Scegli la tua gabbia: libertà o sicurezza?

libertà

Molto spesso nelle conversazioni con persone che conosciamo più o meno bene, parlando di ciò che facciamo e del nostro modo di vivere, l’interlocutore che abbiamo davanti a un certo punto sbuffa ed esclama: “quanto vorrei fare quello che fate voi!”.

Io sorrido e sto zitta, ma un pensiero, sempre lo stesso, mi attraversa la mente…

“Davvero? Ne sei proprio sicuro?”.

 

La vita che sogni non è gratis

Dall’esterno, è facile pensare alla vita da nomade digitale con un visione semplicistica. Wow, che sogno, vivere e lavorare dove si vuole. Una meraviglia.

Sì, è vero, lo è, altrimenti non avremmo fatto questa scelta. Ma non è stata una decisione semplice, né è stato facile il processo che ci ha portato fin qui, e tantomeno lo è la quotidianità che viviamo.

 

Prima di qualunque altra cosa, prima della decisione di un viaggio solo andata, o del capire cosa volessimo fare delle nostre vite, c’è stata una presa di consapevolezza. Ad ogni passo, ad ogni curva nel percorso, ci siamo ritrovati a metterla alla prova e a renderci conto di quanto tutto ciò che potevamo ottenere si basasse su un unico, semplice principio: non si può avere tutto. Devi scegliere.

 

E la scelta, prima di tutto, è tra due bisogni ancestrali, due elementi che tutti desideriamo intrinsecamente nelle nostre vite, ma che purtroppo sono inversamente proporzionali: all’aumentare dell’uno deve necessariamente calare l’altro. Averli entrambi in egual maniera è semplicemente impossibile, per qualche immutabile e antica legge.

Si tratta della libertà e della sicurezza.

equilibrio tra libertà o sicurezza

A cosa sei disposto a rinunciare per avere la libertà?

Questa è la grande domanda. Tanti ci chiedono come si faccia a viaggiare a lungo termine, a lavorare con le proprie passioni, a cambiare la propria vita. E noi, a nostro modo, abbiamo sempre cercato di rispondere qui sul blog, con la nostra guida al viaggio solo andata, con i podcast dei viaggiatori solo andata, ai quali chiediamo la stessa cosa, etc.

Ma c’è una cosa che contraddistingue chi può riuscire veramente a fare quanto sopra e chi, invece, finirà per continuare a guardare dalla finestra senza avere davvero il coraggio di fare il salto. 

La disponibilità a sacrificare qualcosa per riuscirci.

 

Purtroppo ci hanno cresciuti con un chiodo fisso in testa: la sicurezza. Non parlo tanto o solo della sicurezza fisica, della certezza di arrivare a casa sani e salvi la sera, ma di quella mentale. La fissazione tutta italiana per il “posto fisso” ne è una grande dimostrazione.

“Non ti piace il tuo lavoro? Smettila di lamentarti, considerati fortunato ad averlo, un lavoro! Porta pazienza e vedrai che le cose andranno meglio”.

Questa è la mentalità media che ci circonda e ci affonda, che ha fatto campare per decenni (e ancora funziona) le aziende con stage continuamente rinnovati che a malapena prevedono un rimborso spese, e che ha fatto fiorire una cultura “approfittatoria” nei confronti dell’ambiente lavorativo, in cui si prende tutto ciò che si può perché tanto si sa di non ottenere niente altrimenti.

 

Tutto per cosa? Per la sicurezza di uno stipendio fisso alla fine del mese. Di cosa ci sarà da fare domani, e dopodomani, e il giorno dopo ancora. Quella rassicurante sensazione che sia più facile lamentarsi che provare a cambiare le cose.

Tanti, troppi di quelli che ci chiedono come si faccia a cambiare vita in realtà non sono disposti a questo primo, basilare passaggio: rinunciare a quella idealizzata sicurezza in favore di un coraggioso gesto di fiducia in se stessi, in cerca della libertà.

Il prezzo della felicità

Non che sia necessario mollare tutto senza avere un piano, vendere la propria casa e andare a vivere sotto un ponte. Non servono gesti estremi, e nessun atto di coraggio funziona senza un progetto ben congeniato alla base.

 

Ma è una domanda che bisogna porsi, prima di poter andare avanti: sei disposto a rinunciare a qualcosa?

Sei disposto a rinunciare a quel confortante bonifico mensile? Ad accettare nuove opportunità, che portino magari meno soldi ma più soddisfazioni?

Sei disposto a diventare capo di te stesso? A non passare il tuo tempo su Instagram o dormire fino a tardi, ma trovare la forza di alzarti e lavorare anche se nessuno ti obbliga?

Sei disposto a investire su te stesso senza la sicurezza del ritorno che ne verrà? Magari ad aprire la terrificante Partita Iva, di cui tanto male si sente parlare?

 

Questa è la prima domanda da farsi. Perché libertà e sicurezza sono come i due bracci di una vecchia bilancia: quanto più peso metti sull’uno, quanto più l’altro va nella direzione opposta. Se aspetti che la grande occasione della vita ti bussi alla porta, mentre tu sei comodamente seduto sul divano a guardare la TV, aspetterai per sempre.

gabbia uccellino

Chi ha piantato le sbarre della tua gabbia?

Aspetta, so cosa stai pensando. Magari avresti voluto rispondere con un deciso sì alle domande sopra. Magari ti senti pronto ad accettare le sfide dell’incertezza in cambio di libertà, maggiore felicità, nuovi stimoli. Magari hai anche un progetto…

Ma…c’è quel grande “ma”. Ma ho un marito/moglie/figlio/madre/cane, etc. Ma ho un lavoro nel quale stanno per promuovermi. Ma non ho abbastanza soldi. Oppure, la mia preferita…”ma ho un mutuo”.

 

Caro mio, chi ha piantato le sbarre della tua gabbia? C’è stato qualche malintenzionato che è venuto lì con martello e picchetti, o forse sei stato tu stesso? Chi ti obbliga a uscire il sabato sera e berti i soldi che potresti mettere lentamente via per avere le spalle coperte? Chi ti ha costretto a comprare casa e indebitarti con le banche?

Ho tanti amici che vorrebbero cambiare qualcosa nelle proprie vite ma, nell’attesa di farlo, decidono di comprare casa a Milano per quattro volte quello che è il valore del mattone in qualunque altra città italiana. “Tanto poi in caso l’affitto”, dicono. Peccato che affittare casa non sia facile come sembra, che farlo in regola sia una mazzata e sottobanco sia molto rischioso.

E soprattutto che le sbarre mentali siano molto più ferree di quelle fisiche, e che il solo pensiero di avere un mutuo, una somma fissa che esce dal conto in banca tutti i mesi, sia abbastanza terrificante da bloccare i sogni di gloria anche dei più temerari sul nascere.

 

La vita, di nuovo, è una questione di scelte. Non sempre tutte le opzioni sono possibili, e capita spesso di dover rinunciare (almeno momentaneamente) ai propri sogni. Di dover scendere a compromessi. Ma il momento giusto come sai non esiste, e nemmeno il perfetto equilibrio tra sicurezza e libertà. Dovrai sempre scegliere di sbilanciarti più da un lato o dall’altro, e quella decisione farà tutta la differenza del mondo.

Non contribuire a piantare le sbarre della tua stessa gabbia, perché ricorda che il segreto della felicità è uno solo: riesce solo chi ci prova. A tutti gli altri non resta che continuare a lamentarsi.

 

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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