Visitare la Cina: 5 motivi semiseri per NON farlo

Visitare la Cina - 5 motivi semiseri per NON farlo

Abbiamo deciso di visitare la Cina pieni di aspettative, consapevoli che avremmo incontrato tante stranezze e modi di vivere molto diversi dal nostro, pronti a sperimentare tutto ciò che incontravamo (d’altronde dopo aver vissuto in una ger di nomadi mongoli e aver vissuto per una settimana le loro stranezze, poche cose potevano sconvolgerci).

Nonostante avessimo ricevuto pareri contrastanti e a volte preoccupanti sul visitare la Cina, non ci siamo lasciati influenzare e abbiamo continuato la nostra avventura senza troppi pregiudizi. Ma ragazzi, lo ammettiamo, piano piano ci siamo ricreduti!

Intendiamoci, la Cina è un Paese straordinario, ricco di storia e di cultura, nonché di paesaggi mozzafiato, ma dopo diverse settimane di viaggio siamo arrivati a pensare che non è adatto ad un certo tipo di viaggiatori, in particolare ai viaggiatori zaino in spalla e avventurosi come noi.

 

Abbiamo voluto quindi raccogliere in questo articolo 7 motivi semiseri per cui non è una buona idea visitare la Cina, sperando di strapparti almeno un sorriso durante la lettura 😉

 

1. provare l’ebbrezza del gregge di pecore

 

Con questo titolo vogliamo essere un po’ provocatori, ma una cosa molto frustrante è stata la poca libertà nei movimenti. In Italia siamo abituati ad avere massima libertà di movimento (forse troppa), scendi dal treno, prendi la direzione che più ti piace e prosegui dritto. In Cina no, se vuoi fare 100 metri in linea d’aria per accedere ad una piazza, dovrai probabilmente allungare di qualche cenitinaio di metri perché sei obbligato a passare per tornelli o lunghe serpentine. Questo almeno il tutte le attrazioni principali! Solitamente poi non sarai solo in questi momenti: il restante miliardo di persone in Cina sembrerà sempre aver avuto la tua stessa idea, incredibilmente anche durante la settimana e in bassa stagione. Sarà davvero dura cercare di ritagliarti uno spazio di solitudine e libertà!

 

2. la finta sicurezza Cinese

Quando si parla di sicurezza, i cinesi sono i numeri uno. Ti controllano prima di entrare in metro o in stazione ed in generale prima di salire sui mezzi pubblici, il che è un inferno per noi backpackers, con i nostri zainoni pesanti che una volta messi sulle spalle vanno bene, ma che toglierli e metterli è come essere condannati a passeggiare in un girone dantesco.

Ci hanno addirittura preso le impronte prima di entrare in un parco nazionale. Ma serve a qualcosa veramente? Nella nostra opinione no, se non a dare l’impressione di una sicurezza che non esiste. Ecco un esempio concreto. Siamo entrati via terra dalla Mongolia con un barattolo da 320gr di gas per il fornello da campeggio, un articolo che abbiamo scoperto dopo essere assolutamente proibito. Prima che qualcuno si accorgesse e lo confiscasse ad un controllo sono passati almeno 12 giorni, durante i quali abbiamo subito vari controlli prima di salire in treno e in metro e nessuno ha battuto ciglio. Per non parlare di quella volta che, ad un controllo in metro, l’addetto ai controlli stava letteralmente dormendo davanti al computer. 😀

 

3. tutto è un grande luna park

Forse perché sono pigri o forse perché gli piace essere guidati, i cinesi riescono a trasformare qualsiasi attrazione naturale in una luna park, a partire dalla Grande Muraglia (per cui abbiamo dovuto davvero impegnarci per riuscire a vederla senza folle) fino ai più grandi parchi nazionali. La più grande delusione è arrivata durante la nostra visita al parco nazionale Zhangjiajie, anche detto il parco di Avatar perché il regista James Cameron si è ispirato a questo luogo per le scene delle Hallelujah mountains nel film Avatar. Sapevamo che per entrare si pagava, ma non ci siamo mai posti il problema del prezzo immaginando fosse basso. D’altronde in un parco nazionale solitamente il prezzo d’ingresso è contenuto, ma non in questo caso: il prezzo d’ingresso è stato di circa 40 euro a testa! Una cifra incredibile per chi come noi crede che la natura debba essere gratuita, ma abbiamo subito capito il motivo: quello non era un parco nazionale ma letteralmente un luna park, con tutta la manutenzione e i costi correlati; autobus che costantemente spostano turisti da un punto all’altro del parco, incredibili colate di cemento, mega schermi, ristoranti e bancarelle avunque, fast food, funivie, ponti trasparenti, etc. Avete presente a Mirabilandia quando dovete fare la fila per accedere ad un’attrazione? Ecco, qui è la stessa cosa, ci sono tornelli per accedere a determinate aree, o per prendere le cabinovie e gli ascensori (che per la cronaca, nonostante i 40 euro del biglietto, sono a pagamento).

