Perché percorrere la transiberiana? Elogio del viaggio lento

perché percorrere la transiberiana

Perché mai qualche matto dovrebbe decidere di percorrere la transiberiana? A ragionarci bene, sembra quasi una follia…

Quasi 10.000 km di treno, per un totale di circa 7 giorni. 

Ore e ore e ore seduto in un vagone che attraversa la steppa russa, o per i più coraggiosi, che passa anche attraverso Mongolia e Cina sulla linea Transmongolica.

Giorni e giorni in treno, una settimana intera, contro le circa 9 ore di viaggio in aereo tra Mosca e Vladivostok. E se vai a calcolare le spese di vitto e alloggio, probabilmente volare è anche quasi più economico.

Insomma, perché percorrere la transiberiana? Perché qualcuno dovrebbe investire tempo, soldi, emozioni, impegno e tutto ciò che viene con un viaggio del genere, in un pressoché infinito percorso in treno invariato da quando è stato ultimato, nel 1916?

Ecco, appunto. Una follia. Perché mai dovresti farlo?

Se te lo chiedi, forse è meglio se prenoti un aereo per Vladivostok, o che ti fermi direttamente a Mosca e San Pietroburgo. Probabilmente non è il viaggio giusto per te.

 

Lasciala fare a noi, la transiberiana. A noi che conosciamo il segreto di questo viaggio epico, dell’apoteosi del viaggio lento. Noi che apprezziamo la scoperta costante metro dopo metro, piuttosto che il piacere facile di un puntino su una mappa raggiunto volando. A noi che sappiamo bene l’unica grande verità dei viaggi: ciò che conta non è la meta, ma il percorso.

Perché attraversare il Paese più grande al mondo in treno?

Il treno, con la sua una lentezza esasperante, degna del secolo a cui appartiene, è una dimensione che non riconosciamo più.

Vuoi mettere con la stressante velocità degli aerei? Negli aeroporti entri in una specie di centro commerciale colorato, poi esci dall’altra parte del mondo in un centro commerciale che sembra esattamente identico a quello che hai lasciato.

Il treno, invece, ti obbliga a vivere un’altra dimensione. Una dimenticata da tanto, nelle nostre frenetiche vite. 

Inizialmente è spiazzante: il tempo sembra non scorrere più, le lancette dell’orologio si trascinano con inquietante lentezza. Guardi le ore davanti a te e ti chiedi come potrai mai farle passare tutte.

Poi lo sguardo ti cade fuori dal finestrino, e succede qualcosa di magico. La transiberiana ti accoglie tra le sue braccia. Ti prende e ti culla nel suo dolce far niente, ti sussurra all’orecchio che sì, annoiarsi fa bene, lasciar scorrere il tempo come scorre il paesaggio accanto a te è giusto.

Con la musica nelle orecchie osservi le distese infinite di conifere, le casette di legno, le stazioni dimenticate da Dio in mezzo alla Siberia, e cominci a fare un altro viaggio. Un viaggio dentro te stesso.

 

La transiberiana è una seduta di psicologia, una scuola di pazienza, un ritiro di meditazione.

La transiberiana è un modo per riappropriarsi del proprio tempo.

Per riscoprire il piacere della lettura, quel modo di perderti in un libro che può avvenire solo quando non è relegato tra un’attività e l’altra, o tra una fermata e la successiva in metropolitana. Per riscoprire una passione sopita, la voglia di disegnare o dipingere, di scrivere. Credo che ogni aspirante scrittore dovrebbe percorrere la transiberiana.

Per riscoprire il piacere delle palpebre che calano a metà pomeriggio, e del non sentirsi in colpa. Quello di non dover rispondere alle mail o al telefono perché…non puoi. Non c’è campo, tra una stazione e l’altra.

Sulla transiberiana non c’è nulla al di fuori del momento presente, del qui e ora. Quelli che tanti vanno cercando nella meditazione e nello yoga, io l’ho trovato tra i sedili di quel treno.

E quando si avvicina la tua stazione, e dopo quasi 24 ore a bordo realizzi che stai per rimettere piede a terra…ti dispiace quasi di lasciare quel tuo ovattato, essenziale stato di grazia.

Per fortuna che dovrai tornarci qualche giorno dopo, per proseguire il viaggio. Salire a bordo diventa un appuntamento fisso, una piacevole scadenza, un atteso riposo dal caos che c’è fuori. Fuori dal treno e fuori di te.

provodnitsa transiberiana

L’incontro con la Russia, quella vera

È il piacere dei tè a tutte le ore, dei profumi di cibo più strani che ti solleticano il naso. Sono le lunghe pause nelle stazioni principali, in cui ti avventuri alla scoperta del cibo di strada russo. L’abilità di schivare le babushka che cercano di rifilarti oliosi panzerotti dal ripieno incerto, pesci impalati e noodles essiccati.

I più appetitosi pasti nella carrozza ristorante, che diventano un momento di incontro, di conoscenza, di sorrisi e scambi, mentre il cibo e il paesaggio scorrono accanto a te. Ma anche quelli improvvisati mentre sei seduto al tuo posto, che c’è sempre qualcuno che tirerà fuori del cibo e cercherà di offrirtelo. O della vodka, se sei fortunato.

