Come fare volontariato all’estero senza pagare troppo?

fare volontariato all'estero senza pagare

Qualche anno fa, ben prima di questo blog e di qualsiasi viaggio solo andata potessi anche solo sognare, mi si è affacciata per la prima volta alla mente l’idea di trascorrere le mie vacanze estive in modo diverso. Per una volta non volevo andare a stravaccarmi su una spiaggia o passare tutte le mie serate in discoteca con gli amici, no: volevo fare qualcosa di bello, di utile, di costruttivo, come il volontariato all’estero.

Avevo inaspettatamente qualche settimana di vacanza a settembre prima dell’inizio dell’università, in un periodo in cui tra l’altro trovare amici con cui partire non sembrava impresa facile! Per cui mi sembrò semplicemente un’idea bellissima quella di combinare l’utile al dilettevole, e trasformare le mie vacanze in un periodo di volontariato all’estero.

 

Perfetto, l’idea c’era, il seme era piantato. Pensavo sarebbe stato facile, in fondo non partono ogni anno migliaia di persone per fare volontariato all’estero? Che problema c’era!

volontariato all'estero con gli animali

Ma si può fare volontariato all’estero senza pagare cifre astronomiche?

Be’, mi sbagliavo. Appena ho iniziato a cercare in internet qualche associazione di volontariato con cui partire per un’esperienza all’estero, mi sono subito resa conto che mi sarei scontrata principalmente con due grossi problemi:

  • La durata minima inarrivabile per fare volontariato senza pagare: la maggior parte dei siti più “seri” chiedeva un impegno minimo da un mese in su. Ma io non avevo tutto quel tempo, insomma quanti ce l’hanno? Volevo prendere le mie vacanze e investire il mio tempo in qualcosa in cui credevo, che fosse utile. Perché doveva valere meno? Le giornate non sono sempre di 24 ore?
  • Il costo astronomico delle esperienze di volontariato all’estero più brevi: questa fu la cosa che mi fece più innervosire. Aprivo siti su siti, facce sorridenti di volontari in giro per il mondo mi apparivano e mi dicevano quanto fosse bello fare una simile esperienza, e quando arrivavo sulla sezione costi…rimanevo a bocca aperta!

Ci sta che il volo e i trasferimenti siano a carico mio, figuriamoci. Ben venga anche un contributo spese quotidiane per coprire i pasti, assolutamente. E pago volentieri anche una quota per ripagare il lavoro dell’associazione che mi organizza il tutto, per carità. 

Ma qui si parlava di cifre da villaggio turistico!

Non solo dovevo pagare diverse centinaia di euro come quota di iscrizione all’associazione, ma il costo delle spese quotidiane superava di gran lunga i 50 euro al giorno ovunque nel mondo. Per andare a fare volontariato in un villaggio africano, magari, dove probabilmente il costo dei pasti dell’intero soggiorno non sarebbe costato 50€. Per vivere in una capanna di paglia senza doccia e dormire per terra. Un’esperienza bellissima, che ero pronta a fare prima di subito, ma per cui non potevo pensare di pagare più di 1.000 euro per due settimane di volontariato!

E a chi sarebbero andati questi soldi? Alla scuola in Africa per cui stavo costruendo il pozzo con il mo sudore, o all’agenzia che mi organizzava il viaggio? Questa cosa mi puzzava.

 

Stavo per scoprire sulla mia pelle un concetto che poi avrei approfondito in diversi aspetti, e di cui ci sono anche accezioni molto negative. 

Voluntourism: quando il volontariato viene strumentalizzato

La tendenza di molte agenzie di viaggio travestite da facilitatori delle esperienze di volontariato di approfittare della “moda” di questo tipo di esperienze per vendere a turisti facoltosi esperienze edulcorate e costose, tenendo però per sé la maggior parte dei profitti.

Nel migliore dei casi, si tratta semplicemente di un’altra piccola, grande ingiustizia sociale in cui i soldi veri li vedono le solite compagnie internazionali e non chi ne ha davvero bisogno.

