Cambio vita: da avvocato con il gene wanderlust a nomade digitale

cambiare vita

“Cambio vita!”. Ebbene sì, scontato ma vero, è quello che mi sono detta un giorno di qualche tempo fa non troppo lontano.

Lo sognavo da anni, lo desideravo talmente tanto da poter sentire il sapore di quella sensazione di assoluta libertà.

Libertà da vincoli, da orari, ufficio, persone e routine.

In fondo, tutti coloro che sognano di cambiare vita lo fanno perché sentono di dover assecondare un bisogno latente che scalpita dentro.

Per quanto diversi siano i cambiamenti che ognuno di noi desidera per se stessi… tutti sono accomunati dal fatto che la destinazione finale porta ad una libertà personale.

Nel mio caso è stato davvero difficile trovare quel coraggio.

cambio vita
Ph by Vicky Elia

Voglio raccontarti una storia, non una qualunque ma la mia.

Ci ho pensato molto prima di farlo perché è intima e personale.

Alla fine ho pensato che condividerla con te sarebbe stato in qualche modo un dono.

Un dono per permetterti di fare qualunque cosa tu desideri da tempo ma che non hai ancora realizzato per un motivo o per un altro.

Perché proprio la mia storia quindi? Perché oltre a essere vera, può darti quel coraggio che io stessa ho fatto fatica a trovare per assecondare il mio bisogno di cambiamento e per ottenere la mia personale libertà dalle cose e dalle persone.

Se ci sono riuscita? Giudicalo tu stesso!

Come cambiare vita: il segreto è avere coraggio

nomadi digitali
Ph Vicky Elia

Perché ti parlo di coraggio? Semplicemente perché la vita che ciascuno di noi ha costruito è solitamente frutto di sacrifici, volti alla ricerca di certezze e di soddisfazioni personali.

Spesso si investe gran parte della propria esistenza per inseguire una professione o un percorso: anni di studi, sacrifici economici e non, tentativi. 

E quando si arriva al momento in cui possiamo dire di avercela fatta, dovremmo sentirci elettrici di felicità. Provare una gioia incontrollabile.

In quel momento l’autostima dovrebbe pervaderti perché tutti i sacrifici per raggiungere quel risultato hanno finalmente avuto un senso. Lacrime o notti insonni per la smania di farcela, all’improvviso assumono un volto più dolce.

Questo è quello che dovrebbe accadere giusto? Ma se non succede?

Se dopo anni di sacrifici, studi e lotte per conquistare quel lavoro o affermarsi in una qualche professione non provi assolutamente nulla di tutto ciò, cosa accade?

Be’, a me è successo proprio questo e non è stato facile gestire tutto quello che ne è derivato.

Da avvocato a…cosa? Capirsi è il primo passo per farcela

Mi sono laureata in giurisprudenza a pieni voti e con un anno in anticipo.

Subito ho iniziato il percorso per diventare notaio frequentando la scuola notarile per 7 anni.

Ho studiato giorno e notte per più di otto ore al giorno.

Nel frattempo, per potermi mantenere agli studi, mi sono abilitata per svolgere la professione d’avvocato e a quel punto ho iniziato a svegliarmi alle 4 del mattino per gestire lavoro, scuola notarile e studio.

Notti intere con la faccia riversa sui libri sostenuta solo dall’odore del caffè… le pagine del mio codice civile ne sono ancora impregnate.

Mentre tutti i miei coetanei vivevano gli anni più dolci della gioventù in leggerezza, io sfogliavo e memorizzavo pagine senza sosta, in compagnia dei miei cari vecchi libri e la luce gialla della lampada da scrivania sempre accesa.

Mi sono privata degli anni più belli della mia gioventù per inseguire il sogno di diventare notaio.

Non l’ho fatto certo per sperare di diventare ricca, no… i soldi rendono eccessivamente prudenti e io non ne ho mai voluti più di quelli necessari per vivere felicemente.

Ho studiato così tanto semplicemente perché amo studiare, amo la cultura e il diritto.

Il notaio è la persona più sapiente in fatto di legge, fosse anche solo per tutti gli anni che occorrono per diventarlo.

