Come capire cosa fare nella vita? Ecco la nostra soluzione

capire cosa fare nella vita

Capire cosa fare nella vita è una delle cose più difficili che ci siano.

Il percorso che prendiamo, troppo spesso, sceglie noi, invece del contrario. Iniziamo con un corso di studi o un tipo di lavoro, e poi veniamo incastrati dalle stesse scelte che abbiamo fatto. Magari a 14 o 18 anni, quando…parliamoci chiaro, cosa diavolo ne puoi sapere di cosa vuoi fare nella vita a quell’età?! Io non lo so con certezza adesso!

Eppure, la società ci richiede di scegliere. La prima volta quando ancora non siamo nemmeno abbastanza adulti per votare o guidare, la scuola ci richiede di fare una prima, drastica scelta: liceo o istituto professionale? Già lì, per molti, verrà tracciata una linea che diventerà invalicabile. 

E la cosa peggiora quando bisogna scegliere l’università: siamo chiamati a decidere se vogliamo diventare avvocati, medici o lavoratori da ufficio quando ancora viviamo con i nostri genitori e di questi mestieri ne sappiamo tanto quanto ci mostra la televisione. Ma come si fa?!

E avanti così, perché una volta presa una strada è ben difficile virare e avventurarsi in mare aperto, senza certezze. Soprattutto nella nostra cultura del “ritieniti fortunato ad averlo, un lavoro!”.

Sembra un destino segnato…

Ma per fortuna non lo è. La buona notizia è che non c’è un limite di età o di tempo entro cui è necessario decidere cosa fare nella propria vita.

Lo dimostrano le decine di storie che abbiamo ascoltato e raccontato in questi anni nel nostro blog e soprattutto nel podcast, storie di persone che rischiano, che si lanciano, e che vincono.

Lo dimostrano le persone di ogni età e percorso sociale che leggono la nostra Guida al Viaggio a Lungo Termine e ci scrivono piene di gratitudine, raccontandoci il proprio percorso.

Forse proprio perché, come ho scritto tempo fa, il segreto della felicità è che poche persone trovano il coraggio di cambiare strada per provare ad inseguirla…e questo rende statisticamente più probabile che questi ultimi abbiano successo, no?

scegliere la propria strada

Una scelta impossibile da fare

Il punto è che per capire cosa fare nella vita non basta un test di personalità.

Non si può scegliere guardando le brochures dell’università, né tantomeno seguendo i consigli dei genitori.

Specialmente in un mondo come quello in cui viviamo oggi, in cui la maggior parte dei lavori NON ESISTE NEMMENO su carta: credi che per la mia professione, “content writer”, ci sia un’università? Una brochure? Uno stage in azienda?

Quando ho iniziato a farlo nemmeno sapevo cosa fosse, è stato un caso che rientrasse tra le mansioni del mio lavoro come digital marketing specialist. E mi sono inventata io come farlo evolvere, nessuno mi ha dato un libretto di istruzioni.

È per questo che è così difficile rispondere alla domanda “che lavoro si può fare per essere nomadi digitali?“. Perché non esiste una risposta, se non qualche vago elenco di professioni in cui è più facile. La devi trovare tu, costruirla come un sarto su te stesso, le tue misure uniche e inimitabili!

L’unico modo di capire cosa fare nella vita è…provare!

Nella vita, io ho capito molto di più su ciò che desideravo fare da ciò che non mi piaceva, piuttosto che da ciò che mi piaceva. È andando per esclusione, sentendo quella sensazione di ribrezzo svegliandomi la mattina all’idea di fare il lavoro che avevo scelto, che ho capito cosa NON volevo fare.

E, allo stesso modo, è provando, entrando in contatto con realtà che non conoscevo, vedendo quali cose straordinarie erano possibili al di fuori dai limiti delle scelte universitarie e lavorative classiche, che ho piano piano messo insieme i pezzi del puzzle della mia vita, e della mia professione.

