Viaggiare a lungo termine per cambiare il mondo

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Qualche tempo fa nella community di viaggiatori solo andata, mi è capitato di fare una riflessione sulla possibilità di viaggiare a lungo termine per cambiare il mondo. Ma è stato un commento totalmente naturale, sul quale non avevo neanche riflettuto più di tanto. 

Ora, al rientro da qualche settimana, anzi qualche mese fuori porta, ne sono ancora più convinto e così ho deciso di mettere giù un articolo per condividere le riflessioni fatte (e sapere cosa ne pensi tu!).

L’idea da cui parto è che ogni persona, a suo modo, cresce con una serie di preconcetti e abitudini che la fanno vivere in un determinato modo. Sei convinto, perché sei stato cresciuto così, che sia giusto e “normale” fare determinate cose e non altre, e non lo metti minimamente in discussione.

Ma per alcuni arriva un momento della vita in cui iniziano a sorgere dubbi a riguardo, o forse è semplicemente una sana curiosità crescente di vedere cosa c’è là fuori.

Comunque sia, quando decidi di partire non sai bene quello che ti aspetta ed è bello così,  ti chiedi semplicemente: perché no?! 

Come si dice? ‘Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo’; be’, tutto inizia da qui. Parti per cambiare l’ambiente intorno a te, e finisci per cambiare te stesso per migliorare il mondo che ti circonda.

 

La prima riflessione è su come il viaggio trasformi le tue percezioni.

mappamondo e omini

Viaggiare a lungo termine per cambiare te stesso. 

Riappropriarsi del tempo:

In contrapposizione alla frenesia della società, da viaggiatore ti ritrovi immerso in una realtà dove il tempo scorre in maniera del tutto diversa

Non ci sono scadenze, non ci sono orari, sperimenti la meravigliosa ma anche temibile sensazione di essere fin troppo libero di spendere il tuo tempo come meglio credi… eppure potrei scommettere che l’ultima cosa che ti viene in mente in quei momenti è andare sui social o controllare le mail! 😉 

Quando ti rendi conto che in fondo non è poi così male (e di solito ci vuole da qualche ora a pochi giorni), ti inizi a chiedere per quale motivo invece nella vita di tutti i giorni sei sempre così indaffarato e corri sempre; anche senza una direzione precisa, tu corri.

Durante il viaggio realizzi che probabilmente potresti gestire meglio il tuo tempo, sprecandone meno in attività inutili e dando maggior valore a quelle che ti fanno stare bene.

 

Rivalutare da dove vieni:

Non è difficile nella vita di tutti i giorni avere a che fare con persone frustrate per come gli vanno le cose, che si accaniscono su altri per i più futili motivi.

Ma ti basta arrivare alla frontiera di un nuovo paese per realizzare che forse tutti i tuoi problemi non sono poi così grossi e che in fondo quella volta non era il caso di arrabbiarsi.

Ci sono persone che sorridono pur non avendo niente e altre che piangono in castelli dorati“; sono sufficienti pochi giorni fuori casa per rendersi conto che non è una frase qualunquista… 

 

 

Rivalutare il tuo paese:

Allo stesso tempo alle volte devi vedere nuovi Paesi per capire quanto siamo fortunati e allo stesso tempo sciocchi in Italia. 

Negli USA ho visitato un museo sulla guerra d’Indipendenza, una ‘vecchia’ casa di neanche cinquant’anni fa, ricostruita come doveva essere allora e tenuta con tutti gli onori del caso. E mentre giravo per i corridoi pensavo: “ma siete seri? Tutto qui?”.

In Italia è il contrario, e i monumenti della nostra storia vengono spesso ignorati o comunque sovente non salvaguardati come dovrebbero. Abbiamo un tesoro, anche fuori dalle città più note, e troppe volte non ce ne rendiamo conto. 

 

Davvero è successo?

Sul Cammino di Santiago la mia mente volava spesso indietro nel tempo, cercando di immedesimarsi nel pellegrino medievale che arrancava in mezzo a pericoli e difficoltà per percorrere i passi che stavo facendo io in quel momento; e non potevo non chiedermi come facesse.

Viaggiando capita spesso di apprendere fatti presenti e passati che non conoscevi, raccontati da persone che li hanno vissuti o dalle quali puoi sentirli secondo un altro punto di vista. 

Così hai una visione più completa e puoi trarre le conclusioni con la tua testa, senza che sia filtrata da giornali o libri: chi non conosce la storia è condannato a ripeterla, ma devi esserne consapevole.   

 

Diventare un cittadino del mondo

Puoi partire da casa con tutti i pregiudizi del mondo, ma di solito questi restano fuori dalla porta dell’ostello.

E’ incomprensibile per qualcuno che non ha vissuto l’esperienza di mangiare e dormire insieme a persone che fino a poco prima non si conoscevano, ma un viaggiatore sa bene che ti costringe ad abbattere molti muri

Muri che anche una volta rientrato sono difficili da riedificare, e così ti trovi a guardare con occhi diversi tutta la situazione geopolitica che ti circonda e a chiederti perché non possa essere più semplice cercare di risolverla in altri modi.

Poi ti ricordi che generalmente è una questione finanziaria e torni nella dura realtà, ma consapevole che là fuori c’è un mondo migliore di quello che ti fanno vedere.   

