Come viaggiare senza conoscere le lingue

Be’, questa è una delle domande che ci fanno più spesso: ma è fattibile viaggiare senza conoscere le lingue?

Perché si sa, l’idea di partire senza capire una minima parola di quello che si va ad affrontare spaventa tutti.

Per questo molti pensano che per partire sia indispensabile conoscere non dico la lingua del paese dove si è ospitati ma almeno l’inglese per farsi capire, ma è effettivamente così?

Bene in questo articolo vi riportiamo la nostra esperienza sul campo: dopo aver viaggiato in lungo e in largo in svariati Paesi, abbiamo abbastanza esperienza per raccontarti come stanno le cose.

Non solo in molte occasioni parlare una lingua per comunicare è quasi fondamentale, come quella volta che mi sono sparato otto giorni ricoverato in Thailandia.

Di questo ti racconterà tra poco, e non solo, ti racconterò come riuscire a superare le barriere linguistiche e usare la tecnologia per comunicare al meglio.

Viaggiare senza conoscere le lingue: tutta la verità

 

 
 
 
 
 
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Ti porterò qualche esempio per spiegarti come la penso dal nostro viaggio solo andata.

Un volo di sola andata, appunto, per la Russia, per percorrere la transmongolica; siamo atterrati a Mosca e ci siamo subito trovati smarriti nella metropolitana, con tutte le incomprensibili scritte in cirillico, ed è stato solo con l’aiuto di Google Maps e dei locali che siamo riusciti a raggiungere la nostra destinazione.

In questo caso sapere un po’ di cirillico ci avrebbe sicuramente fatto comodo, ma come vedi non è stato indispensabile.

Oppure mi viene in mente quella volta che in Mongolia ci siamo ritrovati per ben 7 giorni con i nomadi che ovviamente non parlavano una parola di inglese o di alcuna lingua in comune.

Nonostante tutto, sono stati sette giorni entusiasmanti e pieni di emozioni, abbiamo comunicato a gesti quando potevamo e alla fine siamo sempre riusciti a farci capire. Abbiamo imparato i nomi degli oggetti che più spesso ci indicavano e per il resto, ci siamo affidati a quella specie di linguaggio universale che in qualche modo in questi contesti viene fuori.

E poi si sa, noi italiani siamo bravi a comunicare con i gesti. 😛

Ma quindi…

Devo conoscere la lingua locale per viaggiare?

 

 
 
 
 
 
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La nostra risposta definitiva è no.

Ci siamo trovati in tantissimi situazioni, soprattutto in Asia, dove le persone che avevamo davanti non capivano una minima parola di inglese, e noi ovviamente men che meno della loro lingua. Ma nonostante questo, siamo sempre riusciti a cavarcela egregiamente.

Certo conoscere la lingua può semplificare le cose in specifici momenti. Ma grazie alla tecnologia, superare l’ostacolo non è difficile.

L’esempio del biglietto ferroviario

Immagina di arrivare ad una biglietteria per comprare il biglietto del treno e non avere la minima idea di come comunicare con la persona che hai davanti, cosa fare in questo caso?

In questo caso è fondamentale utilizzare la tecnologia e gli strumenti che hai ha disposizione per riuscire ad adattarsi al meglio ed evitare fregature.

Per esempio, informati prima online sul costo di un ipotetico biglietto ferroviario e segnati in un foglio il luogo in cui vuoi arrivare.

Quando arrivi in biglietteria evita di pronunciare a voce il nome del luogo in quanto la tua pronuncia non sarà mai perfetta e quindi c’è il rischio di sbagliare destinazione.

Ti basta tirare fuori gli appunti e mostrare al bigliettaio la destinazione dove vuoi arrivare. In posti come Cina o Russia, dove l’alfabeto è addirittura diverso, lo facevamo scrivere su foglietto da un locale in ostello.

Ma cosa fare quando il bigliettaio ti risponde e non capisci nulla di quello che ti viene detto?

Ecco, in questo caso niente panico e cerca di farti scrivere dalla persona che hai davanti tutte le informazioni di cui hai bisogno in un pezzo di carta.

A quel punto con calma prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per valutare se il biglietto è corretto prima di proseguire con l’acquisto, e nel caso qualcosa non fosse chiaro, chiedi sempre fino a quanto non hai più dubbi.

Google translate è il tuo migliore amico

Una volta ci trovavamo a Pechino quando ad Ilaria hanno rubato il cellulare.

A quel punto siamo stati costretti ad andare dalla polizia e fare una denuncia del furto così da poter chiedere un rimborso all’assicurazione.

Ovviamente il poliziotto che avevamo davanti non capiva una parola di inglese, e noi tantomeno sapevamo il cinese.

