Claire e Rosemary: le esploratrici del gusto

Eploratrici del gusto -Noodle in Vietnam

Qual è uno dei segnali che ti fanno rendere conto di essere in un Paese nuovo quando attraversi una frontiera? Sicuramente molti, ma il più classico è il menù diverso che avrai di fronte la prima volta che vorrai mangiare qualcosa!

Hai mai riflettuto sul valore che ha il cibo all’interno della cultura di una regione e che spesso questo è il segno di riconoscimento stesso di quello stato? Noi sì, e non siamo gli unici.

Oggi ti presento Rosemary e Claire, le esploratrici del gusto di Authentic Food Quest che hanno fatto della sperimentazione dei sapori locali la loro missione di vita, al motto di ‘You have to taste a culture to understand it’.

Al momento hanno visitato 34 paesi e più di 230 città, usando il cibo come ragione per i loro spostamenti: molto interessante, se sei una buona forchetta come me.

 

Il menù della loro vita

Gli ingredienti

Nel 2008 sono entrambe a Chicago e, ancora inconsapevoli l’una dell’altra, partecipano ad una serata gastronomica per sole donne a base di cibo crudo, dove il caso le siede una accanto all’altra.

Abbiamo chiuso gli occhi e, su piatti strani e deliziosi cibi crudi, siamo entrate in sintonia.

Attenzione, non siamo vegetariane, vegane o crudiste: siamo semplicemente curiose e aperte a nuovi sapori e consistenze’

Entrambe in quel momento sono avviate in carriere di tutto rispetto all’interno delle proprie realtà, e ancora non hanno idea che diventeranno delle esploratrici del gusto.

 

 

Claire, originaria della Francia, lavora negli USA grazie alle sue conoscenze ingegneristiche, per un’importante azienda manifatturiera.

Rosemary, nativa del Kenya e cittadina statunitense, lavora in una grande agenzia pubblicitaria, dove si occupa di strategie di crescita per importanti brand americani.

Ci siamo rese conto di una cosa sconvolgente. Nel portare avanti le nostre carriere ci eravamo infilate nella corsa del criceto e volevamo iniziare a fare la differenza, a essere felici, non solo a gestire le responsabilità quotidiane.’

 

 

Antipasto

La prima decisione per dare una scossa alla monotonia è di andare in Francia: Claire ha la possibilità di spostarsi grazie alla sua azienda e Rosemary sogna di viverci da tanto.

Pensavamo le cose sarebbero state diverse’. Ma non è così.

Cambia il posto, ma non le difficoltà a ritagliarsi uno spazio oltre il lavoro, perché le incombenze quotidiane sono assillanti.

Durante questo periodo, tra il 2011 e il 2014, viaggiano per tutto il Paese alla scoperta delle regioni e delle diverse specialità culinarie.

Ci rendemmo subito conto che gli expat che incontravamo non conoscevano nulla delle specialità culinarie francesi.

Realizzammo che le persone stavano perdendo il contatto con il cibo locale e di conseguenza la cultura locale.’

 

La portata principale

Convinte che cambiare Paese non sia stata una scelta sufficiente tornano negli USA, a Los Angeles, questa volta con un piano.

 

‘Volevamo apprendere qualche skill nei nuovi lavori digitali e poi lanciare il nostro progetto poco dopo: parlare delle specialità tipiche in giro per il mondo, portando consapevolezza dei cibi locali in modo che le persone non se ne scordino nei loro viaggi’

E così nel 2015 prende forma l’idea di diventare, come si definiscono, esploratrici del gusto e da lì a poco inizia finalmente il loro viaggio solo andata.

Prima tappa il Sud America, dove nei primi mesi vivono in Argentina, Uruguay, Cile e Perù.

Il loro è un muoversi lento, completamente immerse nella cultura locale, caratteristica comune per chi intraprende questo tipo di esperienza, ma che Claire e Rosemary interpretano all’ennesima potenza.

Infatti la loro lente d’ingrandimento è puntata sui sapori che le circondano e che provano uno dopo l’altro, lanciandosi su improbabili piatti dal gusto sconosciuto.