Nel peggiore, però, si rischia anche di incappare in situazioni brutte come orfanotrofi che “acquistano” bambini alle famiglie povere per farci lavorare i turisti, o animali selvatici catturati e messi in cattività per l’intrattenimento degli stessi volontari che invece pensano di aiutarli.

In ogni caso, sia per senso morale che per mancanza dei fondi richiesti da queste associazioni, non avevo intenzione di prendervi parte.

 

Inoltre c’era un altro problema.

Sarebbe stata la mia prima esperienza di viaggio da sola, per cui sentivo anche una certa inquietudine…non volevo essere da sola, abbandonata a me stessa.

All’epoca, sono stata sul punto di rinunciare, di arrendermi e tornare a prenotare il classico viaggio al mare con gli amici.

Poi per fortuna ho trovato la risposta nei siti di Work Exchange.

volontariato all'estero in giordania

Come fare volontariato internazionale senza costi eccessivi? Semplice, saltando gli intermediari

Quando ho messo virtualmente piede per la pima volta su Workaway, uno dei siti di work exchange più storici e di lunga data, mi si è aperto un mondo.

Come ho già detto in altri articoli, non credo che senza questa esperienza avrei mai anche solo pensato di poter fare un viaggio a lungo termine, e tu non saresti qui a leggere questo blog.

Ho scritto tanti articoli sui siti di work exchange, perché si possa conoscere tutto ciò che è necessario sapere prima di affrontare questo tipo di esperienza, quindi non mi dilungherò nella spiegazione di come funzionino, ma ti basti sapere questo:

con i work exchange salti gli intermediari ed entri in contatto direttamente con famiglie, ONG, agenzie e aziende locali, trovando facilmente esperienze di volontariato all’estero senza pagare

 

Il sito che scegli di utilizzare, che sia Workaway, WorldPackers o qualsiasi altro sito di work exchange lì fuori, svolge questo ruolo. Chiunque voglia ospitare dei volontari, che sia per costruire un pozzo per i bambini in Africa, per lavorare al computer in un’agenzia viaggi, per aiutare in un ostello o per prendersi cura degli animali in un’associazione, può registrarsi alla piattaforma e creare il proprio annuncio, senza pagare commissioni o altro.

Dall’altra parte, chiunque voglia fare questo tipo di esperienza di volontariato, da quelle più sociali alle più goliardiche, può trovare l’opportunità che fa per lui su questi siti, senza passare per colloqui con agenzie e intermediari esterni. Parlerai direttamente con la persona che ti ospiterà, farai direttamente a lui o lei le tue domande, prenoterai i voli e gli spostamenti in autonomia con il suo supporto e consiglio. E tutto ciò che farai e vivrai, anche eventuali soldi che lascerai al tuo ospite (alcuni chiedono una fee, ma non ho mai visto più di 5/€ al giorno), saprai per certo che andranno dove devono andare, e non nelle tasche di altri.

 

Alcuni (pochi) siti di work exchange sono gratis, come abbiamo mostrato in questo articolo, ma i migliori, ovvero Workaway e WorldPackers, sono a pagamento. E non costano neanche poco, lo so.

Si parla di 42$ per un account su Workaway (quello di coppia costa meno ma puoi viaggiare solo con una persona specifica, e sono molto stringenti nell’applicarlo) e 49$ per WorldPackers (che però con il nostro sconto di 20$ diventano 29$, circa 25€!). Ma ti ricordo che è un costo annuale, per cui puoi fare quante esperienze vuoi (e fidati, ne vorrai fare tante!) e che l’alternativa erano le centinaia di euro di quota di iscrizione delle agenzie, quindi è praticamente regalato.

