Guest post: dalla Siberia alla Mongolia con Italia-Russia Corner

Vi abbiamo già raccontato quali siano le fermate consigliate sulla transiberiana e come arrivare in Mongolia in autobus, ma c’è un’altra possibilità per percorrere questa tratta: l’automobile. E per raccontarvi come andare dalla Siberia alla Mongolia in macchina e quali siano le meraviglie da vedere nel mezzo, abbiamo chiesto “la penna” ad un ospite speciale:

 

 

Buongiorno, amici di Viaggio Solo Andata!
Mi chiamo Alessandra e sono la founder di Italia Russia Corner, un blog che parla di Russia, di Italia e di tutti i legami che intercorrono tra le culture di questi due Paesi fantastici!

Oggi vi porto con me in Mongolia. Si parte da Novosibirsk, capoluogo del Distretto Federale Siberiano. Salite pure in macchina, sarà un viaggio lungo, ma entusiasmante: più di 2.848 km. Vedremo la florida taiga confluire nelle zone desertiche della steppa, i tratti somatici delle persone cambiare miracolosamente dal “biondo occhi azzurri” agli occhi a mandorla con la pelle bruciata dal sole.

Si parte!

Krasnojarsk e la Riserva Naturale “Stolby”

Procedendo in direzione nord-est, passando per Kemerovo, la prima tappa di questo fantastico viaggio è Krasnojarsk, la terza più grande città siberiana. È sita nella Russia siberiana centrale, capoluogo del Kraj omonimo. Sorge sulle rive del fiume Enisej, a metà del suo corso. Krasnojarsk un importante centro industriale e nodo di comunicazione ferroviario: ospita una fermata della Ferrovia Transiberiana ed è dotata di un aeroporto internazionale.

Siberia in macchina

L’avventura comincia da qui! Non indugiamo troppo a guardare la città: siamo diretti alla Riserva Nazionale “Stolby”. Il parco dei pilastri, “stolby” in russo, copre un’area di 470 km². La sua peculiarità sta nella natura selvatica e nell’inspiegabilità di trovarsi di fronte a una distesa di verde vastissima, dalla quale sorgono naturalmente innumerevoli formazioni di rocce granitiche alte fino a 100 metri che presentano forme straordinarie.

Irkutsk, la Parigi della Siberia

La seconda tappa di questo viaggio per la Mongolia è Irkutsk, una delle più importanti città della Siberia. Sorge lungo il fiume Angara, 45 km dopo la sua uscita dal Lago Bajkal, alla confluenza con il tributario Irkut.

La sua fondazione risale al 1652 come avamposto commerciale per l’esazione dei tributi, pagati in pellicce, dalle tribù buriate della zona. Oggi Irkutsk ospita un aeroporto internazionale e una fermata della Transiberiana.

Questa città salì alla ribalta nel corso del 1800. I decabristi, ovvero i membri delle società segrete che prepararono il moto di rivolta nel dicembre del 1825 contro lo Zar Nicola I, furono deportati in esilio di massa in Siberia. Vennero mandati proprio a Irkutsk, trasformandola ben presto nel loro centro culturale, in quella che chiamarono “la Parigi della Siberia”. Ancora oggi, passando da quelle parti si può sentire per un attimo lo spirito del XIX secolo russo: l’animo si perde tra le sfarzose case nobiliari e le piccole dimore di legno dei commercianti, tipicamente russe.

Lago Bajkal, Patrimonio UNESCO

A un’ora da Irkutsk, eccoci arrivati al Lago Bajkal. Occupa un’area di 31.722 km², è largo 80 km e lungo 636 km, la distanza che intercorre tra Milano e Napoli, più o meno. Giusto un laghetto. È patrimonio UNESCO dal 1996 e fa parte delle Sette Meraviglie della Russia insieme a Peterhof e alla Valle dei geyser della Kamchatka. Il Bajkal è diviso fra i territori dell’Oblast’ di Irkutsk e la Burazia.

