Cosa ho imparato dal cambiare vita – Jane Eden

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Vi è mai capitato di sentirvi fuori posto, stretti e inadatti in quel luogo che da sempre è la vostra casa, in quel luogo che vi ha cullato e cresciuto per anni … da tutta una vita? 

Inizia come un piccolo ed insignificante sentimento, una piccola radice che piano, piano cresce e spinge fuori per innalzarsi e trasformarsi in una rigogliosa speranza.

La mia scompigliata avventura è iniziata sei mesi fa e a raccontarvi la verità è stata più una fuga che un viaggio premeditato.

Vivevo in una realtà che non sentivo più mia, una realtà che non cambiava mai.

 A forza di sognare tempi migliori, sereni e spensierati mi ero inconsapevolmente creata una gabbia di dolci speranze, una gabbia in cui mi richiudevo per la maggior parte del tempo. 

Ero diventata statica come il tempo che allora sembrava non passare mai.

 

Il primo passo verso il cambiamento

cambiamento jane edenI mesi passavano e sempre di più mi sentivo così insoddisfatta, frustrata, arrabbiata. “Come è possibile che non ci sia un modo concreto per volare via, lontano da questo luogo che più non mi appartiene?”.  Desideravo così tanto ritrovare la mia dimensione, avevo un bisogno così viscerale di camminare con le mie proprie gambe, di guardare il mondo con i miei occhi e non con i veli che mi erano stati messi davanti.

Le notti diventavano sempre più lunghe e veniva a farmi visita, con più assiduità,  quella malinconia di quel posto che seppur sconosciuto e non ancora visitato, aveva per me il nome di “casa”.

Arrivò poi Gennaio che portò con sé visioni di speranza, forza e coraggio.

Non fu un’opportunità quella che mi si presentò davanti, direi piuttosto un lampo di follia.  Non sono mai stata una ragazza con i piedi per terra, non sono mai stata il tipo di persona che pianifica le cose prima di farle. Liste e mappe sono sempre state inutili per il mio spirito irrequieto e disordinato. Preferisco perdermi per scoprire dove mi porterà il prossimo passo, preferisco lasciarmi cullare dal vento delle grandi speranze.

E così, più emozionata che mai, con il cuore già più leggero, salpai, letteralmente, verso una terra sconosciuta.

Non avevo idea di cosa aspettarmi, né avevo progetti chiari e definiti, l’unico mio scopo è sempre stato quello di crearmi una realtà stabile e serena … magari fra le mie amate montagne e foreste.

 

Quanto lontano bisogna andare per cambiare vita?

L’”altrove” può essere tante cose, ma per trovare novità, sfide e avventure non è certo necessario andare dall’altra parte del mondo. Nel mio caso, infatti, quell’altrove è stato poco più di 500km da dove già mi trovavo…ma il cambiamento che ha portato è stato più intenso che mai.

Sono arrivata a Treviso il diciannove gennaio, insieme al mio compagno. Una città piccola rispetto alla Roma da cui partivo, ma un giusto compromesso per me, che venendo da una grande città ho modo di abituarmi con calma ad un posto molto più piccolo, e per il mio ragazzo, che dal paesino sardo non si ritrova di punto in bianco in una megalopoli come la capitale.

Per quanto ami Roma, città dove sono nata e dove ho vissuto per 24 anni, il suo frastuono, il suo stile di vita frenetico e rumoroso stava iniziando a togliermi davvero molte energie. Sentivo che in una realtà dove le corse, l’andar di fretta, il fare tutto e subito, erano all’ordine del giorno, stavo perdendo il sacrosanto diritto di camminare lentamente, di fare le cose con calma, a mente lucida, senza l’ansia di sbrigarmi.

Ero vittima di un vortice ordinato in cui tutto ha una scadenza: dopo questo devi fare quest’altro, dopo quest’altro ti aspetta quest’altra cosa …

Ho sbagliato strada un paio di volte per via di questi frenetici ritmi che non mi permettevano di capire cosa il mio cuore volesse davvero.

Tutta questa frenesia stava soltanto aumentando l’ego delle mie paure, le stava trasformando in gigantesche ombre da cui scappare.

cambiare vita jane edenOggi, con la mente libera e il cuore spensierato, posso dire che quelle paure sono state forse uno dei miei più grandi alleati.

Perché?

Perché ho capito che quelle ombre non sono mai state frutto di un qualcosa di oscuro e malvagio: era la mia stessa luce quella che più mi spaventava, era la paura di chi sarei diventata una volta raggiunti  i miei sogni quella che mi poneva quel freno invisibile e mi rimandava indietro, dentro quella gabbia, ormai troppo piccola e stretta.

Certo, ora che sono qui non credetevi che le cose vadano a tarallucci e vino, anzi, penso che la mia vera avventura non sia nemmeno cominciata.

Questi sei mesi sono stati i più duri che abbia mai vissuto, mi hanno messa a dura prova e andare a dormire con pochi soldi in tasca, non sapendo come andrà domani, è una situazione veramente estenuante.

Ho la mente piena di così tanti pensieri, di troppe domande che forse ancora non ho davvero realizzato di aver voltato pagina e di aver iniziato un nuovo capitolo della mia vita.

Nonostante la situazione non sia delle più rosee sento nel mio cuore che questa è la grande montagna che devo essere in grado di scalare prima di poter respirare e godermi, finalmente, la meravigliosa vista.

So che non è questo il momento di arrendersi e guardare in giù. Sento che manca così poco all’arrivo ma devo stringere la corda ancora un po’ .

 

Autobiografia da una nuova vita 

Jane Eden AUTOBIOGRAFIA

Si, scusatemi, adesso mi presento.

Io sono Jane Eden e se mi stai leggendo è grazie a Ilaria, che mi ha ospitata a cuore aperto in questo meraviglioso spazio che per me è come un piccolo giardino segreto virtuale, dove posso finalmente buttare “su carta” tutte quelle emozioni che troppo spesso mi occupano la mente.

Ho sentito dire che quando si arriva ad un punto in cui questa è troppo piena è bene liberarla per lasciare spazio, di nuovo, alla creatività, a pensieri ed emozioni positive.

E’ per questo che questa “piccola stanza” è molto importante per me, mi permette di tirare fuori tutto quello che ho dentro, trasformarlo in qualcosa di bello, utile e soprattutto mi permette di avere la testa meno pesante.

Sarei felice di leggere anche le tue di avventure, di sapere che non sono sola nel vivere questo periodo così particolare e delicato, quanto terribile e pesante.

Nonostante al momento non abbia chissà quali consigli da tramandarti,  una cosa te la posso dire.

 

Sii gentile con le tue paure, con le tue debolezze. 

Sono i nostri sentimenti più fragili insieme alle nostre paure che ci svegliano, che ci tengono in vita, che ogni giorno ci spronano a guardare la realtà in modo differente. Sono le nostre paure che instillano nel nostro cuore la preziosa speranza di una vita differente, migliore.

Ti auguro un mare mosso e impetuoso, confidando che un domani saprai domarlo e riuscire finalmente a navigare i tuoi sogni. 

 

Guest post by Jane Eden

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