15 abitudini dei nomadi mongoli che non ci saremmo mai aspettati

Abitudini dei nomadi mongoli

Il termine nomade è oggi davvero abusato, e spesso ci dimentichiamo che esistono persone che vivono questo stile di vita per necessità o per cultura, come unica realtà di cui dispongono e non come scelta.

Una volta moltissime, oggi sono poche le popolazioni che ancora vivono in questo modo: i nomadi della Mongolia sono una di queste. Nelle aride steppe mongole non c’è spazio per la coltivazione, il principale mezzo di sostentamento è l’allevamento, e per garantire sempre Pascoli nuovi al bestiame le famiglie si spostano con le loro ger e i loro camioncini, che rappresentano tutti i loro averi.

Vivere questa vita non è facile, non c’e acqua calda (nemmeno fredda per farsi una doccia decente), nessuna toilette, nessuna presa di corrente se non dei pannelli solari per il cellulare, niente frigo e niente svaghi. Noi abbiamo provato a vivere in questo modo per una settimana ed è stata abbastanza dura. Tra il cibo sempre a base delle carni più strane, l’assenza di igiene e le più assurde norme comportamentali, i nomadi vivono una vita davvero pazzesca.

 

Ecco un elenco delle 15 abitudini dei nomadi mongoli più assurde che abbiamo scoperto vivendo insieme a loro:

 

1.il cavallo è usato proprio per tutto: come destriero per gli spostamenti e il bestiame, come cibo, come merce di scambio, i suoi crini vengono usati per fare corde, la sua cacca per alimentare la stufa, la sua pelle per fare pezzi della sella e della testiera, il suo latte fermentato per fare un tipico liquore locale…e noi diciamo che del maiale non si butta via niente, eh?

cavallo mongolo

2. Si cucina per terra, si mangia per terra, si dorme per terra…ma se c’è del cibo appoggiato per terra e tu per superarlo provi a scavalcarlo, passandoci sopra con i piedi, sentirai che urla!

3. I nomadi mangiano davvero di tutto: dalle salsicce fatte di budella svuotate dagli escrementi, alla testa di capretto con i deliziosi bulbi oculari, ma la cosa più assurda che ci siamo visti presentare per cena è stata una…marmotta!!! Non solo la sua carne: una marmotta svuotata delle sue interiora e usata come “pentola a pressione” per cuocere la sua stessa carne! Se sei curioso, anche di conoscerne il sapore, leggi qui.

marmotta cucina mongola

4. Grazie al cielo ci sarà qualcosa di buono da bere, no? Ovviamente no, perché ciò che bevono abitualmente è tè salato. Sì, salato.

5. Sono popoli abituati a montare a cavallo per ore e ore, avranno una sella comodissima e morbida…e invece no, le loro selle sono di legno e, per non farsi mancare nessuna scomodità, le loro staffe sono cortissime, così da dover sempre cavalcare sollevati dalla sella. Un dolore infinito.

6. La ger è un concentrato di ingegneria antica, una vera e propria casa in miniatura portatile. Una volta smontata, si trasporta interamente con tutti i mobili in un pick-up. Sai quanto ci vuole a montarne una? Due ore, contate. Non ci credi? Ecco il video.

7. Nonostante siano un popolo amante dei cavalli che basa la sua vita su di loro, hanno una visione molto utilitaristica di questi animali: in una sola sera ne abbiamo visti macellare 10, a mani nude sull’erba, con la maestria e la perizia di una squadra di macellai. Dulcis in fundo? Assaggino di testicoli di cavallo appena colti….mmmm!!!

8. Un nomade si sveglia ogni mattina alle 6, munge le mucche e poi accompagna a cavallo il gregge di pecore al pascolo…poi sta lì a guardarle dalle 4 alle 7 ore, con pisolino annesso (da cosa le guardi allora?!)

pascolo mongolia

9. I cavalli non vengono tenuti legati, né nei recinti. Vengono lasciati liberi ma con le 3 gambe legate da una corda, così che possano pascolare e muoversi ma…non allontanarsi troppo!

10. La doma di un cavallo mongolo richiede circa 10 minuti. Il cavallo viene separato dal branco prendendolo al lazo, lasciato fermo per un po’ con il metodo sopra, e poi finalmente avvicinato dai nomadi. Gli mettono il morso con estrema facilità, che se a un cavallo selvaggio italiano si provasse a mettere qualcosa in bocca ti staccherebbe la mano a morsi, e poi un povero malcapitato semplicemente…ci sale sopra. E inizia il rodeo, che neanche nei migliori film western. 10 minuti di esercizi tipo toro meccanico e poi basta, è fatta. Ci sale un’altra persona (che quella che ha fatto il rodeo sulla sella di legno deve riprendere l’uso dei gioielli di famiglia, probabilmente) e via verso le mandrie a lavorare.

11. Quello che noi chiameremmo latte andato a male per loro è una squisitezza in cui pucciare i biscotti o da aggiungere alla zuppa.

latte nomadi mongoli

12. I nomadi mangiano tantissimo, sarà per fare scorta per il rigido inverno. E si aspettano che tu mangi altrettanto. Il problema è che non sono proprio leccornie della nonna quelle che ti propongono. E sono quasi aggressivi nell’insistere che tu faccia il bis, vietato dire di no.

13. La lingua mongola, nonostante il cirillico, non somiglia affatto al russo. Ricorda il giapponese (per quel che ne sappiamo di giapponese con la nostra cultura manga) o, quando sono arrabbiati o particolarmente veementi…una scarica di bestemmie in italiano!

14. Non ci sono praticamente strade in Mongolia. A parte quelle che collegano le città, tutto il resto sono sterrati, e non ci spieghiamo tuttora come facciano a orientarsi o a sapere dove stanno andando. In più, le macchine vengono importate parimenti dall’Europa e dall’est, quindi metà delle auto in giro hanno il volante a destra, l’altra metà a sinistra. Un casino!

strade mongolia

15. Tra le tante comodità dell’era moderna, si vede che mancano anche i fazzoletti. Nessun problema: un bello scatarro per terra e passa tutto. Più è sostanzioso, meglio è! E aspettate di sentirli mentre sorseggiano rumorosamente la zuppa o aspirano i noodles…

 

Cosa ne pensi? Se sei stato in Mongolia e hai altre strane abitudini dei nomadi mongoli che vorresti segnalarci, faccelo sapere nei commenti! E se ti abbiamo strappato un sorriso, perché non condividi questo post? 🙂 ci faresti davvero felici!

 

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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