Perché dovresti viaggiare da solo, anche se sei in coppia 

viaggiare da soli in coppia

Viaggiare da solo è una scelta che ha diverse valenze: può essere vista come una cosa “da sfigati”, specialmente da chi non l’ha mai fatto; oppure come un modo alternativo di passare le vacanze se non si hanno amici disponibili nello stesso periodo; o ancora, come un modo per conoscere persone nuove. 

Nella maggior parte dei casi comunque viaggiare da soli è una scelta che viene presa in considerazione come ultima spiaggia, e soprattutto quasi unicamente da persone single, che non siano in una relazione. 

 

Ma, se ci leggi forse lo sai, noi pensiamo che questo sia un grave errore.
Viaggiare da soli è molto di più che un’ultima spiaggia, molto più che un modo per fare nuove conoscenze, molto più che una vacanza.
È un’esperienza di vita, che permette di conoscersi meglio e di prendere una pausa da tutto il “rumore” di cui ci circondiamo ogni giorno.

Un’esperienza davvero formativa che io consiglio più di tutto proprio a chi è meno abituato a prendere spazio per sé e a stare in totale solitudine: chi ha una relazione di coppia. 

 

Il paradosso della relazione: il compromesso come abitudine 

viaggiare da solo anche se in coppiaIo e Marco stiamo insieme da più di 10 anni, e se c’è una cosa che abbiamo capito è che non saremmo durati così a lungo se non avessimo capito presto l’importanza della solitudine e dell’autonomia, anche in una relazione stabile. 

Abbiamo studiato all’estero stando separati per mesi e mesi, lavorato fuori dall’Italia in luoghi e tempi diversi, e soprattutto viaggiato in lungo e in largo insieme ma anche spesso da soli (Marco ad esempio si è fatto l’Holi Festival in India da solo, io invece sono stata in solitaria in luoghi come Marocco, Turchia e molto altro).

 

Perché? Certo, spesso la motivazione era che l’uno o l’altra non poteva viaggiare quando o come voleva fare l’altro.

Ma dove qualche altra coppia avrebbe visto un motivo per rimandare il viaggio, noi vediamo un’opportunità per partire da soli.
Per fare qualcosa di difficile, che fa paura e stimola tutti i sensi, come partire alla volta di un paese sconosciuto potendo contare solo su se stessi. Per fare delle scelte totalmente autonome rispetto all’altro, in cui non vi sia nessun compromesso a cui scendere se non la capacità di ascoltare la propria voce interiore. 

 

Se ci pensi, in una relazione non è quasi mai cosi: tutto è compromesso.
Tutto è quella via di mezzo tra ciò che vuole ed è l’uno, e ciò che vuole ed è l’altro. È normale e necessario che sia così, altrimenti come potrebbe durare la relazione?

Siamo persone diverse, anche nelle coppie più affiatato non si può essere perfettamente in accordo su tutto. E così per par condicio, si scende a compromessi. Su cosa mangiare, su dove andare in vacanza, su quali amici frequentare, quali film vedere. È un’arte sottile ed essenziale. 

 

Ma se hai una relazione da un po’, come noi, e hai passato ormai la fase dell’innamoramento cieco, probabilmente ti sarà capitato di chiederti ogni tanto se le cose che fai e la vita che conduci sono totalmente tue. Di domandarti se sarebbero identiche, fossi tu solo. 

Ti sarà capitato di chiederti dove finisci tu, con le tue idee, I tuoi gusti e i tuoi sogni, e dove comincia l’altro. 

 

Ecco, niente come il viaggiare da soli anche quando si è in coppia aiuta a rispondere a quelle domande. E bada bene: se non sei in grado di trovare una risposta, la risposta prima o poi finirà per trovare te in modo meno piacevole, perché la base per una relazione solida e felice è la capacità di stare bene prima di tutto con noi stessi. 

viaggiare da solo relazione

Viaggiare da soli quando si è in coppia: perché fa bene alla relazione? 

Ma perché è così importante? Cos’ha di diverso il viaggio in solitaria, rispetto a qualsiasi altra attività, per essere così utile alle coppie?

Ci sono tanti motivi, ma il primo è sicuramente che viaggiare da soli significa confrontarsi con l’ignoto.
E l’ignoto fa paura.
L’ignoto può essere positivo o negativo, può essere tutto, e sapere di essere soli ad affrontarlo, a migliaia di chilometri da casa e da chi ci ama e abitualmente ci protegge, è terrificante.
Ci obbliga a tirare fuori parti di noi che nemmeno conoscevamo, a fare amicizia con i nostri demoni, ad ascoltare in silenzio che rimane quando spegniamo i rumori esterni. 

 

Quando viaggi da solo e lasci la tua metà a casa (ma è vero anche viceversa) ti esponi a ogni genere di rischio. Anche al rischio di non sentire la mancanza dell’altra persona, se ci pensi. Metti alla prova la relazione alla base. Sei forzato a imparare che le relazioni sane sono degli elastici, e tendendoli (entro certi limiti) non si devono spezzare.
A cosa serve un elastico che non viene tirato? Non si potrà mai capire la sua tenuta. 

