi ed orari ben precisi per svolgere le proprie mansioni, i nomadi digitali; e se provo a guardare un po’ più avanti, credo proprio che mi stia guidando lì…

E a quelli che sanno della mia volontà di partire per questo viaggio a tempo indeterminato, ma che vedendomi qui mi domandano quando sarà la svolta, rispondo:

Io sono già partito, anche se non mi sono ancora mosso’.

viaggio di Giovanni Scozia

È così: il viaggio inizia nella nostra testa quando cominciamo a intravederne le potenzialità; non cambiamo nulla della nostra vita ma in realtà i nostri pensieri macinano chilometri e chilometri ogni giorno, alla ricerca di possibilità che ci permettano di staccarci definitivamente da terra.

Quello che voglio dirti se sei arrivato a leggere fino a qui è che il mondo là fuori è pieno di opportunità da cogliere, se ti piace fare qualcosa vai e trova il modo di riuscire a farlo per più tempo possibile.

Prova ad esporti un pochino di più e cerca di afferrare il tuo sogno, non sarai l’unico probabilmente, ma non avrai nemmeno così tanti concorrenti come pensi: è molto più facile continuare la propria vita lamentandosi di come non ci vada bene, invece di risparmiare il fiato, rimboccarsi le maniche e fare qualcosa che davvero ci porti la felicità.

Ora io sono con la faccia rivolta al dirupo e mi avvicino pian piano all’orlo.

Il peso delle ali chiuse sul dorso a tratti mi sbilancia in avanti e mi fa sentire leggero come se già volassi, ma sono in realtà piccoli balzi, ancora non mi sono staccato.

E per il momento mi va ancora bene così, forse.

Potrebbe bastare solo una ventata un po’ più forte delle altre, però, e allora il salto sarà inevitabile.

 

Un abbraccio,

Giovanni

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