Vagabonding, la filosofia alla base di un viaggio solo andata

vagabonding libro

Quando più di due anni fa abbiamo iniziato a organizzare il nostro viaggio solo andata, non avevamo mai sentito il libro di Rolf Potts “Vagabonding” e ci sentivamo inquietantemente soli.

Seguivamo da anni blogger e personaggi di varia natura che viaggiavano a tempo indeterminato. Oggi forse ti sembrerà che lo facciano più o meno tutti, io almeno ho questa impressione, ma cerca di ricordarti in quanti pochi anni il mondo è cambiato con i social network, e forse potrai intuire quanto due-tre anni possano fare la differenza.

Be’, ieri come oggi, ci siamo resi velocemente conto di una cosa, una volta presa la nostra grande decisione…che nessuno di coloro che “ci avevano fatto crescere l’erba sotto i piedi”, con le loro foto e testi, raccontava in realtà COME si potesse viaggiare in quel modo.

È una cosa snervante, a cui puoi fare caso anche tu. Foto meravigliose da ovunque nel mondo, testi motivazionali sulla vita alternativa e il coraggio di cambiare, ma poi, stringi stringi…nessuno che ti dica come si fa. O quantomeno che ti racconti come ha fatto lui!

I più pubblicano un’autobiografia e diventano scrittori

influencer viaggio

Ma noi, a casa, rimaniamo comunque con il dubbio:

come diavolo hai fatto? Come sei passato dal punto zero (vita ordinaria, famiglia, amici, aspettative della società, etc) al punto VIAGGIATORE SOLO ANDATA? Come ti mantieni in viaggio? Come organizzi le cose pratiche come i visti, i voli, etc?”.

Ecco, nel momento in cui noi stessi siamo passati dalla fase del sogno a occhi aperti a quella dell’organizzazione reale, questa mancanza ha iniziato a pesare come un macigno.

Per ogni domanda che ci veniva in mente, sembrava non esserci risposta chiara.

Quando cercavamo supporto psicologico nelle nostre scelte di affrancamento dalla società tradizionale e dai ruoli sociali che sembravano cuciti su misura per noi, trovavamo solo frasi da cioccolatini Perugina, perfette da stampare sulle magliette ma senza nessuna capacità di aiutarci a risolvere i nostri problemi.

Quando cercavamo supporto pratico su come affrontare alcuni problemi caratteristici dei viaggi che non hanno un biglietto di ritorno, ci ritrovavamo pieni di consigli da viaggiatori da vacanza, che semplicemente non si erano mai trovati, ad esempio, a dover passare dalla Mongolia alla Cina lungo la transmongolica, senza un volo per uscire successivamente dal Paese e quindi non poter richiedere il visto!

Per cui siamo rimasti con un sacco di domande senza risposta, quelle per cui siamo partiti facendoci il segno della croce e dicendoci “speriamo che ce la mandi buona!”.

A quel punto del percorso, quindi, mentre stavamo organizzando il nostro viaggio, ci sentivamo incredibilmente soli. Non è nemmeno facile trovare online le risposte che si cercano, perché non esiste un termine univoco per definire il concetto di viaggiare a lungo termine!

È per questo che ci siamo inventati di chiamare il nostro blog, e quello che stavamo per fare, Viaggio Solo Andata😉

Avevamo la sensazione che nessuno avesse mai definito quello che volevamo fare noi.

Almeno finché non abbiamo scoperto Vagabonding, ed è entrato a pieno titolo tra i libri di viaggio che ci hanno cambiato la vita e la strada.

 

Vagabonding – l’arte di girare il mondo secondo Rolf Potts

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Se conosci un po’ di marketing digitale, sarai familiare con il concetto di retargeting. Per farla breve, è un’attività che permette a chi si occupa di comunicazione di tracciare e seguire gli utenti che hanno dimostrato interesse online per un certo argomento, proponendogli qualcosa di simile in base ai suoi gusti.

Se da una parte è un po’ inquietante, dall’altra è una tecnica consolidata ed è utilissima, soprattutto per l’utente stesso: significa che invece di vedere pubblicità su cose che non gli interessano, gli sarà mostrato solo ciò che corrisponde ai suoi gusti.

È la versione moderna e in chiave digitale del “segno del destino“, quando continui a vedere una cosa dopo che l’hai scoperta, mentre prima non ne avevi mai sentito parlare nella tua vita. 

Ecco, credo sia questo che ci ha portati a scoprire Vagabonding, e la filosofia che ci sta dietro. A furia di cercare online, con il retargeting lui ha trovato noi.

Vagabonding – l’arte di girare il mondo” è un libro che comincia ad avere qualche anno: nel 2003, un giovanissimo Rolf Potts, che però già “vagabondava” da quasi 10 anni, decide di mettere su carta l’essenza della filosofia di viaggio a lungo termine e di chiamarla, appunto, “vagabonding“.

 

Come spiega l’autore stesso, “per quanto riguarda la parola vagabonding, pensavo di averla inventata io nel 1998 (…), allora mi serviva un termine che spiegasse succintamente quello che facevo: mollare un mondo dove tutto era organizzato e viaggiare al risparmio per lunghi periodi”.

In realtà, documentandosi per la scrittura del libro, scopre che il termine era stato variamente già usato e, soprattutto, che c’è tanta illustre letteratura apparentemente NON di viaggio che in realtà sposa in pieno quella che è la filosofia del vagabondare: da Walt Whitman e Henry David Thoreau ai testi orientali come la Bhagavadgītā, le Upaniṣad e il Dao De Jing; da John Muir a Pico Iyer, passando per Russel e Paul Theroux.

