Resoconto di un anno da viaggiatore solo andata – Gio

Un anno fa a quest’ora mi ponevo molte domande sulla piega che stava prendendo la mia vita, e quando inizi a fare certi ragionamenti è probabile che poi le conseguenze siano come minimo prevedibili…

Non avevo ancora idea di quello che mi sarebbe successo nei 365 giorni a venire, ma iniziavo a sentire dentro una particolare inquietudine che mi impediva di godere appieno delle giornate.

Ero ignaro che al di fuori del mio mondo, tutto sommato perfetto ma un po’ piatto, ce ne fosse un altro, fatto di maggiori incertezze ma in qualche modo più attraente, che mi richiamava.

Come nella Londra descritta dalla Rowling, dove da un insospettabile e apparentemente ordinario muro si accede alla via dello shopping più famosa del mondo magico, Diagon Alley. E’ lì, sotto gli occhi di tutti e teoricamente accessibile a chiunque, ma solo chi ne conosce l’esistenza può entrarvi. 

Ognuno di noi trova le risposte alle domande che si pone, è un processo che non ha limiti di età o di condizione sociale e richiede più o meno tempo, ma se per esempio sei arrivato su questo blog è probabile che nella tua testa frulli qualcosa di simile. 

Un sacco di persone là fuori non avranno nessun interesse a leggere questo articolo perché non sentiranno l’esigenza di rispondere a determinate domande; Be’, ben per loro!

Riuscire a gioire della vita che uno ha dovrebbe essere l’obiettivo di ogni persona, non c’è una sola soluzione giusta, ognuno è diverso e come tale il suo percorso per la felicità.

Così, ricercando le risposte a domande che non sapevo neanche pormi, mi sono ritrovato a conoscere Marco e Ilaria, in una perfetta casualità nata da qualche scambio di mail. 

Da qui è iniziato un approfondimento serrato su temi quali il nomadismo digitale e il lavoro da remoto. Credo di aver letto ogni singolo articolo di questo blog, e poi la guida al viaggio a lungo termine mi ha dato il colpo finale e queste cose mi hanno permesso di fare chiarezza su argomenti così attuali ma ancora nebulosi nel mondo della rete.  

A questo punto una folata di vento un po’ più forte mi ha dato il via a lanciarmi in una nuova avventura: la conseguenza è stata un turbinio di esperienze che altrimenti non avrei mai potuto vivere.

Insomma, mi ritrovo a fare il resoconto di un anno davvero incredibile sotto ogni punto di vista.

L’incontro con Marco e Ilaria 

Dopo qualche mese finalmente io, Marco e Ilaria abbiamo avuto modo di incontrarci, e conoscerci dal vivo: è stato qualcosa di incredibile dopo settimane di mail, videochat e chiamate. 

Se poi la cornice è un evento come lo è stata la Workation sul travel storytelling, con professionisti del settore che prima di tutto sono splendide persone, allora la faccenda si fa decisamente interessante.

Nei mesi precedenti avevo soltanto letto di questi personaggi un po’ mitici che riuscivano ad essere indipendenti da un ufficio per svolgere la loro attività, ora li incontravo di persona e ne potevo constatare l’efficienza e la felicità.

Molte sono state le parole spese da Alberto nel presentare la panoramica sul nuovo mondo del lavoro e sulle occupazioni che genererà, se le sapremo sfruttare al meglio. 

Punti di vista totalmente nuovi e realistici: mi è stato sufficiente partecipare ad un paio di eventi sul digitale durante l’estate, per rendermi effettivamente conto di quanto corre il mondo.

Peccato che molto spesso anche noi siamo impegnati a correre, senza un’apparente meta, quando sarebbe molto più utile fermarsi un momento e guardarsi intorno.

L’estate è così trascorsa un po’ in giro per l’Italia e un po’ fantasticando con i racconti di viaggiatori che, grazie a Couchsurfing, ho potuto ospitare a casa mia.

Il tutto mentre iniziavo a districarmi in qualche lavoro freelance per poter lavorare da remoto.

Fino a che è arrivato il giorno della partenza.

 

Resoconto dell’esperienza più intensa dell’anno

Un momento che aspettavo da molto tempo: quattro mesi fa mi incamminavo su una strada che, dopo diverse centinaia di chilometri a piedi e innumerevoli storie di nuovi amici, mi portava a Santiago.

Il Cammino di Santiago è stato per me un momento di stacco e un buon punto di ripartenza. 

Un mese di viaggio non cambia la persona che sei, ma ti permette di analizzarti da altri punti di vista, al di fuori di quella che è la tua figura nella società; un’immagine che magari non ti rispecchia neanche, ma che ti senti costretto a portare avanti.