 

C’è il rischio di conoscere qualcun altro, o che possa farlo chi resta a casa. Si mette alla prova non tanto la capacità di restare insieme quando non ci sono rischi e si è calati in una confortante e sicura quotidianità, ma di farlo quando le cose si fanno dure. Ci si ricorda che l’amore è una scelta, non qualcosa che capita e continuerà a capitare. 

E in ultima analisi viaggiare da soli fa anche bene alla relazione perché stimola quel senso di nostalgia, di mancanza, quel “mi sto divertendo, ma quanto vorrei che lui/lei fosse qui“, che è poi il motivo ultimo per cui si dovrebbe stare insieme, no?
Perché si sta bene da soli, ma con quella persona speciale si sta meglio. 

 

Sei in una relazione, ma l’idea di viaggiare da solo continua a farti paura? Non è che questo è dovuto a qualche tuo “dubbiosulla solidità della relazione stessa?
Ne abbiamo parlato con Francesca Di Pietro, Travel Life Coach, nell’intervista per il nostro podcast – e anche lei, che è una professionista della crescita personale, sostiene l’importanza di lanciarsi nel viaggiare da soli anche se si è in coppia.

 

Leggi anche: Viaggiare da soli – come iniziare e perché dovresti farlo subito

 

Viaggiare da soli è il modo migliore per conoscersi, e ritrovarsi 

coppia 1+1

Ma più di ogni altra cosa, viaggiare da soli fa bene alla persona che parte, perché è qualcosa di forte e difficile che si sceglie di fare per sé stessi, senza compromessi, senza condizioni. 

 

  • Ti piace il mare o ma montagna?
  • Qual è il paese che hai sempre voluto visitare ma poi hai rimandato?
  • Che attività ti piace svolgere che non fai abbastanza spesso? Che magari al tuo partner non piace altrettanto? 

Quando parto da sola cerco sempre di farlo rispondendo a queste domande: il mio viaggio, l’itinerario e le cose che faccio mentre sono via sono tutte forti affermazioni delle risposte. Le mie, e di nessun altro. 

 

Mi trastullo nel pensiero che, se facessi la stessa cosa con Marco, probabilmente uno dei due dovrebbe “sacrificarsi”, farsi andare bene qualcosa che piace più all’altro. E invece così, viaggiando da sola, vivo un momento solo mio. 

Ho fame alle 11 del mattino? Cerco un ristorante e mi presento come prima cliente della giornata. Non ho voglia di fermarmi, invece? Salto il pranzo. Non ho aspettative, non ho compromessi, solo e unicamente ciò che voglio IO

 

Che poi, se vuoi saperla tutta, non è nemmeno facile da capire!

Siamo talmente abituati a scendere a compromessi nella vita, con il partner, con i genitori, con gli amici, con i colleghi, che è molto probabile prima o poi “perdersi”. Ritrovarsi a fare qualcosa non perché lo vogliamo noi, ma perché ormai siamo così abituati a farlo che nemmeno ci ricordiamo l’alternativa. 

Le prime volte che ho viaggiato da sola, mi sorprendeva enormemente trovarmi indecisa tra due alternative e non riuscire a scegliere. Come se avessi perso l’abitudine a utilizzare il mio personale filtro, e questo su fosse atrofizzato.

Cosa volevo mangiare? Dove volevo andare? Che tipo di attività fare? Era tutto difficilissimo da decidere. 

 

Ma dopo i primi giorni di difficoltà e di occasionali crisi, si inizia a godere di questa rinnovata libertà. È bellissimo non dover rendere conto a nessuno, NESSUNO se non noi stessi.
Essere in un altrove dove nessuno ci conosce, nessuno ci aspetta, nessuno ci vuole in un certo modo. È come una sessione intensiva di terapia. 

persona in pericolo assicurazione

 

Anzi, almeno a me spesso capita così, non si vuole interrompere questo stato di estasi conoscendo nuove persone. Finisce che si anela il silenzio che si crea nella nostra mente quando a riempirla siamo solo noi.

Magari fai amicizia con qualcuno in ostello o durante un Workaway (il mio modo migliore per organizzare viaggi da sola), ma poi quando si tratta di organizzare qualcosa per te non sei disposto a scendere a compromessi.

Hai voglia di fare qualcosa ma nessuno viene con te? Poco male, sei arrivato da solo fin lì, puoi proseguire allo stesso modo. Nulla fa più paura! 

 

E questo, paradossalmente, è forse ciò che fa meglio alla relazione di coppia del viaggiare da soli. Perché davvero, se non stai bene con te stesso difficilmente potrai stare bene in una relazione.

Come potresti, se non conosci ciò che funziona e ciò che no? La vera ricchezza è stare con qualcuno non perché da soli si stia male, ma perché per quanto si stia bene da soli, con quella persona si sta meglio. 

 

Quindi davvero, smetti di aver paura.
Smetti di dirti che non è il momento giusto
, che quel viaggio che sogni può aspettare che il tuo compagno sia libero di partire con te, o che da solo ti annoieresti. 

Hai bisogno di fare un viaggio da solo, e di scoprire quanto sei forte e quanto lo è la tua relazione. 

 

Cosa ne pensi? Hai mai provato a viaggiare da solo anche se sei in coppia? Condividi la tua esperienza nei commenti!

Un abbraccio, 

Ila 

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