 

La transiberiana è fatta di bambini di tutte le età, di vecchietti russi, di giovani soldati che rientrano a casa. L’umanità autentica che sale e scende ad ogni fermata. Nessuno parla una parola di inglese, ma tutti non vedono l’ora di riempirti di sorrisi e domande (in russo…a furia di ripeterti la stessa cosa magari capisci, chissà). È il bellissimo caos calmo che regna sul treno.

La transiberiana sono le persone. La Provodnitsa, a volte scorbutico carceriere, a volte rassicurante presenza, ma pur sempre una garanzia. Percorre di continuo gli scompartimenti pulendo, controllando che tutto sia a posto e gettando occasionali occhiatacce a chi si azzarda a non rispettare le regole nel suo territorio.

 

Perché percorrere la transiberiana e visitare la Siberia? Le cose belle sono oltre Mosca e San Pietroburgo

Perché uscire dalle rotte turistiche del turismo di massa, in fondo? Cosa vuoi che ci sia da vedere nel mezzo della Siberia.

Cosa vuoi che sia il continuo alternarsi di villaggi di legno e città piene di grattacieli? Non c’è niente da vedere, qui.

Non vale la pena ammirare le splendide chiese di Ekaterinburg o il Cremlino di Kazan, che alcuni sostengono sia anche più bello di quello di Mosca.

E poi, a un certo punto, il paesaggio dal finestrino viene invaso di blu. È il mare? Siamo a Vladivostok?

No, non ancora. In realtà siamo poco più che a metà strada. Eppure, questo è il mare della Siberia: benvenuto al cospetto del lago Baikal.

È il polmone blu del mondo: il bacino d’acqua più profondo che ci sia, il cui fondale si trova a più di 1.600 metri dalla superficie, e il più grande per volume. Uno spettacolo sconcertante.

Dai fasti di Irkutsk, capitale della Siberia, alla bellezza incontaminata dell’isola più grande del lago: Olkhon. Un luogo dove il tempo si è fermato, la modernità ancora aspetta sulle sponde del lago. Le casette sono tutte in legno, non ci sono banche, le strade sono polverosi sterrati che si perdono nel nulla. Un’antica energia sciamanica avvolge ogni albero, ogni roccia.

E se poi hai la fortuna di visitarlo in inverno…

Baikal inverno transiberiana

La transiberiana in inverno: l’apoteosi di questo viaggio

D’estate, la transiberiana è un viaggio lento attraverso la giallastra steppa russa, di contemplazione interiore. 

In inverno, uno spesso manto bianco ricopre ciò che prima era solo erba e alberi e…trasforma tutto nel magico regno di Frozen.

E dal caldo tepore sonnecchiante del treno lanciato in mezzo alla neve, i coraggiosi esploratori che vogliano affrontare l’inverno siberiano si troveranno a riempirsi gli occhi di tutta la meraviglia del paesaggio invernale per antonomasia. Con un tiepido sole che fa brillare la neve di mille diamanti, e la luna che accende la notte di un bagliore magico.

La Russia è uno di quei Paesi che ha due volti: quello che quasi tutti conoscono, fatto di verde e giallo, di calde giornate e fresche serate.

E poi quello vero. Quello che rappresenta la maggior parte della sua identità. Un volto bianco, candido, con i ghiaccioli che disegnano merletti tra gli alberi, le chiese ortodosse ricoperte di neve e le casette di legno nero che diventano accoglienti rifugi.

E poi c’è lui: il Baikal. Lui è il vero signore dei ghiacci.

Lui che dalla sua superficie ghiacciata permette quasi di intravedere i suoi mille metri di profondità. Lui che si trasforma in un parco giochi di sport e avventure invernali. O che crea incredibili giochi di luce nelle sue caverne di ghiaccio celeste, o nelle bolle d’aria intrappolate nel gelo fino alla primavera successiva.

E si scopre che il freddo è una condizione fisica, ma non mentale. Che con il giusto abbigliamento e il senso di meraviglia che questi paesaggi evocano, si sente quasi caldo. Tant’è che le sponde del lago ghiacciato pullulano di  persone che fanno sport, attività all’aperto, persino pic-nic sulla neve a base di pesce Omul. 

olkhon inverno grotta di ghiaccio

Non per andare da A a B, ma per lo spazio nel mezzo

Vuoi un viaggio facile, una meta da esplorare prima di tornare a casa? Allora non percorrere la transiberiana.

Perché questo viaggio è il contrario della ricerca di una destinazione. Arrivare a Vladivostok o a Pechino è un’opzione, certo, ma sicuramente non la più interessante. Il motivo del viaggio si cela in quello spazio tra A e B.

È un’esperienza di vita, in cui le ore in treno valgono tanto quanto quelle passate a esplorare le città o la spettacolare natura incontaminata della Russia.

transiberiana invernale viaggiosoloandata

 

Dalla prima volta che l’abbiamo percorsa, abbiamo sognato di tornare a perderci nel suo ballonzolante ritmo, 

scoprendola nel suo volto invernale.

Oggi finalmente è arrivato il momento di farlo…vuoi venire con noi?

TRANSIBERIANA WINTER EXPEDITION – Febbraio 2020. Sei pronto a scoprire da solo il perché?

 

More from Ilaria Cazziol

Come partire per un anno sabbatico (e continuare!) – Elizabeth Sunday

Oggi ascoltiamo le parole di Elizabeth Sunday, o meglio Elisabetta Domenica di...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.