Perché nella Vita puoi essere chi vuoi, ma sul Cammino puoi solo essere chi sei… e se ancora non lo sai, può essere un’ottima occasione per scoprirlo.

Quando torni tutti vorrebbero capire com’è andata, cosa si prova, ma la realtà è che ognuno sente qualcosa di diverso laggiù, è davvero molto difficile generalizzare. Quello che posso garantirti è che è un’esperienza che lascia il segno, quindi se sei indeciso: parti! 

Una maggiore propensione alla condivisione e al lasciar andare le cose superflue sono esempi di valori all’apparenza scontati, ma quando ti ritrovi a camminare con sconosciuti, con tutta la tua roba nello zaino, ecco che acquistano un significato molto più profondo.

Una volta ritornato nella vita ‘reale’, ti sorprenderai a pensarci, cambiando probabilmente il tuo modo di reagire a certe situazioni

 

Fermarsi per ripartire

Ed eccolo, il momento più grigio dell’anno: il ritorno alla vita reale dopo il mio personale “viaggio solo andata”, che alla fine per me si è trattato di un paio di mesi, ma come dicono sempre Marco e Ilaria è un cambio di stato mentale, non di luogo.

Durante il Cammino, ma anche più tardi, nell’improvvisato tour del Portogallo messo su con pellegrini venuti dall’altra parte del mondo, è facile sentirsi nel posto giusto.

O meglio, sei circondato da persone che come te hanno lasciato il lavoro o cercano qualche esperienza al di fuori del turismo classico, come penso che accada un po’ in tutti i viaggi zaino in spalla. E questo scatena qualcosa…

C’è una sorta di comprensione gli uni con gli altri, una condivisione di sentimenti che ti portano ad essere lì in quel momento, mentre fuori il mondo continua a girare.

Passi il tempo con persone che qualche giorno prima non conoscevi e che magari non rivedrai mai più, che ti fanno sentire a tuo agio e in qualche modo compreso.

Ma prima o poi tocca tornare, anzi diciamo pure che per certi versi è proprio bello tornare alla base, con posti e facce conosciuti, che ti permettono di riprendere una certa stabilità.

Il problema è che mentre tu hai probabilmente vissuto i due mesi più belli della tua vita e sei pieno di buoni propositi e ottimista nei confronti della vita, al rientro ti aspettano i problemi che avevi lasciato al momento della partenza. Anzi, probabilmente le domande che avevi prima adesso sono pure aumentate! 

Ma è una questione di tempo, pian piano le cose riprendono ad andare nella direzione che ti eri prefissato, se hai la costanza di non mollare.

Do not give up

Il che è ovviamente più facile a dirsi che a farsi: tu sei lì che sai dove vuoi andare, ma ti manca ancora qualche tassello per riuscire a rimettere in moto la tua vita

E allora leggi e ti informi, continuando a confrontarti con quelli che ci sono già passati; l’un l’altro ci si sostiene, finché pian piano si riparte.

 

Ne è valsa la pena?

Oserei dire che gli ultimi due mesi sono stati tra i più produttivi delle mie esperienze lavorative, riuscendo ad amalgamare quello che facevo prima con la possibilità di collaborazioni su progetti di una nuova professione.

Quando hai la volontà di fare qualcosa, che va oltre il semplice doverlo fare per forza, trovi delle energie e degli stimoli incredibili!

E per il futuro chissà, l’incertezza continua a farla da padrona, ma una volta una persona mi ha detto ‘la vita è come un fiume che ti trascina: puoi aggrapparti ad un albero e galleggiare tutto il tempo, oppure provare a farcela con le tue forze, mettendo qualche volta la testa sotto, ma riemergendo consapevole di saper nuotare’.  

Quindi la risposta è sì, non posso che essere assolutamente soddisfatto delle basi che ho messo  quest’anno, per potermi ritagliare uno spazio diverso da quello che sembrava prefissato.

E scrivendo questo resoconto, mi ritrovo a sentirmi quasi sorpreso della quantità di cose fatte!

Non che gli anni scorsi fossero meno, ma lo erano in modo diverso; adesso mi ritrovo ad avere davvero un nuovo capitolo da scrivere, e non vedo l’ora di sapere io stesso come sarà articolato.

Il tempo scorre inesorabile e in un attimo sarà il momento dei rimpianti, meglio non attardarsi troppo nelle scelte!

 

Tempo di resoconto dell'anno passato

 

Per non sbagliare aprirò il 2020 con qualche giorno fuori porta, con un road trip in uno Stato non proprio turistico…ma ne parlerò in un altro articolo!

 

Ora mi piacerebbe sapere come è stato il tuo 2019, se hai voglia fammelo sapere nei commenti o sulla community dei viaggiatori solo andata! 😉

Un abbraccio

Giovanni

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