Viaggi avventurosi: come superare i propri limiti per sentirsi vivi

viaggi avventurosi

Se guardo davanti a me in questo momento, quasi mi sento svenire pensando a quanto mi spaventino i viaggi avventurosi che ci aspettano.

I prossimi mesi saranno un susseguirsi di sfide che sono, letteralmente, più grandi di me…

  • Stiamo per partire con il nostro viaggio organizzato lungo la transiberiana in inverno
  • Proseguiremo in Mongolia per vivere un’avventura incredibile che pochissimi hanno vissuto e documentato prima di noi: la transumanza dei nomadi mongoli, con temperature che sfioreranno i -30° e noi che li seguiremo a piedi e a cavallo, dormendo con loro nelle ger e documentando questo straordinario e ancestrale stile di vita
  • Tornati, inizieremo ad allenarci quotidianamente per un viaggio in verticale e non in orizzontale: quest’estate sarà il momento, con la spedizione M4810, di tentare la scalata del Tetto l’Europa, il Monte Bianco, a 4.810metri.

Guardando a tutto quello che ci aspetta, mi vengono i brividi.

Brividi di paura, certo. Sono scatenati dall’impossibilità di essere completamente preparati davanti a sfide di questa misura (come fai a essere sicuro che la tua attrezzatura sia adatta per -30°, finché non ti ci trovi? Come fai ad allenarti per salire a quasi 5.000 metri,  se non andandoci?). Dall’affrontare qualcosa per la prima volta, che non abbiamo mai fatto.

Ma anche brividi di piacere. Sento quella scarica lungo la spina dorsale, la mente che corre in avanti e poi indietro, il formicolio della sfida.

E mi dico: ecco cosa significa sentirsi vivi.

avventura in kayak

L’antidoto alla noia esistenziale e…

Potrà sembrarti strano, leggere una cosa del genere. “Ma come Ilaria, non riesci a sentirti viva se non fai qualcosa di assurdo e vagamente folle?“. No, non è questo. 

Mi sento viva anche con una nuotata al mare, un bicchiere di vino con gli amici o una sfida lavorativa.

Ma l’avventura…l’avventura funziona come una medicina. I viaggi avventurosi, le esperienze al limite, pur organizzati per essere sempre in massima sicurezza, creano una combinazione unica di emozioni e stimoli che è in grado di agire come un vero e proprio antidoto.

Un antidoto contro la noia esistenziale che attanaglia tante, troppe persone. Quella monotonia imposta dalle nostre vite ripetitive, prevedibili, che non si sposa con il nostro animo più ancestrale: antico, coraggioso e nomade. Abbiamo rinunciato ad esso per costruire la società in cui viviamo, per maggiore sicurezza e facilità nelle nostre vite…ma una parte di noi recalcitra. 

Perché le storie e i libri di avventura ci piacciono tanto? Perché ci appassioniamo ai viaggi dei grandi esploratori della storia? Perché risvegliano quella parte di noi oggi sopita, in un mondo in cui quasi tutto è stato mappato, recensito, fotografato ed taggato sui social.

Sai che è comprovato che una vacanza attiva ricarica le batterie mentali più di una “passiva”? Partire per andare a fare un trekking impegnativo, a livello mentale almeno, è molto più efficace che passare una settimana in spiaggia a sorseggiare drink con l’ombrellino.

Tira tu le conclusioni!

 

…e il vaccino contro la paura

Ma c’è di più. I viaggi avventurosi, le esperienze forti, le prime volte, hanno un potere incredibile, quasi magico: funzionano come un vaccino contro la paura.

Più ne fai, più te ne inietti in vena, più ti sottoponi a queste piccole, controllate dosi di ansia e preoccupazione, che ti obbligano a sviluppare una mentalità proattiva, e fiducia forzata nelle tue capacità…più ne sviluppi in autonomia.

È incredibile, quasi da non credere…ma l’ho sperimentato più volte nella mia vita.

Io non sono coraggiosa! Mi ca*o sotto, come lo farebbe chiunque altro sul pianeta. Credi che Alex Bellini non abbia paura quando affronta le sue imprese? Certo che sì…è che ormai ha imparato a controllarla.

