Visitare il Gobi in autonomia – come ha senso farlo?

visitare il Gobi in autonomia

Il deserto del Gobi è sicuramente meno conosciuto di altri suoi più famoso fratelli, come quello del Sahara, ma è altrettanto scenografico, e visitare il Gobi in autonomia è un must per ogni backpacker in Mongolia.

 

Ogni backpacker in Mongolia imparerà però presto una dura lezione: al contrario di altri Paesi, questa terra è molto difficile da girare in autonomia. Il trasporto pubblico è carente, le strade sono pressoché inesistenti rendendo pericoloso noleggiare un’auto, fare l’autostop è difficile perché possono passare davvero pochissime macchine.

tour deserto del gobi

Cosa fare quindi? Azzardarsi a tentare di visitare il Gobi in autonomia o scegliere uno dei tanti tour? In questo articolo vorremmo valutare insieme le caratteristiche di queste due opzioni e raccontarti di una terza via di mezzo, quella che abbiamo scelto noi per visitare il Gobi in autonomia senza però correre rischi inutili ma senza nemmeno ricorrere a un tour organizzato.

 

Visitare il Gobi in autonomia totale: pro e contro

Sicuramente visitare il Gobi in autonomia completa dev’essere una bellissima esperienza: dire Gobi è come dire metà della Mongolia, quindi avendo una macchina, una buona cartina, un ottimo GPS e un telefono satellitare, girare questa terra per conto proprio dev’essere un’esperienza magica.

 

La parte più famosa del deserto del Gobi, ovvero la riserva Gurvan Saikhan, nell’area a sud-ovest vicino alla Cina, è quella che racchiude i paesaggi più tipici dell’immaginario occidentale: cammelli pelosi, dune di sabbia, rocce rosse, montagne scure. Il resto del Gobi, che inizia in realtà già dopo solo 150km da Ulan Bator, è semplicemente una distesa infinita di terra biancastra e rada erba, punteggiata da ger e animali al pascolo.

 

 

Per visitare il Gobi in autonomia in questa sua parte ci sono due opzioni principalmente:

  1. noleggiare un’auto o una moto: probabilmente il metodo più bello ma il più rischioso. Il costo sara sicuramente elevato (si tratta di 5 giorni minimo per fare un giro ad anello decente) e quello dell’assicurazione ancora di più, viste le strade. Servirà una buona macchina resistente, possibilmente una jeep, e tutto il materiale opzionale possibile come cartine, satellitare e GPS. Da Ulan Bator sono circa 500km, su Google Maps sono segnati come strade anche sono poco più che sentierini appena visibili, fino alla riserva, ma all’interno della riserva qualsiasi strada ”satellitare” sembra scomparire in un grande rettangolo verde. Ovviamente non ci sono indicazioni o segnali stradali. Ovunque, anche in quella che sarebbe la loro autostrada, animali di vario tipo possono decidere di attraversare in qualunque momento (essendo tutto piatto lì si vedrà da ben lontano, comunque). Ovunque in Mongolia è possibile campeggiare liberamente, e trovare una ger, che sia semplicemente abitata da qualche nomade o una vera e propria guest-house, non è un problema, quindi non dovrebbe essere difficile trovare dove dormire. A seconda del tuo livello di fiducia e di abitudine puoi scegliere questa opzione, ma noi non ce la siamo sentita.
  2. Prendere un bus da Ulan Bator a Dalanzadgad e organizzarsi da lì. Il sistema dei bus Mongoli funziona a raggiera, per cui sarà possibile arrivare a Dalanzadgad con circa 10-15 ore di bus e un costo di più o meno 15€, ma non spostarsi da lì al parco nazionale senza un’auto. Per cui l’opzione migliore sarà quella di trovare un autista in loco, una volta arrivati. Non pensate però di andare a dormire in ostello e cercare compagni di avventura con cui dividere il costo, però: ci sono solo un paio di hotel a Dalanzadgad, nemmeno troppo economici, un ristorante e zero attrazioni turistiche. Quindi è un terno al lotto: potresti trovare un super deal e visitare il Gobi in autonomia per pochi spiccioli, o trovarti a pagare da solo un autista. Lo scoprirai solo una volta lì.

cammelli deserto del gobi

Visitare il Gobi con un tour da Ulan Bator: costi e info

Sappiamo che questa parola dà l’urticaria alla maggior parte dei backpackers, ma un tour organizzato potrebbe essere l’opzione migliore per vari motivi. Intanto, se per esempio come noi state percorrendo la transiberiana, o meglio la transmongolica, dovreste comunque tornare a Ulan Bator per prendere il treno per Pechino, nonostante il Gobi sia vicino alla Cina. Un tour organizzato poi solitamente comprende dei soggiorni nelle tipiche ger e dei pasti con i nomadi che le abitano, e se vi interessa provare questa vita per pochi giorni senza rischiare come noi la vita mangiando e vivendo per un’intera settimana con loro, è un’ottima opzione. In più, se avete flessibilità temporale o molti amici con cui dividere il viaggio, riuscirete anche a pagare poco.