Intendiamoci, i posti da vedere sono davvero stupendi, ma i percorsi per raggiungerli sono stracolmi di bacarelle, negozi e un caos infernale, rendendo completamente vano il tentativo di entrare in contatto con la natura.

Stessa cosa a Guilin: luoghi bellissimi, come la famosa Elephant Trunk Hill sul fiume, nascosti da teli scuri per non permettere ai turisti di vederli dalla strada, che devono invece pagare il biglietto d’ingresso (per scendere le scale) e visitare “l’attrazione”. Per fortuna che certe cose sono ancora naturali anche in quest’area bellissima.

 

4. Difficile visitare la Cina autentica in modo fai-da-te

Direttamente collegato al punto sopra, perché chiaramente è facile aspettarsi un turismo di massa davvero DI MASSA in un paese che supera il miliardo di persone. Come in ogni luogo del mondo, è necessario spostarsi dai percorsi turistici per raggiungere luoghi davvero autentici e incontaminati.

Il vero problema in Cina è che è davvero difficile fare anche questo in maniera autonoma: i cinesi sono degli imprenditori nati e riusciranno a chiedere soldi davvero per qualsiasi cosa (come il vecchietto con i vestiti sgualciti che si è improvvisato controllore sulla Grande Muraglia richiedendo il pagamento di un pedaggio). E il turismo interno cinese non è particolarmente avventuroso, motivo per cui ci sono tour organizzati per praticamente qualsiasi luogo della Cina. Visitare le attrazioni un po’ più fuori mano in maniera autonoma, senza ricorrere a tour, diventa davvero impossibile senza parlare almeno un po’ di cinese o avere qualche conoscente in loco!

A rendere tutto più difficoltoso ci pensa il Great Firewall: se nel resto del mondo siamo abituati a cercare in internet le informazioni di cui abbiamo bisogno e a fare affidamento su Google Maps e TripAdvisor per praticamente qualsiasi cosa, in Cina questi siti sono bloccati. E anche scaricando un’ottima VPN gratuita come abbiamo fatto noi, questi strumenti sono comunque poco utilizzati, e troverete quindi solo informazioni basilari date da altri turisti stranieri. Insomma, non è facile sfuggire al giogo dei tour organizzati per visitare la Cina, figurarsi per trovare quella autentica!

 

5. Rumori un po’ troppo molesti

Sapevamo che alcuni rumori, considerati “molesti” nel resto del mondo, in Cina sono assolutamente normali. E la cosa non ci infastidiva particolarmente, anzi la vivevamo come un’interessante differenza culturale. Sentire scoregge e rutti in pubblico, o il singolare suono che fanno per aspirare minestre e noodles con la bocca al ristorante, ci strappava sempre un sorriso (e la nostra attiva partecipazione, per non essere da meno 😉 ). Ma dopo qualche settimana la cosa ha iniziato a diventare assurda: persone che sputano ai tuoi piedi mentre cammini e che evitano per un pelo i tuoi piedi, bambini (e adulti) che fanno pipì (e cacca) per strada, ragazze sedute di fronte a te in treno che sputano per terra e poi ci passano sopra il piede, come a dire “ora pulisco”…insomma di tutto un po’, e sicuramente dopo qualche tempo inizia a pesare 😀

 

Insomma, si può dire che la nostra esperienza in Cina sia stata intensa, inaspettata e forte. E che quando l’abbiamo lasciata per il precisissimo e pulitissimo Giappone, non eravamo poi così tristi 😉