 

Provare prima di scegliere: la parabola del ristorante

buffet per scegliere cosa fare nella vitaSarebbe bello se la scelta della propria strada nella vita avvenisse come per la cena ad un buffet, no?

Ci si avvicina con il proprio piatto in mano, e si osserva ciò che offre la tavolata. Ecco, assaggiamo questo. Bleah, che schifo! E quello lì? Ci sono le melanzane, che io adoro, ma anche qualcos’altro che non avrei mai pensato ci stesse bene insieme, interessante! Ehi, aspetta. Cos’è quella cosa strana laggiù in fondo? Proviamone una cucchiaiata. Mmmm, buona! Aspetta che ne prendo ancora….

 

E invece no, la scelta del proprio destino è più simile alla decisione di cosa mangiare guardando un menù dalle portate piuttosto standard, sapendo che c’è una lista di piatti del giorno piena di prelibatezze…ma che tu non lo puoi vedere!

 

Be’…e se ti dicessi che c’è un modo, non per dico servirti al buffet sopra, ma quantomeno andare in cucina e sbirciare quali sono i piatti fuori menù?

Quello che ho trovato io, e che reputo il più interessante…è sfruttare i portali di work-exchange.

 

Crea il tuo buffet personale con Workaway & co.

lavorare con i cavalliLa prima volta che sono venuta a conoscenza dei work-exchange avevo 20 anni. Avevo finito la laurea triennale e scelto il Master. Iniziavo a costruire la mia strada mattone dopo mattone, nella direzione semi-casuale suggeritami un po’ dalle mie ben poco chiare idee, un po’ dai miei genitori, un po’ da quello che era socialmente accettato fare.

Come ho scritto, cercavo un modo per andare a fare un breve periodo di volontariato senza pagare cifre esorbitanti, durante un periodo di vacanze più lungo del solito e…ho trovato Workaway.

Un sito che permette di scegliere ospiti locali in tutto il mondo, che abbiano bisogno di aiuto nei più disparati compiti e mansioni.

Aspetta, te lo riscrivo alla luce della metafora utilizzata precedentemente:

Un sito che ti permette, utilizzando certe parole chiave o scorrendo le liste in base ai lavori possibili, di avere un’idea dei lavori più strani e assurdi in circolazione, e delle cose di cui il mondo ha bisogno. Poi ti permette di entrarci in contatto, passare un periodo a provarlo senza impegno, e infine tornare alla tua vita come se niente fosse, pronto a trarre le tue conclusioni……

Con il sito WorldPackers è ancora più facile, come spiegato in questo articolo, perché il sistema di filtri è fatto molto bene e permette proprio di scegliere in base a categorie specifiche: marketing e comunicazione, etc, e all’interno di ciascuna di esse ci sono categorie come il social media marketing, la SEO, fotografia e videomaking…

(Con il nostro codice VIAGGIOSOLOANDATA hai anche lo sconto sul “menù” di 20$ per il primo anno di iscrizione!)

 

Lo vedi? È lui, è il buffet! O quantomeno, la sbirciatina in cucina 🙂

 

Come utilizzare Workaway e simili per capire cosa fare nella vita

Devo ammettere che l’idea di utilizzare i work-exchange come “bussola” per capire cosa fare nella vita non è totalmente mia. Me l’ha data una ragazza australiana che ho conosciuto, appunto, durante il mio secondo work-exchange.

Aveva appena compiuto 18 anni, finito il liceo e preda dell’indecisione su cosa scegliere di fare all’università. Era indecisa sul suo futuro, non riusciva a scegliere tra le sue grandi passioni, lavorare con i bambini e con gli animali…voleva diventare veterinaria o educatrice? Istruttrice di equitazione o psicologa infantile? La lista di alternative è potenzialmente infinita.

workaway ippoterapiaE cosa ha fatto? Ha sospeso la scelta ed è partita per un anno sabbatico. Durante questo periodo ha scelto di fare una serie di attività di work-exchange legate agli ambiti che voleva approfondire: insegnare l’inglese ai bambini, fare la baby-sitter, ma anche lavorare come volontaria in un centro di recupero per cani randagi o in un maneggio dove si praticava l’ippoterapia per disabili (è proprio facendo questo, in Austria, che ci siamo conosciute).

