Transiberiana: cosa vedere sul treno più famoso del mondo

TRANSIBERIANA cosa vedere

La transiberiana come diciamo sempre non è un viaggio per arrivare da A a B, ma per scoprire lo spazio nel mezzo.

Ecco, ma cosa vedere lungo la transiberiana? Quali tappe fare tra Mosca e Vladivostok per godersi al meglio il viaggio?

In questo articolo abbiamo fatto un veloce elenco di quelle che sono le principali fermate, mentre in questo nuovo testo vorremmo proprio descrivere nel dettaglio cosa le rende così speciali.

Sei pronto?

Ricorda che puoi anche vedere ciò che descriviamo nel nostro video-doumentario:

   

Come ben sai, la transiberiana comincia a Mosca e finisce a Vladivostok. Lungo la sua corsa ferma in più di 150 stazioni piccole, medie e grandi. Alcune le vedrai per pochi minuti dal finestrino, ad altre merita dedicare almeno qualche giorno di visita. Dopo averla percorsa per ben due volte, vogliamo raccontarti alcuni degli aneddoti e delle cose che più ci hanno fatto innamorare.

treno transiberiana

Ecco le nostre tappe preferite lungo la transiberiana, cosa vedere, cosa fare, e tutto ciò che altrimenti scopriresti solo con una guida turistica:

 

Mosca, l’inizio della transiberiana: cosa vedere

mosca cosa vedere

Calcola bene i tuoi giorni a Mosca: c’è tanto da vedere e da scoprire. È una città molto estesa e visitarla tutta non sarà facile, ma la sua efficientissima (e bellissima!) metropolitana vi porterà praticamente ovunque.  

Una volta capito dove volete andare, salite e scendete dalla metro alle fermate che più vi piacciono: sono bellissime, con affreschi, statue e impressionanti decori, tanto che un tour tipico della città è proprio quello delle fermate della metro.

 

Visitate ovviamente il Cremlino, la zona fortificata, enorme e ricca di cose da vedere, come le bellissime chiese e la campana più grande del mondo (scoprirai presto che i russi hanno delle manie di grandezza mica da ridere).

E all’uscita ti troverai proprio nel simbolo della città: la Piazza Rossa. Alla tua destra, la chiesa di San Basilio, forse l’icona più nota; alla tua sinistra, il mausoleo di Lenin, dove il padre della rivoluzione riposa eternamente e perfettamente conservato; e di fronte a te, gli enormi e bellissimi Grandi Magazzini GUM, che meritano una visita per lo sfarzo e l’eleganza della costruzione.

 

Prima di lasciare la Piazza Rossa, uscendo dal lato opposto rispetto alla chiesa di San Basilio, abbassa lo sguardo a terra: c’è qualcosa che non vuoi perderti. Il KM0 di Mosca, il luogo da cui tutte le distanze vengono misurate in Russia, anche i 9.288km di rotaie che stai per percorrere con la transiberiana. Una foto qui è d’obbligo!

 

Non perderti i bellissimi parchi della città, splendidi tanto in estate quanto in inverno, ricoperti di neve, come Park Pobedy (e l’interessante museo dedicato alla Seconda Guerra Mondiale) e Gorky Park.

Infine, se ti avanza del tempo, uno dei nostri luoghi preferiti: il Cremlino di Izmailovo. Si tratta di un enorme mercato delle pulci, all’aperto e al coperto, leggermente fuori città, interamente realizzato in legno e in perfetto stile russo. Un posto splendido da vedere e perfetto per l’acquisto di souvenir.

 

È ora di partire: il treno da Mosca non aspetta, partirà e arriverà puntuale ad ogni fermata, con la provodnitsa nella sua divisa grigia e rossa, il controllore tuttofare che accompagnerà tutto il tuo viaggio, che ti aspetta seria davanti alla porta dello scompartimento.

Trovato il tuo posto a sedere, che diventerà letto nelle lunghe notti sulla transiberiana, in prima, seconda o terza classe, mettiti comodo: inizia il vero viaggio, fatto di tè caldi, noodles liofilizzati, chiacchierate con i vicini in qualche strana lingua ancestrale e comune a tutti gli esseri umani, brevi soste alle stazioni, pisolini e betulle che scorrono fuori dal finestrino. Benvenuto sulla Transiberiana!

 

Kazan, i tartari e i gatti

cosa vedere kazan

Dopo una notte di treno, eccoci arrivati a Kazan. È la capitale della repubblica semi autonomia del Tatarstan e la principale città russa di religione musulmana. Interessante da vedere proprio per questo contrasto tra la Russia classica e quest’area principalmente musulmana!

Il Cremlino e la moschea al suo interno sono davvero magnifici: si tratta dell’unico esempio del quarto stile architettonico delle moschee, lo stile tartaro. Ha delle caratteristiche particolari, come ad esempio aver preso dalle sinagoghe ebree il mezzanino per le preghiere delle donne.

torre pendente di kazan

 

Hanno aggiunto inoltre altri 4 minareti piccoli vicino ai 4 grandi, perché volevano averne 8…l’ho detto che i russi sono un po’ megalomani, no?