Ma allo stesso tempo, questi motivi sono gli stessi che dovrebbero spingerci a visitare questo affascinante Paese: non è facile immaginarsi la vita in una nazione con più di un miliardo di abitanti, o i cibi assurdi che ti offrono con orgoglio (che i cani sarebbero l’ultimo dei problemi), o le persone che ti fermano per farsi una foto con un occidentale, o tutte le altre cose che abbiamo sperimentato in questo viaggio. E certi viaggi vale la pena farli anche per provare ad andare oltre la tua comfort zone, per scoprire davvero cosa significa la parola “diverso”, per scoprire i propri limiti, anche. La Cina è un viaggio del genere, che ti colpisce il naso, le orecchie, gli occhi, la bocca. E non ti può lasciare indifferente! Un viaggio da fare anche per scoprire che magari non fa per te 🙂

 

E tu cosa ne pensi? Sei stato in Cina e hai avuto un’impressione diversa? Raccontacelo nei commenti!

 

Un abbraccio,

Marco e Ilaria

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7 Comments

  • Ciao Marco e Ilaria! Vi sto seguendo nel vostro viaggio e quando ho visto questo articolo mi sono fiondata nella lettura perchè anche io arrivo da tre settimane in fai da te in Cina, e ho amato tantissimo questo viaggio. Premetto che noi ci siamo stati ad Agosto, periodo di ferie anche per i cinesi, quindi di code e folle ne abbiamo avute fino alla nausea. Sicuramente un po’ tutte le “caratteristiche” che avete segnalato voi le abbiamo notate anche noi, ma in modo decisamente meno… impegnativo! Abbiamo girato tutte e tre le settimane in totale autonomia e non abbiamo avuto più difficoltà che in Giappone, in compenso abbiamo ricevuto tantissimo aiuto e gratuità. E’ vero i controlli di sicurezza sono a volte estenuanti, ma io la sicurezza l’ho toccata con mano, nel senso che il tasso di criminalità è bassissima e vi assicuro che accetterei le stesse condizioni se anche in Italia potessimo avere la stessa tranquillità, a partire dalle piccole cose… comunque dopo una settimana ci eravamo abituati a caricare i bagagli nel metal detector 🙂 In ogni caso è vero che per visitare la Cina non bisogna essere schizzinosi, è un Paese che sta passando dal medioevo al futuro in pochissimi anni; ma siamo sinceri: anche nella “civilissima” Italia i ragazzini sputano per terra…
    Con questo non voglio assolutamente criticare le vostre opinioni (anche perchè tutti facciamo esperienze differenti!) anzi come ripeto, riconosco tutto ciò di cui parlate 😀 Buona continuazione!!

    • Infatti questi aspetti sono anche quelli che rendono la Cina caratteristica e che in qualche modo rappresentano anche il motivo per cui visitarla 😉 credo che ogni viaggiatore abbia esperienze diverse anche a seconda delle sue aspettative, degli incontri fortuiti che fa lungo la strada e del periodo della vita in cui si trova…le daremo sicuramente una seconda chance in futuro, ma il nostro primo incontro non è stato di puro amore come ad esempio ci sta succedendo in Giappone (a riprova di come sia soggettiva la cosa, eheh!). Grazie come sempre per i tuoi bellissimi commenti 🙂

  • ps.noi non abbiamo usato utile VPN, però se vi può tornare utile, usavamo Map of China per orientarci (funziona anche offline) e il traduttore di google per comunicare (anche questo funziona offline se scaricato prima). Siamo riusciti ad arrangiarci benone!

  • Premetto che io sono stata in Cina nel lontano 1997….non mi dilungo più di tanto….ho visitato molti paesi…ma in Cina non ci tornerei mai……nulla da dire alle bellezze del paese….ma sul suo popolo…..stendo un velo. …premetto che io mi adatto a tutto….ma in Cina non ho nessun desiderio di tornare……nella vicina Mongolia invece si…d’accordo con voi

    • Ciao Valeria, stiamo riscontrando davvero tante persone che si trovano d’accordo e tante che invece hanno avuto le impressioni opposte…è proprio vero che non c’è niente di oggettivo, quello che a noi ha dato più fastidio per altri è stato affascinante o utile 🙂 si viaggia anche per questo, no? Grazie per il tuo commento!

  • Esagerato, se prendi un po’ di coraggio e ti infili nei posti non super turistici trovi qualcosa di diverso da tutto ciò. Articolo semiseria mente bocciato 🙂

    • Sì infatti siamo sicuri di esserci persi le parti più belle e autentiche, ci torneremo un giorno dopo aver imparato il cinese o trovato un amico locale che ci sappia capire le porte di questa cultura 🙂

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