 

Ecco sotto la foto del tour che ci ha proposto l’ufficio del turismo principale di Ulan Bator, quello nell’ufficio postale:

costi tour ufficiale gobi

Un tour organizzato di 5 giorni (il minimo) con autista e guida parlante inglese, a pulmino pieno (e quindi mooooolto scomodo, con 3 persone che guarderanno sempre dietro) può arrivare a costarvi un minimo di circa 200€ a testa, insomma.

Dovrete però adeguarvi al percorso prestabilito, dormire in luoghi turistici e in generale sottostare a una precisa tabella di marcia…tutte cose che i viaggiatori indipendenti solitamente odiano.

 

Sei curioso di sapere la terza opzione allora, la via di mezzo che abbiamo scelto noi per visitare il Gobi in autonomia senza però i rischi connessi con il noleggio di un’auto? Eccola:

 

Affittare un pulmino con autista per visitare il Gobi in autonomia

Per avere il massimo della flessibilità possibile, un prezzo basso e la sicurezza di qualcuno che sappia cosa sta facendo e come muoversi in questa terra in sicurezza, l’opzione migliore è affittare un pulmino con autista. È un’opzione che nessuno vi proporrà autonomamente, ma che saranno tutti felici di organizzare per voi se richiesto, tutto sta nel confrontare e trovare il prezzo più basso.

in tenda nel deserto del gobi

Noi siamo riusciti a ottenere, tramite l’ostello Golden Gobi a Ulan Bator, un prezzo TOTALE di 480€ per avere un’auto e il suo autista per 5 giorni sempre con noi. Probabilmente è possibile scendere fino a 400€. Non a persona, ma a macchina, intendiamoci.

 

I vantaggi di questa scelta sono innegabili:

  • costo molto più basso, soprattutto se ci si organizza in autonomia per cibo e alloggio. Noi abbiamo dormito sempre in tenda e cucinato per 5 giorni noodles liofilizzati sotto le stelle del deserto, e non l’avremmo cambiata con nessuna camera d’albergo e nessuna cena al ristorante.
  • Maggiore autonomia rispetto a un tour: le cose da vedere sono quelle, ma per tutte le decisioni di contorno, come quanto a lungo guidare e dove fermarsi, sarà possibile scegliere con maggiore autonomia.
  • Maggiore comodità: se con un costo inferiore potete fare lo stesso viaggio, potete anche decidere di stare più larghi. I pulmini russi con cui si viaggia sono da 6-7 passeggeri, ma solo 3 di questi starebbero comodi.
  • Minore “turisticità” dell’esperienza: senza nessun tipo di critica per certe tipologie di vacanza, è chiaro che andare nel deserto e dormire in mezzo ad altre 100 persone o andare nel deserto e dormire nella propria tenda in mezzo al nulla non sia proprio la stessa cosa. Visiterai comunque zone piene di turismo (che per i canoni della Mongolia sono comunque praticamente libere), ma almeno non ti sentirai una pecorella nel gregge se non ti piace che sia così 🙂

Deserto del gobi notte

Dall’altra parte riusciamo a trovare un solo lato negativo di questa scelta, che è il fatto che sicuramente l’autista non parlerà inglese (altrimenti te lo farebbero pagare come guida). Questo renderà molto difficile comunicare, non sarà facile ottenere deviazioni (non perché non voglia farle, ma perché non avrà idea di cosa tu gli stia chiedendo) e sicuramente non otterrai informazioni turistiche su ciò che stai vedendo.

Però sarà ugualmente ub’esperienza bellissima, fatta di comunicazione meta-verbale, di gesti, di sorrisi. Se sarai fortunato come noi con il nostro autista, Amba, ti porterà a fare tappe fuori programma come una gara di cavalli del Nadaam e un latte di cavalla fermentato in una ger di suoi amici. Ti porterà a trovare il miglior prezzo possibile per un giro sui cammelli, ti lascerà dove più preferisci campeggiare e ti tornerà a prendere la mattina, ti farà assaggiare la loro terribile carne cucinata nei sedili posteriori del pulmino, ti mostrerà le foto della sua famiglia e i video dei suoi nipotini.

Il tutto senza parlare una parola in comune, ma grazie al bellissimo linguaggio universale che solo il viaggio sa insegnare. E poi, un po’ di mistero fa sempre bene no?

 

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Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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