Come funziona WorldPackers (opinioni Vs Workaway)

Workaway per me è stato per molto tempo come lo Scottex o i Post-It. Non ho nemmeno preso in considerazione che ci fosse un’alternativa, il nome non era tanto quello di un brand specifico quanto di una modalità di viaggiare, la definizione generica di quello che in realtà si chiama “work-exchange holiday” o “help exchange”.

In italiano potremmo definirlo volontariato, ma i Work-exchange hanno qualcosa di diverso. Non c’è necessariamente l’accezione sociale, anche se la maggior parte delle opportunità di lavoro sono effettivamente in NGO e hanno una forte valenza di supporto alla community. Ma non solamente!

Questo tipo di esperienze sono basate sullo scambio, sulla reale necessità di due parti che si incontrano secondo i principi della sharing economy: un viaggiatore che cerca esperienze autentiche e risparmio di soldi, ed è disposto a offrire le sue capacità e il suo tempo; e un host che ha bisogno di aiuto, che necessita di una mano in più momentaneamente o di competenze che non ha, e che è felice di pagare il supporto con vitto e alloggio gratis.

La sublimazione del viaggio intenso e d’impatto, ma anche low cost e a lungo termine.

Sui Work-Exchange in questo modo è possibile lavorare in ostelli, scuole di surf, famiglie come au-pair, attività turistiche, centri di equitazione e molto altro. Ed è questo il bello.

Un work exchange può essere praticamente qualunque cosa tu voglia che sia. Basta saper cercare quello giusto.

O meglio, basta utilizzare la piattaforma giusta per ciò che si desidera.

 

Scegliere WorldPackers o Workaway? L’ardua domanda

Come dicevo, per lungo tempo ho pensato che Workaway fosse l’unico modo possibile per fare questo tipo di esperienza. Ho scoperto la celebre piattaforma di work exchange parecchi anni fa ormai, ed è stato uno dei modi fondamentali con cui siamo riusciti a viaggiare a lungo spendendo pochissimo nel nostro viaggio solo andata, come ho già raccontato in questo articolo.

Quando mi sono iscritta io non c’era l’app, non c’era la mappa, non c’erano un sacco di features utili che ci sono oggi. Era solo un elenco di opportunità corredato da feedback e da qualche foto. Ed era bellissimo.

Negli anni però Workaway ha iniziato a perdere colpi. Più cose venivano aggiunte, più persone lo conoscevano, più diventata difficile trovare un host che ti ospitasse e ricevere una risposta da loro in tempi ragionevoli. Mandavi una mail e poi…aspetta, aspetta, e aspettavi tanto che alla fine quando ti rispondevano era ormai troppo tardi.

È per questo che, ormai un annetto fa, mi sono messa a cercare un’alternativa a Workaway. E ho trovato Worldpackers!

Mi sono resa conto che, mentre da questa parte del mondo Workaway regnava sovrano, dall’altra parte dell’oceano, con un cuore caldo sudamericano e un business plan tipicamente made-in-USA, cresceva indisturbata una piattaforma alternativa chiamata WorldPackers.

Ci siamo messi in contatto con loro per chiedere chiarimenti per l’articolo, e ci hanno gentilmente offerto una prova gratuita. Così, per l’ultimo anno, ci siamo trovati nella fortunata situazione di poter provare entrambe le piattaforme contemporaneamente.

E quindi di chiederci…qual è meglio, Worldpackers o Workaway? Quale piattaforma scegliere per fare volontariato con i work-exchange?

La cosa strana è che non siamo ancora riusciti a dare una risposta, e penso che finiremo per restare a iscritti entrambi 😉 perché la verità è che, pur offrendo lo stesso servizio, lo fanno in modo così diverso da risultare proprio alternativi.

Come dicevo a inizio articolo, ciascuno dei due è perfetto per cercare un certo tipo di esperienze, o per uno specifico ordine di necessità. A seconda di cosa stai cercando, l’uno o l’altro sito rispondono a esigenze diverse. E così mi sono messa a pensare che forse, se non riesco a rispondere alla domanda quale sia meglio tra Worldpackers e Workaway, è perché non c’è una sola risposta ma molte. Ognuna a seconda di un desiderio specifico.

E in questo articolo vorrei proprio rispondere a ciascuna persona e necessità.

Ma intanto…

Workaway e Worldpackers – opinioni e funzionamento

 

 
 
 
 
 
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Penso che i work-exchange siano uno dei modi più belli di viaggiare che ci sia. Tutte le piattaforme disponibili funzionano più o meno allo stesso modo: ci si può registrare al sito sia come volontari sia come host.  Gli host creano una pagina con la propria proposta, cosa cercano e cosa offrono in cambio, e i volontari possono proporsi dopo aver a loro volta compilato un profilo.

È possibile visualizzare tutte le esperienze ma non contattare gli host a meno di non fare l’abbonamento alla piattaforma, tipicamente annuale.

Costi:

Una volta sottoscritto l’abbonamento, si possono contattare tutti gli host e proporsi, si attende la risposta e…si parte!!

