Cosa fare in Umbria per la vacanza post Coronavirus perfetta

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Progettare una vacanza post Coronavirus, significa tenere conto del bisogno e della necessità di allontanarsi dai luoghi comuni e super commercializzati, preferendo mete più defilate, mantenendo un saldo senso civico, evitando di mettere in pericolo te stesso e gli altri.

Servono mete poco turistiche, comode da raggiungere in auto, con tanti spazi e natura da esplorare. Dopo aver parlato della Lombardia e di come possa essere una meravigliosa meta di vacanza, quale migliore occasione dunque, per capire perché l’Umbria sia denominata il cuore verde dell’Italia? 

È un’ottima idea per dare sfogo alla voglia di vacanze, pur rimanendo all’interno dei limiti di un’emergenza sanitaria di cui ancora non riusciamo a tracciare i confini.

Quindi zaino in spalla (o anche no), voglia di camminare (questa è necessaria), e stai pronto ad innamorarti di ogni dettaglio dell’Umbria, immerso nella natura, in un risveglio dei sensi…  l’Umbria è così, la senti sotto pelle, penetra nelle vene e comincia a scorrere, vita che si rinnova in ogni cammino, chiesa, albero, rocca o sorso di vino che proverai.

 

Ti proponiamo quindi una sorta di mappa, un percorso, da nord a sud e risalendo ancora verso nord per un tour a 360 gradi in una delle regioni più affascinanti d’Italia ricca di paesaggi, architettura, cultura e storia, tradizioni e arte culinaria (di quest’ultima golosa parte abbiamo già parlato qui).

Da dove iniziare a visitare l’Umbria

 

La “porta d’ingresso” a nord dell’Umbria è Citerna, in provincia di Perugia.

Hai presente Stranger Things e il sottosopra? Ti chiederai cosa c’entra ora: te lo spiego subito.

Il sottosopra esiste a Citerna da molto prima che fosse inventata la rinomata serie televisiva, tieni conto che era già abitata ai tempi degli etruschi. La caratteristica del borgo è proprio il doppio livello urbanistico: oltre al “sopra” esiste un “sotto”, una struttura sotterranea fatta di passaggi, ambienti, locali e cisterne.

I camminamenti medievali nel “sopra” invece sono composti da aperture a tutto arco perfettamente conservate, sotto le quali sarà piacevole passeggiare, fino ad arrivare alla Chiesa di S. Francesco, dove sono presenti diverse opere tra cui la Madonna con Bambino: una statua in terracotta, attribuita a Donatello… sì sì proprio lui, quello famoso, che in un paesello sperduto così, chi si può mai immaginare di trovarsi di fronte a un Donatello?! Cose che capitano… solo in Italia!

Prima di andare via, un sorso di Vinsanto è d’obbligo: ha aspettato ben tre anni prima di poter essere assaggiato, non farlo aspettare ancora!

La regione dei borghi più belli d’Italia

 

Passata la porta di ingresso umbra, dirigendosi verso sud, si incontrano i borghi di Montone e Corciano. Si dice che l’Umbria abbia la capacità di sorprendere il viaggiatore per infinite volte, così che anche quando pensi di averla visitata tutta, scopri di avere ancora qualche angolo nascosto da esplorare.

Questi due borghi sono così, lontani dai nomi più noti e più che mai fanno al caso nostro, lontano da assembramenti e luoghi affollati.

Ti prometto però che non ti sto consigliando di andare a vedere due luoghi anonimi e sconosciuti, pensa che alcune meravigliose opere d’arte che arricchivano la chiesa di Montone, si trovano attualmente a Buckingham Palace e alla National Gallery di Londra.

Souvenir dall’Italia? Forse…e tu dirai, se non ci sono più, cosa ci vado a fare? Be’ perché la magia non è stata portata via e passeggiare e perderti nelle vie medievali, magari fotografando le bellissime costruzioni in stile romanico e le mura, ti assicuro che varrà comunque la pena della visita.

umbria cosa fare

E avrai la possibilità di catturare l’attimo perfetto, perché in questa pace, fermare il tempo non sembrerà nemmeno così impossibile. Anzi ti sembrerà che si sia già fermato.

Corciano è una perla nel cui borgo vivono 180 abitanti. Nel bisogno sempre più forte di trovare un angolo lontano dalla frenesia, in un momento dove abbiamo potuto riscoprire il beneficio di “rallentare” e “osservare”, qui troverai che le abitudini più genuine sono state preservate e i suoi abitanti conservano quella cortesia sincera che sembra dire all’ospite: riposa.

Si dice che le sue mura proteggano due tesori inestimabili: la pura bellezza e l’introvabile pace (M. Sticco, Il Segreto di Assisi, 1950).

 

Rilassarsi su una spiaggia Umbra

 

Difficile immaginarti su una spiaggia in una delle regioni più centrali d’Italia, vero? Stai pensando di andare a controllare su Google la cartina? Tranquillo, non stai sbagliando. Effettivamente L’Umbria non affaccia sul mare…ma chi l’ha detto che quelle siano le uniche spiagge possibili?

Castiglione del Lago è un borgo, abbarbicato tra le colline, davanti al lago Trasimeno, in equilibrio tra natura e civiltà.

Non potrai non notare la Rocca del Leone, fortezza medievale eretta verso la metà del Duecento, che domina il lago: ha una posizione panoramica davvero sublime, facilmente raggiungibile in auto e può essere un ottimo punto di partenza per escursioni.