In più, come vedremo tra poco, in particolare per WorldPackers, questa cifra è davvero meritata. Perché non si tratta solo di un sito vetrina, in cui poi sei comunque abbandonato a te stesso e al contatto con gli host, come su Workaway. Su WorldPackers c’è una struttura dietro che si è posta l’obiettivo di svolgere davvero il ruolo dell’agenzia, con il supporto e la sicurezza necessari, ma con i costi di un sito di sharing economy!

volontariato senza pagare yoga

Volontariato all’estero senza pagare con WorldPackers, con il supporto dell’agenzia

Per tanti anni ho viaggiato con Workaway, e in fondo mi sono trovata benissimo. Ma, un po’ perché il prezzo si è alzato di anno in anno senza però che si modificasse drasticamente il livello di supporto, un po’ perché ormai la maggior parte degli host sulla piattaforma non rispondono nemmeno ai messaggi, è diventato difficile nel corso del tempo riuscire a prendere parte alle esperienze di volontariato gratuite.

Così, nell’ultimo anno, ho iniziato a fare ricerche di alternative…e ho trovato WorldPackers.

 

Worldpackers ha un giro di host più piccolino di quello di Workaway, al momento sono circa 5.000 in tutto il mondo, ma ha parecchie caratteristiche che secondo me lo rendono davvero speciale.

Host verificati, ovvero tutti e 5.000 rispondono e sono attivi

Sui siti di work exchange il sistema di registrazione delle persone che hanno bisogno di volontari è completamente autonomo, non c’è un filtro, non c’è controllo. Succede quindi che molti non abbiano idea di cosa stiano facendo, che tantissimi non rispondano mai alle mail e quindi siano a tutti gli effetti inattivi, e anche che magari qualcuno non sia proprio adatto ad ospitare volontari. L’unico modo per saperlo è dai feedback di chi ci è stato prima di noi.

Worldpackers invece verifica tutti gli host prima di permettergli di pubblicare sulla piattaforma. Ciò significa che tutti i 5.000 e passa host sono VERI, attivi, rispondono alle mail e hanno situazioni adatte a fare l’esperienza di volontariato senza pagare che cerchiamo.

volontariato all'estero con i bambini

Supporto e assicurazione, così non sei mai completamente solo

Il bello e il brutto degli altri siti è che sei davvero senza intermediari. Su Workaway, nonostante il costo elevato, non esiste un team di supporto, una mail a cui chiedere aiuto, etc. Worldpackers invece ha investito molto su questo, e credo sia il vero valore aggiunto di questa piattaforma rispetto a un’agenzia: non sei solo. Ogni qualvolta gli ho scritto, mi hanno risposto in meno di 24 ore.

È capitato anche che mi aiutassero a contattare un host che inizialmente non rispondeva, e hanno anche una sorta di “assicurazione annullamento” (nulla a che vedere con l’assicurazione di viaggio, non confondiamoci: quella va fatta sempre con agenzie specializzate): se arrivi dal tuo ospite e c’è qualche problema che ti costringe ad andartene, Worldpackers paga fino a 3 giorni di soggiorno in ostello per te mentre ti aiuta a trovare un’altra soluzione tra i loro host.

Purtroppo devo ammettere che questa è una cosa molto importante, perché può capitare che le cose non vadano come ci si aspetta. Soprattutto alla prima esperienza, quando non si è abituati a come funziona un soggiorno di work exchange, se qualcosa non va può essere traumatico. Il mio primo workaway si è trasformato nella mia prima esperienza di viaggio itinerante da sola perché, dopo pochi giorni dall’host, ho capito che era meglio andassi via e, senza nessun supporto se non da me stessa, mi sono dovuta arrangiare per continuare il viaggio. Una manina da parte della piattaforma, allora, mi avrebbe fatto comodo!

E se loro non bastano, c’è tutta la community: hanno reso i feedback solo una parte della piattaforma, perché si può contattare direttamente ogni volontario che è stato dall’host che ci interessa, e tutti i partecipanti sono incoraggiati a scrivere le loro esperienze sul blog, a partecipare come esperti e rispondere alle domande degli utenti nuovi (una sorta di customer care dal basso, anche retribuito!).