Per amore della cultura ho quindi lavorato sodo. Non avevo il tempo da dedicare alle uscite e così, piano piano, il cerchio degli amici ha iniziato a stringersi fino a rimanere io, da sola sulla mia piccola isoletta di libri e sogni.

Poi è arrivato il momento di fare il concorso notarile e più si avvicinava quel giorno più le sensazioni in me iniziavano a cambiare.

Dubbi, paure e oppressioni iniziavano a prendere il posto della fierezza, fortezza e resilienza che, fino a quel momento, mi avevano fatto compagnia.

Le paure crescevano come germogli in un terreno troppo fertile e nel frattempo il panico ha iniziato a zampillare perché ho dovuto porre una domanda a me stessa… di cosa avevo paura esattamente?

Di deludere gli altri o di deludere me stessa? L’idea di cambiare vita iniziava a farsi strada lentamente, fino a prendere il volo e non poterla più controllare.

A quel punto la paura è diventata una certezza: che volevo cambiare vita totalmente! Al tempo stesso avevo paura di deludere tutte le persone che mi hanno vista nel tempo dedicarmi con costanza e amore solo allo studio smisurato.

Ad un certo punto mi è parso di indossare la pelle di qualcun altro.

Ho capito che lo stavo facendo per gli altri e non per me… per non deludere le aspettative di chi ci aveva creduto, puntando sul mio successo. Forse però quel successo non lo avevo mai voluto veramente.

Ho iniziato a guardami dentro con attenzione cogliendo che sono una persona in costante bisogno di movimento.

Scoprire bellezza è un bisogno, muovermi e vivere viaggiando una necessità… ho scoperto di essere una Wanderlust.

Mi sentivo sola e non compresa, avevo bisogno di due cose:

  1. cambiare vita;
  2. trovare la persona giusta per condividere questo sogno;

In fondo la vita è sempre un viaggio da fare insieme a qualcuno nei cui occhi ci si può specchiare e riconoscersi.

Non siamo fatti per essere isole,  abbiamo due mani e una serve sicuramente per stringerla forte alla persona che è in grado di farci sorridere.

La malattia del viaggiatore: sindrome del Wanderlust

cambio vita
Ph by Vicky Elia

Sapevi che esiste davvero la sindrome del viaggiatore? Ti spiego bene di cosa si tratta, così puoi scoprire se ti riconosci in questa “malattia”.

I veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.”

Lo diceva Charles Baudelaire già nell’800. Fin da quei tempi lontani le anime alla ricerca della scoperta eterna esistevano e iniziavano a definire quella che oggi ha preso il nome della sindrome di Wanderlust.

Ma allora chi sono questi Wanderlust? Probabilmente avrai visto questa parola tatuata sulla pelle di qualche viaggiatore… io ad esempio l’ho fatta incidere sul mio polso accompagnata da un piccolo aeroplano in carta svolazzante.

Wanderlust non è un disturbo psicologico, né una leggenda.

Si tratta di una tendenza che certe persone hanno, e che dal punto di vista scientifico può forse essere associata a una variante genetica.

Anche se viene chiamata “malattia del viaggiatore” non ha nulla di pericoloso ma, secondo quanto teorizzato, corrisponde alla modifica di un gene, precisamente il gene DRD4 che nei soggetti che lo presentano risulta come DRD4-7R.

La sindorme del Wanderlust è scritta nel DNA: il cambio vita parte dai geni

Si tratta del recettore della dopamina, l’ormone della felicità.

Chi possiede questo gene mutato, in poche parole, ha bisogno di qualcosa in più e fuori dall’ordinario. Solo così il cervello può produrre l’ormone della felicità e donare così quelle sensazioni piacevoli che fanno stare bene una persona.

Per questa ragione, le persone che avvertono un vero e proprio malessere nella vita routinaria hanno bisogno di continuo movimento, di cose nuove e a tratti avventurose.

Il viaggio a volte può assumere le forme di una vera e propria ossessione, ma resta sempre un’ossessione piacevole e delicata, l’unica in grado di mettere a tacere quel tormento dolce e amaro nell’attesa del prossimo aereo.

L’irrefrenabile desiderio di vagabondare senza troppi programmi ma con la sola voglia di scoperta dell’ignoto, questo è il Wanderlust e di solito è sempre questo ti porta a desiderare di cambiare vita.

