Un viaggio di sola andata comincia con una decisione

viaggio di sola andata

Avete mai pensato di partire per “un viaggio di sola andata”? Ecco cosa significa partire per un viaggio del genere, quali sono le decisioni da prendere e le motivazioni dietro a questa scelta.

 

Se fossimo fatti per restare fermi in un posto solo, avremmo radici invece che gambe Click To Tweet

 

Perché bisognerebbe fare un viaggio di sola andata?

Se siete come molti, probabilmente la domanda sopra vi suonerà strana. Dove lo metti il lavoro? Dove la lasci la famiglia? Come si può anche solo pensare una cosa simile?
Domande lecite, indubbiamente.
Ma se siete come noi, allora quella domanda non può che avervi scatenato un brivido lungo la schiena…perché un viaggio di sola andata è sinonimo puro di avventura e libertà .

 

Significa fare un salto nel buio confidando solo sulle proprie forze, vuol dire accettare di poter fallire ma provarci lo stesso, significa sapere cosa si è oggi e mettere in dubbio tutto ciò che si potrà diventare domani. È terrificante. Ma, se siete come noi, è anche un pensiero sommerso che non vi abbandona mai, represso quotidianamente tra mille doveri e le aspettative della società in cui viviamo, ma che ogni tanto si manifesta nella lettura di un articolo, nella visione di un film, nell’ascoltare una canzone, e si ripresenta sotto forma di domanda: “e se…?”.

 

Il morso del travel bug


Se siete come noi, ci dispiace dirvelo, ma siete in quella (s)fortunata categoria di persone che sono stati morsi dal “travel bug”. Non ci sono medicine né antidoti conosciuti, e non se ne conosce la causa esatta: probabilmente qualche viaggio in gioventù, o forse qualche lettura sconsiderata in momenti di sbandamento della vita.

Badate bene, si può benissimo riuscire a vivere una vita normale e a convivere con questo morbo senza mai soccombere alla malattia. Si può passare tutta la vita nello stesso posto, vivendo di occasionali vacanze e di quante più gite fuori porta possibili, mantenendo un livello di felicità normale ed occasionalmente combattendo con qualche rimpianto. Molte persone ci provano e ci riescono.


Ma altre no. Per altre il richiamo del viaggio è troppo forte, ed una vacanza l’anno con un tour operator non riesce a saziare il desiderio primordiale di mettersi alla prova, di scoprire e superare i propri limiti, di integrarsi con altre culture e di comprendere fino in fondo ogni possibile manifestazione della vita umana e non.


Se sapete di cosa stiamo parlando, se sentite i brividi dell’avventura corrervi lungo la schiena leggendo queste parole, se vorreste prendere il coraggio di partire per un viaggio di sola andata alla scoperta del mondo e di voi stessi ma vi manca ancora un gradino da salire prima di sentirvi pronti a farlo, allora benvenuti, amici: questo blog è per voi.

 

Un blog per realizzare un viaggio di solo andata

Trekking in Norvegia

Siamo Ilaria e Marco, una coppia di lunga data che in qualche momento non meglio identificato, forse ancora prima di incontrarsi e di trovarsi, era stata morsa da quel subdolo “insetto”. Per anni è rimasto silente, a covare le sue uova dentro di noi senza che ce ne accorgessimo: certo, siamo sempre stati due tipi avventurosi fin dal principio, io (Ilaria) sempre su e giù da un aereo e/o da un cavallo, Marco invece…sempre su e basta, sulle sue amate montagne e colline. Ma non potevamo sospettare come si sarebbe poi manifestato il travel bug.

 

È difficile dire quando è cominciata esattamente: forse è stato quando io, Ilaria, ho scoperto il sito www.Workaway.info e ho cominciato a viaggiare da sola e a scoprire la gioia che mi dava entrare in contatto con le persone del luogo e adattarmi al loro stile di vita. Forse è stato quando Marco, dopo aver lavorato a Londra a tempo pieno in una start-up, ha deciso che non voleva più passare 8 ore al giorno chiuso in un ufficio e che voleva essere padrone del suo tempo, ha iniziato a leggere libri sul lifestyle design come “4 hours work week” di Tim Ferris e molti altri. Forse è stato quando abbiamo scoperto dell’esistenza dei nomadi digitali, quella categoria di professionisti che sfrutta il web per crearsi la propria libertà lavorativa ed inseguire i propri desideri senza una fissa dimora, e abbiamo letto le storie di persone come Wandering Will. O forse era solo questione di tempo e questa cosa si sarebbe manifestata lo stesso, fatto sta che ad un certo punto, un po’ per scherzo e un po’ sul serio, abbiamo fissato una data: giugno 2017, alla scadenza del mio contratto di lavoro a progetto.