Un paio di chicche di Kazan: la torre pendente, costruita dritta all’epoca ma inconsapevolmente su un terreno sabbioso, per cui nel 20esimo secolo si è stortata. La torre di Pisa di Kazan, insomma (italiana comunque, dato che pare che gli architetti fossero nostrani). 

La leggenda invece vuole che la moglie di Ivan il terribile si sia buttata da lì e la torre si sia stortata per questo. 

A proposito di leggende, nel centro storico della città ti sorprenderà una statua 

gatto di kazan

di un gatto ciccione: si tratta del famoso Gatto di Kazan. La storia vuole che la zarina, in visita da San Pietroburo, avesse notato l’assenza di topi in questa bella città e avesse dato merito ai gatti locali, riportandone quindi un po’ con sé a San Pietroburgo, a fare la bella vita a palazzo. 

Ecco quindi spiegata con ironia questa simpatica iconografia! 

 

 

Ekaterinburg, la bellezza sul sangue versato

Questa volta la tratta in treno si fa più lunga: un giorno e mezzo di treno ti separano da Ekaterinburg.

Una delle nostre città preferite, con un vibe imbattibile, romantico e rilassato nonostante le grandi dimensioni.

Infatti è la quarta città per numero di abitanti, 2 milioni.

 

Prende il nome da Katerina, moglie di Pietro il grande, fondata nel 1700 insieme alle fabbriche siderurgiche che sorgono lungo il suo fiume, perché è una terra ricca di metalli preziosi e diamanti. 

I bolscevichi avevano cambiato nome per eliminare i riferimenti agli zar (come San Pietroburgo che è diventata Leningrado), ma è stato poi riportato all’originale.

 

È la città che meglio esemplifica il simbolo della Russia, cioè l’aquila a due teste, una che guarda in Europa, una in Asia, perché proprio qui si trova il confine tra questi due continenti.

Poco fuori città, un monumento (bruttino a dirla tutta, ma imperdibile per la foto di rito!) segna il punto esatto in cui il mondo cambia, pur non essendo cambiato poi molto. Ed è uno dei pochi luoghi al mondo in cui si può stare, letteralmente, con un piede in Asia e uno in Europa!

 

Ekaterinburg deve gran parte della sua fama al suo sanguinario passato durante la storia russa, essendo stata teatro della tragica morte degli ultimi zar e della loro famiglia. Tra loro anche la leggendaria Anastasia, il cui corpo non era stato inizialmente ritrovato e che si è per anni creduto fosse sopravvissuta al massacro (in realtà le sue ossa sono poi state identificate successivamente, purtroppo). 

Nel luogo dove sono stati assassinati gli zar dopo aver vissuto per 78 giorni, la casa di Ipatiev, oggi sorge una chiesa molto bella: la Chiesa sul Sangue Versato

L’edificio fu poi abbattuto dai sovietici perché era diventato meta di pellegrinaggio, finché nel 2003 li hanno proclamati santi martiri e hanno costruito la chiesa. I corpi sono invece sepolti a San Pietroburgo, nella chiesa di Pietro e Paolo. 

ganina yama

Un altro luogo bellissimo da visitare per comprendere meglio quel periodo è Ganina Yama, il luogo in cui sono stati invece ritrovati i resti della famiglia reale. Si trattava di una miniera abbandonata, il proprietario cercava qui l’oro ma trovava solo ferro. I bolscevichi ne hanno approfittato e, non volendo che le armate bianche trovassero i corpi, li buttarono qui. 

Per 80 anni nessuno è potuto entrare in questo bosco. Nel 2000 il patriarca Augusto secondo ha deciso di costruire questo monastero in loro memoria, con 7 bellissime chiese in legno che spuntano tra i pini degli Urali e le betulle, ed è oggi meta di pellegrinaggio amatissima dai locali.

 

Irkutsk e il lago Baikal, primo al mondo per meraviglia

irkutsk case di legno siberia

È il momento di risalire sul treno. A meno che tu non ti fermi a Novosibirsk, città gigantesca e un po’ anonima nel mezzo della Siberia, ti aspettano 3 giorni pieni di treno. Sarà l’occasione più che mai per leggere, dormire, fare amicizia, bere tè e godersi il tempo che si dilata e i chilometri che scorrono.

Vivere, insomma, la vera transiberiana, il motivo per cui hai preso questo treno, il viaggio lento e meditabondo che rappresenta. E vedrai che, paradossalmente, quando scenderai a Irkutsk…ti sentirai quasi triste di lasciare la dolce condizione del treno!

 

Irkutsk è una città bellissima, nota come la Parigi della Siberia per la sua architettura e bellezza, punteggiata di bellissime casettte in legno di larice – nonostante nel 1879 il centro fu distrutto da un incendio, è stata ricostruita più bella di prima.