L’ho trovata un’idea GENIALE!

Io le mie scelte le avevo già fatte, e d’altronde quasi nessun sito di work-exchange permette ai minorenni di utilizzare la piattaforma (qui comunque abbiamo raccolto una serie di alternative, se vuoi dare un’occhiata), quindi non avrei potuto fare diversamente…

Ma da allora ho iniziato a utilizzare questi siti per provare i lavori che più mi appassionavano, ovvero: lavorare con i cavalli, in tutte le salse.

Ma non solo: lo abbiamo utilizzato per realizzare i nostri primi reportage, come quello sui nomadi mongoli.

E Marco lo ha sfruttato per farsi un portfolio come fotografo quando stava iniziando la sua carriera in quel campo.

Abbiamo imbandito il nostro buffet e abbiamo iniziato a servirci, facendo ciò che ci piaceva, viaggiare, provando esperienze nuove e arricchendo i nostri CV di esperienze e competenze utili.

 

Trova quel lavoro che non ti farà lavorare

Il punto è che capire cosa fare nella vita significa fare una profonda auto-analisi.

Abbiamo accennato a questo discorso in questo articolo sul lavorare online, e soprattutto nella nostra Guida al Viaggio a Lungo Termine, dove parliamo estensivamente di come rendere sostenibile lo stile di vita del viaggio ANCHE grazie al lavoro giusto.

Come spieghiamo in queste risorse, e come sostengono i sempre saggissimi giapponesi, devi trovare il tuo IKIGAI.

Hai presente la frase “Fai un lavoro che ami e non lavorerai un solo giorno nella tua vita”?

Ecco, esattamente questo. Ma come si fa?

schema-su-come-trovare-ikigai

Trovando ciò che sta all’intersezione tra quattro elementi:

  • ciò che ti piace fare
  • cosa sei bravo a fare
  • ciò che il mercato/mondo richiede
  • ciò che potresti essere pagato per fare

È un concetto meravigliosamente vero, anche se di difficile applicazione. Almeno, prima di scoprire che puoi utilizzare i work-exchange per trovare la tua strada e cosa fare nella vita.

Una volta che metti insieme i due elementi, diventa tutto straordinariamente semplice e interessante.

Ogni tentativo che fai, ogni prova, anche ogni fallimento, perché no, serve ad andare a completare il quadro. Scopri che alcune attività sono sì una professione ben retribuita, ma non provi nessun senso di missione per loro, e quindi non ti arricchiscono. Altre invece sei bravissimo a farle e sono la tua passione (magari dipingere) ma nessuno ti vuole pagare per farlo; e se dovessi solo cambiare prospettiva? Passare dalla pittura su carta all’illustrazione digitale, per esempio?

Tante volte i lettori ci scrivono le chiederci “come si comincia? Come si fa il primo passo?“.

Be’, la risposta è tutta qui. Facendo. Si impara molto di più così. Accetta la prima cosa che trovi che vada nella direzione che desideri, o createla tu: sei sempre in tempo per cambiare e tornare sui tuoi passi, ma avrai comunque imparato qualcosa.

E al tempo stesso, iscriviti a Workaway, Worldpackers o il sito di work-exchange che ti ispira di più e inizia a servirti al buffet: pilucca qua e là, finché piano piano non ti accorgerai di star creando qualcosa di magnifico…la TUA strada.

 

Cosa pensi di questo articolo? Se ti è piaciuto e lo trovi utile, per favore condividilo sui tuoi canali. Aiuterai tante persone (anche chi non conosci) a trovare risposta alle proprie domande su cosa fare nella vita, e ci renderai molto felici!

 

Un abbraccio,

Ilaria e Marco

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