Un Wanderlust è una persona curiosa e felice nell’andare controcorrente senza uniformarsi alle regole della società.

Pensaci! La società impone, senza dirlo, il fatto che dopo gli studi bisogna trovare un lavoro stabile e sicuro, acquistare una casa e creare una famiglia. Questo basta per appagare la maggior parte delle persone.

A me no! Per me non era abbastanza. Avevo bisogno di qualcosa di più.

Ogni giorno un tramonto diverso, una vita fatta di cose semplici ed essenziali, desideri che ti portano inevitabilmente al desiderare un cambio vita.

Può essere assurdo pensare che ci si possa “ammalare” di viaggio.

Eppure potrebbe essere scritto tutto nel nostro DNA.

cambiare vita
Ph Vicky Elia

Insomma, se anche tu provi il batticuore ogni volta che sali su un aereo e sogni di assaporare l’aria che avrà il nuovo posto di mondo in cui atterrerai, allora probabilmente fai parte di quel 20% di persone che riescono a vivere di queste emozioni.

Ecco! Io sono una di loro, una Wanderlust, e quando me ne sono resa conto ho pensato che era giunto il momento di fare il cambio vita.

Cambio vita…ma come faccio?

Quando ho iniziato finalmente ad ascoltarmi ho anche fatto la conoscenza con la vera me, e mi sono stupita perché mi sono resa conto che non mi conoscevo affatto.

Ho scoperto di essere la migliore compagnia per me stessa, ho scoperto che non avevo bisogno dell’approvazione degli altri.

“Gli altri” non vedevano ciò che vedevo io ma erano solo annebbiati dal velo del pregiudizio che non ha tardato a scagliarsi su di me come uno schiaffo in pieno viso.

Le difficoltà di vivere viaggiando: dirlo ai propri cari

Quando ho comunicato il cambio vita alle persone a me più vicine è iniziata la parte più difficile.

Ho dovuto mandare giù parole e giudizi velati di sottile cecità che però colpivano forte e ferivano tanto.

Non mi aspettavo assolutamente saette dalle bocche di chi, il giorno prima, mi aveva sorriso e stimata come persona intelligente e piena di risorse.

All’improvviso per quelle stesse persone ero diventata una ragazza poco concreta, con una poca percezione del vivere bene, del lavoro e dei sacrifici.

Quando ho detto poi che avrei abbandonato la mia carriera da giurista per fare la nomade digitale, bouquet di punti interrogativi comparivano intorno alle teste di chi proprio non conosceva quel mondo… ma che non era neanche disposto a dargli una possibilità.

Non ho ceduto però, tutto quello che volevo lo sapevo già e mi bastava allungare la mano per prenderlo... ho pensato che il desiderio di cambio vita era parte di me e non potevo evitarlo, a meno di cedere al compromesso e continuare a vivere in quel girone di infelicità.

Se amici e famigliari non mi capivano e non mi supportavano il problema era il loro dopotutto, non certo il mio che sapevo come essere felice e potevo farlo.

Non mi sono fatta scoraggiare dunque, mi sono interrogata con sincerità su cosa potevo e sopratutto volevo fare per poter sostenere economicamente il mio progetto di lavorare viaggiando slegata da uffici e in piena libertà.

Ho pensato quindi che il mio lavoro da avvocato avrei potuto svolgerlo comunque anche da remoto.

  • Le consulenze e le lettere da inviare in fondo non necessitano che io sia in ufficio.
  • La tecnologia per fortuna oggi permette di fare riunioni in videoconferenza.

Questo di sicuro agevola il cambio vita!

Cos’altro? Amo scrivere e fotografare, avrei potuto cercare di lavorare come web writer e vendere foto online.

Voglio vivere anche di questo, mi sono detta! Così ho iniziato a cercare e creare opportunità… e man mano che le cercavo queste sono arrivate, facendomi scoprire nuovi lavori come nomade digitale, insieme a tante meravigliose persone che sono entrate nella mia vita.

Primi tra tutti proprio i fantastici ragazzi di ViaggioSoloAndata, tra i più preziosi incontri della mia nuova vita.