 

Ma la vera perla di questa zona, e di tutto questo viaggio, è il polmone blu che si trova qui vicino…il Lago Baikal!

Questo luogo pazzesco è il re dei primati: contiene il 20 percento dell’acqua del pianeta, lungo più di 500 km (circa come Milano-Roma), con una superficie grande quanto l’Olanda e la sua isola maggiore, Olkhon, che misura 71 km di lunghezza. È anche il lago più profondo al mondo, ben 1637 m, e più antico (25 milioni di anni): a proposito di Parigi, la Torre Eiffel è un quinto della sua profondità!

baikal ghiacciato

Questa è una terra di antiche tradizioni e magiche credenze, una terra dove ancora regna lo Sciamanesimo: venerano la natura, in ogni albero e animale c’è lo spirito della vita. Per questo fanno donazioni e sacrifici, e molto spesso gli alberi qui sono adornati di drappi colorati che ondeggiano al vento.

sciamanesimo lago baikal

Lo sciamanesimo qui è ancora molto forte, ma non ti aspettare santoni con la barba lunga e i vestiti stracciati: gli sciamani sono persone qualunque con lavori normali, ma rappresentano ben il 5% della popolazione nella zona di Irkutsk!

Pensa che sono stati gli sciamani a dire nel ‘900 agli scienziati che, con i sommergibili, facevano le rilevazioni, dove trovare il punto più profondo. 

La roccia dello sciamano, invece, è il punto più sacro dell’isola di Olkhon: è dove vive lo spirito del lago, precisamente tra le due rocce che compongono l’arco. 

 

Per raggiungere questa bellissima isola, ancora totalmente selvaggia e quasi disabitata ad eccezione dei pochi insediamenti come il paesino di Chuzir (definirla cittadina sarebbe eccessivo, dato che non hanno nemmeno le strade asfaltate!), ci sono modi molto diversi in estate e in inverno.

Da Irkutsk, in qualsiasi stagione, si prendono dei mini-bus che portano alla sponda del lago di fronte all’isola, e poi in estate un traghetto ti aspetta per portarti dall’altra parte.

Mentre in inverno…

baikal d'inverno

In inverno il lago completamente ghiacciato diventa un’incredibile autostrada blu e bianca, e i van sovietici grigi 4×4 che girano nella zona sfrecciano sulla sua superficie a velocità incredibile! Uno spettacolo straordinario.

 

Dopo qualche giorno tra Irkutsk e il lago Baikal, è ora di ripartire per l’ultima tratta…

Ti aspettano 4 giorni di treno, a meno che tu non voglia fare qualche altra fermata intermedia per staccare il viaggio. A parte Ulan Ude, bellissima capitale della Buriazia a maggioranza buddista, ricca di templi colorati e nota per ospitare la testa di Lenin più grande del mondo (sì, hai letto bene…i soliti megalomani!), non c’è granché da vedere a meno di non deviare dal percorso; tocca solo godersi il resto del viaggio e pregustare l’arrivo.

ulan ude monastero

Vladivostok, la fine della transiberiana: cosa vedere

Vladivostok è una città bellissima, o almeno, bella alla modalità russa. Ricorda un po’ San Francisco in versione sovietica, con i suoi grandi e scenografici ponti (qui bianchi) e le colline che si alzano brusche dal mare.

faro vladivostok

Arrivare qui è una grande emozione. Non solo per la bellezza della città in sé, non tanto perché si vede il mare dall’altra parte del mondo (siamo davanti all’Oceano Pacifico, di fronte al Giappone…) ma per COME sei arrivato qui. I chilometri scorrono dietro i tuoi occhi, le immagini di settimane passate sul treno ad attraversare la Russia ti scaldano il cuore…e sai dentro di te di aver completato qualcosa di magico, di unico, di essere entrato in una sorta di club: coloro che hanno percorso 9.288km di treno.

 

E a ricordartelo, vari simboli nella stazione di Vladivostok (che è uguale a quella di Mosca, per cominciare): un obelisco sul primo binario, che ti ricorda il conteggio dei chilometri percorsi; un bassorilievo sul muro esterno, che rappresenta una mappa di tutta la Russia attraversata dalla linea sottile della Transiberiana; e l’affresco che adorna il soffitto all’ingresso della stazione, rappresentando le bellezze attraversate in tutta la Russia.

obelisco stazione vladivostok

È il momento di goderti il meritato riposo; di scoprire Vladivostok, bellissima per il suo mare limpido d’estate e per lo stesso ghiacciato d’inverno; e di riscaldarti al pensiero che sì, ce l’hai fatta. Hai completato la transiberiana.

E quasi quasi, saresti pronto a risalire sul treno e rifarla all’indietro per scoprire la transiberiana e cosa vedere anche dall’altra parte…

 

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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