Trasferirsi all’Estero e Nomadismo Digitale: le soluzioni fiscali

trasferirsi all'estero

Una delle preoccupazioni più grandi di chi legge la nostra guida e si affaccia al viaggio a lungo termine e al nomadismo digitale, è come si fa a coniugare questo stile di vita slegato da un luogo specifico con gli aspetti fiscali del lavoro.

Cosa succede quando si decide di lasciare la propria patria e di scegliere il mondo come casa?

Purtroppo, il mondo non è pronto per essere chiamato casa…almeno non per il fisco. Non esistono ad oggi sistemi che ci permettano di vivere e lavorare ovunque e di pagare le tasse in modo slegato dalla nostra residenza.

Puoi continuare a risiedere in Italia pur vivendo per la maggior parte del tempo in altri Paesi (e continuare a pagare le tasse per il tuo lavoro qui). Oppure puoi decidere di spostare la tua residenza fiscale in un altro Paese, e di conseguenza anche le tasse. Ma ci sono limiti e vincoli importanti.

 

In questo articolo un tributarista specializzato in trasferimenti all’estero ci racconta proprio le varie opzioni di questa seconda scelta, per aiutarci a fare chiarezza su cosa si può o non si può fare per vivere felici & in regola da nomadi!

 

 


Trasferirsi all’estero e nomadismo digitale sono le due opzioni più intraprese da coloro che vogliono vivere in un altro Paese e decidono di organizzare la propria vita proprio in questa funzione. Non sempre è facile capire però come essere in regola con il fisco, specialmente nel secondo caso, e quali soluzioni e Paesi facciano più al caso nostro se si vuole cercare anche di valorizzare dal punto di vista fiscale queste scelte.

 

Tra le due opzioni c’è una grande differenza poiché trasferirsi all’estero lo intendiamo come trasferirsi in un paese diverso dall’Italia e restarci a vivere. Viceversa per nomadismo digitale si intende qualcosa di più complesso, che spesso presuppone il viaggiare per lungo tempo all’estero, a volte senza avere una fissa dimora e lasciando la residenza in Italia, altre invece cambiando residenza.

 

Dal punto di vista fiscale queste due soluzioni hanno caratteristiche e conseguenze molto diverse che analizzeremo in questo articolo.

 

Sono Luca Taglialatela, tributarista internazionale, e in questi anni ho aiutato i miei clienti a effettuare centinaia di trasferimenti all’estero; ho individuato e adottato soluzioni uniche per indirizzare i miei clienti, che oggi vivono felicemente all’ombra di palme esotiche e nelle località dei loro sogni.

 

Analizziamo quindi la differenza tra trasferimento all’estero e nomadismo digitale, e le rispettive soluzioni fiscali per essere felicemente in regola con il fisco.

trasferirsi come nomade digitale

Trasferimento all’estero per liberi professionisti

Quando si parla di trasferimento all’estero si intende recarsi a vivere stabilmente in un altro paese fuori dall’Italia. In tal caso il mio consiglio è quello di trovare un Paese che non solo sia in linea con i nostri sogni e bisogni, ma magari offra anche dei vantaggi fiscali. Ad esempio il geo arbitraggio e una tassazione ridotta.

 

Ci sono numerosi paesi dove si vive benissimo, il costo della vita è molto basso e la tassazione è assolutamente ridotta: Thailandia, Georgia, Ucraina, Moldavia, Paraguay, Filippine, Malaysia, Albania, Canarie, Panama…

 

Non basta però trovare un paese con tasse basse e costo della vita accettabile, è necessario che il paese dove ti trasferisci abbia un programma che ti permetta di restare per più di 3 mesi.

 

Per esempio l’Ucraina ne è sprovvista (per ottenere tale visto è necessario addirittura ricorrere alla corruzione di funzionari governativi). Viceversa la Thailandia, le Filippine, le Canarie e la Colombia hanno dei buoni programmi per restare nel paese fino a 1 anno e poi rinnovare il periodo. Per esempio in Thailandia basta iscriversi a un corso di lingue o di arti marziali.

 

La Georgia invece ti permette di restare per un anno senza visto e poi hai bisogno di chiedere il visto permanente tramite l’acquisto di un’abitazione.

 

Il mio consiglio quindi è quello di trovare un paese dove si ha piacere a vivere e dove la tassazione sia bassa. Se si sceglie questa opzione consiglio di individuare un paese con tassazione worldwide e di evitare quelli con tassazione territoriale. Qual è la differenza tra queste tassazioni lo spiego in questo articolo: Tassazione Worldwide vs Tassazione Territoriale.

 

Qui mi limiterò a dire che il sistema di tassazione worldwide è più lineare e semplice, per cui anche più economico da implementare. Per esempio se decidi di aprire un’azienda non devi mettere in piedi complicate strutture. Ecco perché spesso consiglio ai miei clienti più sedentari paesi con tassazione worldwide.

fisco per nomadi digitali

Nomadismo Digitale

La seconda opzione è quella di intraprendere un percorso di nomadismo digitale, che spesso prevede il movimento da un paese all’altro. E’ il percorso che ho scelto io, almeno per ora.

 

Il nomadismo digitale può offrire tra le altre cose molti vantaggi dal punto di vista fiscale, se li sai cogliere. Infatti grazie al nomadismo puoi trovare un Paese con tassazione conveniente in cui fare “base” e dove assumere la residenza, e poi viaggiare anche tutto l’anno.

 

Con questo sistema però puoi restare in un singolo paese per non più di 6 mesi all’anno (escluso quello di residenza, s’intende). Se ti trattieni per più di 6 mesi il fisco locale potrebbe avanzare delle pretese su di te e pretendere che tu paghi le tasse in tale paese.

 

Se invece resti per meno di 6 mesi all’anno in ciascun paese che visiti, puoi continuare a viaggiare e pagare le imposte nel paese dove hai preso la residenza.

 

Il paese dove prendi la residenza dovrebbe avere una tassazione territoriale, perché ti consente di pagare zero imposte se generi i tuoi ricavi fuori dai suoi confini. Paesi che offrono questo tipo di vantaggio fiscale sono numerosi: Georgia, Irlanda, Cipro, Malta, Hong Kong, Paraguay, ecc. ecc.

 

Facciamo un esempio concreto per evitare di confondere le idee: prendi la residenza in Irlanda e inizi a viaggiare. In un anno ti trattieni in Brasile per 3 mesi, in Messico per 4 mesi, in Laos per un mese e in Georgia per 3 mesi. In questo caso nessuno di questi paesi può avanzare pretese verso di te. Ottimo lavoro, sei un nomade digitale fiscalmente consapevole.

 

Viceversa se ti trattieni in Brasile per 7 mesi il governo brasiliano può avanzare pretese nei tuoi confronti e pretendere che tu paghi le tasse in Brasile. Ovviamente questo è solo in teoria, è evidente che non se ne accorge nessuno se ti trattieni un mese in più, ma sappi che così funziona e che più tempo prolunghi la permanenza in Brasile più è facile incorrere in problemi.

 

 

Quindi prima di scegliere il tipo di vita che vuoi intraprendere sappi che dovrai adeguare tale vita anche a livello fiscale per non incorrere in sanzioni e problemi con i paesi che ti ospitano. Purtroppo il mondo non è ancora attrezzato per il nomadismo digitale e bisogna stare attenti, prendendo degli accorgimenti.

 

Luca Taglialatela

trasferimentosicuro.it

 

 


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