Couchsurfing vs Workaway: qual è meglio?

couchsurfing vs workaway

C’è una domanda che durante le interviste ai viaggiatori solo andata per il nostro podcast facciamo sempre: come si fa a viaggiare a lungo termine, magari per anni, spendendo spesso meno di quanto si farebbe a casa propria?

E la risposta che otteniamo è quasi sempre la stessa:”con Couchsurfing o Workaway“.

In effetti, è proprio grazie alla scoperta di Workaway che noi stessi abbiamo iniziato per la prima volta, parecchi anni fa, a pensare che un concetto incredibile come l’idea di un viaggio solo andata fosse possibile. E se all’epoca erano due strumenti (specialmente il secondo) decisamente innovativi e poco conosciuti in Italia, oggi siamo in ottima compagnia. Entrambi sono utilizzati spesso sia dai viaggiatori occasionali che da quelli incalliti, e permettono non solo di viaggiare davvero gratis o quasi, ma soprattutto di vivere esperienze autentiche, locali e interessantissime, grazie al ritorno alla più antica forma di cooperazione: lo scambio!

Ma chi vince nella sfida Couchsurfing VS Workaway? Cosa li caratterizza, e perché preferire l’uno o l’altro?

Dopo tanti anni di utilizzo è quello di cui vorremmo parlare.

 

Couchsurfing: un divano in cambio di…niente!

couchsurfing

Probabilmente già lo conosci o ne hai comunque sentito parlare, la sua fama lo precede: Couchsurfing è lo strumento principe del viaggiatore backpacker. Permette fondamentalmente di mettersi in contatto con persone del luogo che si sta visitando e di ottenere ospitalità da loro.

È rimasto per molto tempo un baluardo della sharing economy quella vera, fatta per il piacere di condividere e di ottenere un vantaggio non economico dallo scambio. In un mondo in cui Airbnb è arrivato e ha reso anche l’ospitalità tra persone un bene economicamente valutabile, Couchsurfing è rimasto invece relativamente “puro”.

Il loro motto è infatti: “hai amici in tutto il mondo, solo che non li hai ancora incontrati“. E infatti, quando ti registri e accedi al sito, ti ritrovi in una specie di Facebook in cui tutti offrono il proprio divano (“couch”) o la stanza degli ospiti, oppure sono in cerca di ospitalità.

La piattaforma ha due modalità: gratuita e a pagamento.

  • Quella gratuità dà a chi cerca alloggio (il “surfer”) la possibilità di richiedere solo 10 couch a settimana; questo numero sembra alto ma è in realtà abbastanza basso, specie quando viaggi a lungo termine, anche perché molti non rispondono subito (o magari non rispondono proprio!), sono occupati o fuori città.
  • In più se non paghi non hai l’identità verificata, ovvero un simbolino sul tuo profilo che testimonia la tua reale identità in seguito a dei controlli; ovviamente è un importante elemento di fiducia, e senza risulta più difficile trovare accommodation. Detto ciò, puoi comunque utilizzare il servizio ma con meno probabilità di trovare la persona giusta.
  • La versione completa a pagamento invece costa 55 euro l’anno.
  • L’host, dopo aver concluso l’ospitalità, ha diritto a 3 mesi di couchsurfing completo gratuito.
  • Sia ospiti che surfers devono compilare dei profili molto completi dove informano sulle proprie abitudini, gusti, interessi, etc. Chi ospita solitamente mette foto della casa, dà informazioni sul numero massimo di ospiti, etc.

Meraviglioso, no?

 

Ma veniamo all’altro lato della medaglia:

Workaway: vitto e alloggio gratis in cambio di una mano

mondo in mano

Dall’altra parte c’è Workaway. Mi ricordo quando ho iniziato ad usarlo e a parlarne a tutte le persone che incontravo, e ciò che ricevevo in cambio era più spesso che non uno sguardo altamente perplesso. Oggi invece sempre più spesso trovo altri workawayer sul mio cammino, e il verbo si è finalmente spanso.

Workaway si basa sempre sul principio della sharing economy e dello scambio, ma questa volta non è il semplice piacere di conoscere una nuova, esotica persona che spinge l’host a offrire ospitalità gratuita: è la necessità concreta di aiuto.

In realtà, al contrario di Couchsurfing che è rimasto un caso più o meno unico, Workaway è solo uno degli esempi di strumenti per fare quelle che vengono definite “work-exchange holidays”: negli anni si sono sviluppati vari competitor, alcuni simili, altri molto diversi.

Ne abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo, ma il nostro preferito, dopo anni di utilizzo di Workaway, è WorldPackers.

Ci sono piaciuti tanto che siamo entrati in contatto con loro e siamo riusciti a ottenere uno sconto per i nostri lettori: se ti iscrivi a WorldPackers con il codice VIAGGIOSOLOANDATA ottieni infatti un coupon regalo di 20$.