A proposito di questo ultimo punto, ecco che entriamo nel secondo macro-paragrafo, con il quale ragioniamo sulle risorse di un viaggiatore solo andata per cambiare non solo se stesso ma il mondo. 

 

Viaggiare a lungo termine per cambiare: essere più sostenibili

La sharing economy

Solitamente il viaggiatore è alla ricerca di due cose:

  • un’esperienza autentica
  • una vita poco onerosa

 

Bene, grazie all’economia della condivisione puoi avere entrambe le cose, con la possibilità di usufruire addirittura di vitto e alloggio gratis, in cambio del tuo aiuto al padrone di casa.

È un modo di viaggiare non solo più bello ma più sostenibile e autentico.

 

Non lasci il segno

La propensione alla condivisione ti rende anche più attento a come ti comporti. Sei consapevole che se romperai un piatto nella cucina in comune, qualcuno dopo di te non potrà più utilizzarlo.

E’ un esempio banale, ma puoi benissimo immaginarlo su una scala più ampia, che sia un monumento, la barriera corallina o un semplice sentiero in mezzo alla foresta.

Sai che lì ci sono passate tante persone e tante altre passeranno; il tuo pensiero è che possano goderne così come hai fatto tu. 

Il turismo di massa è in genere poco lungimirante su questo aspetto… mi chiedo se prima o poi la gente si stuferà di accalcarsi per farsi un selfie dalla stessa visuale di migliaia di altri, che oltre ad essere poco interessante è pure logorante per quel povero luogo

Purtroppo non è ancora questo il giorno; ma quanto più i viaggiatori si renderanno conto delle impronte che lasciano, e di quanto possano essere negative per chi voglia fare lo stesso viaggio dopo di loro, tanto più vicini saremo a un mondo migliore.

mondo sostenibile

Essere un minimalista

Il viaggiatore a lungo termine vive con poco, in uno zaino sulle spalle si porta tutto quello di cui ha bisogno per vivere diverso tempo in un ambiente che non è il suo.

All’inizio tutto questo può sembrare strano e ti chiedi come farai a sopravvivere, ma pian piano realizzi che in effetti non hai bisogno di altro e quello che acquisti lo fai per genuina necessità.

E la cosa più bella è che al rientro è dura tornare ad essere quello di prima. Ormai hai una diversa prospettiva di quello che possiedi e di quello che vorresti acquistare, hai sperimentato un modo di vivere più semplice che ti ha reso felice, quindi perché dovresti tornare indietro?

Anzi è probabile che tu inizi a pensare in ottica del prossimo viaggio, limitando all’osso le spese superflue per poter ripartire al più presto!

 

Trasformare il viaggio a lungo termine in una possibilità di aiuto concreto

Sostenere davvero l’economia locale

Sono convinto che se ci mettiamo a pensare alle mete turistiche classiche, le nostre liste avranno molti punti in comune.

Ma quando parli con un viaggiatore “da vacanza”, quanti dei posti che ha visitato conosce veramente?

Avendo la libertà di muoverti come meglio credi, viaggiando a lungo termine è sicuramente più facile che ti ritrovi a passare lontano dalle rotte più battute, spesso circondato da locali e basta.

Qui tocchi con mano alcune situazioni che chi sfiora un Paese per una breve vacanza può solo immaginare, mentre sono più che reali; e fermarti qualche tempo non può che fare bene a loro e a te.   

Così ti rendi conto, per esempio, che ci sono una miriade di villaggi colpiti da catastrofi passate inosservate, negli anni passati, che avendo la sfortuna di distare più di qualche chilometro dalle zone turistiche, sono lasciati completamente in balia di loro stessi.

E anche se non è certo necessario andare dall’altra parte del mondo per rendersene conto, è più facile vedere con occhi nuovi il diverso piuttosto che ciò che conosciamo. 

cambiare nelle nuvole

Scelgo volontariamente cosa fare

E allora ti fermi per qualche tempo lì, per poter dare il tuo piccolo grande contributo.

Prima di partire magari non l’avevi messo in conto, ma hai iniziato a viaggiare per cambiare qualcosa ed eccoti qui, impossibile rimanere con le mani in mano davanti a certe situazioni.

Ti dai da fare in prima persona e sai già che magari ci ritornerai, come ci hanno raccontato varie persone nel nostro podcast, pure in futuro, che ne parlerai a casa, che cercherai di far sì che anche altri decidano di mettersi in gioco in questo modo.

Che non si può certo fare tanto, ma che se tutti facessero qualcosa sicuramente sarebbe già molto!

 

Il viaggio a lungo termine è più di un viaggio, è un cambio di paradigma che ti mostra la tua piccola realtà da un punto di vista diverso, da molto più lontano.

E’ un lento processo di crescita, che ti permette di provare il cambiamento in prima persona, per migliorare la tua vita di tutti i giorni e quella di chi ti sta intorno.

Perché anche senza aver provato questo tipo di viaggio, non si può restare indifferenti davanti all’entusiasmo di chi ritorna.

Più persone si apriranno a quest’esperienza e migliore sarà il mondo, ne sono convinto.

 

Tu cosa ne pensi? E’ un pensiero troppo utopistico? Fammelo sapere nei commenti!

 

Un abbraccio,

Giovanni

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