L’area del lago è talmente vasta da essere abitata da popolazioni che professano credo differenti: lo sciamanesimo tibetano, il buddhismo e il cristianesimo ortodosso. I tratti somatici delle persone che incontreremo, a cui chiederemo informazioni saranno contrastanti, tra il biondo con gli occhi azzurri tipico dell’Europa dell’Est e i caratteri orientali che discendono dalle popolazioni della Mongolia.

popolazioni della mongolia

La meraviglia di questi posti è vedere come tali differenze fisiche, culturali, convivono in perfetta armonia tra loro. La natura incontaminata delle terre del Lago Bajkal che gli ha fatto guadagnare un posto tra i Patrimoni UNESCO ne è la prova.

Sul Bajkal faremo tendata, pernotteremo sulle rive del lago, dove pascolano i cavalli e le acque sono limpide. Cosa si mangia? Omul, un pesce d’acqua dolce della stessa famiglia del salmone, che vive nelle acque del Bajkal. Gli autoctoni lo pescano e lo cucinano ovunque, anche per strada, con una tecnica rudimentale particolare: lo affumicano leggermente, solitamente su una griglia. Vi assicuro che sarà uno dei cibi più buoni che abbiate mai provato.

Tempio Buddhista – Ulan Ude – Confine di Kjachta

Oggi visitiamo la Burazia, la regione russa che confina con la Mongolia.

Siete mai stati in un tempio buddhista? Vi porto a Ivolginskij Datsan, a 23 km da Ulan Ude.

tempio buddista

Si tratta di un centro spirituale buddhista aperto nel 1945, il primo in tutta l’Unione Sovietica. A quei tempi qualsiasi confessione, qualsiasi credo spirituale era visto con disprezzo, era vietato.

Oggi vi sono disposti monasteri, statue dorate di Buddha e simboli che appartengono alla cultura orientale. Le costruzioni all’interno di Ivolginskij Datsan sono variopinte, dai toni cangianti, assomigliano molto a quelli che si possono visitare anche in Mongolia. Ogni anno migliaia di turisti si recano ai confini della Siberia per ammirare i luoghi di culto, le usanze particolari che si sono conservate nei secoli.

Dopo il Datsan vi propongo di fare un giro per il capoluogo della Burazia, Ulan Ude. Fu fondata nel 1666 dai cosacchi e si sviluppò come centro di commercio tra l’ovest e l’est della Russia, la Cina e la Mongolia. Oggi è un importante nodo ferroviario, punto di incontro della Transiberiana e della ferrovia Transmongolica.

ger dalla siberia alla mongolia

È una città veramente molto sviluppata, vi sembrerà una metropoli. Porta i segni di epoche diverse. In periferia vedrete le Yurta, abitazioni mobili, apparentemente simili a dei piccoli tendoni, adottate dalle popolazioni nomadi dell’Asia orientale, in centro invece, sarete accolti dai negozi e magazzini sfarzosi, moderni, delle multinazionali e dei grandi brand di moda.

Ci fermeremo poco in città perché dobbiamo metterci in coda per la dogana. Probabilmente ci toccherà persino dormire in macchina mentre aspettiamo il nostro turno per passare.

La dogana si trova a Kjachta, una piccola città della Russia asiatica. I controlli da parte delle guardie mongole sono molto meticolosi. Gli interni delle macchine vengono fatti annusare da dei pastori tedeschi. Pensate, dei pastori tedeschi in Mongolia!

 

Mongolia, Ulan Bator

Appena varcato il confine ci fermiamo a Sukhbaatar, città del nord della Mongolia per mangiare. Assaggiamo una specialità mongola: i Buuz, ravioli dalle dimensioni ragguardevoli farciti con carne di

cucina mongola

montone. È un cibo abbastanza pesante, gli stessi abitanti della Mongolia raccomandando di non accompagnarlo con bevande fredde o a temperatura ambiente. Il montone, alimento principale nella cucina mongola, va mangiato sorseggiando tè caldo o al limite vodka per sciogliere il grasso di questa carne selvatica.

 

 

Proseguiamo per Ulan Bator, capitale della Mongolia, città dei contrasti. Le Yurta qui si chiamano Ger, molte persone ci abitano ancora, ma la maggior parte della popolazione di questa metropoli sceglie la comodità degli appartamenti. Vedrete tanti grattaceli, intervallati da casette di legno in stile orientale. I monumenti raccontano la storia di un grande impero, quello di Gengis Khan, ma anche la fedeltà della Mongolia all’Unione Sovietica, senza tralasciare la fede buddhista.

ulan bator

 

 

 

 

 

Di Alessandra Schirò

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