In questo caso Google translate ci è venuto in soccorso!

Era una scena surreale, noi digitavamo in Italiano le parole sulla tastiera e, grazie agli algoritmi di Google, i caratteri venivano tradotti in un cinese più o meno comprensibile; dall’altra parte il poliziotto digitava sul suo cellulare la risposta che veniva tradotta in inglese.

Dopo qualche ora di comunicazione un po’ arrancata, siamo riusciti a farci capire e finalmente siamo tornati a casa con la nostra denuncia da inoltrare all’assicurazione.

Ma Google translate ha anche altre funzionalità molto utili: sempre in Cina capitava spessissimo di entrare in un ristorante e trovarsi davanti un menu scritto ovviamente solo in cinese, cosa fare a quel punto?

La prima opzione è chiudere gli occhi, puntare il dito e sperare di avere ordinato qualcosa di decente.

La seconda è quella di tirare fuori il cellulare, aprire Google Translate ed usare la funzionalità che permette di tradurre il testo in tempo reale.

A questo punto ti basta puntare la fotocamera sul testo ed ecco che, grazie a un interessante programma di realtà aumentata, il testo verrà tradotto in tempo reale e apparirà sopra quello precedente.

C’è da dire che chiaramente questo sistema non è affidabile al 100%, ma almeno saprai se stai mangiando pollo o cavallette!

Conoscere l’inglese per viaggiare in serenità

 

 
 
 
 
 
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È inutile dire che l’inglese è la lingua più parlata al mondo e ovviamente può tornarti molto utile durante i tuoi viaggi, nonostante come hai visto spesso il tuo interlocutore potrebbe non conoscerlo.

In molti paesi come ad esempio Mongolia e Cina l’inglese viene parlato pochissimo, ma ci saranno comunque occasioni dove potrà tornarti utili.

Si perché alla fine una persona che parla un minimo di inglese, per quanto difficile possa sembrare, si trova sempre, soprattutto se frequenti ostelli o luoghi turistici.

A quel punto, quando sei in questi luoghi sarà molto più facile chiedere le informazioni di cui hai bisogno senza correre il rischio di incappare in situazioni di incomprensione.

Per questo noi consigliamo sempre di imparare almeno le basi di Inglese prima di partire, ma non è indispensabile per riuscire a godersi appieno un viaggio.

Ci sono state delle occasioni dove parlare inglese è risultato quasi fondamentale, come quando ero in ospedale in Thailandia.

Bene, durante questo periodo c’era solo un dottore che parlava inglese e lui era l’unica persona con cui potevo comunicare per riuscire a capire la mia condizione fisica.

Se non avessi saputo l’inglese sarebbe stata una situazione molto più complessa, soprattutto quando mi facevano domande sul mio stato di salute. Sì ok, avrei potuto usare Google translate, ma in queste occasioni è sempre meglio evitare errori di incomprensione che invece potrebbero essere molto maggiori così.

Detto questo conoscere l’inglese non è fondamentale, e abbiamo conosciuto tantissime persone che hanno viaggiato in tutto il mondo senza quasi conoscere una parola di inglese.

 

E se la soluzione fosse proprio imparare le lingue mentre si viaggia?

Se non sai una parola di inglese, o della lingua del posto in cui vorresti andare, che cosa fai? Non viaggi? Ti chiudi in casa, a studiare sui libri?

No, sbagliato.

Forse è proprio in queste situazioni che viaggiare serve di più.

  • Da una parte per chi non conosce nessuna lingua straniera viaggiare è ancora più sfidante, e per questo è davvero uno sforzo fuori dalla comfort zone notevole. È proprio in questi momenti che si tirano fuori capacità che nemmeno si sapeva di possedere, e che si cresce di più.
  • Dall’altra, viaggiare è il modo migliore per imparare una lingua, specie l’inglese! No, non sto dicendo che basta andarsene in giro per imparare la lingua come se fosse la tua, certo, e possono volerci mesi per vedere dei miglioramenti sostanziali. Ma se scegli di viaggiare ad esempio con Worldpackers, facendo un work-exchange holiday, ti troverai a interagire in lingua con famiglie locali e altri viaggiatori quotidianamente. E rimarrai sorpreso di quanto si può imparare in questo modo!

 

In conclusione, se hai intenzione di viaggiare e non conosci nessuna lingua oltre all’italiano, non farti spaventare e parti.

Se hai un po’ di tempo inizia a studiare almeno l’inglese già a casa, per creare una base che ti tornerà sicuramente utile mentre ti sposti in giro per il mondo. Ma a parte questo, non c’è nessuna lingua senza la quale tu non possa fare il viaggio della tua vita anche subito!

 

Un abbraccio,

Marco e Ilaria

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