Il viaggio in moto a caccia delle meraviglie del mondo di Allan Karl

allan karl viaggio in moto

Oggi ti parlo di Allan Karl, un uomo che si definisce un motivatore, avventuriero, fotografo e autore, starà a te giudicare, alla fine di questo articolo su di lui, se è effettivamente tutto ciò, ma io penso proprio di sì!

Karl è un americano, laureato in una delle migliori scuole di comunicazione della nazione, che si occupa di consulenza di marketing digitale e che nel 2000 co-fonda, diventandone il vicepresidente, la compagnia Wirestone.. un uomo con la carriera ben avviata insomma!

 

Ma Karl ha anche delle passioni che vanno oltre il mero lavoro: ama le moto e la fotografia, ma al solito, come la maggior parte delle persone, vi si può dedicare soltanto nel poco tempo libero che il lavoro gli lascia.

E questo non lo fa dormire sonni tranquilli.

 

C’è qualcosa nella sua vita che non lo soddisfa ed allora fa quello che molti fanno per darsi una scossa, prova a cambiare lavoro.

In una società dove tutto gira intorno al proprio lavoro è facile che una persona insoddisfatta, come prima cosa, decida di dare una svolta cambiando l’ambiente nel quale si reca tutti i giorni.

 

Questa operazione può portare soltanto a due risultati: o trovi finalmente il tuo posto, o non lo trovi ed allora capisci che non era solamente il lavoro a starti stretto.

Bè se io sono qui a scrivere questo articolo e tu a leggerlo, è perché, fortunatamente per lui, il suo posto nel mondo Karl non l’ha trovato semplicemente cambiando ufficio.

 

Ma è il divorzio con la moglie l’ultimo vincolo che si scioglie e permette definitivamente a Karl di slegarsi dalla vita monotona che lo stava soffocando.

Ed è così che oggi siamo a parlare del Karl motociclista che gira il mondo su una moto e non del Karl businessman, che avrebbe sicuramente avuto altre copertine rispetto ad un blog di viaggi solo andata, ma che allo stesso tempo si sarebbe perso nella moltitudine di uomini d’affari di tutto il mondo!

allan karl moto

Fai il pieno Karl!

Troviamo il nostro motociclista per passione, seduto davanti alla cartina del mondo, con la possibilità che molti vorrebbero avere ma che pochi vanno a prendersi, ovvero quella di visitare quello che vuole senza limiti di tempo.

Questo, infatti, è dalla sua parte: può pianificare il suo viaggio per il mondo con cura, in particolare è interessato a vedere con i propri occhi il maggior numero possibile di siti UNESCO.

 

Spende 2 anni a studiare la rotta da seguire e prepararsi fino a quando non si sente pronto, allora vende tutto e inizia il giro del mondo in moto.

Lo fa su una BMW F650GS Dakar, che chiamerà ‘Doc’ (qui i dettagli delle modifiche e dell’equipaggiamento della sua moto se sei un amante dei dati tecnici), sulla quale riesce a caricare il necessario che gli servirà a vivere da lì in avanti..

 

Pazzesco, no? Penso a quante cose abbiamo in casa per vivere nella nostra quotidianità: probabilmente dirottando le nostre scelte sulla qualità delle esperienze che proviamo invece che sulla quantità di oggetti che possediamo, si potrebbe riempire maggiormente la nostra esistenza

 

Metti in moto, Karl!

2005, Newport Beach, in California.

Mentre poco più in là il cast di The OC sta portando avanti le riprese, un rombo deciso di motore segnala a tutti che Karl sta partendo.

 

E’ paradossale. Da una parte milioni di ragazzi di tutto il mondo, e mi ci metto pure io lo ammetto, staranno incollati al televisore a sognare una vita come quelle di Ryan, Marissa  & Co, tra le onde del mare della California e i tuffi in piscine sulla costa, tra galà di lusso e weekend di feste in Messico.

Dall’altra un uomo che lì ci vive veramente, ma che sente che quello non può essere uno stile di vita sano e decide di cambiarlo, lasciandolo in una nuvoletta fuligginosa dietro la sua moto…

 

La bussola punta a nord, prima il Canada, poi l’Alaska e da lì, dall’estremo Nord del continente americano giù di nuovo, fino ad arrivare a Panama.

Qui è raggiunto il primo obiettivo che si era preposto, ma siccome l’appetito vien viaggiando, decide di continuare il suo ormai ben avviato viaggio ed entra negli stati del Sud America.

 

Non è tutto oro…

Ma possibile che questi viaggiatori siano così fortunati? Gli va sempre tutto bene, mai una disavventura, niente.

 

Ecco probabilmente non è proprio così. Il fatto che non vengano a galla non ci deve dare motivo di pensare che la vita di un viaggiatore sia sempre rose e fiori, anzi!

Però è più stimolante sentir parlare di cose positive, bellezze dei luoghi e curiosità delle varie culture, piuttosto che problemi di salute o di burocrazia del protagonista.. è molto più interessante sentirsi raccontare la sua esperienza nel seguire il percorso del fiume Nilo attraverso l’Africa, rispetto all’analisi del referto medico che indica la rottura della gamba in tre punti

 

Ops! Ok, ormai l’ho scritto, sì il nostro motociclista nell’ascesa al lago salato Salar de Uyuni, circa a 4500 m sulle montagne boliviane, cade, dovendo interrompere il viaggio per 6 mesi di riabilitazione nella sua California!