Ha capito che quella paura diventa la più grande forza. Come ci hanno sempre insegnato i cartoni della Disney, “il coraggio non è assenza di paura, ma la forza di controllarla”.

 

Ho iniziato ad accorgermi di questo potere dei viaggi avventurosi e delle esperienze “estreme” (che si posizionano in uno spettro diverso per ogni persona, il concetto di “estremo” di Marco è a volte preoccupantemente più estremo del mio) quando…be’, quando siamo partiti per il nostro viaggio solo andata.

Allora avevo scritto un articolo sui motivi che ci spingevano a farlo, che per molti versi è ancora valido. Ma se dovessi scriverlo oggi, con il senno di poi, questo diventerebbe il primo motivo:

perché un viaggio avventuroso del genere ti insegna a combattere la paura e a credere che puoi fare qualsiasi cosa.

Dovrebbe essere quasi obbligatorio per legge, per tutte le persone, fare qualcosa del genere almeno per un periodo limitato della vita. Perché l’insegnamento che porti a casa è impagabile!

sfida viaggio avventuroso

Ricordo la paura, l’ansia, la sensazione di voler scappare e annullare tutto che ha preceduto la nostra partenza. Mi sembrava già di vedermi a tornare indietro con la coda tra le gambe, dopo aver perso tutti i miei risparmi (magari rubati!), andando a chiedere di essere assunta di nuovo al mio vecchio lavoro…

Ricordo il terrore che avevo la sera prima di prendere l’aereo da Kathmandu per Lukla, che ci avrebbe portato all’inizio del trekking per l’Everest Base Camp: nella mia testa vorticavano immagini di notti insonni al freddo, di elicotteri che mi venivano a prendere in preda al mal di montagna, e simili meraviglie.

Ricordo l’ansia prima di ogni attraversamento di frontiera, prima di andare a dormire sulla Muraglia Cinese da soli in tenda, prima di ogni esperienza di work-exchange, prima di ogni cosa che ci spinge fuori dalla nostra area di comfort…

ma soprattutto, ricordo che nessuna delle cose negative che ho pensato sono mai avvenute!

Queste avventure sono sempre state un successo, e anche quando abbiamo avuto qualche problema, come furti di cellulari o malattie, li abbiamo affrontati e ridimensionati vivendoli.

 

Più mi mettevo alla prova, più mi sottoponevo a esperienze che non ero sicura di riuscire ad affrontare, più alla volta successiva una vocina emergeva dentro di me e mi sussurrava all’orecchio, nei momenti di massimo panico: stai tranquilla…lo hai già fatto!

La paura non passa mai, quella no. Ma esattamente come un vaccino, iniettare più viaggi avventurosi nella nostra vita ci permette di rendere “innocua” la paura stessa, di depotenziarla. Il nostro sistema immunitario (che fuor di metafora sarebbe la nostra forza di volontà e fiducia in noi stessi) ne esce rafforzato.

E noi, semplicemente, siamo più forti. Più vivi. Più preparati ad affrontare le difficoltà e le sfide.

I viaggi avventurosi sono una scuola di vita, e non penso di esagerare.

Inizia a “studiare”: come organizzare viaggi avventurosi adatti a te

Ti ho convinto? Senti quella duplice vocina dentro che ti dice “sì, no, sì, no” in continuazione, e vuoi metterla a tacere?

Forse sei pronto per iscriverti alla suddetta scuola 🙂

Ma come si comincia? Come si organizzano viaggi avventurosi in sicurezza, senza scadere nelle esperienze turistiche che di avventuroso hanno solo il prezzo esorbitante?

Be’, la buona notizia è che leggendo questo blog sei già a buon punto. Noi come hai visto abbiamo fatto di questo tipo di viaggio la nostra bussola! E abbiamo decine e decine di articoli che spiegano in maniera più o meno diretta come fare lo stesso.

 

Puoi iniziare leggendo la nostra guida completa per organizzare viaggi avventura fai da te:

La guida completa per organizzare viaggi avventura fai da te

 

Il punto fondamentale da ricordarsi è che…non esiste un livello “standard” di avventura. Bisogna cercare quel tipo di esperienza forte che sia leggermente, ma non eccessivamente, oltre la nostra comfort zone.