Ai piedi del borgo, che si trova all’interno del Parco del Trasimeno, si estendono spiagge di erba e sabbia, perché, non dimentichiamolo, sarà estate, farà caldo e avrai voglia di sdraiarti a prendere il sole e perché no, magari una rinfrescatina nel lago.

lago trasimeno umbria

Questa sosta ti permetterà di godere dei benefici dell’acqua fresca e dei piaceri di una siesta al sole, anche se non al mare, ma in questo new-normal, in cui nulla è come era, magari potrai scoprire anche che il lago è il new-mare! E soprattutto, meno affollato, nessuno che ti calpesta e niente asciugamani appiccicati, solo relax e pace.

Un po’ come abbiamo già scoperto per la Lombardia, no?

 

A Montefalco, sulle tracce del Sagrantino

 

Facendo un salto più lungo ora verso sud, si arriva a Montefalco, un bouquet di colori e sensazioni, a metà tra ebbrezza e santità. Le uve del Sagrantino qui la fanno da padrone.

Il Sagrantino, il vino umbro dal colore rosso granato se invecchiato, rosso rubino quando è giovane, è da sorseggiare al tramonto, a cena, accompagnato da un piatto di carne e selvaggina, mentre dal Belvedere potrai spaziare su luoghi lontani, dove natura incontaminata e civiltà antiche sono fuse in un abbraccio.

Se sei particolarmente interessato alla parte enogastronomica, sarai felice di sapere che trova luogo qui un percorso chiamato proprio Strada del Sagrantino, comprende 5 borghi ed è stato pensato per valorizzare al massimo l’identità di questo celebre rosso.

Per info visita www.stradadelsagrantino.it, troverai le mappe dei sentieri da scaricare, con tutte le informazioni necessarie ad organizzare percorsi e gite immersi nella natura, nei sapori e nei profumi. Ce ne sono più di 25, che dici bastano?

 

Escursioni e tartufo: i sentieri della Valnerina

 

Sulla punta più a sud di questa regione incredibile si trovano Giove e Stroncone, due borghi dai quali vale la pena passare, anche solo per una breve occhiata, per poi cominciare la risalita a nord, verso Vallo di Nera, una bellezza incontaminata, un labirinto di vicoli, archetti, fontanelle, finestrelle, dove le automobili sono un sogno futuristico e i rumori sono solo quelli dei gesti quotidiani.

Il tartufo qui regna sovrano, particolarmente interessanti gli strengozzi (o strangozzi), una pasta lunga molto spessa e senza uovo. Per digerire poi, o smaltire il pranzo, ti suggerisco di scegliere tra una serie di sentieri a diverse quote, da fare a piedi, a cavallo o in bicicletta.  Qui sarai nel territorio della Valnerina, una terra ricca di verde, e in un attimo la quarantena obbligata sarà un ricordo lontano: qui il silenzio sarà solo un piacere da godere appieno.

 

Alla scoperta di Norcia e Spello

 

Risalendo a questo punto verso nord per fare ritorno dal nostro incantevole viaggio alla scoperta dell’Umbria troverai Norcia, la città a forma di cuore: la sua cinta muraria infatti ha la caratteristica forma a cuore, un cuore con otto porte e torrioni medievali. Una cattedrale, piazze, palazzo comunale, una basilica, non manca nulla, ma il must see a Norcia sono: le botteghe, che espongono insaccati, pecorini, ricotte, tartufi, e tutte le forme e i colori tipici dell’arte locale della “norcineria” (tecnica di produzione della carne assolutamente tradizionale, tipica di queste zone). Specialità: i taglieri!

E si riparte! Direzione: Spello.

Spello è un borgo, o forse un libro da sfogliare… composto da capitoli medievali, romani, rinascimentali, il tutto incastonato nelle murature di pietra calcarea rosa e bianca. Ed essendo quasi la fine del nostro tour, è il momento dei souvenir: l’Angolo del Macramè (www.angolodelmarame.it) un negozietto che è un gioiello, in cui perdersi tra intrecci e ricami preziosi di un’arte antica e raffinata.

 

Gubbio e la festa dei ceri

Gubbio post coronavirus

La nostra gita termina con Gubbio, la più antica città dell’Umbria. Ti sfido a passeggiare tra le sue viuzze senza rimanere incantato e fermarti ad ogni passo, per guardare una bottega, una finestra incastonata nella pietra piena di fiori, una viuzza stretta e buia che…chissà dove porta! Poi un balcone fiorito, una chiesa, un palazzo, o forse sarà solo un profumo a farti fermare a chiederti da dove viene.

Così fino ad arrivare in cima, alla basilica, in un percorso che è una tradizione per gli abitanti di Gubbio. Ogni anno infatti, il 15 maggio, dal 1160 (giusto da qualche anno, insomma), si svolge la corsa dei Ceri, una corsa a sfondo religioso, con regole ed istruzioni molto rigide, ma per farla breve, la tradizione prevede una corsa all’ultimo respiro, dalle basi del borgo fino in cima alla basilica: 3 ceri vengono portati in spalla da cittadini scelti che rappresentano le contrade, in uno sforzo dove non c’è vincitore ma solo la voglia di arrivare in fondo.

Ovviamente il tutto si conclude in un’esplosione di gioia, in una festa senza eguali tra vino, cibo e colori. È davvero un evento da vedere almeno una volta nella vita.

Purtroppo quest’anno, capitata nel pieno dell’emergenza sanitaria, è stata presa la dolorosa decisione di non farla svolgere. I precedenti annullamenti sono stati rarissimi. Nel corso del Novecento per esempio, la Festa dei Ceri era stata annullata solo durante le due guerre mondiali e comunque non completamente.

Ottima scusa, questa, per organizzarsi per la Festa dei Ceri 2021, che sarà doppiamente esuberante, visto che ci sarà un anno da recuperare!

 

È concluso il viaggio attraverso questa splendida regione, ma sono già pronta per organizzarne un altro… e tu dove vorresti andare nel prossimo tour a spasso per l’Italia? 

Un abbraccio, 

Flavia Di Canio

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