Ed è questa la cosa più bella del libro: che finalmente, quando lo abbiamo trovato, ha smesso di farci sentire soli. Immaginati come avresti potuto sentirti tu ora, insomma, avendo scoperto Viaggiosoloandata.it 

 

Tutto sul perché vagabondare…ma mancava ancora qualcosa

vagabonding quote

Inutile dirlo, ci siamo tuffati nella lettura. Mi sono bevuta pagine e pagine quotidianamente, sottolineando e salvando le cose più importanti, e ogni giorno mi sentivo più sicura e convinta della scelta che stavamo facendo. In fondo, i grandi pensatori sopra erano d’accordo con noi!

Ho riempito pagine e pagine del libro di Rolf di sottolineature (virtuali, visto che io uso un eReader). E con le parole stesse dell’autore, quello che è il concetto di Vagabonding mi ha conquistata per sempre:

 

Cos’è Vagabonding

Per il nostro debito folle nei confronti della paura, delle mode o delle rate mensili da pagare per cose di cui non abbiamo un reale bisogno, limitiamo i nostri viaggi a brevi sfoghi frenetici e così, sprecando le nostre ricchezze per l’astratto concetto di “stile di vita”, il viaggio diventa semplicemente un altro accessorio, un’esperienza smussata e incapsulata che acquistiamo al pari del vestiario o dell’arredamento. […]

Questo tipo di viaggio (il Vagabonding, n.d.) non è un atto di ribellione nei confronti della società, ma è un atto di BUONSENSO all’interno della società. E, soprattutto, non richiede un mucchio di soldi. […]

Il VAGABONDING è prendersi un lungo periodo di tempo libero dalla vita normale -sei settimane, quattro mesi, due anni- e viaggiare per il mondo alle proprie condizioni.

Il VAGABONDING mira alla ricerca dell’avventura nella vita normale e della vita normale nell’avventura.

[…] È soltanto una maniera insolita di guardare alla vita, un adattamento di valori a cui segue l’azione.

 

La maggior parte di noi finisce per sprecare la parte migliore della vita a far soldi per poter godere di una dubbia libertà nella parte meno preziosa della vita stessa.

Ci diciamo che vorremmo mollare tutto ed esplorare il mondo attorno a noi, ma il momento adatto sembra non arrivare mai. Così, pur avendo a disposizione un numero sconfinato di possibilità, non ne scegliamo nessuna.

Il VAGABONDING è un atto personale che ha come unico obbiettivo il riallineamento di se stessi. […]

Da un punto di vista sociale, vi risulterà più facile fare amicizia e avrete una mentalità più aperta.

Da un punto di vista psicologico, vi sentirete impegnati e ottimisti, nuovamente pronti ad ascoltare e a imparare.

E, più di ogni altra cosa, avvertirete l’eccitante sensazione di poter andare in qualsiasi direzione -letteralmente e metaforicamente- in qualsiasi momento”.

libro sul vagabondaggio

Hai capito cosa intendo, ora? Tutto da sottolineare!

Però, però…mancava ancora qualcosa. Avevo la sensazione che anche Rolf, pur essendo molto pratico e avendo scritto a suo dire “un manuale”, avesse tralasciato alcune cose.

Nel suo libro c’era tanta, tantissima filosofia, ed era questo il suo bello. Ma aveva dei problemi, anche dovuti al fatti di essere così datato da non essere più attuale (pensa al 2003, non esistevano i social network, il concetto di nomadismo digitale era più che agli albori, e le opportunità della sharing economy anche!).

Un ostacolo aggiuntivo, poi, è che Rolf non è italiano. Il libro è tradotto benissimo, certo, ma penso che in Italia abbiamo una mentalità diversa da quella americana, australiana o qualsiasi altra.

Nel nostro Paese il tradizionalismo ci viene inculcato fin dai primissimi anni di vita, e il concetto di “anno sabbatico” che invece è tanto caro alla cultura inglese fin dal ‘900 non ci appartiene (noi lo identifichiamo con l’Erasmus, vedi tu…).

Quindi, nonostante Rolf sapesse far vibrare le mie corde, ho continuato per anni a sentire un “vuoto”.

 

Il nostro Vagabonding: la guida al viaggio solo andata

È da quel vuoto che è nata questa guida.guida viaggio a lungo termine viaggiosoloandata

Dalla voglia, dopo aver messo in pratica anche ciò che insegnava Rolf, di raccontare cosa avevamo imparato e cosa lui non aveva saputo dirci.

Di riprendere con parole nostre, locali, con esempi conosciuti qui in Italia e vicini alla nostra cultura, la filosofia del vagabondaggio (termine che, per cominciare, in italiano ha un significato vagamente negativo).

Di parlare dei problemi “logistici” in cui si incorre mentre si programma un viaggio solo andata, e non solo mentre lo si vive come invece fa Potts.

Di parlare di nomadismo digitale e di come rendere sostenibile il lavoro in viaggio in un modo in cui lui, nel 2003, non avrebbe potuto mai neppure immaginare!

Di parlare anche del ritorno a casa, perché oggi grazie al costo bassissimo del viaggio e delle informazioni, non è necessario partire e non tornare più, e un viaggio solo andata è diventato molto più che un semplice vagabondaggio.

Un viaggio solo andata è una visione della vita, un cambiamento interiore prima che esteriore, di quelli da cui non si può più tornare indietro perché una volta aperti gli occhi, non si possono richiudere.

Poco importa che tu sia dall’altra parte del mondo o sul divano di casa tua.

Ecco perché la nostra guida al viaggio a lungo termine è il nostro Vagabonding, il nostro modo di rendere omaggio a un grande libro e di portarlo nel presente e nel futuro con le nostre parole.

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Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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