 

Opinioni su Worldpackers: è perfetto per la prima volta

La prima volta non si scorda mai, no?

Be’ credimi, è valido anche per i work-exchange. In positivo o in negativo, è un’esperienza che ti cambia per sempre. Ma è anche un grosso rischio.

Il mio primo Workaway è stato un momento di grande crescita. Il momento in cui ho amato il viaggio più che mai, in cui ho scoperto che poteva essere fatto spendendo poco e con grandi emozioni, che poteva durare più a lungo che una vacanza. Ma anche un momento molto difficile.

Mi sono trovata in una famiglia un po’ particolare in Portogallo, dove sarei dovuta restare due settimane. Be’, la verità è che dopo poco meno di una…sono fuggita.

I giorni passati lì sono stati bellissimi per alcuni motivi, ovvero le cose che sono riuscita a fare grazie ad altri workawayer più esperti di me, ma terribili su altri (se ti dico materasso per terra con topi che scorrazzano in giro, che ne pensi? 😉). E così, a vent’anni, ho fatto il mio primo viaggio da sola, girando per il Portogallo in solitaria durante la settimana che mi restava da trascorrere lì, più per necessità che per scelta, senza un piano e senza un aiuto esterno.

Alla fine è stato bellissimo e credo che nell’economia di chi sono oggi sia stato fondamentale, ma…quanto sarebbe stato più facile se Workaway, invece di essere un’imparziale e distante piattaforma di ricerca, nulla più che un elenco di host e attività, mi avesse aiutato a uscire da quella situazione?

Be’, è proprio come funziona Worldpackers, con la sua “assicurazione.

Worldpackers infatti offre una sorta di rete di sicurezza nel caso, probabile soprattutto all’inizio con i work exchange, che qualcosa non vada.

È normale, perché le prime volte non si sa che domande fare, che cosa aspettarsi, come adattarsi. Ed è per questo che l’offerta di Worldpackers di aiutare il volontario a trovare un altro host e, nel frattempo, coprirgli i costi dell’alloggio per qualche giorno, è davvero bella e interessante.

Una garanzia in più che, in caso di problemi imprevisti (come i topi, ecco), non si sarà soli dall’altra parte del mondo a cercare un’alternativa.

Worldpackers o Workaway? Scegli in base a dove desideri andare

Worldpackers e Workaway sono forti su luoghi del mondo diversi, quindi se hai intenzione di fare l’abbonamento per un viaggio specifico può convenirti valutare in base a questo.

Workaway ha più opzioni di host in Europa e USA, Worldpackers è decisamente il più forte in Sudamerica (il fondatore è brasiliano, quindi Brasile su tutti). In Asia e Oceania ci sono tantissime esperienze su entrambe le piattaforme, forse leggermente di più su Workaway, ma in realtà c’è poca differenza quindi può essere più importante il punto sotto.

 

Se hai fretta, scegli Worldpackers

Come dicevo, Workaway è un po’ imploso negli ultimi anni. Ci sono tantissimi host ed esperienze ma, non essendo il livello di controllo della piattaforma particolarmente elevato, molte esperienze sono vecchie di anni, gli host magari non rispondono, o rispondono dopo mesi e mesi. Quindi trovare la giusta sistemazione su Workaway è più un caso che una scelta.

Worldpackers invece ha un team dietro che sta dando un’impronta simil-agenzia a questo servizio di sharing economy: i ragazzi di Worldpackers intervistano ciascun host prima che questo venga ammesso sulla piattaforma, controllano il livello di serietà e l’offerta, verificano che questi risponda alle mail in breve tempo (su entrambe le piattaforme comunque si può vedere in media in quanti giorni rispondono).

Per cui, anche se il numero di host è complessivamente minore che su Workaway, la qualità è più alta e le probabilità che chi ci è piaciuto ci accetti (in breve tempo) si moltiplicano su Worldpackers.

 

Worldpackers vs Workaway: la modalità di ricerca

 

 
 
 
 
 
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Le mie opinioni su Worldpackers e Workaway riguardo la modalità di ricerca sono varie. Da una parte, Worldpackers è fatto in maniera molto più intuitiva, sulla sinistra c’è l’elenco dei filtri che si possono utilizzare e per ciascuna categoria se ne può semplicemente selezionare uno.

I filtri disponibili su Worldpackers sono:

  • Paese o area geografica (se sai dove andare ma non cosa fare)
  • Tipo di progetto (work exchange con business locali, attività sociali con NGO oppure progetti più legati all’ecologia e alla natura)
  • Tipo di host (esperti con tanti feedback o nuovi)
  • Periodo di disponibilità
  • Tipi di aiuto richiesto (con categorie quali fotografia, marketing, insegnamento, costruzione, contatto con i clienti, etc) e abilità (simile ma più specifico, con categorie quali fotografia o cura degli animali)
  • Tipo di host (NGO, ostello, famiglia, etc)
  • Stile dell’esperienza (davvero interessante come filtro, ci sono elementi meno espliciti come party, contatto con la natura, spirituale, etc…persino “vegano”!
  • Lunghezza accettata del soggiorno (da pochi giorni a mesi, solitamente gli host chiedono minimo 1 o due settimane ma c’è anche chi accetta meno)
  • In più: pasti inclusi o meno, tipo di alloggio offerto ed eventuali benefit aggiuntivi

Workaway è molto simile, con un po’ meno variabili tra cui scegliere ma in sostanza con una buona tecnica di ricerca. Ha però, a mio parere, un grosso vantaggio (che Worldpackers ci ha comunque detto di star implementando a sua volta): la ricerca per parola chiave.