 

Fine del viaggio?

Certo che no! Dopo la convalescenza ritorna dove si era  interrotto, per poi raggiungere il punto all’estremo sud del continente, nella Terra del Fuoco.

Da qui può guardarsi indietro con soddisfazione: tutto il maxi continente America è stato toccato, permettendogli di venire in contatto con un’inaspettata generosità da parte di tutte quelle persone che lo hanno ospitato e che gli hanno permesso di arricchire il suo viaggio con esperienze uniche e straordinarie.

 

Questo non fa altro che confermare a sé stesso quanto la partenza fosse stata la decisione giusta da prendere, che esprime bene in questa frase:

‘Presto capii che la fine era stata semplicemente un nuovo inizio’

Carico di energia positiva e con ancora tanta voglia di esplorare prende una nave e continua il suo viaggio per il mondo in un altro continente, l’Africa.

La percorre da Cape Town nell’estremo Sud, fino al Cairo e da qui attraverso alcuni stati mediorientali, in molti dei quali non riesce ad entrare per via delle guerre in corso.

 

Ed è un peccato, racconta, perché molti dei luoghi più belli e simbolici per la storia dell’uomo si trovano proprio in queste zone, purtroppo spesso al centro di guerre e crisi.  

Raggiunta la Turchia, dopo che sono ormai passati 3 anni dalla sua partenza, nei quali ha percorso 65000 km e visitato 35 paesi, decide che è ora di rientrare.

 

Ma lo fa a modo suo: nave fino a Baltimora e da qui in moto, rigorosamente per vie secondarie, fino a casa.

 

Cosa ti lascia un viaggio in moto?

Karl afferma che nel suo viaggio ha avuto modo di imparare lo spagnolo, il portoghese e addirittura qualche rudimento di arabo.

Quello che ovviamente gli è riuscito meglio è imparare a conoscere la moto, se stesso e il mondo, così, una volta rientrato, viene chiamato ad esporre la sua esperienza in molte concessionarie BMW, come motivatore.  

 

Nei suoi discorsi espone i dettagli della vita con la sua due ruote, soddisfando tecnici e ispirando futuri viaggiatori, che ormai lo conoscono bene, avendo avuto la possibilità di seguirlo sul blog durante tutto il percorso (WorldRider.com).

Nel frattempo inizia a mettere per iscritto la sua storia, decidendo di scrivere un libro che, quasi per caso, prende una forma del tutto inaspettata.

 

Una sera, finita di mangiare con gli amici una moqueca brasiliana cucinata da lui stesso, è meravigliato da quanto questa venga apprezzata. Illuminazione: il libro conterrà anche le sue ricette preferite!

Ed ecco che ci troviamo di fronte ad un libro un po’ particolare, nel quale sono presentate ricette di piatti, mischiate alle esperienze con culture differenti, farcito con le foto più spettacolari di tutto il viaggio.

 

Nonostante la novità che ha tra le mani, Karl si trova a doverlo autopubblicare. Inizia un crowfounding, con il quale in soli 9 giorni raccoglie la cifra prefissata e che per la fine riesce a garantirgli quasi il doppio.

E’ sintomo che il libro interessa e così, oltre alla stesura delle prime copie, si finanzia anche un tour promozionale in tutta la nazione.

 

Il libro s’intitola ‘Forks: A Quest for Culture, Cuisine and Connection’

E’ il 2014 e Karl è ormai anche una presenza fissa nella rubrica del ‘finesettimana itinerante’ sul bimestrale Roadrunner.

Ora che è un motociclista viaggiatore affermato ha anche diversi sponsor grazie ai quali continua tuttora i suoi viaggi: è stato in Asia ed in Europa, ma non ha intenzione di fermarsi, per poter continuare il suo sogno di visitare quanti più siti UNESCO possibili con la sua fedele moto.

 

Ti lascio ora con una considerazione che mi è piaciuta particolarmente, riguardo cosa è il successo per Allan Karl, tradotta liberamente dal suo blog.

‘Questa scoperta della bontà delle persone mi ha aiutato a dare un senso ai cambiamenti nella mia vita, realizzando quanto sia importante avere fiducia negli altri così come in se stessi. Interagire con le persone nel semplice gesto di offrire e accettare l’amicizia e condividere le esperienze, anche nelle situazioni più strane, è la base di una vita felice e appagante, e il segreto del successo.’

 

Arrivati a questo punto, cosa ne dici del viaggio solo andata di Allan Karl? Spero che l’articolo ti sia piaciuto e che ti possa essere d’ispirazione per il viaggio solo andata che vorrai intraprendere per dare una svolta alla tua vita.

 

P.S.: se il tuo viaggio l’hai già iniziato perchè non me lo fai sapere? Il protagonista del prossimo racconto e fonte di ispirazione per i nuovi viaggiatori sarai tu! 🙂

 

Un abbraccio,

Giovanni

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