 

Fare Worldpacking non significa solo fare volontariato all’estero senza pagare, ma sfruttare le proprie passioni e capacità per viaggiare meglio

Normalmente le esperienze di volontariato che si possono trovare tramite le agenzie specializzate sono strettamente legate al sociale. Quando ho iniziato a informarmi, trovavo per la maggior parte esperienze con i bambini, nelle scuole o negli orfanotrofi. Devono essere fantastiche, ma bisogna anche avere un’attitudine specifica per affrontarle. Io mi sono sempre sentita più a mio agio con gli animali che con gli esseri umani, e come prima esperienza avrei preferito qualcosa che avesse a che fare con la fauna. Bene, con i siti di work-exchange c’è anche questo, e ho trovato posti straordinari in tutto il mondo in cui prendermi cura di cavalli e cani, i miei grandi amori.

Ma c’è molto di più. Ci sono gli ostelli, perfetti per i viaggiatori solitari che vogliono risparmiare, conoscere gente e fare festa. Le famigliole felici che hanno bisogno di un au-pair per i loro pargoli. Le community spirituali o di yoga, e persino le scuole di surf.

E in ciascuno di questi posti, puoi mettere a frutto le tue competenze o le tue passioni, da quello che hai studiato a scuola a ciò che ti appassiona come hobby.

Tutto ha un valore, come volontario, e il tuo pagamento sarà la possibilità di viaggiare meglio, conoscendo gente locale, facendo esperienze uniche e senza spendere per vitto e alloggio!

La mia prima esperienza di volontariato con i cavalli in Portogallo
La mia prima esperienza di volontariato con i cavalli in Portogallo

 

Puoi trovare praticamente qualsiasi attività su siti come WorldPackers, basta saper cercare. E loro la ricerca la rendono molto semplice perché hanno messo una quantità di filtri applicabili incredibile!

Puoi scegliere di cercare esperienze generiche o specifiche, mettendo la spunta su tantissimi filtri:

  • Paese o area geografica (se sai dove andare ma non cosa fare)
  • Tipo di progetto (work exchange con business locali, attività sociali con NGO oppure progetti più legati all’ecologia e alla natura)
  • Tipo di host (esperti con tanti feedback o nuovi)
  • Periodo di disponibilità
  • Tipi di aiuto richiesto (con categorie quali fotografia, marketing, insegnamento, costruzione, contatto con i clienti, etc) e abilità (simile ma più specifico, con categorie quali fotografia o cura degli animali)
  • Tipo di host (NGO, ostello, famiglia, etc)
  • Stile dell’esperienza (davvero interessante come filtro, ci sono elementi meno espliciti come party, contatto con la natura, spirituale, etc…persino “vegano”!
  • Lunghezza accettata del soggiorno (da pochi giorni a mesi, solitamente gli host chiedono minimo 1 o due settimane ma c’è anche chi accetta meno)

 

Grazie a questi elementi, WorldPackers è una fantastica alternativa non solo agli altri siti di Work Exchange, ma anche alle varie agenzie che organizzano esperienze di volontariato, che con la scusa del supporto al volontario le fanno pagare come soggiorni di lusso.

È la risposta perfetta per chi vuole fare volontariato all’estero senza pagare cifre da villaggio turistico, per chi ha poco tempo per farlo ma vuole comunque partecipare alla comunità locale, per chi ha specifiche abilità e competenze e vuole utilizzarle per viaggiare gratis, per chi viaggia da solo e vuole conoscere persone nuove (così come chi viaggia in coppia o in gruppo!), per chi vuole imparare o migliorare una lingua in viaggio…insomma, è la risposta perfetta. Punto!

E se stai leggendo questo articolo, per te costa anche meno: usa il codice VIAGGIOSOLOANDATA quando ti registri per ottenere 10$ di sconto 😀

 

Cosa ne pensi? Hai mai provato a fare questo tipo di esperienza? Hai avuto difficoltà a fare volontariato all’estero senza pagare un occhio della testa? Raccontacelo nei commenti!

 


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