 

Il conto è salato, ma ne valeva la pena

Quarantenni, dopo una vita passata da dipendenti, con carriere di successo, è difficile ricominciare dall’inizio e reinventarsi su una strada completamente nuova, andando contro le aspettative della società’.

Ma non è questo che ci fa sentire vivi?

Un’esistenza dedicata alla solita routine, senza particolari esperienze vissute, senza poterti girare indietro un giorno e dire di non avere rimpianti, è forse questo il massimo al quale puoi aspirare?

 

Se il dubbio ti è sorto è probabile che alla fine lo asseconderai, perché è difficile metterlo a tacere….ma non sarà una strada in discesa, anzi!

La mentalità e le finanze sono i primi grandi ostacoli che bisogna superare.

Viaggiare lentamente permette a queste donne intraprendenti di ridurre i costi e riuscire a trovare un buon compromesso tra lavoro e vita ma ‘quando siamo in un posto nuovo la nostra routine deve essere rivista dall’inizio e adattarsi alle nuove esigenze.

Questo significa essere a proprio agio a lavorare quando si vorrebbe uscire ad esplorare, e viceversa’.

Senza dimenticare che hanno passaporti diversi, francese e statunitense, che le obbliga a diverse procedure quando si spostano, insieme al dover sempre stare attente alla burocrazia, perché la loro sede è negli USA.

 

La missione da esploratrici del gusto

‘Crediamo che i viaggiatori possano avere una connessione più profonda con la destinazione e le persone aprendosi ai sapori e gusti locali’.

Ma come fanno le nostre due ragazze ad essere sicure di assaggiare piatti tradizionali delle regioni che visitano, in un mondo dove il confine tra noodle e spaghetti, tra pizza italiana e newyorkese, è sempre meno marcato, e dovunque tu vada trovi ogni cosa?

Bè sicuramente uscendo dagli schemi del turista tradizionale, che lascia al caso, piuttosto che al portafoglio o all’umore del momento, la decisione su questo importante evento della giornata dimenticandosi di quanto il cibo favorisca le connessioni: noi ci siamo incontrate a tavola ed il resto è storia’.

Claire e Rosemary ne hanno fatta addirittura una strategia studiata a tavolino, chiamata ‘Sapore Locale’, che qui ti riporto: potresti trarne spunti interessanti per il tuo prossimo viaggio!

Prima di partire

Il viaggio, si sa, comincia ben prima di partire, quindi ecco cosa fanno prima ancora di mettersi in marcia.

  • Una bella ricerca su Google, leggendo libri e blog per iniziare a prendere confidenza con la meta.
  • Indagare con la rete di conoscenze negli Stati Uniti, persone originarie della regione che andranno a visitare o che lì hanno dei contatti.

 

In viaggio

Una volta sul posto continuano nella ricerca dei sapori tipici cercando di vivere il più possibile come i locali ed assieme a loro.

  • Utilizzare le possibilità che offre la sharing economy permette di creare delle connessioni autentiche con le persone del luogo.
  • Una volta instaurate queste connessioni è utile coltivarle, accompagnando i nuovi amici ad acquistare, al mercato e nei negozi fuori dalle rotte turistiche. Questo è quello che dà maggiormente l’idea della cultura culinaria perché sono luoghi autentici, ricchi di storie e tradizioni.
  • Incontrare esperti del luogo, che possono essere grandi chef ma anche il personale di sala dei piccoli ristorantini all’angolo della via.
  • Festival locali, qui è possibile trovare leccornie che non sono nei piatti tutti i giorni, ma che vengono realizzati solo per particolari ricorrenze.
  • Partecipare a corsi di cucina e tour gastronomici, per imparare a conoscere e trattare i vari ingredienti: in questa dimensione si apprendono aneddoti che un piatto pronto non ti può raccontare.
  • E per ultimo, la parte più difficile: assaggiare tutti i piatti dei quali si è venuti a conoscenza, che con l’esperienza che si ha a questo punto, possono essere capiti e apprezzati fino in fondo.

Insomma, è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare e soprattutto… ma le pagano per fare questo?