Per me, vivere una settimana con i nomadi mentre fanno la transumanza invernale è estremo ma non troppo, perché l’ho già fatto in estate. Per qualcun altro potrebbe essere pura follia (dimmi la verità, lo pensi anche tu!) e non essere affatto attraente.

Magari per te semplicemente un viaggio di gruppo che permetta di superare i propri limiti di comfort e comodità, come quello che abbiamo organizzato per il Festival delle Aquile in Mongolia, durante il quale si dorme per diverse notti con famiglie locali nelle loro ger, può essere più che sufficiente.

 

Se leggendo o immaginando un’esperienza senti un istintivo richiamo, quella sensazione di qualcosa di caldo nel petto che si risveglia quando si accende un sogno, ma poi una scarica di paura ti investe e ti blocca….allora probabilmente quella è l’esperienza per te.

Forse è quella la sensazione che stai cercando, e che se affrontata ti renderà più forte in moltissimi ambiti della tua vita!

La ricetta per fare viaggi avventurosi sicuri & di successo

Una cosa è certa: avventuroso non deve significare pericoloso. Se pensi che la tua vita sia in serio pericolo, allora stai facendo qualcosa di sbagliato. Qualsiasi esperienza, anche la più estrema, deve essere fatta mettendosi in condizioni di essere al sicuro!

Il rischio zero non esiste in nessuna situazione, ma quando ci si mette a esplorare fuori dai sentieri battuti (o anche solo fuori dalla nostra zona di comfort) bisogna prepararsi al massimo.

Ecco tutte le misure e le accortezze che prendiamo noi, ogni volta che lo facciamo:

  • STUDIO, STUDIO e ancora STUDIO! Se vuoi organizzare un viaggio avventuroso, low cost, fai da te e chi più ne ha più ne metta, hai bisogno di prepararlo al meglio. Internet può aiutare a capire più o meno qualsiasi cosa, come il vestiario adatto per sopravvivere a -30°, anche se non lo hai mai fatto personalmente. Ma fare questo genere di ricerche porta via tempo e impegno.
  • Se vai in zone remote, dove non sei certo che il cellulare prenda, o dove potresti aver bisogno di aiuto in condizioni difficili, fai un favore a te stesso e porta con te un telefono satellitare. È una spesa mica da ridere, ma può essere un salva vita quando ci si trova in situazioni difficili, o anche solo per tranquillizzare velocemente chi è a casa. Il nostro Thuraya è stato un fedele compagno fin dalla prima partenza…
  • Non lesinare sull’assicurazione di viaggio. Noi ne abbiamo purtroppo dovuto fare uso più di una volta, e quando serve sei felice di aver pagato e di esserti affidato alla realtà giusta. Per questo viaggio in arrivo abbiamo scelto Chapka Insurance, scegliendo di affidarci a un broker assicurativo invece che alla compagnia stessa, per avere un intermediario di supporto in caso di controversie o lentezze, ma la sicurezza di un’assicurazione affidabile e seria come EuropAssistance.

 

La cosa più importante, comunque, è seguire i propri ritmi, senza forzarsi a fare ciò che non ci piace: l’obiettivo dei viaggi avventurosi è farci superare dei limiti mentali che non ci permettono di esprimere appieno il nostro potenziale, la paura del nuovo e dell’ignoto, e farci provare quell’adrenalina che ci fa sentire vivi e in movimento.

Se ci riesci, scoprirai una cosa straordinaria: non c’è praticamente limite a ciò che puoi riuscire a fare!

E questa consapevolezza, te lo assicuro, ti accompagnerà in tutti gli ambiti della tua vita se glielo permetti: nel lavoro, nelle relazioni, nelle difficoltà. E sarà bellissimo!

 

Cosa ne pensi di questo articolo? Hai mai pensato che un viaggio avventuroso potesse essere una tale MEDICINA? 🙂 Raccontaci le tue esperienze nei commenti!

 

Un abbraccio,

Ilaria

 

Ps: se sei in cerca di viaggi organizzati che facciano dell’Avventura con la A maiuscola il proprio credo, dai un’occhiata alle nostre SPEDIZIONI!

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