Partire per un viaggio solo andata: il cambio vita inizia con un biglietto aereo

Ho sempre viaggiato tanto, solo quest’anno sono andata in Repubblica Dominicana, Marocco, New York, Costa Rica…ma questa volta non voglio un biglietto di ritorno.

Tra batticuore e paure è così che si è finalmente materializzato il giorno del mio viaggio solo andata.

Ho comprato il primo biglietto di sola andata per le Isole Canarie.

La mia nuova vita libera e felice inizia proprio da quelle bellissime isolette nell’Oceano Atlantico.

Poi dopo qualche mese, vorrei fare il grande passo….ripartire in direzione Asia, per non fermarmi più e vivere in maniera semplice ma felice.

Vivere di nuovi orizzonti, di colori di tramonti, vivere delle mie sole passioni e delle mie capacità.

Questo per me rappresenta il cambio vita più emozionante di sempre. Il più desiderato e sofferto.

Per questo passo ho dovuto dire addio a tante persone care, che non hanno saputo condividere la mia gioia pur essendo loro stessi fortemente infelici nelle proprie vite.

Così come tante persone sono andate, tante altre sono entrate… persone più in linea con quello che sento di essere, che si riconoscono nei miei sogni perché li condividono o semplicemente li accettano senza pregiudizi.

Alcune di queste persone sono entrate nel mio cuore e una tra le anime più rare e belle farà parte di questo cammino con un biglietto di sola andata e uno zaino in spalla per scoprire il mondo.

Per tutte le altre che hanno scelto di non esserci, penso che proiettino la loro infelicità sui progetti altrui credendo che non è possibile essere felici per davvero… ebbene io ti dico che non è così!

Puoi farcela! Qualunque sia il tuo desiderio più grande non lasciare diventi una missione incompiuta per colpa del coraggio che manca alle persone a te vicine.

Se tu vedi qualcosa e gli altri no, segui il tuo istinto e poi dimostra loro che per essere felici ci vuole solo coraggio.

Il cambio vita, in qualunque modo tu voglia farlo, è possibile. Non contano gli anni che hai o la vita che hai fatto.

Quando senti che quel desiderio scalpita più forte dei battiti del tuo cuore rispondi a chi non crede in te con questa citazione di Albert Einstein:

“Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo”

Ti ho raccontato la mia storia non per farti leggere un semplice racconto ma per dirti che tutto ciò che desideri lo puoi realizzare senza paura. La vita è qui e ora, e devi sempre viverla al meglio con le persone giuste in grado di renderla l’impresa più straordinaria di sempre.

E tu? Hai mai desiderato cambiare vita, ma ti sei bloccato solo per paura di deludere le persone a te care?

Fammelo sapere nei commenti e raccontami la tua storia, sarò felice di leggerla.

Un abbraccio,
Vicky

Anche tu senti di avere il gene Wanderlust, e vorresti partire per il tuo viaggio solo andata? Allora abbiamo qualcosa per te…

Vorresti scoprire come viaggiare a tempo indeterminato?
È proprio quello in cui noi di ViaggioSoloAndata abbiamo una certa esperienza!

Se condividi con noi questo sogno, forse può interessarti la guida a come iniziare a viaggiare a lungo termine.

Una guida in cui abbiamo raccolto tutto ciò che abbiamo imparato nel nostro viaggio solo andata, le risposte a tutti i dubbi che avevamo prima di partire e a quelli dei nostri lettori.

In questa guida non troverai solo i temi legati al viaggio a tempo indeterminato, come l’organizzazione, la burocrazia, i costi e i consigli per affrontarlo, ma anche la storia di come siamo riusciti a realizzare il sogno di diventare nomadi digitali e di rendere sostenibile questo stile di vita, e di come puoi farlo anche tu.

Insomma, non una guida qualsiasi, ma LA GUIDA DEFINITIVA AL VIAGGIO A LUNGO TERMINE 🙂

Scopri la Guida al Viaggio a Lungo termine!

Last Updated on Agosto 23, 2022 by Ilaria Cazziol

More from Vittoria Elia
Stampa foto online: guida pratica per risultati eccellenti
L’evoluzione dell’era digitale ha certamente stravolto anche il mondo della fotografia, e...
Read More
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.