Più o meno il funzionamento è lo stesso su tutte queste piattaforme, per cui per comodità continueremo a riferirci a Workaway…ma sappi che intendiamo in generale il concetto dei Work-exchange Holidays!

L’aiuto può essere su qualsiasi tema e argomento: può servire una mano come cameriere in un ristorante o per le pulizie in un ostello. Può trattarsi di una famiglia che vuole un babysitter per i bambini, o un anziano che necessita di compagnia. Può essere un centro ippico che cerca un aiuto stalliere, un orfanotrofio per scimmie che necessita di supporto per accudirle, o una coppia di hippie che sta costruendo la propria casa dei sogni nel mezzo della foresta amazzonica con soli materiali riciclati e richiede un muratore o un pittore

insomma, qualunque cosa possa venirti in mente, probabilmente su Workaway e siti simili c’è 🙂

In cambio dell’aiuto richiesto e dettagliato nella scheda di presentazione dell’host, otterrai vitto e alloggio in diverse modalità (per ogni host è diverso ma il dettaglio è sempre specificato nel profilo).

Tipicamente anche qui entrerai in contatto con diverse persone locali, farai parte della loro vita, non sarai un ospite ma a tutti gli effetti un membro della famiglia, anche per lunghi periodi. È un’esperienza intensa e bellissima!

 

Ma quindi, qual è la soluzione migliore tra Couchsurfing e Workaway?

Non è facile rispondere a questa domanda.

Nel nostro caso, preferiamo fortemente Workaway o Worldpackers perché ci piace dare una mano, restituire qualcosa a chi ci ospita, sentirci parte di un progetto. Couchsurfing può essere bellissimo e abbiamo fatto incontri straordinari utilizzandolo, ma le emozioni e le esperienze che abbiamo fatto con i work-exchange sono irraggiungibili.

Dipende molto dal tipo di viaggiatore che sei, e dal tipo di esperienza che cerchi. Ecco alcune considerazioni su entrambe le modalità, e su quale sia meglio a seconda dell’occasione:

aereo partenza

Couchsurfing vs Workaway: vantaggi e svantaggi di entrambi

  • Couchsurfing è adatto a soggiorni brevi, di massimo 3 o 4 giorni (qualcuno potrebbe avere preferenze diverse, ma non è mai il caso di piazzarsi a casa di una persona per settimane a scrocco, no?). Workaway viceversa non va bene per soggiorni di meno di una settimana, e alcuni host addirittura richiedono un minimo di due settimane o un mese (ma spesso è trattabile).
  • Sia su Chouchsurfing che su Workaway non è facile ottenere una risposta dagli host. Molti di quelli che contatti ti rispondono con tempi molto lunghi, se rispondono! Per il punto sopra, quindi, noi troviamo difficile star dietro ai tempi di Couchsurfing per i soggiorni brevi: spesso perdi molto tempo a cercare la persona giusta e finisci poi per passarci soltanto una notte o due.
  • Con Couchsurfing la sensazione di “debito” è spesso molto forte: può mettere a disagio venir ospitati senza dare nulla in cambio. Se puoi porta sempre un regalo ai tuoi ospiti, o offriti di cucinargli (e offrire) la cena.
  • Couchsurfing è ottimo nelle città, mentre Workaway è equamente facile da trovare in zone remote e bucoliche.
  • Su Workaway il numero di ore di lavoro è definito a priori, per cui finite quelle (o ciò che devi fare) puoi utilizzare liberamente il tuo tempo. Con Couchsurfing invece si è maggiormente legati alla persona che ci ospita, ai suoi orari e ai suoi ritmi.
  • Spesso con Workaway ci sono altri volontari internazionali (workawayer), e diventeranno loro i tuoi amici. Con Couchsurfing non è probabile che succeda lo stesso e sarà più che altro il tuo ospite locale a diventare tuo amico.
  • Non è facile trovare un posto su Couchsurfing se sei in coppia, in famiglia, o con un gruppo di amici. I singoli hanno le maggiori probabilità, perché solitamente gli ospiti non hanno grandissimi spazi da mettere a disposizione. Con Workaway invece è più facile.

Queste sono alcune delle nostre considerazioni per aiutarti a capire con cosa viaggiare, nella scelta Couchsurfing VS Workaway.

Sono entrambe modalità splendide, autentiche e uniche di conoscere il mondo, e ti consigliamo di provarle entrambe e decidere da te 🙂 in base ai suggerimenti sopra, saprai se il viaggio che hai davanti fa più al caso dell’uno o dell’altro!

Considera che ci sono anche i siti di “scambio casa” come piattaforme per questo genere di cose, un’alternativa interessante di cui abbiamo parlato qui.

 

Facci sapere cosa ne pensi e se ti ritrovi nei nostri consigli!

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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