Per me che adoro fare volontariato con i cavalli, ad esempio, questo è fondamentale. Posso semplicemente scrivere “horses” e mi appariranno tutti gli host che hanno utilizzato questa parola nella propria descrizione. 

Worldpackers, per evitare la confusione che può crearsi con questo tipo di cosa (alcuni possono scrivere che ci sono cavalli in zona, ma non offrire il volontariato con gli animali), ha preferito evitare di inserire quest’opzione e sta lavorando su un’altra modalità: allargare il numero di categorie.

Così, ad esempio, su Worldpackers è possibile scegliere come tipo di host:

  • Hostel
  • Pousada
  • Farm
  • Guest House
  • Eco Village
  • Holistic Center
  • Permaculture project
  • Camping
  • Home Stay
  • Hotel
  • NGO
  • Eco Lodge
  • School
  • Community
  • Startup
  • Yoga Studio
 

Una grande comodità per chi voglia ad esempio imparare a fare surf in una surf school pagandosi il corso facendo volontariato, o per un’insegnante di yoga alle prime armi che voglia mettere in pratica le proprie competenze in un Yoga Studio, o ancora uno studente di turismo che voglia lavorare in un Hostel, ostello, etc.

 

Come funziona Worldpackers per crearsi un portfolio come nomade digitale

Veniamo all’ultimo punto, che secondo me è anche uno dei più importanti e dei motivi per cui è maggiormente interessante fare un’esperienza di Work-Exchange.

Il motivo è che con questo tipo di attività si può imparare un lavoro. O mettere in pratica ciò che si ha studiato. O apprendere delle nuove skill. O ancora, crearsi un portfolio.

In questo, Worldpackers è molto più utile di Workaway. Mentre Workaway offre per la maggior parte lavori “manuali” (aiuto in cucina, con le pulizie, con le costruzioni, etc), Worldpackers si è concentrato molto sui lavori creativi, strizzando fortemente l’occhio al mondo dei nomadi digitali.

Così, tra i tipi di lavoro per cui si può filtrare, su Worldpackers ci sono:

  •  Administration
  •  Arts
  •  Party Promoter
  •  Social Media
  •  Photography
  •  Video Making
  •  Teaching Languages
  •  Content Writer
  •  Tour Guide
  •  Web Developer
  •  Child Care
  •  Music
  •  Teaching Sports

Sei un aspirante fotografo che sogna di mollare tutto e vivere viaggiando, ma non sa da cominciare per farsi un portfolio? Ecco la tua occasione. Vuoi scrivere e creare contenuti per vivere, ma non sai da dove iniziare? Be’, da qui. Sei un mago dei video ma non trovi clienti? Eccolo, non ti pagherà in soldi ma in esperienza, e a volte vale di più dei soldi. E così via.

 

Worldpackers e Workaway: qual è meglio fare?

 

 
 
 
 
 
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Be’, direi che non avrei potuto darti più informazioni di così. Come vedi, ogni piattaforma ha i suoi pro e contro e dire quale sia meglio non è davvero facile.

La mia opinione su Worldpackers è che sta crescendo velocemente e in maniera più interessante di Workaway. Hanno un’attenzione verso gli utenti che è fantastica, e questo Workaway non l’ha mai fatto. Dall’altra parte, Workaway vive di rendita per la maggior fama che ha avuto in questi anni, quindi è obiettivamente più abitato.

Che fare quindi? Quale piattaforma scegliere?

Secondo noi…entrambe!

Sì, lo so cosa pensi, costano tanto. È vero (anche se ti ricordo che hai 20$ di sconto su Worldpackers, che non è poco!) ma per chi viaggia tanto come noi non è davvero nulla.

Faccio un work-exchange come minimo due o tre volte all’anno, ogni volta in luoghi e con scopi diversi, e per me poter accedere a entrambe le piattaforme con i propri vantaggi specifici è troppo utile e interessante. 

Se sei un viaggiatore abituale, ti consiglio di fare l’abbonamento a entrambe insomma 🙂

Se invece non te la senti e vuoi cominciare “lento”, allora in questo articolo hai trovato tutte le informazioni per prendere la tua decisione su quale piattaforma di work-exchange scegliere tra Worldpackers e Workaway, in base alle tue esigenze. 

Non ti resta che preparare il tuo profilo e contattare gli host…il viaggio più bello della tua vita è a pochi passi da te!

Fammi sapere cosa decidi e quali sono le tue opinioni su Worldpackers e Workaway nei commenti 🙂

 

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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