Analisi delle entrate

Iniziata come un’esperienza attraverso i cibi, il loro viaggio da esploratrici del gusto si è evoluto in modo da permettergli di sostenersi durante questa ghiottosissima avventura.

Per cominciare, il sito Authentic Food Quest è la loro vetrina, che genera entrate automatiche derivanti da pubblicità e affiliazioni, un classico.

Ma il core business della coppia sono i libri che scrivono: si tratta di vere e proprie guide sul cosa e dove mangiare specialità locali nei vari paesi che attraversano, letture da far venire l’acquolina in bocca!

Si possono trovare in formato cartaceo e digitale sotto forma di ebook, alcune su Amazon mentre altre direttamente sul sito.  

Per esempio vorresti andare in Argentina e senti parlare di empanadas ovunque, ma che sapore hanno effettivamente? Sono dolci, salate, piccanti…?

Claire e Rosemary ci aiutano a capire meglio questi piatti, andando alla radice della loro provenienza con aneddoti che solo chi ha provato l’originale ti può dare.

E non mancano le conseguenze spiacevoli direttamente collegate al voler assaggiare ogni tipo di pietanza: ti lascio immaginare quali!

Insomma non un semplice elenco di piatti e ricette ma una vera e propria esperienza culinaria, con assaggi, è proprio il caso di dirlo, della cultura che ci sta dietro.

 

Ma torniamo a noi e alle entrate della coppia, senza farci venire troppa fame.

Benché nel sito e nelle guide sia concentrata la maggior parte dei loro sforzi lavorativi, svolgono anche attività da freelance per clienti esterni.

Rosemary scrive per riviste e altre piattaforme incentrate sul turismo, che la aiutano anche a portare più visibilità al sito e ottenere contenuti sponsorizzabili più redditizzi.

Claire invece si è specializzata nelle Facebook Ads e nell’accompagnare donne nei loro nuovi progetti online, aiutandole a pianificare e organizzare le attività, grazie all’esperienza maturata nel tempo.

A tutto questo si è aggiunta nel 2018 una nuova sezione del sito, un e-commerce tramite il quale vendono ingredienti originali per realizzare i piatti che hanno provato.

Vediamo di nuovo la stessa storia: come uno stile di vita insoddisfacente, mediocremente standard, abbia portato queste due ragazze a reinventarsi in una missione per andare a coprire un bisogno nuovo, rinascendo come esploratrici del gusto.

Da qui hanno iniziato a costruirci attorno un progetto, ampliandolo via via con nuove forme di beni e servizi, in modo da presentare un’offerta sempre più interessante e completa della loro idea, complimenti a loro.

‘Lavoriamo 60 ore a settimana ognuna: per i primi tre anni da quando abbiamo lasciato il lavoro in azienda abbiamo faticato con le entrate e ancora oggi è difficile spiegare a famigliari ed amici cosa facciamo.

Ma entrare in contatto con persone nuove ogni giorno, locali o imprenditori di se stessi, lungo la via, è emozionante.

Il viaggio ci ispira e ci dà molto più di quanto potremmo descrivere; il senso di avventura e le connessioni che si creano arricchiscono le nostre vite e siamo appagate come non ci eravamo mai sentite prima d’ora.

La chiave è iniziare a fare qualcosa: affronta la paura e segui i tuoi sogni.

Ma cosa più importante: sii sincero con te stesso, non seguire nessun Guru per diventarne la sua mini-copia.

Raccogli informazioni, impara il sistema e applicalo a te stesso e al tuo progetto di business personale, che, in quanto tale, sarà unico’.

Penso proprio che possa essere una bella lezione per quelli che si approciano al mondo dei nomadi digitali e a riguardo ti consiglierei di dare un’occhiata alla guida di Marco e Ilaria sul viaggio a lungo termine.

P.S.: se il tuo viaggio l’hai già iniziato perché non ce lo fai sapere? Il protagonista del prossimo racconto e fonte di ispirazione per i nuovi viaggiatori sarai tu! 🙂

Un abbraccio,

Giovanni

 

More from Giovanni Filippi

Dove inizia il Cammino di Santiago?

Il mitico Cammino di  Santiago: centinaia e centinaia di chilometri da percorrere...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.