 

Il viaggio di sola andata inizia davvero quando fissi una data

Era circa un anno e mezzo fa, e questa data sembrava lontanissima. Senza neanche rendercene davvero conto, abbiamo iniziato a comunicare questa notizia agli amici e a qualche familiare, a leggere libri e vedere film (non guardate MAI “Wild” se state lottando per far tacere il vostro personale travel bug), a cercare qualche informazione, e così via. Tra l’altro, oggi è praticamente impossibile non approfondire un argomento che ci interessa: basta mettere like ad una pagina Facebook di viaggi (a proposito, già che ci siete…..) e se ne aprono altre 100 simili, comprare un ebook sul “vagabondaggio” ed essere invasi da suggerimenti di libri simili, visitare un sito web di lavori nomadi per trovarsi circondati da banner sull’argomento. Insomma, se il travel bug vi ha morso, sarà difficile farlo tacere a meno di non rinunciare completamente alla vostra vita digitale.
E così, un giorno dopo l’altro, un anno è passato. E allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, ci siamo resi conto di una cosa terrificante: era ora di iniziare a prepararci. Non potevamo più tornare indietro, non senza perdere la faccia, non senza odiarci per il resto della vita e rimpiangerlo per sempre. E così abbiamo iniziato a prepararci.

 

Come ci si prepara per un viaggio di sola andata?

Il problema è che la preparazione per un’avventura del genere, un viaggio di sola andata in giro per il mondo, procedendo a tentativi ed errori e senza un programma di lungo termine, dura un tempo potenzialmente infinito: nel momento stesso in cui ci siamo messi a cercare informazioni, ci siamo resi conto di quanto fosse complicato e lungo!
A pensarci e basta sembrava facile: si prende, si parte, si cerca lavoro in giro, si usa Workaway e Couchsurfing per spendere poco, si decide mano a mano come procedere, figo!
Rendere il sogno una realtà diventa un po’ più complicato però: intanto ci sono i visti da fare, e già questo è un mondo. Ogni paese ha le sue regole, e quasi tutte diverse, ovviamente.

 

I siti sono fatti male, non si capisce dove/come/quando farli, richiedono i biglietti di ingresso e uscita dal paese per rilasciarli (come distruggere tutta la magia dell’avventura, insomma) e nessuno risponde al telefono o alle mail. Ottimo. Poi ci sono tutti i temi quali: internet in viaggio, la VPN nei paesi del “Great Firewall”, la durata del passaporto, le vaccinazioni da fare, l’assicurazione di viaggio, la ricerca di lavoro, gli alloggi dove stare, e via così senza fermarsi fino a che si entra in un turbinio di informazioni da trovare e di complicazioni inaspettate senza fine. Il tutto da far combaciare con un limitato budget messo via con tanta fatica (link) in un anno di lavoro.


È giusto così, in realtà: se fosse facile lo farebbero tutti.
Trekking

E la prima cosa da imparare con un viaggio del genere è proprio questa: non si può prevedere tutto, non si può organizzare la vita, bisogna abbracciare il cambiamento e mettere in conto che ci saranno difficoltà, tante, e che a volte si sarà tentati di mollare. Chi decide di fare una cosa del genere sta proprio cercando di imparare questa fondamentale lezione. Perché un viaggio di sola andata in realtà è proprio come la vita, o meglio, ti prepara ad affrontarla come nessun’altra cosa potrebbe mai .
È anche vero, però, che lo fanno in molti. Non tanti, se prendiamo in considerazione l’intera popolazione mondiale, ma pur sempre moltissimi.

 

E quindi? Sono più bravi di noi? Come hanno fatto? Perché sembra così difficile partire, ma poi sembra che tornare diventi l’ultimo dei pensieri possibili?
Siamo qui per scoprirlo. Senza censure, senza veli, scrivendo ciò che ci capita a mano a mano che lo viviamo. Per permettere a chi vorrà seguirci in questo viaggio non tanto di vedere foto straordinarie (pur sempre vero), video meravigliosi (altrettanto vero) e conoscere usi e costumi di luoghi esotici; ma soprattutto per aiutare le persone che verranno dopo di noi su questa strada. Tutti coloro che sognano il grande viaggio di sola andata ma che lo rimandano. Tutti quelli che si ripetono che non è il momento giusto, che sono troppo vecchi/troppo giovani, che non hanno abbastanza soldi, che non hanno abbastanza coraggio.

 

Speriamo di potervi prendere per mano e, un passo alla volta, mostrarvi nel modo più sincero possibile come partire per questo viaggio di sola andata. Se non vi interessa, se vi sembra una follia, se il vostro scopo nella vita è fare carriera in un’azienda, comprare casa, andare al cinema, fare la cena settimanale con i vostri vicini ed andare in vacanza una volta all’anno spendendo un patrimonio per stare via due settimane…be’, siamo felici per voi ma sicuramente non avete bisogno di questo blog.


Se invece queste parole hanno toccato le corde del vostro animo e volete scoprire fin dove potete arrivare nella scoperta di voi stessi e dei vostri sogni…provate a seguirci. Non sappiamo come andrà, ma vi promettiamo che lo scopriremo insieme.

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