Alberto Mattei: Nomade digitale da oltre 30 anni in viaggio

Alberto Mattei: Nomade digitale da oltre 30 anni in viaggio

In questa puntata parliamo con Alberto Mattei, il fondatore del sito Nomadi Digitali.

Con lui abbiamo affrontato temi molto interessanti e assolutamente attuali: chi è e cosa fa un nomade digitale, come si sta evolvendo la società e come affrontare questo cambiamento, il tutto arricchito da buoni consigli per chi si sta affacciando al mondo del lavoro.

Chi è Alberto?

La sua è la storia di una vita in continuo movimento, alla ricerca della soluzione a quella che lui definisce una profonda irrequietezza.

La grande passione per il mare e l’esplorazione lo portano da giovane a girare il mondo come istruttore subacqueo, lasciandogli tanti posti da chiamare casa ma senza mai soddisfarlo completamente. Dopo qualche tempo nello stesso posto infatti, l’impulso a muoversi ritorna prepotente e non può far altro che assecondarlo.

Ma ad un certo punto si è costretti ad evolversi per migliorare, per poter trovare quella stabilità e quella sicurezza tanto cara alla nostra società, che ci vuole in un posto preciso a portare avanti una determinata attività per la vita.’

Incredibile ma vero, nel passato di Alberto c’è anche una parentesi di lavoro da dipendente, che però non fa altro che confermare quello che già sa: il posto fisso non fa per lui. Non può arrendersi all’idea di scambiare tempo per denaro per tutta la vita, i compromessi raggiunti non sono sufficienti. E così riparte, questa volta per il suo Viaggio Solo Andata.

 

Evoluzione in nomade digitale

Riparte dal Messico, dove si prende una parentesi per realizzare cosa fare della propria vita. E qui conosce una ragazza, una giornalista freelance, che gli racconta di questo nuovo movimento dei digital nomads che sta prendendo piede negli Stati Uniti.

Il futuro sembra delineato, rientra in Italia con l’idea di portare avanti quest’idea, diffondere anche qui questo movimento, che vede come il palliativo al suo senso di irrequietezza. ‘Come ci sono io ce ne saranno altri che provano questi sentimenti, no?’ 

Attualmente si occupa di comunicazione online, sviluppando strategie e progetti per aziende. In particolare collabora con organizzazioni nell’ambito del turismo sostenibile, anche a livello internazionale. 

Da una decina d’anni è un nomade digitale a tutti gli effetti, il suo lavoro è 100% da remoto, a stretto contatto con un team di persone che provengono principalmente dall’Italia, ma alcune anche dall’Europa e dal resto del mondo.

Il progetto NomadiDigitali.it

Rientrato dal Messico Alberto studia comunicazione online, partecipando a dei campus e decide di lanciare il progetto Nomadi Digitali, al motto di ‘da soli si va veloce, ma insieme si va lontano’.

Nasce un progetto collaborativo, senza uno specifico business model orientato al guadagno dietro. Semplicemente chi ha delle conoscenze le può mettere a disposizione di chi si affaccia a questo mondo, contribuendo a diffondere quest’idea.

Sì perché anche se non ce ne rendiamo conto (l’Italia è storicamente indietro nei cambiamenti), il mondo va in questa direzione.

Stiamo passando dal capitalismo al talentismo, persone che non devono produrre per lavorare, ma devono risolvere dei problemi, lasciandosi guidare dalla creatività. Per fare questo però devono ritrovarsi in un ambiente stimolante e soprattutto “felicitante”, raggiungibile solo con una rivoluzione della cultura e dell’organizzazione del lavoro.

Come entrare nel mondo digitale?

In questo periodo di overload di informazioni, dove è facile lasciarsi coinvolgere in business che prospettano facili guadagni è molto importante avere chiaro dove si vuole andare, all’inizio investendo risorse per capire quello che si vuole veramente

In un mondo che evolve ogni giorno è necessario essere guidati da una grande motivazione, così che continuare a formarsi e migliorarsi non diventi un peso. Muoversi solo per i soldi nel lungo periodo è insostenibile.

‘Bisogna proteggere i propri sogni come bicchieri di cristallo, tanto belli quanto fragili.’ Fragilissimi davanti a chi ancora insiste nel voler parlare di sicurezza e stabilità, due concetti quasi obsoleti nella rivoluzione del lavoro alla quale stiamo assistendo.

Bisogna provare, il fallimento fa parte del gioco. Nell’era digitale il costo di aprire un’attività è praticamente zero e si quantifica nel tempo che impieghi; ma da questo ricevi feedback che ti fanno capire in che direzione muoverti di volta in volta. Fa parte del processo di crescita necessario per rimanere appetibile sul mercato, benché la società cerchi di opporsi. 

Abbiamo anche chiesto ad Alberto:

  • perché dopo aver viaggiato così tanto in giro per il mondo ha deciso di fermarsi in Italia?
  • Quali sono le differenze tra essere un nomade digitale e un viaggiatore?
  • Come il minimalsimo e la sharing economy stanno cambiando il mondo?

Le riposte a queste e a molte altre domande le troverai nel podcast, buon ascolto! 🙂 Questa volta l’intervista è stata un po’ più lunga, ma ne vale davvero la pena! 😉

 

‘Il nomadismo digitale non è un modus operandi, ma un modus vivendi.’

Alberto Mattei

Risorse consigliate

Libri:

  1. Ikigai: Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici
  2. Seth Godin : La mucca viola
  3. Seth Godin : Questo è marketing
  4. Seth Godin : Tribes
  5. Seth Godin : Quel pollo di icaro
  6. Bruce Chatwin : Anatomia dell’irrequietezza

 

Tools

  1. Slack: strumento di gestione della comunicazione di team remoti
  2. Zoom: strumento per videoconferenze

 

Un abbraccio,

Giovanni

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